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Beato Pietro Mesonero Rodriguez Salesiano, martire
Festa:
10 agosto
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Aldearrodrigo, Salamanca, Spagna, 29 maggio 1912 - El Vedat, Spagna, agosto 1936
Nato a Aldearrodrigo (Salamanca) il 29 maggio 1912. Cominciò i suoi
studi nel seminario di Astudillo (Palencia) e li continuò a Campello
(Alicante), ma la precarietà della sua salute l'obbligò a ritornare a
casa. Dopo la morte del fratello, anche lui salesiano, andò di nuovo a
Campello ed emise la sua professione religiosail 3 agosto 193I. Passò a
Mataro e poi a Valenza, dove lo sorprese la guerra. Fu un uomo di
carattere gentile e simpatico, molto apprezzato dai compagni.Uscendo dal
carcere si rifugiò, insieme con un altro sacerdote, in
Meliana(Valenza), dadove,piùtardi, dovette fuggire. Fermato, si rifiutò
di denunciare altri religiosi. Fu ucciso in "EI Vedat", vicino alla
cittadina di Torrente (Valenza).
Etimologia: Dal greco Pétros, traduzione del termine aramaico Kefa, e significa 'roccia', 'pietra'.
Emblema: Abito salesiano, palma del martirio, croce.
Martirologio Romano: A Valencia ancora in Spagna, beato Giovanni Martorell Soria, sacerdote della Società Salesiana e martire, che patì il martirio nella medesima persecuzione. Insieme a lui si commemora anche il beato martire Pietro Mesonero Rodríguez, religioso della stessa Società, che nel villaggio di Vedat de Torrent nel territorio di Valencia in un giorno ignoto ricevette la gloriosa corona per aver testimoniato Cristo.
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Pietro Mesonero Rodríguez nacque il 29 maggio 1912 ad Aldearrodrigo, piccolo centro della provincia di Salamanca, in una famiglia cristiana. Fin da ragazzo manifestò il desiderio di consacrarsi a Dio. Entrò negli ambienti formativi salesiani iniziando gli studi ad Astudillo, presso Palencia, e successivamente a Campello, vicino ad Alicante. Le sue condizioni di salute, tuttavia, si rivelarono precarie e lo costrinsero a interrompere temporaneamente il percorso di formazione, facendo ritorno alla famiglia. Questo periodo di prova non spense la sua vocazione, che anzi si rafforzò ulteriormente.
La professione salesiana Dopo la morte del fratello, anch'egli salesiano, Pietro riprese il cammino religioso tornando a Campello. Il 3 agosto 1931 emise la professione religiosa nella Società di San Francesco di Sales. Successivamente fu destinato alla casa salesiana di Mataró e infine a Valencia, una delle opere più importanti della provincia salesiana. I confratelli lo ricordavano come un giovane allegro, affabile e generoso, capace di instaurare rapporti cordiali con tutti. Pur non essendo ancora sacerdote, viveva con entusiasmo il carisma educativo di don Bosco e si preparava al ministero con dedizione.
La persecuzione del 1936 Lo scoppio della Guerra civile spagnola nel luglio 1936 provocò una violentissima persecuzione anticlericale in molte regioni della Spagna repubblicana. Chiese, conventi e collegi religiosi furono devastati; numerosi sacerdoti, religiosi e laici cattolici vennero arrestati e uccisi esclusivamente a motivo della loro appartenenza ecclesiale. Anche la comunità salesiana di Valencia fu presa di mira. Pietro fu arrestato insieme ai confratelli e rinchiuso in carcere. Dopo alcuni giorni venne rilasciato, ma la libertà si rivelò soltanto provvisoria. Trovò rifugio insieme a un sacerdote salesiano nel paese di Meliana, nei pressi di Valencia, finché anche quel luogo divenne insicuro e fu costretto a riprendere la fuga.
Il martirio Durante uno spostamento fu intercettato dai miliziani. Secondo le testimonianze raccolte nel processo di beatificazione, gli fu intimato di indicare dove si nascondessero altri religiosi. Pietro rifiutò di tradire i confratelli. Per questa scelta fu condotto a El Vedat de Torrent, nei dintorni di Valencia, dove venne assassinato in un giorno non precisamente identificato dell'agosto 1936. Aveva soltanto ventiquattro anni. La sua morte rientra tra i numerosi episodi di persecuzione religiosa che colpirono la Famiglia Salesiana durante la guerra. La Chiesa ha riconosciuto che fu ucciso in odio alla fede, attribuendogli quindi il titolo di martire.
Il riconoscimento ecclesiale Il processo di riconoscimento del martirio si concluse con la beatificazione celebrata da san Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001. Pietro fu proclamato beato insieme a Giuseppe Calasanz Marqués e ad altri trentuno martiri salesiani, oltre a numerosi martiri della diocesi di Valencia. La sua memoria liturgica ricorre il 10 agosto, nello stesso giorno del beato Giovanni Martorell Soria, con il quale è commemorato nel Martirologio Romano.
Autore: Giampietro Cattini
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