|
|
Newsletter
|
Per ricevere i Santi di oggi inserisci la tua mail:
|
|
E-Mail: [email protected]
|
|
|
San Callinico di Gangra Martire
Festa:
29 luglio
|
|
† Gangra, Turchia, III sec.
Il patriarca di Costantinopoli, Macedonio II, morto in esilio a
Gangra in Paflagonia (516), nella parte settentrionale dell'Asia Minore,
secondo una notizia trasmessaci da Landolfo Sagace fu «sepolto nella
chiesa di San Callinico, martire, vicino alle sue reliquie». Questo ci
permette di supporre che Callinico fosse venerato già da molto tempo
all'inizio del sec. VI, epoca in cui Macedonio fu relegato a Gangra
dall'imperatore Anastasio che non apprezzava il suo attaccamento alla
dottrina di Calcedonia. Il pellegrino Teodosio, verso il 530, visitò la
tomba di Callinico (dove il nome di Callinico appare corrotto in
Galenicus). I testi delle passiones, da cui sono estratti gli elogi di
Callinico, riportati dai vari sinassari e dal Martirologio Romano, sono
di dubbio valore storico e per di più non danno che notizie molto scarse
sulla persona del santo. Egli sarebbe stato originario della Cilicia e
avrebbe sofferto il martirio del fuoco a Gangra di Paflagonia, dopo aver
miracolosamente dissetato i suoi carnefici.
Etimologia: Dal greco 'Kallinikos', composto da 'kallos' e 'nike', significa 'colui che riporta una bella vittoria'.
Emblema: Palma del martirio, sandali con chiodi, roccia con sorgente, fiamme
Martirologio Romano: A Gangra in Paflagonia, nell’odierna Turchia, san Calliníco, martire.
|
Le notizie certe sulla vita di Callinico scarseggiano, lasciando spazio a una tradizione agiografica che ne colloca i natali in Cilicia, regione dell'Asia Minore meridionale. Cresciuto nella fede cristiana, il giovane Callinico non si limitò a vivere la propria appartenenza in modo privato. Mosso dalla preoccupazione per la sorte spirituale dei suoi contemporanei, intraprese un'opera di evangelizzazione itinerante. Attraversò città e villaggi dell'entroterra anatolico, predicando apertamente contro il culto degli idoli e annunciando il messaggio di Cristo. Questa attività missionaria, svolta in un clima politico sempre più ostile ai cristiani, lo espose inevitabilmente all'attenzione delle autorità locali.
L'arresto e il viaggio della sofferenza La predicazione di Callinico lo condusse ad Ancyra, l'odierna Ankara, in Galazia. Qui venne arrestato e condotto dinanzi a un governatore romano che la tradizione agiografica identifica con il nome di Sacerdono. Sottoposto a interrogatorio, il martire rifiutò fermamente di sacrificare agli dei romani, dichiarandosi pronto ad affrontare qualsiasi tortura pur di non tradire la propria fede. Secondo i resoconti tramandati dai sinassari orientali, Callinico subì pesanti flagellazioni e lacerazioni del corpo. Il governatore, furioso per la sua incrollabile resistenza, escogitò un supplizio particolarmente crudele: fece calzare ai piedi del condannato dei sandali muniti di chiodi acuminati. In questo stato, Callinico fu costretto a mettersi in marcia, sospinto a colpi di frusta, per coprire la lunga e impervia distanza che separava Ancyra da Gangra, in Paflagonia, dove avrebbe dovuto subire la condanna definitiva.
Il miracolo e il martirio finale Il viaggio verso Gangra si rivelò estenuante non solo per il prigioniero, ma anche per la scorta militare che lo accompagnava. Sotto il sole cocente dell'altopiano anatolico, i soldati furono colti da una sete terribile e, in preda alla disperazione, si rivolsero paradossalmente proprio a colui che stavano conducendo alla morte, implorandolo di chiedere acqua al suo Dio. Callinico, dando prova di una carità evangelica senza precedenti, pregò per i suoi aguzzini e, secondo la tradizione, fece sgorgare miracolosamente una sorgente d'acqua da una roccia. I soldati, dissetati e profondamente colpiti dal gesto, meditarono addirittura di liberarlo, ma il timore delle punizioni imperiali li costrinse a completare la missione. Giunto infine a Gangra, Callinico affrontò il rogo. Entrò tra le fiamme con animo sereno, consegnando la sua vita a Dio. La tradizione narra che il suo corpo rimase incredibilmente illeso dal fuoco, permettendo ai cristiani del luogo di recuperare le spoglie per tributare loro una degna sepoltura.
Il culto e la storicità delle reliquie Al di là degli elementi leggendari della 'passio', l'esistenza storica del martire e l'antichità del suo culto sono confermate da fonti documentarie indipendenti. Sappiamo che Macedonio II, patriarca di Costantinopoli, morì in esilio a Gangra nel 516 e fu sepolto proprio nella chiesa intitolata a San Callinico, vicino alle sue reliquie. Questo dettaglio ci conferma che, già all'inizio del VI secolo, il martire era oggetto di una venerazione consolidata e possedeva un santuario di rilievo nella città. Qualche decennio più tardi, verso il 530, il pellegrino Teodosio visitò la tomba di Callinico durante il suo itinerario in Terra Santa e in Asia Minore, annotandola nel suo diario di viaggio.
Autore: Enrico Quiri
|
|
|
|
Album Immagini
|