|
Wessex, 943/944 - Winchester, Inghilterra, 8 luglio 975
Tra i sovrani dell'Inghilterra anglosassone, Edgaro il Pacifico occupa un posto di assoluto rilievo. Il suo regno, durato dal 959 al 975, rappresentò uno dei momenti di maggiore stabilità politica dell'Inghilterra prima della conquista normanna. La pace interna, il consolidamento dell'autorità regia, la riorganizzazione amministrativa e il deciso sostegno alla riforma monastica promossero una stagione di prosperità destinata a lasciare un'impronta duratura nella storia inglese. La tradizione ecclesiastica gli riconobbe non tanto il merito di imprese militari quanto quello di aver favorito il rinnovamento religioso del Paese, collaborando strettamente con tre grandi santi del suo tempo: Dunstano di Canterbury, Osvaldo di Worcester e York ed Etelvoldo di Winchester. Dopo la sua morte, il ricordo di un sovrano giusto e promotore della vita ecclesiale diede origine a un culto locale, particolarmente vivo nell'abbazia di Glastonbury, dove le cronache medievali attribuirono numerosi miracoli alla sua intercessione.
Emblema: Corona, globo regale, scettro, modello di chiesa o abbazia, nave reale, talvolta con san Dunstano.
|
Figlio della dinastia del Wessex Edgaro (Eadgar) nacque intorno al 943-944, ultimo figlio del re Edmondo I e della regina sant'Ælfgifu di Shaftesbury. Rimase orfano di padre all'età di circa due anni, quando Edmondo venne assassinato nel 946. Poiché Edgaro e il fratello maggiore Edwy erano ancora minorenni, il trono passò dapprima allo zio Edredo, che ne curò l'educazione. Il giovane principe ricevette una formazione fortemente influenzata dagli ambienti ecclesiastici riformatori, nei quali operavano figure come Dunstano, destinato a diventare il principale consigliere del futuro sovrano.
L'ascesa al trono Alla morte di Edredo, nel 955, divenne re il fratello Edwy. Il suo governo suscitò però forti opposizioni sia tra la nobiltà sia nel clero. Nel 957 i nobili di Mercia e della Northumbria proclamarono Edgaro loro sovrano, determinando una divisione del regno. Soltanto dopo la morte di Edwy, avvenuta nell'ottobre del 959, Edgaro poté assumere il controllo dell'intera Inghilterra. Il suo regno inaugurò quasi due decenni di notevole stabilità politica, circostanza che gli valse già presso i contemporanei il soprannome di "Pacifico". La pace, tuttavia, non fu il risultato di una debolezza militare, bensì di una forte autorità monarchica riconosciuta sia dai grandi del regno sia dai sovrani vicini.
Il consolidamento del regno inglese Gli storici considerano Edgaro uno dei principali artefici della costruzione dello Stato inglese. Pur evitando grandi campagne militari, esercitò un'autorità effettiva sull'intera Britannia. I sovrani di Scozia, di Strathclyde e diversi principi gallesi riconobbero formalmente la sua supremazia. Celebre rimase l'assemblea di Chester, successiva alla sua incoronazione del 973, nella quale vari re britannici gli prestarono omaggio. Una tradizione medievale racconta che essi stessi remarono la barca reale mentre Edgaro ne teneva il timone. Gli studiosi ritengono storicamente attendibile l'incontro politico, mentre considerano leggendario l'episodio dell'imbarcazione.
La riforma della Chiesa inglese L'opera più significativa del suo regno fu probabilmente il sostegno alla riforma benedettina. Grazie alla collaborazione con san Dunstano, arcivescovo di Canterbury, con sant'Osvaldo di Worcester e York e con sant'Etelvoldo di Winchester, numerosi monasteri furono restaurati o rifondati secondo la Regola di san Benedetto. Il sovrano favorì inoltre la restituzione di beni ecclesiastici, sostenne economicamente le comunità monastiche e incoraggiò una maggiore disciplina del clero. Molte diocesi furono riorganizzate e la vita religiosa conobbe una stagione di straordinaria vitalità. Questo rinnovamento contribuì in modo decisivo allo sviluppo culturale dell'Inghilterra anglosassone, favorendo la produzione di manoscritti, l'istruzione del clero e la rinascita della liturgia.
Un sovrano legislatore Edgaro non fu soltanto un protettore della Chiesa. Promosse una vasta opera di riforma amministrativa e giudiziaria, uniformando il sistema monetario e rafforzando le strutture del governo locale. Le sue leggi cercavano di garantire una maggiore giustizia nei tribunali e di limitare gli abusi dei grandi proprietari. Particolare importanza ebbero le disposizioni che consolidarono l'organizzazione dei "hundreds", circoscrizioni amministrative destinate a diventare elementi fondamentali dell'ordinamento inglese.
La famiglia e le vicende personali La vita privata del sovrano fu complessa. Da Æthelflæd ebbe il figlio Edoardo, destinato a essere venerato come sant'Edoardo il Martire. Successivamente sposò Ælfthryth (Elfrida), dalla quale nacquero Edmondo ed Ethelredo, il futuro re noto alla storia come "l'Indeciso". Le cronache riferiscono inoltre della relazione con Wulfthryth, dalla quale nacque santa Edith di Wilton. La natura del rapporto tra Edgaro e Wulfthryth rimane oggetto di discussione: alcune fonti medievali parlano di matrimonio, altre di un'unione irregolare, mentre altre ancora narrano un rapimento. Gli studiosi moderni ritengono impossibile stabilire con certezza quale versione corrisponda ai fatti.
La celebre incoronazione del 973 Uno degli eventi più significativi del suo regno fu la solenne incoronazione celebrata a Bath nella Pentecoste del 973. La cerimonia, preparata da san Dunstano, costituì un modello destinato a influenzare per secoli il rito d'incoronazione dei sovrani inglesi. Non rappresentò tanto l'inizio del regno quanto la celebrazione della piena maturità del potere monarchico ormai consolidato. Secondo una tradizione medievale, Dunstano avrebbe rinviato volontariamente l'incoronazione imponendo a Edgaro sette anni di penitenza per una colpa morale. Questa interpretazione appartiene tuttavia alla tradizione agiografica e non trova conferme documentarie contemporanee.
La morte Edgaro morì l'8 luglio 975, probabilmente a Winchester, all'età di circa trentun anni. Fu sepolto con grandi onori nell'abbazia di Glastonbury, centro della riforma monastica inglese e luogo particolarmente legato alla figura di san Dunstano. La sua morte aprì una difficile crisi dinastica tra i sostenitori dei figli Edoardo ed Ethelredo, crisi che avrebbe indebolito il regno negli anni successivi.
Il culto Il culto di Edgaro nacque spontaneamente nell'abbazia di Glastonbury già nell'XI secolo. Nel 1052, durante la traslazione delle reliquie, le cronache monastiche raccontano che il corpo sarebbe stato ritrovato incorrotto e che si verificarono eventi prodigiosi. Tali racconti appartengono alla tradizione agiografica medievale e non possono essere verificati storicamente. Il suo nome venne inserito nei martirologi inglesi medievali e la memoria liturgica fu fissata all'8 luglio. Pur non essendo mai stato canonizzato secondo le procedure moderne, il suo culto rimase costante nella Chiesa inglese medievale ed è riconosciuto dalla Chiesa cattolica.
Spiritualità e attualità La santità attribuita a Edgaro non nasce dall'ascesi personale né dal martirio, ma dall'esercizio del governo. La tradizione cristiana vide in lui l'immagine del sovrano chiamato a mettere il potere al servizio del bene comune, della giustizia e della pace. Il suo regno mostra come la collaborazione tra autorità civile ed ecclesiastica possa favorire non soltanto il rafforzamento delle istituzioni, ma anche la crescita culturale e spirituale di un popolo.
Curiosità La liturgia dell'incoronazione celebrata per Edgaro nel 973 costituisce il più antico rito inglese di incoronazione conservato quasi integralmente e ha influenzato, con successive modifiche, le incoronazioni dei monarchi inglesi e britannici fino all'età contemporanea. Nel British Museum è conservato un magnifico diploma reale del 966, miniato in oro, nel quale Edgaro è raffigurato mentre riceve la benedizione di Cristo: è uno dei capolavori della miniatura anglosassone.
Autore: Giampietro Cattini
|