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Fontevivo, Parma, 29 novembre 1992 - Genova, 16 agosto 2004
La Serva di Dio Eleonora Restori, nacque a Bianconese, frazione di Fontevivo (PR), il giorno 29 novembre 1992, e morì a Genova, presso l'Istituto Giannina Gaslini, il 16 agosto 2004. Si tratta di una bella testimonianza di Fede e di cristiana accettazione della sofferenza da parte di una bambina che, ad appena 9 anni di età, contrasse una gravissima forma tumorale denominata "linfoma di Hodgkin". In un alternarsi di fiduciosa speranza e l'aggravarsi della malattia, con tutte le sofferenze che ciò ha causato sul fisico della piccola Eleonora, ella ha sempre mantenuto un'esemplare serenità, senza mai lamentarsi, conservando il sorriso e la gioia di vivere, come manifestato anche in un piccolo Diario iniziato a scrivere negli ultimi mesi della malattia. Come risulta dalle testimonianze di chi l’ha conosciuta, Eleonora ha saputo vivere la sua malattia e le sofferenze legate ad esse con spirito di offerta, con grande forza interiore e nella preghiera, rivolgendosi con fiducia a Gesù Bambino e sentendo l'aiuto del suo Angelo Custode. Nel suo nome sono anche nate iniziative di preghiera e di carità, portate avanti, in particolar modo, dall'Associazione Apostoli della Pace APS. Mons. Marco Tasca, Arcivescovo di Genova, in data 1° marzo 2026 ha promulgato l’editto circa l’avvio della causa di beatificazione e canonizzazione.
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Eleonora nacque a Parma il 29 novembre 1992 primogenita dei medici Gabriele Restori e Sandra Mari e fu battezzata nella chiesa dei Ss. Giovanni e Lorenzo di Bianconese il 26 febbraio. L’anno successivo divenne la sorella maggiore di Angelica, di cui si prese cura con affetto quasi materno. La cura verso gli altri, infatti, è una delle caratteristiche più particolari di questa bambina che, in breve tempo, sperimenterà il dolore della Croce e la gioia del dono. Intelligente e vivace, crebbe in seno a una famiglia serena e ricca di valori, che la piccola fece suoi, coltivandoli e sublimandoli. A scuola seppe mettere la sua vivacità a servizio dell’apprendimento, si rivelò, infatti, una bambina attenta, responsabile e sempre disponibile ad aiutare coloro che era in difficoltà. Come ricorderà una sua compagnetta di scuola e amica, con il suo carattere forte, Eleonora si preoccupava per lei e le aiutava nelle difficoltà, soprattutto quando altri bambini cercavano di sopraffarla. Il 13 maggio 2002 ricevette la Prima Comunione e, appena 12 dopo aver incontrato per la prima volta il Signore nell’Eucaristia, fu chiamata a incontrarlo anche nella Croce. Il 25 maggio, infatti, una tosse continua accompagnata da febbre allarmò i genitori e, dopo gli accertamenti, risultò che vi erano dei linfonodi espansi nel torace. La terapia prescritta sembrò risolvere il problema ma, nel settembre successivo, dopo diversi controlli, gli venne diagnosticato un linfoma di Hodghin mediastinico, che richiese un percorso di cura all’Ospedale Gaslini di Genova. Il periodo di ricovero fu una nuova occasione per verificare l’immensa carità che ardeva nel cuore della piccola Eleonora, che si preoccupava per gli altri più che per sé stessa, infondendo in tutti forza e coraggio con il suo sorriso e con la sua sorprendente vitalità. Nel giugno successivo, dopo un ciclo di chemioterapia e radioterapia, venne dichiarata guarita e fu dimessa dall’Ospedale. Ma, alla fine di agosto, nuovi esami rilevarono delle metastasi polmonari diffuse, che richiesero pesanti cicli di chemioterapia e una terapia sperimentale. Eleonora, nonostante le sofferenze che dovette sopportare, non perse la sua vivacità e il suo ottimismo, ma soprattutto non cessò di guardare a chi si trovava nel dolore e nel bisogno. Nel suo diario, che iniziò a scrivere nel giugno del 2004 si trovano diverse preghiere nelle quali chiede al Signore di guarirla, ma mai senza aggiungere un ringraziamento al Signore per i doni che le ha dato e una preghiera per situazioni di cui è a conoscenza: Signore, ti ringrazio perché oggi è stata una magnifica giornata… – scriveva -. Ti prego, fammi guarire, te lo chiedo con tutto il cuore… ti prego fai finire questa guerra che provoca tante morti e tanta distruzione… ti ringrazio perché sono una bambina fortunata… Parole semplici, uscite dal cuore di una bambina, che rivelano però la profondità di un’anima matura, che sa riconoscere il volto del Signore e il suo Amore anche nella più grande sofferenza. Con il passare dei giorni quelle preghiere divennero offerta: Signore – scriveva -, ti offro i miei capelli per i bambini poveri e ti offro tutte le mie sofferenze per tutti i problemi che ci sono nel mondo. Signore, ti ringrazio per tutte le cose che mi hai dato e perché oggi è stata una bella giornata fa’ che domani possa essere una giornata altrettanto bella… Nell’avanzare della malattia Eleonora cresceva nella consapevolezza che tutto è grazia nelle mani di Dio. Pur dovendo far fronte alla malattia continuava a impegnarsi nello studio con stupore dei suoi insegnanti e, nonostante i dolori, non perse mai il sorriso, che fu una luce per lei e per tutti coloro che le stavano accanto. Eleonora seppe anche capire, nonostante la giovane età, che noi siamo fatti per il Cielo e, quando una notte un bambino che ormai conosceva bene, nella stanza accanto si lamentava per i dolori, la piccola, rivolgendosi a sua madre, che non sapeva come proteggerla da quel momento così straziante, disse: Mamma, non ti preoccupare, domani Lorenzo starà bene. Il bambino terminò la sua esistenza terrena nella notte e, al mattino seguente, Eleonora disse: Hai visto, mamma, ora Lorenzo è andato a casa. Quella casa, alla quale anche lei, pian piano si avvicinava, discretamente e con il sorriso sulle labbra. Il 16 agosto 2004 ricevette la Cresima, accogliendo quel dopo con grande felicità. Poco dopo, alle 13.50, mentre era fra le braccia del papà, concluse il suo viaggio, entrando, finalmente nella Casa di Dio. Nell’omelia delle esequie il sacerdote, che l’aveva seguita nel periodo della malattia, così la descrisse: È vero sei semplicemente una bambina come tante altre che ha vissuto volentieri nella sua famiglia, che si è impegnata a scuola come tante fanno, hai giocato con la tua sorellina, con i tuoi amici e con il tuo cagnolino. È vero hai fatto con semplicità e gioia le cose semplici che fa una bambina, ma in te, Dio ha voluto far capire a tante persone quante cose belle e buone ha messo in ogni bimbo e in ogni famiglia, e quante e quali cose uniche e stupende può fare nell’animo di chi, come te, con semplicità lo ascolta e lo accoglie. Eleonora fu sepolta nella Cappella di famiglia del cimitero di Sala Baganza e sulla sua tomba i genitori hanno voluto sintetizzare il dono della vita di Eleonora nella frase: Tu piccola del cielo sei stata posta nel nostro cuore dalle onde della vita universale. Tu che appartieni a tutti ci sei stata donata. Il 1 marzo del 2026 l’Arcivescovo di Parma ha emanato l’Editto per il processo super vita et virtutibus.
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Fonte:
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https://giovanisanti.wordpress.com/
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Note:
Per approfondire: www.ilsorrisodieleonora.it
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