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Sant' Angelina Despota di Serbia

Festa: 30 luglio

Berat, Albania, 1440 circa - Monastero di Krušedol, Sirmia, 30 luglio 1520 (o 1516)

Figlia di Giorgio Arianita e cognata del principe Ivan-i Cronojevic, al quale Eugenio IV aveva affidato il vessillo della Chiesa nella lotta contro i Turchi, Angelina sposò Stefano il Cieco, fratello di Lazaro II Greblanovic. Quando il 21 gennaio 1458 Lazaro morì senza discendenti maschi, Stefano divenne despota di Serbia, ma nel 1467 fu costretto a fuggire con la famiglia per sottrarsi alla pressione turca e si recò in Italia, dove, dieci anni dopo, nel 1477, si spegneva. Angelina si stabilì a Kupinovo (Srem), dove fece traslare il corpo del marito, e, riavuto il titolo di despota alla morte di Zmaj Vuk (1485 o 1486), coniò monete d’argento e d’oro che recavano su una faccia la sua immagine e sull’altra quella dei figli Djurdje e Ivan. Costruì un monastero femminile a Krusedol (Srem) e morì nel 1516. Fu sepolta a Krusedol insieme con il marito e i figli. La Chiesa serba la venera con il nome di “Majka Angelina” il 30 luglio, mentre Stefano il Cieco è celebrato l’11 ottobre, Ivan il 10 dicembre e Djurdje, che si era fatto monaco prendendo il nome di Massimo, il 18 gennaio.

Etimologia: Angelina deriva dal greco ángelos, messaggero, e significa 'messaggera' o 'angelica'.

Emblema: Abito monastico, corona deposta, croce, modellino del monastero di Krušedol, rotolo o libro.


Angelina apparteneva alla potente famiglia degli Arianiti, protagonista della resistenza al dominio ottomano nei Balcani. Era figlia del principe Gjergj Arianiti e di Maria Muzaka, appartenente a un'altra importante casata albanese. Attraverso i legami familiari era inoltre imparentata con l'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Skanderbeg.
Cresciuta in un ambiente profondamente cristiano, ricevette un'educazione degna del suo rango, caratterizzata da una solida formazione religiosa e culturale.

Il matrimonio con Stefano Branković
Nel 1460 sposò Stefano Branković, despota di Serbia, già accecato per ordine del sultano ottomano e costretto all'esilio. L'unione ebbe anche un'importante valenza politica, consolidando l'alleanza tra due famiglie impegnate nella difesa dei territori cristiani balcanici.
Dal matrimonio nacquero almeno quattro figli, tra cui Đorđe (poi monaco Massimo), Jovan e Maria. Due dei figli sarebbero stati a loro volta venerati come santi dalla Chiesa ortodossa serba.

L'esilio
La caduta definitiva del Despotato di Serbia e la crescente pressione ottomana costrinsero la famiglia ad abbandonare i Balcani.
Angelina seguì il marito prima in Albania e poi nell'Italia nord-orientale, probabilmente in Friuli, vivendo anni di grande precarietà economica e politica. Stefano morì in esilio nel 1476 (alcune fonti riportano il 1477), lasciandola vedova con figli ancora giovani. La cronologia di questi anni presenta alcune divergenze nella storiografia, ma è certo che Angelina sostenne con determinazione la propria famiglia durante tutto il periodo dell'esilio.

Il ritorno nei territori serbi
Negli anni successivi Angelina riuscì a riportare le spoglie del marito nei territori della Sirmia.
La famiglia Branković riottenne parte del prestigio politico grazie al riconoscimento del titolo di despota da parte del Regno d'Ungheria.
Secondo le fonti, Angelina amministrò con prudenza il patrimonio familiare e fece coniare monete raffiguranti sé stessa insieme ai figli, testimonianza della continuità dinastica della casata Branković.

Fondazione del monastero di Krušedol
L'opera che più lega il suo nome alla storia religiosa della Serbia è la fondazione del monastero di Krušedol, nella regione della Fruška Gora.
Il monastero divenne uno dei principali centri spirituali, culturali e artistici della Serbia, custodendo le reliquie della famiglia Branković e svolgendo un ruolo fondamentale nella conservazione dell'identità nazionale durante il dominio ottomano.
Angelina vi trascorse gli ultimi anni della sua vita come monaca.

Morte e culto
Angelina morì nel monastero di Krušedol il 30 luglio. Le fonti non concordano sull'anno della morte: la tradizione riportata da SantieBeati indica il 1516, mentre numerosi studi storici moderni e la storiografia internazionale propendono per il 1520. La discrepanza rimane segnalata dagli studiosi.
Fu sepolta accanto al marito e ai figli nel monastero da lei fondato. Le sue reliquie divennero meta di venerazione e contribuirono alla diffusione del suo culto nella Chiesa ortodossa serba.

Rapporti con altri santi
Tra i membri della sua famiglia venerati come santi figurano:
- il marito Stefano Branković;
- il figlio Đorđe Branković, divenuto monaco con il nome di Massimo;
- il figlio Jovan Branković.
La dinastia Branković costituisce uno dei casi più significativi di santità familiare nella tradizione serbo-ortodossa.

Curiosità
- È ricordata nella tradizione serba con il titolo affettuoso di Majka Angelina, cioè "Madre Angelina".
- Apparteneva contemporaneamente alla nobiltà albanese degli Arianiti e alla dinastia reale serba dei Branković, diventando un simbolo dei legami storici tra i popoli balcanici.
- Le monete fatte coniare a suo nome costituiscono una rara testimonianza del ruolo politico esercitato da una donna nella Serbia tardo-medievale.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-24

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