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Sant' Austindo Vescovo

Festa: 26 luglio

Bordeaux, Francia, circa 1000 - Auch, Francia, 1068

Nato verso il 1000 a Bordeaux, monaco benedettino a Sant'Orienzio di Auch, poi abate del monastero fu eletto arcivescovo di Auch poco dopo la metà del sec. XI, in luogo di Raimondo Copa deposto per simonia. Costruttore, innalzò una casa capitolare con chiostro, cominciò una nuova cattedrale fondò Nogaro e la sua collegiata. Riformatore fece adottare la regola di Cluny, reintegrò i vescovadi della Guascogna soppressi, diresse dei concili. La sua lotta contro gli usurpatori laici lo costrinse a rifugiarsi per due anni a Reims. Rientrò nella sua diocesi e morì poco dopo un sinodo, nel 1068. Il suo culto risale alla metà del sec. XIV e la sua festa si celebra il 25 settembre.

Etimologia: Dal latino 'Austindus', di origine incerta, forse legato ad 'auster' (austero, del sud) o di radice germanica.

Emblema: Abiti pontificali, modello di cattedrale, bastone pastorale.

Martirologio Romano: Ad Auch in Aquitania, in Francia, sant’Austindo, vescovo, alla cui opera si deve la costruzione della cattedrale, il progresso dei costumi del popolo e l’edificazione della casa di Dio.


Nato a Bordeaux intorno all'anno Mille, Austindo (lat. Austindus, fr. Austinde o Ostent) fu attratto giovanissimo dall'ideale di vita comunitaria. Scelse di entrare nell'ordine benedettino presso l'abbazia di Sant'Orienzio a Auch, un centro spirituale di primaria importanza nella regione. La sua dedizione alla regola, unita a una spiccata capacità organizzativa, lo portò a essere eletto abate del medesimo monastero. In questo ruolo, Austindo si distinse per l'implementazione della riforma cluniacense, rinnovando la disciplina religiosa, il rigore liturgico e la vita fraterna della comunità, preparandosi così alle future responsabilità pastorali.

L'elezione episcopale e l'opera di ricostruzione
Intorno alla metà dell'XI secolo, la diocesi di Auch si trovava in una situazione di grave crisi morale e istituzionale. In seguito alla deposizione per simonia dell'arcivescovo Raimondo Copa, Austindo fu elevato alla cattedra arcivescovile. Il suo episcopato fu immediatamente caratterizzato da un'intensa attività costruttiva e riformatrice. Consapevole che la rinascita spirituale richiedeva anche spazi degni, promosse l'edificazione di una nuova cattedrale e fece costruire una casa capitolare completa di chiostro. Inoltre, fondò la città di Nogaro dotandola di una collegiata, gettando le basi per un rinnovato e capillare tessuto ecclesiale nella regione.

La lotta per l'autonomia ecclesiastica
Il contesto storico era segnato da forti tensioni tra il potere episcopale e le ambizioni dei signori laici, che spesso miravano a controllare le risorse e le nomine della Chiesa. Austindo si oppose con determinazione alle usurpazioni dei beni e dei diritti ecclesiastici, difendendo l'autonomia della diocesi. Questa ferma posizione gli attirò potenti inimicizie e lo costrinse a un periodo di esilio: fu obbligato a rifugiarsi per due anni a Reims, lontano dalla sua sede. Tuttavia, la sua perseveranza e il sostegno delle autorità ecclesiastiche superiori gli permisero di rientrare trionfalmente nella sua diocesi, ripristinando l'ordine e la giustizia.

Gli ultimi anni, i concili e la morte
Ristabilita l'autorità episcopale, Austindo continuò la sua opera di riorganizzazione su scala più ampia. Reintegrò i vescovadi della Guascogna che erano stati soppressi, garantendo una migliore assistenza spirituale ai fedeli. Partecipò attivamente alla vita conciliare della Chiesa, presenziando a sinodi importanti, tra cui un concilio a Jaca, in Spagna, nel 1060. Nel 1068, in compagnia del legato pontificio Ugo di Die, celebrò un sinodo provinciale ad Auch, coronamento della sua opera riformatrice. Morì poco dopo quest'ultimo evento, nello stesso anno, lasciando una diocesi profondamente rinnovata e una solida eredità spirituale.

Il culto e le reliquie
Il culto di sant'Austindo si consolidò nei secoli successivi alla sua morte, trovando una menzione stabile nel Martirologio Romano alla data del 26 luglio. Le sue reliquie, oggetto di venerazione da parte dei fedeli, furono ritrovate nel 1610 durante alcuni lavori di ristrutturazione nella cattedrale di Sainte-Marie d'Auch. Questo ritrovamento confermò la continuità della devozione locale verso il vescovo riformatore e diede nuovo impulso alla sua memoria liturgica.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-21

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