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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera S > Santi Stratone, Filippo ed Eutichiano Condividi su Facebook

Santi Stratone, Filippo ed Eutichiano Martiri

Festa: 15 agosto

† Nicomedia, Bitinia, odierna Izmit, Turchia, III sec.

Privi di una biografia dettagliata, questi tre uomini emergono tuttavia dalle nebbie del tempo grazie a una passio bizantina che ne tratteggia un profilo straordinario. Non cercarono il martirio nell'ombra delle catacombe o nel segreto delle prigioni, ma scelsero di sfidare apertamente il potere e la cultura dominante nel luogo più pubblico e rumoroso della città: il teatro. Trasformando lo spazio del divertimento e dell'idolatria in un pulpito di evangelizzazione, Stratone, Filippo ed Eutichiano pagarono con la vita il loro coraggio.

Etimologia: Stratone: dal greco 'stratos' (esercito); Filippo: dal greco 'philippos' (amante dei cavalli); Eutichiano: dal greco 'eutyches' (fortunato, felice).

Emblema: Palma del martirio, vesti di foggia romana o bizantina, fiamme, animali feroci.

Martirologio Romano: A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, santi Stratone, Filippo ed Eutichiano, martiri.


Le notizie storiche sui santi Stratone, Filippo ed Eutichiano sono estremamente scarne e derivano esclusivamente dalle menzioni nei martirologi antichi e in una tradizione agiografica orientale. Mancano del tutto dati anagrafici o cronologici precisi: non conosciamo le loro origini, la loro condizione sociale o l'anno esatto del loro supplizio. Sappiamo con certezza che subirono il martirio a Nicomedia, l'antica città della Bitinia (nell'odierna Turchia, corrispondente a Izmit), che fu una delle capitali dell'Impero Romano e sede privilegiata di Diocleziano. Il Martirologio Siriaco del IV secolo li definisce 'antichi martiri', un'espressione tecnica che gli studiosi interpretano come un'indicazione di un'epoca antecedente alla Grande Persecuzione scatenata da Diocleziano nel 303 d.C. È probabile, dunque, che la loro morte sia avvenuta nel corso del III secolo, durante una delle numerose recrudescenze della repressione anticristiana.

Il teatro come pulpito
L'elemento più originale e storicamente suggestivo della loro vicenda emerge da una passio abbreviata, pubblicata agli inizi del Novecento dal bizantinista Vasilij Latyšev sulla base di un Menologio bizantino del X secolo. Secondo questo testo, i tre cristiani erano animati da un ardente zelo apostolico. Invece di limitarsi a una predicazione privata o clandestina, scelsero di approfittare dei grandi raduni di folla che si tenevano in occasione degli spettacoli nel teatro della città. Il teatro, nel mondo romano tardoantico, non era solo un luogo di intrattenimento, ma il vero centro della vita sociale, politica e religiosa, spesso dedicato al culto degli dei o alla celebrazione dell'imperatore. Stratone, Filippo ed Eutichiano si inserirono in questo spazio pubblico per predicare Cristo e indurre le folle alla fede, distogliendole progressivamente dalle rappresentazioni pagane.

La confessione e il martirio
La progressiva diserzione degli spettacoli non passò inosservata. Quando il governatore della città comprese la causa di quel vuoto nelle gradinate, fece arrestare i responsabili e li condusse dinanzi a sé. Il processo si svolse proprio in quello stesso teatro che era stato teatro della loro evangelizzazione. Di fronte al magistrato e alla folla, Stratone, Filippo ed Eutichiano confessarono con incrollabile coraggio la loro fede in Cristo. La sentenza fu esemplare e crudele: vennero condannati a essere esposti alle belve nell'arena. Tuttavia, secondo la tradizione agiografica, gli animali li lasciarono indenni. Questo miracolo, topos ricorrente negli atti dei martiri, serviva a dimostrare la protezione divina sui confessori della fede. Fallito il supplizio delle fiere, i tre furono sottoposti ad altre torture e, infine, condannati al rogo. Morirono arsi vivi, consumando il loro sacrificio supremo.

La questione del quarto martire: Cipriano
Un interessante nodo storiografico riguarda la composizione del gruppo dei martiri. La passio greca e alcune tradizioni menzionano un quarto compagno di nome Cipriano, il quale avrebbe condiviso con loro la predicazione e il martirio. Tuttavia, il suo nome scompare nelle fonti ufficiali latine e orientali. Il Martirologio Geronimiano, al 15 agosto, annuncia a Nicomedia solo i tre martiri Stratone, Filippo ed Eutichiano. Parallelamente, anche i Sinassari bizantini e il Martirologio Romano attuale omettono Cipriano. Gli studiosi ipotizzano che Cipriano potesse appartenere a un gruppo di martiri diverso, il cui nome si sia fuso temporaneamente con quello dei tre compagni nella tradizione popolare, per poi essere epurato nelle redazioni ufficiali dei calendari liturgici.

La variante bizantina e la corruzione di 'Antioco'
Mentre la Chiesa latina e il Martirologio Romano fissano la memoria di questi santi al 15 agosto, i Sinassari e i Menei bizantini ne celebrano la festa il 17 agosto, dedicando loro una notizia che funge da compendio della perduta passio greca originale. Un'ulteriore curiosità filologica emerge dal già citato Martirologio Siriaco del IV secolo, che al 15 agosto menziona a Nicomedia 'Filippo e Antioco'. È molto probabile che il nome 'Antioco' sia il frutto di una corruzione testuale o di una cattiva trascrizione di 'Eutichiano'. Questa confusione onomastica è tipica della trasmissione manoscritta dei martirologi antichi, dove nomi simili venivano spesso alterati dai copisti.

Etimologia dei nomi
- Stratone: Deriva dal termine greco 'stratos', che significa 'esercito' o 'schieramento'. È un nome che evoca forza e disciplina militare.
- Filippo: Nome di origine greca composto da 'philein' (amare) e 'hippos' (cavallo). Significa letteralmente 'amante dei cavalli' o 'amico dei cavalli'.
- Eutichiano: Deriva dall'aggettivo greco 'eutyches', formato da 'eu' (bene) e 'tyche' (sorte, fortuna). Indica una persona 'fortunata', 'felice' o 'di buon auspicio'.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Una passio abbreviata di questi santi martiri di Nicomedia in Bitinia è stata publicata da B. Latyšev secondo un Menologio bizantino del sec. X. I Sinassari e i Menei bizantini hanno conservato al 17 agosto la memoria di Stratone, Filippo ed Eutichiano, omettendo quella di Cipriano e dedicando loro una noizia che un compendio della passio greca (di cui l'originale non è stato fino ad oggi ritrovato).
Mancano i dati cronologici per datare con precisione l'epoca della morte del gruppo di questi martiri.
Animati da ardente zelo apostolico, costoro approfittavano dei grandi raduni in occasione degli spettacoli nel teatro della città, per predicare il Cristo e indurre le folle alla fede. Quando il governatore della città si accorse della progressiva diserzione dal teatro, e ne ebbe appreso la causa, fece condurre dinanzi a sé i responsabili.
Stratone, Filippo, Eutichiano e Cipriano confessarono con coraggio la loro fede in presenza del magistrato, che stava precisamente nel teatro.
Furono condannati ad essere esposti alle belve. Lasciati indenni da queste, i confessori furono sottoposti a diversi supplizi e infine arsi vivi.
Il Martirologio Geronimiano annuncia, al 15 agosto, a Nicomedia, i tre martiri Stratone, Filippo ed Eutichiano omettendo Cipriano come i Sinassari bizantini. In quanto al Martirologio siriaco del sec. IV questi annuncia egualmente al 15 agosto (ab) a Nicomedia Filippo e Antioco: è probabile che la lezione Antioco provenga dalla corruzione di E. (Eutichiano). Quest'ultima fonte aggiunge che si tratta «di antichi [martiri]», espressione usata abitualmente in quel documento per designare dei martiri antecedenti alla persecuzione di Diocleziano. Queste antiche testimonianze sui martiri di Nicomedia hanno un notevole peso in favore della loro autenticità, anche se non si può accordare alle informazioni fornite dalla passio abbreviata tutta la fiducia che potrebbe attribuirsi a un documento meglio garantito.
Ignorato dai martirologi storici medievali in Occidente, il gruppo dei martiri di Nicomedia Stratone, Filippo ed Eutichiano è stato introdotto da C. Baronio, sulla base di qualche Sinassario bizantino, al 17 agosto nel Martirologio Romano e, più recentemente, al 15 agosto.


Autore:
Joseph-Marie Sauget


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-08-06

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