|
|
Newsletter
|
Per ricevere i Santi di oggi inserisci la tua mail:
|
|
E-Mail: [email protected]
|
|
|
Beato Giuseppe Barsabba il Giusto
Festa:
20 luglio
|
|
† Eleuteropoli, Palestina, I sec.
Giuseppe, detto Barsabba e soprannominato Giusto, è una delle figure più significative e al contempo meno celebrate delle origini cristiane. Menzionato esplicitamente nel libro degli Atti degli Apostoli, egli incarna l'ideale del discepolo fedele che opera con dedizione indipendentemente dal riconoscimento pubblico o dal titolo ricevuto. La sua candidatura al collegio apostolico, seguita dalla mancata elezione a favore di Mattia, non segnò il suo ritiro dalla vita comunitaria, ma anzi lo vide protagonista di missioni delicate e di fiducia, come la mediazione tra Gerusalemme e Antiochia. La sua memoria, custodita dal Martirologio Romano il 20 luglio, non celebra un martirio documentato o un'opera di fondazione, ma la virtù rara della costanza nel servizio. In un'epoca che tende a esaltare il successo visibile, la figura di Giuseppe Barsabba offre una prospettiva storica e spirituale di grande attualità: il valore della fedeltà silenziosa e della disponibilità a svolgere il proprio ruolo per il bene della comunità.
Etimologia: Giuseppe (dall'ebraico Yosef, 'Dio aggiunga'); Barsabba (dall'aramaico Bar-Sabba, 'figlio del sabato' o 'figlio della quiete').
Emblema: Abiti del I secolo, talvolta raffigurato con un dado o un sorteggio.
Martirologio Romano: Commemorazione del beato Giuseppe, chiamato Barsabba e soprannominato il Giusto, discepolo del Signore, che gli Apostoli proposero insieme a san Mattia, perché uno dei due prendesse il posto che era stato di Giuda il traditore; e pur caduta la sorte su Mattia, egli si adoperò ugualmente nel ministero della predicazione e della santificazione.
|
Le notizie biografiche su Giuseppe sono frammentarie e si limitano quasi esclusivamente alle testimonianze neotestamentarie. Il suo nome composto rivela un'origine giudaica e un contesto culturale bilingue. Giuseppe (dall'ebraico Yosef, "Dio aggiunga") era un nome molto diffuso. L'appellativo Barsabba deriva dall'aramaico Bar-Sabba, che può essere tradotto come "figlio del sabato" o "figlio della quiete", un'espressione che potrebbe indicare una nascita in giorno di sabato o un'origine familiare legata a una specifica tradizione. Il soprannome Giusto (in greco Ioustos, dal latino Iustus) era spesso attribuito ai cristiani di origine ebraica che si distinguevano per una rigorosa osservanza della Legge e per una condotta morale irreprensibile. È probabile che abbia seguito Gesù fin dall'inizio del suo ministero in Galilea, acquisendo la qualifica di testimone oculare della sua vita pubblica, condizione necessaria per la successione apostolica.
La proposta apostolica e l'accettazione Dopo l'ascensione di Gesù, la comunità di Gerusalemme si trovò a dover colmare il vuoto lasciato da Giuda Iscariota. Pietro pose due condizioni precise per il candidato: aver accompagnato i discepoli per tutto il tempo in cui Gesù visse tra loro ed essere stato testimone della sua risurrezione. La comunità propose due nomi che soddisfacevano questi requisiti: Giuseppe Barsabba e Mattia. La scelta finale fu affidata alla preghiera e al sorteggio, un metodo decisionale comune nel giudaismo del Secondo Tempio per discernere la volontà divina. La sorte cadde su Mattia. Le Scritture non registrano alcuna reazione di delusione o protesta da parte di Giuseppe. Al contrario, la sua successiva presenza attiva nella comunità suggerisce una piena e matura accettazione dell'esito, trasformando una mancata elezione in un'opportunità di servizio diverso ma ugualmente prezioso.
Il ministero di fiducia e la missione ad Antiochia La seconda e ultima menzione biblica di Giuseppe Barsabba lo vede protagonista di un momento cruciale per la Chiesa primitiva. Dopo il Concilio di Gerusalemme, che aveva stabilito che i convertiti dal paganesimo non erano tenuti a osservare l'intera legge mosaica, era necessario comunicare questa decisione alla comunità di Antiochia, evitando fraintendimenti. Gli apostoli e gli anziani scelsero due uomini di grande autorità e stima: Giuda, detto Barsabba, e Giuseppe, soprannominato Giusto. Insieme a Paolo e Barnaba, furono inviati come delegati ufficiali. Il testo degli Atti specifica che erano profeti e che il loro compito era confermare con la parola orale quanto scritto nella lettera, dimostrando che Giuseppe godeva di una profonda fiducia da parte della leadership di Gerusalemme e delle capacità diplomatiche e teologiche necessarie per gestire una questione così delicata.
La tradizione successiva tra storia e agiografia Dopo il I secolo, le tracce storiche dirette di Giuseppe Barsabba si fanno rare. Alcune tradizioni agiografiche tarde, in particolare in ambito orientale, lo identificano con il Giuseppe che fu vescovo di Eleuteropoli (nell'attuale Israele) e che avrebbe subito il martirio. Tuttavia, gli studiosi moderni tendono a considerare queste attribuzioni con cautela, poiché il nome Giuseppe e il soprannome Giusto erano molto comuni e potrebbero aver generato sovrapposizioni con altre figure dei primi secoli cristiani. Il Martirologio Romano ha scelto di celebrarne la memoria il 20 luglio, focalizzandosi non su dettagli leggendari, ma sulla certezza del suo ruolo di discepolo che si adoperò ugualmente nel ministero della predicazione e della santificazione.
Il sorteggio nella Chiesa primitiva La scelta di Mattia tramite sorteggio rappresenta l'ultimo caso di questo metodo decisionale nel Nuovo Testamento. Successivamente, la guida dello Spirito Santo si manifesterà attraverso altri discernimenti comunitari, come l'imposizione delle mani. La presenza di Giuseppe come candidato idoneo ma non eletto sottolinea che l'idoneità umana, per quanto comprovata, rimane subordinata alla scelta divina.
La mediazione culturale La missione ad Antiochia evidenzia il ruolo di ponte svolto dai cristiani di origine ebraica come Giuseppe. La loro autorità morale era essenziale per garantire la continuità e l'unità tra la Chiesa madre di Gerusalemme e le nuove comunità miste del mondo ellenistico.
Curiosità Alcuni studiosi hanno ipotizzato, senza prove conclusive, che il Giuseppe menzionato nel Vangelo di Marco (6,3) tra i fratelli di Gesù potesse essere la stessa persona di Giuseppe Barsabba. Se così fosse, egli sarebbe stato un parente stretto di Gesù, il che spiegherebbe la sua profonda conoscenza del ministero del Signore e l'alta stima di cui godeva a Gerusalemme. Tuttavia, questa rimane un'ipotesi non verificabile.
Autore: Enrico Quiri
|
|
|
|
Album Immagini
|