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San Desiderato di Besancon Vescovo
Festa:
27 luglio
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† Lons-le-Saunier, Giura, Francia, 414 circa
Presentato dalla tradizione come un vescovo di Besançon verso l'anno
400, figura secondo sulla lista episcopale conservata nella Biblioteca
Vaticana e undecimo su un catalogo tratto dal messale della cattedrale
di Santo Stefano. Un'altra lista lo menziona ancora all'undecimo posto.
Una di esse ci fa sapere che terminò la sua santa vita a Lons, e che
quivi riposa. Non è possibile, in mancanza di altre fonti, stabilire se
si tratti di un santo locale trasformato in vescovo di Besançon per
supplire alle lacune del catalogo, o se invece si tratti di un vero
vescovo di Besançon morto e sepolto a Lons. E' festeggiato il 27 luglio
nella diocesi di Saint-Claude e in quella di Besançon, dove è
considerato vescovo e confessore.
Etimologia: Dal latino Desideratus, participio passato di desiderare, che significa 'desiderato', 'bramato' o 'atteso con ansia'.
Emblema: Abiti episcopali tardoantichi, mitra, pastorale, talvolta in atto di benedire.
Martirologio Romano: A Lons-le-Saunier sul massiccio del Giura in Francia, san Desiderato, che si ritiene sia stato vescovo di Besançon.
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Le notizie biografiche su Desiderato sono estremamente scarne, come spesso accade per i presuli delle diocesi galliche dei primi secoli del cristianesimo. Non si conoscono con certezza né il luogo né la data della sua nascita. Le uniche indicazioni temporali lo collocano nel V secolo, un'epoca di profonde trasformazioni per la Gallia, segnata dal declino dell'autorità imperiale romana e dalla progressiva strutturazione delle istituzioni ecclesiastiche locali. In questo contesto, la figura del vescovo assumeva un ruolo centrale non solo spirituale, ma anche civile e amministrativo, fungendo da punto di riferimento per la popolazione.
Il ministero episcopale tra storia e tradizione La tradizione agiografica e i cataloghi antichi presentano Desiderato come vescovo di Besançon. Egli compare infatti in due elenchi episcopali conservati: figura al secondo posto in una lista custodita nella Biblioteca Vaticana e all'undicesimo in un catalogo tratto dal messale della cattedrale di Santo Stefano. Questa discrepanza numerica è sintomatica delle rielaborazioni medievali, spesso volte a colmare le lacune delle successioni antiche con nomi di santi locali. Gli studiosi moderni dibattono ancora se Desiderato sia stato un effettivo vescovo di Besançon che scelse di ritirarsi o morire a Lons-le-Saunier, oppure un santo uomo di quella località, successivamente elevato al rango episcopale per conferire maggiore antichità e prestigio alla sede di Besançon. In mancanza di documenti coevi, entrambe le ipotesi rimangono sul piano della probabilità storica.
La morte a Lons-le-Saunier e la sepoltura Ciò che le fonti riportano con maggiore concordia è il luogo del suo transito. Desiderato concluse la sua vita a Lons-le-Saunier, nel cuore del massiccio del Giura, intorno all'anno 414. La tradizione locale è unanime nell'indicare questa città come il luogo della sua sepoltura. La scelta di Lons-le-Saunier, piuttosto che di Besançon, potrebbe suggerire un legame originario con la regione del Giura o un volontario ritiro in un luogo più appartato negli ultimi anni di vita, un modello non inusuale per i pastori dell'antichità tardiva.
Il culto e l'eredità artistica Il culto di San Desiderato è rimasto vivo nei secoli, principalmente circoscritto alla diocesi di Saint-Claude e a quella di Besançon, dove è venerato come vescovo e confessore. La testimonianza più tangibile della sua venerazione è l'attuale chiesa di Saint-Désiré a Lons-le-Saunier, un pregevole esempio di architettura romanica. Questo edificio sorge tradizionalmente sul luogo della sua antica sepoltura, sostituendo una più primitiva chiesa cristiana edificata per custodirne le spoglie. La sua memoria liturgica è fissata al 27 luglio dal Martirologio Romano.
Curiosità La doppia collocazione di Desiderato nei cataloghi episcopali (secondo e undicesimo posto) riflette le complesse operazioni di ricostruzione storica operate dai capitoli cattedrali nel Medioevo. Spesso, per nobilitare la propria sede, si inserivano nomi di santi locali nelle liste dei vescovi, creando talvolta sovrapposizioni o duplicazioni che gli agiografi moderni faticano a districare con certezza assoluta.
Autore: Enrico Quiri
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