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Beato Tommaso Welbourne Martire

Festa: 1 agosto

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Hutton Bushel, Inghilterra, seconda metà del XVI sec. - York, Inghilterra, 1 agosto 1605

Maestro di scuola originario dello Yorkshire, Welbourne non era un sacerdote missionario, ma un educatore laico che scelse di usare il proprio ruolo per mantenere viva la fede in un periodo di grave oppressione religiosa. Sotto il regno di Giacomo I d'Inghilterra, le speranze di una maggiore tolleranza andarono presto deluse e l'attività di riconciliazione alla Chiesa di Roma fu punita come alto tradimento. Arrestato per aver esortato i propri vicini ad abbracciare il cattolicesimo, affrontò il processo con la fermezza di chi antepone la verità alla vita. Condannato al terribile supplizio riservato ai traditori, fu giustiziato a York il 1 agosto 1605, insieme al compagno di fede John Fulthering.

Etimologia: Dall'aramaico 'Te'oma', che significa 'gemello'

Emblema: Palma del martirio, libro, corda.

Martirologio Romano: A York in Inghilterra, beato martire Tommaso Welbourne, che, maestro di scuola, condannato a morte sotto il re Giacomo I per aver svolto attività di incitamento a seguire il Romano Pontefice, fu impiccato, conformandosi nella morte a Cristo sommo Maestro.


Tommaso Welbourne nacque nella seconda metà del XVI secolo nel villaggio di Hutton Bushel, all'epoca noto anche con il nome di Kitenbushel, situato nel North Riding dello Yorkshire. L'Inghilterra in cui Welbourne visse e operò era un regno profondamente segnato dallo scisma anglicano e dalle severe leggi penali emanate sotto il regno di Elisabetta I. Essere cattolici, e soprattutto praticare o diffondere la propria fede, comportava pesanti ammende, la confisca dei beni, il carcere e, in molti casi, la pena capitale.
Quando nel 1603 Giacomo I salì al trono, i cattolici inglesi nutrivano la speranza di un allentamento della repressione, data l'origine cattolica della madre del sovrano, Maria Stuarda. Tuttavia, il nuovo re confermò presto le leggi persecutorie, rendendo la condizione dei fedeli romani ancora più precaria. In questo clima di costante pericolo, la sopravvivenza del cattolicesimo era affidata non solo ai sacerdoti missionari che rientravano in patria clandestinamente, ma anche a una fitta rete di laici impegnati.

Il ministero educativo e l'apostolato laicale
Di professione maestro di scuola, Welbourne apparteneva a quella classe di intellettuali ed educatori che plasmavano le giovani generazioni. Secondo le scarne ma preziose notizie tramandate dal vescovo Richard Challoner, che attinse ai primi cataloghi dei martiri inglesi, Welbourne si distinse per il suo zelo pastorale. Non si limitò a insegnare le materie accademiche, ma assunse su di sé il compito di esortare i propri vicini e conoscenti a rimanere fedeli alla Chiesa di Roma o a riconciliarsi con essa.
Secondo la legislazione dell'epoca, in particolare lo statuto del 1585, l'atto di "riconciliare" qualcuno alla fede cattolica o di essere riconciliati era equiparato all'alto tradimento. L'apostolato di Welbourne era dunque, agli occhi della corona, un crimine contro lo Stato. In questa sua attività fu affiancato da un altro fervente cattolico della stessa contea, John Fulthering. I due condividevano lo stesso zelo e la stessa consapevolezza dei rischi mortali a cui andavano incontro, sostenendosi a vicenda nell'opera di incoraggiamento spirituale verso la comunità locale.

L'arresto, il processo e il martirio
L'attività clandestina di Welbourne e Fulthering fu inevitabilmente scoperta dalle autorità locali. Arrestati con l'accusa di aver operato per distogliere i sudditi dalla religione anglicana e ricondurli all'obbedienza al Papa, furono trasferiti a York per essere processati. Il processo fu una mera formalità: l'ammissione della propria fede cattolica e dell'opera di persuasione esercitata era sufficiente per la condanna.
Non ci sono giunte testimonianze dettagliate delle sue ultime parole o dei suoi interrogatori, ma il verdetto fu inesorabile. Il 1 agosto 1605, Tommaso Welbourne e John Fulthering furono condotti al patibolo a York. Subirono la spietata esecuzione riservata ai rei di alto tradimento: l'impiccagione, lo sventramento e lo squartamento. Qualche settimana più tardi, il 5 settembre, un altro zelante laico, William Brown, originario del Northamptonshire, avrebbe subito lo stesso destino a Ripon, unendo idealmente il proprio sacrificio a quello di Welbourne e Fulthering.

Il culto e la beatificazione
La memoria di Tommaso Welbourne sopravvisse nei circoli cattolici inglesi in esilio e nelle comunità clandestine. Le sue gesta furono registrate dal vescovo Richard Challoner nel XVIII secolo nella sua fondamentale opera 'Memoirs of Missionary Priests', che salvò dall'oblio le storie di centinaia di martiri britannici. Il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa Cattolica giunse nel XX secolo. Il 15 dicembre 1929, Papa Pio XI beatificò Tommaso Welbourne insieme a un folto gruppo di 107 martiri inglesi e gallesi. La sua festa liturgica è fissata al 1 agosto, giorno del suo martirio, mentre in Inghilterra viene venerato insieme a tutti i Martiri Inglesi nella memoria comune del 4 maggio.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-27

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