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Sant' Andrea Nguyen Kim Thong Nam Catechista e martire
Festa:
15 luglio
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>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Gò Thị, Vietnam, 1790 circa - My Tho, Vietnam, 15 luglio 1855
Sant'Andrea Nguyễn Kim Thông Năm (noto anche come Nam Thuông) è stato
un catechista laico vietnamita e martire. Condannato all'esilio per la
sua fede sotto l'imperatore Tự Đức, morì il 15 luglio 1855 durante il
trasferimento, dopo essere stato incatenato e costretto a portare una
pesante trave di legno. Nato intorno al 1790 nel villaggio di Gò Thị
(Vietnam), dedicò la sua vita a insegnare il Vangelo e ad assistere i
missionari. Fu arrestato e imprigionato a causa delle feroci
persecuzioni contro i cristiani. Durante la marcia verso il luogo di
esilio a My Tho, le torture subite e il peso della trave ne causarono la
morte. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica ed è uno dei 117
Martiri del Vietnam, canonizzati da Papa Giovanni Paolo II il 19 giugno
1988. La sua memoria liturgica si celebra il 15 luglio, mentre l'intero
gruppo dei martiri vietnamiti viene ricordato il 24 novembre.
Etimologia: Andrea, dal greco Andréas, virile, coraggioso.
Martirologio Romano: Nella provincia di My Tho in Cocincina, ora Viet Nam, sant’Andrea Nguyen Kim Thong Nam (Nam Thuong), martire, che, catechista, condannato dopo il carcere all’esilio sotto l’imperatore Tu Duc, legato con catene e caricato di una trave, portò a compimento durante il viaggio il suo martirio.
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Andrea Nguyen Kim Thong Nam nacque intorno al 1790 nel villaggio di Gò Thị, nella provincia di Binh Dinh, nell'area storica della Cocincina. Cresciuto in una famiglia agiata e profondamente cristiana, assimilò fin dalla giovane età i valori del Vangelo. Le fonti storiche concordano nel descriverlo come un uomo di integrità, che seppe conciliare le responsabilità civili con un intenso impegno religioso. Divenuto capo di una numerosa famiglia, si dedicò con particolare cura all'educazione cristiana dei figli, trasmettendo loro una fede radicata e consapevole. Parallelamente, assunse il ruolo di catechista laico, svolgendo un'opera di istruzione religiosa e di sostegno ai missionari che operavano nella regione, spesso in condizioni di clandestinità. La sua autorevolezza morale lo rese un punto di riferimento naturale per la comunità locale, guadagnandosi il rispetto anche di coloro che non condividevano la sua fede.
Il contesto della persecuzione La metà del XIX secolo segnò un periodo di intensa ostilità per i cristiani in Vietnam. Sotto il regno dell'imperatore Tu Duc, salito al trono nel 1847, la dinastia Nguyen inasprì le misure repressive contro il cattolicesimo, percepito come una minaccia all'ordine sociale confuciano e un veicolo di influenza straniera. I decreti imperiali imponevano ai cristiani di rinnegare la propria fede calpestando il crocifisso, pena l'arresto, la confisca dei beni, l'esilio o la condanna a morte. In questo clima di terrore, Andrea scelse di non nascondere la propria identità cristiana. La sua posizione sociale non lo protesse dalle retate delle autorità; al contrario, la sua visibilità lo rese un bersaglio prioritario per le forze dell'ordine imperiali, intente a colpire i leader naturali delle comunità cristiane per scoraggiare i fedeli.
L'arresto e il martirio Arrestato a causa della sua incrollabile fedeltà alla fede, Andrea fu sottoposto a carcere duro e interrogatori volti a estorcergli l'apostasia. Le fonti agiografiche riportano che resistette a ogni pressione, rifiutandosi di compiere gesti di rinnegamento. Di conseguenza, fu condannato all'esilio, una pena che nella prassi dell'epoca equivaleva spesso a una condanna a morte differita, data la durezza delle condizioni di trasferimento. Nel 1855, fu costretto a intraprendere una marcia forzata verso il luogo di deportazione a My Tho. Durante questo viaggio, le cronache testimoniano che fu incatenato e caricato di una pesante trave di legno, un supplizio destinato a fiaccare fisicamente e moralmente il condannato. Prostrato dalle torture subite in prigione e dal peso insostenibile della trave, Andrea Nguyen Kim Thong Nam esaurì le sue forze e morì il 15 luglio 1855, lungo il cammino verso l'esilio. La sua morte fu accettata come il compimento naturale di una vita offerta a Dio, senza ricerca di martirio, ma senza alcuna fuga dalla sua conseguenza.
Il culto e la canonizzazione La memoria di Andrea Nguyen Kim Thong Nam è stata custodita con devozione dalla comunità cattolica vietnamita, che lo ha sempre considerato un testimone autentico della fede laicale. Il suo nome è stato incluso nel gruppo dei 117 Martiri del Vietnam, un insieme di vescovi, sacerdoti, religiosi e laici uccisi tra il 1745 e il 1862. Papa Giovanni Paolo II ha proceduto alla loro canonizzazione il 19 giugno 1988 a Roma, riconoscendo in questo gruppo il fondamento spirituale della Chiesa vietnamita moderna. La sua memoria liturgica individuale è fissata al 15 luglio, giorno della sua morte, mentre la celebrazione corale di tutti i martiri vietnamiti avviene il 24 novembre.
Autore: Enrico Quiri
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