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Beato Mancio Araki Firozaiemon Martire
Festa:
8 luglio
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† Nagasaki, Giappone, 8 luglio 1626
Martirologio Romano: A Shimabara in Giappone, beato Mancio Araki, martire, che per avere accolto in casa il sacerdote beato Francesco Pacheco fu gettato in carcere, dove morì consunto dalla tisi.
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Origini e contesto Fratello di Mattia Araki Cisaiemon, condivideva con lui lo status nobiliare e il fervore religioso. Concorse attivamente alla decisione di ospitare clandestinamente il Beato Francesco Paceco a Cocinotzu di Arima per sostenerne l'apostolato clandestino e sottrarlo alle ricerche delle autorità imperiali.
La prigionia e le sofferenze Tratto in arresto insieme al fratello il 18 dicembre 1625 a seguito del medesimo blitz militare, venne associato alle carceri di Scimabara. Mencio, tuttavia, si trovava già in condizioni di salute estremamente precarie in quanto gravemente consumato dalla tisi. I rigori del freddo invernale e il cibo insufficiente e malsano del carcere minarono definitivamente le sue ultime forze.
Il transito e il disprezzo dei persecutori Preoccupati per la sua imminente fine, parenti e amici chiesero invano alle autorità la sua scarcerazione per potergli prestare cure mediche. Il crudele governatore locale, il presidente Cavatci, rifiutò spietatamente l'istanza, dichiarandosi apertamente compiaciuto della prospettiva che il prigioniero morisse in cella in modo che il suo cadavere in decomposizione appestasse gli altri detenuti cristiani.
La morte Mencio visse le sue ultime ore in uno stato di profonda serenità spirituale, spegnendosi nella notte dell'8 luglio 1626 mentre era immerso in "dolci colloqui con Dio". Tre giorni dopo il decesso, la sua salma fu recuperata, deposta in una cesta e infine bruciata sul rogo insieme ai compagni ancora in vita trasferiti a Nagasaki. Fu beatificato anch'egli il 7 luglio 1867.
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