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Santa Valentina Venerata a Nevers
Festa:
15 luglio
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E' noto con quanta facilità, nonostante gli avvertimenti degli
archeologi, siani stati insigniti del titolo di santità e proposti al
culto i corpi prelevati dalle Catacombe romane nella prima metà del sec.
XIX. A questi appartengono le reliquie di santa Valentina, custodite
dalle religiose della Carità e dell'Istruzione cristiana di Nevers.
Mons. di Coissigny, vicario generale di Nevers, le ottenne dal Patrizi,
cardinale vicario di Gregorio XVI. Mons. Dufetre, vescovo di Nevers, con
decreto del 28 maggio 1852, ha fissato la festa di Valentina al 15
luglio.
Etimologia: Femminile di Valentinus, derivato da valens, cioè 'forte', 'valorosa', 'robusta'.
Emblema: Palma del martirio, corona di fiori, abiti delle vergini martiri, urna reliquiario.
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Di Santa Valentina non possediamo alcuna notizia storica relativa alla nascita, alla famiglia, al luogo di origine o all'epoca in cui visse. Nessuna fonte antica, né il Martyrologium Romanum né le raccolte agiografiche tradizionali, tramanda una sua passione o una memoria liturgica antica. Il suo nome è legato esclusivamente alle reliquie rinvenute nelle catacombe romane, circostanza che impedisce qualsiasi ricostruzione biografica attendibile. Gli studiosi moderni sottolineano pertanto la necessità di distinguere nettamente tra la venerazione liturgica e la documentazione storica.
Le reliquie provenienti dalle catacombe Tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX secolo numerosi corpi furono estratti dalle catacombe di Roma per essere donati a diocesi, monasteri e istituti religiosi europei. In quel periodo si riteneva frequentemente che tali resti appartenessero a martiri dei primi secoli cristiani, anche quando mancavano prove archeologiche decisive. Anche le reliquie attribuite a Santa Valentina appartengono a questo contesto storico. Oggi gli archeologi e gli storici della Chiesa invitano a una valutazione più prudente di tali identificazioni, poiché non sempre erano supportate da elementi certi.
L'arrivo a Nevers Le reliquie furono ottenute da monsignor de Coissigny, vicario generale della diocesi di Nevers, attraverso il cardinale Costantino Patrizi Naro, cardinale vicario di papa Gregorio XVI. Esse furono affidate alle Religiose della Carità e dell'Istruzione Cristiana di Nevers, presso le quali sono tuttora custodite. La presenza delle reliquie favorì rapidamente la nascita di una devozione locale.
Il riconoscimento del culto Il 28 maggio 1852 il vescovo di Nevers, mons. Jean-François Dufêtre, emanò un decreto con il quale stabilì che la memoria liturgica di Santa Valentina fosse celebrata il 15 luglio. Si tratta quindi di una festa di carattere locale, nata dalla venerazione delle reliquie e non dalla trasmissione di una tradizione agiografica antica. La venerazione di Santa Valentina rimane essenzialmente circoscritta alla diocesi di Nevers e alla comunità religiosa che custodisce le sue reliquie. La sua memoria liturgica cade il 15 luglio, data stabilita nel decreto episcopale del 1852. Non risultano patronati specifici né un culto particolarmente diffuso al di fuori dell'ambito locale.
Reliquie Le reliquie attribuite a Santa Valentina sono conservate presso le Religiose della Carità e dell'Istruzione Cristiana di Nevers, dove continuano a essere oggetto di venerazione.
Autore: Giampietro Cattini
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