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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beati Marcello Gaucherio Labigne de Reignefort e Pietro Giuseppe Le Groing de La Romagère Condividi su Facebook

Beati Marcello Gaucherio Labigne de Reignefort e Pietro Giuseppe Le Groing de La Romagère Martiri

Festa: 26 luglio

Marcello Gaucherio: Limoges, 3 novembre 1751; Pietro Giuseppe: Saint-Sauvier, 28 giugno 1752 - Pontoni di Rochefort, Francia, 26 luglio 1794

Etimologia: Marcello: dal latino Marcellus, diminutivo di Marcus, legato al dio Marte o al significato di martello. Gaucherio: dal germanico Waldhar, composto da wald (potere) e hari (esercito), ovvero comandante

Emblema: Abito talare nero, collare bianco, palma del martirio, spesso rappresentati in gruppo sulle navi prigione.

Martirologio Romano: In una sordida galera all’ancora nel mare antistante Rochefort in Francia, beato Marcello Gaucherio Labigne de Reignefort, della Società delle Missioni, e Pietro Giuseppe Le Groing de La Romagère, sacerdoti e martiri: il primo dal territorio di Limoges, l’altro di Bourges, durante la rivoluzione francese furono consegnati in odio alla fede ad una disumana prigionia, morendo poi sfiniti dall’inedia e dalla malattia.


Marcello Gaucherio Labigne de Reignefort nacque a Limoges il 3 novembre 1751, da una famiglia della piccola nobiltà locale. Sentita fin dalla giovinezza la vocazione sacerdotale, si unì alla Società delle Missioni di Limoges, dedicandosi con zelo all'evangelizzazione e alla cura delle anime nelle parrocchie rurali.
Pietro Giuseppe Le Groing de La Romagère vide la luce il 28 giugno 1752 a Saint-Sauvier, nell'odierno dipartimento dell'Allier. Ordinato sacerdote, intraprese un percorso di notevole responsabilità ecclesiastica, divenendo arcidiacono e vicario generale dell'arcidiocesi di Bourges, dove si distinse per la sua competenza giuridica e il suo equilibrio pastorale.

Il rifiuto del giuramento e l'arresto
Lo scoppio della Rivoluzione francese e l'approvazione della Costituzione civile del clero nel 1790 posero entrambi di fronte a una scelta drammatica. Fedeli alla comunione con la Sede Apostolica, rifiutarono di prestare il giuramento di fedeltà allo Stato, divenendo così 'preti refrattari'. Questa decisione comportò l'immediata perdita di ogni diritto civile, la confisca dei beni e l'inizio di una vita clandestina, segnata da perquisizioni, nascondigli e il costante rischio dell'arresto. Nonostante le leggi sempre più severe contro il clero non giurato, entrambi continuarono a esercitare il ministero in segreto, amministrando i sacramenti ai fedeli che li cercavano nella notte.

La deportazione e il martirio sui pontoni
Nel 1794, durante il periodo del Terrore, le autorità rivoluzionarie decisero di deportare i sacerdoti refrattari invece di giustiziarli sommariamente. Furono caricati su vecchie navi negriere disarmate, ancorate nella baia di Rochefort, adibite a carceri galleggianti. Le condizioni a bordo erano disumane: sovraffollamento estremo, mancanza di igiene, cibo avariato e totale assenza di cure mediche.
Marcello Gaucherio e Pietro Giuseppe, insieme a decine di altri sacerdoti, furono confinati su questi pontoni. Privati di tutto, trasformarono la loro prigionia in una continua preghiera comunitaria, assistendosi a vicenda nella malattia e nella sofferenza. Entrambi contrassero lo scorbuto e altre patologie legate alla denutrizione, morendo il 26 luglio 1794. La loro fine non fu un'esecuzione rapida, ma un lento consumarsi della vita, offerto come sacrificio supremo per la fedeltà a Cristo e alla Chiesa.

Il culto
Il culto dei martiri di Rochefort si è sviluppato progressivamente a partire dall'Ottocento. I corpi dei sacerdoti, inizialmente gettati in fosse comuni sull'isola di Aix e sull'isola Madame a causa delle epidemie, furono oggetto di venerazione popolare segreta. La beatificazione, celebrata da Papa Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1995, ha riconosciuto ufficialmente il valore della loro testimonianza, inserendoli nel novero dei 64 martiri dei pontoni di Rochefort. Oggi le loro reliquie sono venerate nella cappella dei Martiri a Rochefort e nel santuario eretto sull'isola Madame, meta di costante preghiera e riflessione storica.
Ogni anno, nella seconda quindicina di agosto, il diocesi di La Rochelle organizza un pellegrinaggio commemorativo all'isola Madame. I fedeli rinnovano la memoria di questi sacerdoti camminando sugli stessi luoghi che furono teatro della loro prigionia e del loro passaggio al cielo, unendo la preghiera alla conoscenza storica del periodo rivoluzionario.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-21

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