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San Fredegando Abate di Kerkelodor
Festa:
17 luglio
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† Kerkelodor, oggi Deurne, Anversa, Belgio, VIII sec.
Fu monaco e in seguito abate di Kerkelodor, a Deurne, presso Anversa.
Certi autori, ma senza prova, lo hanno unito ai santi Furseo e Foillano,
altri vedono in lui un collaboratore di san Willibrordo; ma egli
appartiene forse a un'epoca più recente. Niente dimostra che professasse
la regola benedettina. La cessazione della peste del 1512 ad Anversa fu
attribuita al suo intervento.
All'epoca normanna le reliquie furono messe al sicuro a
Moustier-sur-Sambre, dove nel secolo XVI i soldati francesi le
dispersero in parte. Nel 1593 l'abbazia di Saint-Bertin (Francia)
cedette alla cappella del santo, nella cattedrale di Anversa, alcune
reliquie di dubbia autenticità che non poterono essere esposte alla
venerazione dei fedeli. Il nome di Fredegando si trova in un calendario
obitorio di Saint-Laurent di Liegi del secolo XI, e si incontra inoltre
in alcuni supplementi del Martirologio d'Usuardo. La sua festa appare
per la prima volta in un Messale di Liegi nel 1609, ma non nel Proprio
dell'antica diocesi di Anversa. Era celebrata dal XIX secolo nelle
diocesi di Malines e Namur. Ma, dopo il 1962, rimase unicamente, come
commemorazione, in quella di Anversa.
Martirologio Romano: A Deuren vicino ad Anversa in Austrasia, nell’odierno Belgio, san Fredegando, che si dice sia venuto monaco dall’Irlanda, compagno di san Foillano e altri nella peregrinazione e nel lavoro missionario.
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Tra il VI e l’VIII secolo l’Irlanda divenne uno dei principali centri del monachesimo occidentale. Numerosi religiosi irlandesi lasciarono la propria patria per intraprendere missioni nel continente europeo, dando vita a comunità monastiche, scuole e centri di evangelizzazione. Figure come san Colombano, san Gallo, san Colombano di Luxeuil e san Foillano contribuirono alla rinascita religiosa e culturale di molte regioni dell’Europa occidentale dopo il declino dell’Impero romano. In questo ambiente storico si colloca anche la figura di Fredegando, la cui presenza nel continente è ricordata dalla tradizione insieme ad altri monaci missionari.
Origini e arrivo nel continente Le fonti non conservano dati certi sulla nascita, sulla famiglia o sulla formazione iniziale di Fredegando. L’identificazione con un monaco irlandese deriva principalmente dalla tradizione agiografica riportata dal Martirologio Romano. Secondo tale tradizione, Fredegando avrebbe lasciato l’Irlanda per unirsi ai gruppi missionari diretti verso il continente europeo. Alcuni studiosi lo hanno collegato alla cerchia di san Foillano, fratello di san Furseo e importante evangelizzatore dell’area franca e del Belgio meridionale. Tuttavia tale associazione non è dimostrata con certezza dalle fonti disponibili. Altri autori medievali hanno ipotizzato un rapporto con san Villibrordo, apostolo della Frisia, ma anche questa relazione rimane priva di prove decisive.
L’abbazia di Kerkelodor La principale notizia tramandata su Fredegando riguarda il suo ruolo di abate di Kerkelodor, località identificata con l’attuale Deurne, nei pressi di Anversa. Il monastero si trovava in una regione allora caratterizzata dall’incontro tra popolazioni germaniche e la progressiva organizzazione cristiana del territorio. I monasteri svolgevano non soltanto una funzione religiosa, ma anche culturale e sociale: erano luoghi di preghiera, conservazione dei testi, istruzione e assistenza alle popolazioni locali. Come abate, Fredegando avrebbe guidato la comunità monastica secondo gli ideali del monachesimo occidentale: disciplina spirituale, lavoro, studio e servizio pastorale. Non sono però conservati suoi scritti né documenti che permettano di ricostruire dettagliatamente il suo governo abbaziale.
La morte e il culto La data della morte di Fredegando non è conosciuta con precisione. Gli studiosi collocano generalmente la sua vita nell’VIII secolo, anche se alcune tradizioni potrebbero riflettere elementi appartenenti a epoche differenti. Il suo nome compare in un calendario obituario dell’abbazia di Saint-Laurent di Liegi dell’XI secolo e in alcuni supplementi del Martirologio di Usuardo, segno dell’esistenza di una venerazione già consolidata nel Medioevo. La celebrazione liturgica del 17 luglio appare documentata in un messale di Liegi del 1609. In seguito il culto fu mantenuto soprattutto nell’area di Anversa.
Le reliquie Secondo la tradizione, durante il periodo delle incursioni normanne le reliquie di san Fredegando furono trasferite per proteggerle e giunsero a Moustier-sur-Sambre. Nel XVI secolo, durante le guerre religiose che coinvolsero le regioni fiamminghe, parte delle reliquie andò dispersa. Nel 1593 l’abbazia di Saint-Bertin cedette alla cappella dedicata al santo nella cattedrale di Anversa alcune reliquie attribuite a Fredegando, anche se la loro autenticità non poté essere pienamente verificata.
Il miracolo della peste di Anversa La tradizione locale attribuisce a san Fredegando un intervento miracoloso durante la peste che colpì Anversa nel 1512. Secondo il racconto devozionale, la cessazione dell’epidemia sarebbe stata ottenuta attraverso la sua intercessione. Questo episodio contribuì alla diffusione del suo culto come protettore contro le malattie contagiose. Dal punto di vista storico, l’evento appartiene alla tradizione religiosa locale e non è documentato secondo i criteri moderni di verifica dei miracoli.
Autore: Giampietro Cattini
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