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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera C > Santi Crescenzione e Giustino Condividi su Facebook

Santi Crescenzione e Giustino Martiri

Festa: 4 agosto

Roma, periodo incerto (I o III secolo)

Il Martirologio Geronimiano e il Liber Pontificalis ne attestano l'esistenza storica: Crescenzione era lettore della comunità romana, Giustino dedito alla pietosa sepoltura dei martiri. Gli itinerari del VII secolo collocano le loro tombe sulla via Tiburtina, presso la basilica di San Lorenzo, talvolta associandoli alle sante Ciriaca e Sinforosa. I dettagli biografici, tuttavia, derivano da passiones tarde e leggendarie, che li inseriscono nelle vicende di san Lorenzo, Sisto II e Ippolito, narrando arresti sotto Claudio e decapitazioni nell'agro Verano.

Etimologia: Giustino deriva dal latino 'Iustinus', a sua volta derivato di 'iustus' (giusto, retto). Crescenzione deriva dal latino 'Crescentius', participio presente di 'crescere' (crescere, aumentare).

Martirologio Romano: A Roma sulla via Tiburtina, santi Giustino e Crescenzione, martiri.


Le notizie riguardanti Giustino e Crescenzione ci pervengono attraverso un duplice canale: da un lato le fonti topografiche e liturgiche antiche, dall'altro le passiones agiografiche di epoca successiva. Il Martirologio Geronimiano li commemora al 4 agosto, attestando una devozione già consolidata nei primi secoli. Il Liber Pontificalis e gli itinerari dei pellegrini del VII secolo, come il De locis sanctis martyrum, confermano la presenza delle loro tombe sulla via Tiburtina, non lontana dalla basilica di San Lorenzo. Gli studiosi concordano nel ritenere assolutamente certa l'esistenza storica dei due martiri, mentre considerano infondate o altamente romanzate le narrazioni dettagliate sul loro martirio, tipiche della letteratura agiografica medievale.

Crescenzione, il lettore della comunità
Secondo la tradizione riportata dal Liber Pontificalis, Crescenzione ricopriva il ruolo di lettore all'interno della comunità cristiana romana. Questo ministero, che consisteva nella proclamazione delle Scritture durante le assemblee liturgiche, era di fondamentale importanza e richiedeva una profonda conoscenza della fede. La leggenda agiografica lo associa al martirio di san Lorenzo, narrando che fu ucciso insieme ad altri chierici romani. Al di là dei dettagli romanzati, la figura di Crescenzione simboleggia la fedeltà al ministero della Parola, mantenuta salda anche di fronte alla minaccia della persecuzione imperiale, probabilmente durante il III secolo.

Giustino e la carità verso i martiri
Parallelamente, la figura di Giustino emerge nelle fonti come un laico dedito alle opere di misericordia. Le passiones tarde lo descrivono mentre cura la sepoltura dei martiri, un atto di estrema carità che, nell'antica Roma, poteva costare la vita a causa delle leggi che vietavano la tumulazione dei condannati. Una passio dedicata specificamente a lui narra che, per aver seppellito i cristiani uccisi, fu arrestato, tormentato e decapitato. Sebbene la cronologia esatta rimanga incerta, il nucleo storico di questa tradizione riflette una realtà documentata: l'esistenza di gruppi di fedeli che rischiavano tutto per garantire una sepoltura dignitosa ai propri fratelli di fede, affermando così la dignità della persona umana contro la brutalità delle condanne capitali.

La memoria topografica e il culto
Il culto di Giustino e Crescenzione è strettamente legato alla topografia sacra di Roma. Gli itinerari medievali indicano la loro sepoltura in una chiesa della via Tiburtina, talvolta associandoli al cimitero di Ciriaca o alla basilica di San Lorenzo. Questa vicinanza fisica ai luoghi del martirio di Lorenzo e di altri santi contribuì a consolidare la loro venerazione. Nel corso dei secoli, le loro reliquie furono oggetto di traslazioni e venerazione, e il loro nome rimase impresso nel calendario liturgico come monito perenne sulla forza della carità e della fedeltà a Cristo.

Iconografia e culto
Nell'arte sacra, Giustino e Crescenzione sono raffigurati con gli attributi classici del martirio, in particolare la palma. Giustino è talvolta rappresentato nell'atto di seppellire un martire o con strumenti legati alla sepoltura, a ricordare il suo ministero di carità. Crescenzione, in quanto lettore, può essere raffigurato con un libro o un rotolo sacro. Il loro culto, di origine antichissima e pre-congregazionale, è stato confermato dall'inserimento nel Martirologio Romano, che ne celebra la memoria il 4 agosto con la dicitura: "A Roma sulla via Tiburtina, santi Giustino e Crescenzione, martiri".

Curiosità
- La confusione agiografica: Le passiones tarde tendono a fondere le figure di Giustino e Crescenzione con altri martiri romani, come Ippolito o il papa Sisto II, creando narrazioni composite che gli studiosi moderni hanno dovuto decostruire per isolare il nucleo storico.
- Il legame con il cimitero di Ciriaca: Alcuni itinerari antichi pongono la loro sepoltura nel cimitero di Ciriaca sulla via Tiburtina, un luogo di grande importanza per il culto dei martiri romani, sottolineando il loro stretto legame con la comunità cristiana di quella zona.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-28

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