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Beata Cristina l'Ammirabile Vergine

Festa: 24 luglio

Brustem, presso Sint-Truiden (oggi Belgio), intorno al 1150-1160 - Sint-Truiden (Saint-Trond, Belgio), 24 luglio 1224

La Vita di Cristina, scritta da Tommaso di Cantimpré verso il 1232, è molto contestata nel suo valore storico, malgrado certe concordanze con testimonianze di Giacomo di Vitry. Semplice pastorella, verso il 1182, dopo una crisi di catalessi, la santa decise di consacrarsi a Dio per una vita di penitenza. Non sembra abbia fatto parte di una comunità di beghine: era una di quelle pie donne che vivevano isolate e che si incontrano spesso all'inizio del sec. XIII. Si ritirò dapprima nel castello di Looz, poi a Saint-Trond, dove morì nel convento di Santa Caterina. La Vita le attribuisce una serie di azioni straordinarie, specialmente casi di levitazione che superano tutti gli altri conosciuti; ma se queste azioni avessero avuto veramente luogo, testimonierebbero piuttosto di una certa morbosità. Le sue reliquie, conservate già a Nonnemielen, si trovano attualmente nella chiesa dei Redentoristi di Saint-Trond.

Etimologia: Cristina deriva dal latino Christianus e significa 'appartenente a Cristo', 'seguace di Cristo'.

Emblema: Bara o feretro, fiamme, uccelli, alberi, ali, atteggiamento estatico, levitazione, anime del Purgatorio.

Martirologio Romano: A Sint-Truiden in Brabante, nell’odierno Belgio, beata Cristina, vergine, detta la Mirabile, perché in lei nella mortificazione del corpo e nelle estasi mistiche il Signore operò meraviglie.


Cristina (Cristina Mirabilis, Christina the Astonishing, Christine l'Admirable) nacque probabilmente a Brustem, presso Sint-Truiden, in un periodo compreso fra il 1150 e il 1160. Rimasta orfana in giovane età, fu allevata dalle sorelle maggiori e lavorò come pastorella. La regione apparteneva al principato ecclesiastico di Liegi, uno dei più importanti centri religiosi dell'Europa occidentale, caratterizzato dalla nascita di nuove forme di vita evangelica femminile.
La documentazione contemporanea sulla sua giovinezza è molto limitata; le principali notizie derivano dalla biografia composta da Tommaso di Cantimpré.

L'episodio della morte apparente
L'evento decisivo della sua esistenza, secondo la tradizione, avvenne intorno ai vent'anni.
Colpita da una gravissima crisi, probabilmente una forma di catalessi o altra patologia allora non compresa, fu creduta morta. Durante il funerale, mentre la liturgia era già iniziata, avrebbe improvvisamente ripreso vita sollevandosi fino alla volta della chiesa.
Alla richiesta del sacerdote di discendere, raccontò di aver contemplato Inferno, Purgatorio e Paradiso e di aver ottenuto da Dio di poter tornare sulla terra per offrire sofferenze e penitenze a favore delle anime del Purgatorio.
Questo episodio costituisce il nucleo della tradizione agiografica, ma non può essere verificato storicamente. Gli studiosi moderni ne propongono diverse interpretazioni mediche, psicologiche e simboliche.

Una vita di penitenza radicale
Dopo quell'esperienza Cristina abbandonò la vita ordinaria.
Scelse un'esistenza poverissima, fatta di digiuni, preghiera, isolamento e continua mortificazione del corpo.
Le fonti raccontano comportamenti estremi: permanenze nell'acqua gelida, esposizione al fuoco, rifugio tra le tombe, lunghi periodi trascorsi sugli alberi o sui tetti per evitare il contatto con le persone, il cui peccato avrebbe percepito come insopportabile.
La critica storica considera questi racconti con grande prudenza. Essi riflettono il linguaggio simbolico dell'agiografia medievale e intendono descrivere il totale distacco della mistica dal mondo e la sua partecipazione alla sofferenza redentrice di Cristo, più che offrire una cronaca in senso moderno.

I fenomeni mistici
Le levitazioni sono l'aspetto più celebre della sua tradizione.
Tommaso di Cantimpré descrive numerose estasi durante le quali Cristina sarebbe rimasta sospesa in aria, avrebbe cantato in latino pur senza istruzione e avrebbe contemplato le anime del Purgatorio.
Proprio questi racconti le valsero il soprannome di l'Ammirabile.
La storiografia contemporanea sottolinea tuttavia che tali fenomeni appartengono principalmente al genere letterario agiografico medievale e non possono essere dimostrati come fatti storici. La loro funzione era soprattutto quella di esprimere la santità straordinaria della protagonista.

Rapporti con il movimento mistico femminile
Pur non appartenendo con certezza alle beghine, Cristina visse nello stesso ambiente spirituale che vide nascere questo movimento.
Fu conosciuta da Jacques de Vitry e da Maria d'Oignies; secondo la tradizione ebbe rapporti anche con santa Lutgarda di Aywières, una delle più importanti mistiche cistercensi del Medioevo.
Gli studiosi ritengono che Cristina rappresenti una delle espressioni più originali della spiritualità femminile sviluppatasi nella diocesi di Liegi, caratterizzata da intensa contemplazione, penitenza e servizio ecclesiale.

Gli ultimi anni
Negli ultimi anni visse per lunghi periodi presso Borgloon e successivamente vicino al monastero benedettino di Santa Caterina, fuori Sint-Truiden.
Morì il 24 luglio 1224.
La sua fama di santità era già ampiamente diffusa tra il popolo, che iniziò subito a venerarne la memoria.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-16

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