|
|
Newsletter
|
Per ricevere i Santi di oggi inserisci la tua mail:
|
|
E-Mail: [email protected]
|
|
|
Beato Roberto Sutton Martire
Festa:
27 luglio
|
|
Burton-on-Trent, Inghilterra, c. 1543-1545 - Stafford, Inghilterra, 27 luglio 1587
Il Beato Roberto Sutton rappresenta una delle figure più significative del martirio cattolico nell'Inghilterra elisabettiana. La sua vicenda umana e spirituale si distingue per un percorso di profonda ricerca teologica: nato e formato nel solco della Chiesa anglicana, giunse a una convinzione tale della fede cattolica da abbracciarla pienamente, pagando con la vita la sua scelta. Sacerdote ordinato per servire una comunità clandestina, dedicò il suo ministero con particolare zelo all'assistenza dei carcerati, fino al suo arresto e alla condanna a morte. Beatificato nel 1987, la sua memoria liturgica è il 27 luglio .
Etimologia: Deriva dal germanico Hrodebert, composto da hrod (fama, gloria) e berht (illustre, brillante).
Emblema: Abito talare nero elisabettiano, palma del martirio, croce pettorale.
Martirologio Romano: A Stafford in Inghilterra, beato Roberto Sutton, sacerdote e martire, impiccato per il suo sacerdozio sotto la regina Elisabetta I.
|
Roberto Sutton nacque a Burton-on-Trent, nello Staffordshire, intorno al 1543-1545, figlio di un carpentiere. Ricevette una solida educazione nella sua città natale fino all'adolescenza, per poi proseguire gli studi presso il Christ Church di Oxford. In linea con le aspettative del suo tempo e del suo background, intraprese la carriera ecclesiastica all'interno della Chiesa d'Inghilterra. Nel 1571 fu nominato Rettore di Lutterworth, nel Leicestershire, dove svolse il ministero di pastore anglicano per alcuni anni, acquisendo una notevole preparazione teologica.
La conversione e l'ordinazione sacerdotale Nonostante la posizione di prestigio, Sutton maturò progressivamente profondi dubbi teologici riguardo alla Riforma anglicana. La sua ricerca spirituale lo condusse a un'adesione consapevole alla fede cattolica. Rifiutando di compromettere la propria coscienza, abbandonò il suo beneficio ecclesiastico e lasciò l'Inghilterra per formarsi come sacerdote cattolico. Fu ordinato presbitero nel 1577, preparandosi a rientrare nella sua patria per servire i fedeli rimasti nella clandestinità a causa delle persecuzioni.
Il ministero clandestino e il martirio Tornato in Inghilterra, Sutton esercitò il suo ministero prevalentemente nello Staffordshire. La sua attività si caratterizzò per un'attenzione particolare verso i cattolici imprigionati a causa della loro fede, ai quali portava conforto spirituale e i sacramenti. Questa dedizione lo espose al rischio costante. Nel 1585, in seguito all'inasprimento delle leggi penali contro i sacerdoti seminaristi, fu arrestato e bandito dal regno. Tuttavia, il suo zelo pastorale non gli permise di restare in esilio. Fece ritorno clandestinamente in Inghilterra, continuando la sua opera. La sua libertà terminò quando fu catturato mentre visitava i gentiluomini cattolici detenuti nel carcere di Stafford. Processato per alto tradimento, la sua colpa era esclusivamente quella di essere un sacerdote cattolico. Il 27 luglio 1587, subì il supplizio dell'impiccagione, sventramento e squartamento a Gallows Flat, a Stafford, sigillando con il sangue la sua fedeltà alla Chiesa.
Il culto e la beatificazione La memoria di Roberto Sutton fu custodita dalla comunità cattolica inglese nei secoli successivi, tramandata attraverso cronache manoscritte e tradizioni locali. La sua causa di beatificazione fu introdotta nel XX secolo, culminando nella solenne proclamazione da parte di Papa Giovanni Paolo II il 22 novembre 1987, insieme ad altri martiri inglesi e gallesi. La sua festa liturgica è celebrata il 27 luglio, giorno del suo dies natalis.
Autore: Enrico Quiri
|
|
|
|
Album Immagini
|