Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera P > San Pelagio Condividi su Facebook

San Pelagio Martire venerato a Costanza

Festa: 28 agosto

† Emona (forse l'odierna Lubiana o Cittanova), circa 283

Venerato come martire nella città di Costanza, sul lago omonimo, la sua identità storica sfuma nei contorni della tradizione agiografica. Le fonti antiche non forniscono dettagli biografici certi sulla sua vita, ma il suo culto si radicò profondamente nella regione a partire dal IX secolo, quando le sue spoglie furono solennemente traslate da Roma. Compatrono della diocesi e del territorio affacciato sul Bodensee, Pelagio rappresenta il legame spirituale tra le radici del cristianesimo romano e la fioritura della Chiesa in area germanica. La sua memoria è fissata al 28 agosto.

Patronato: Città di Costanza (Germania)

Etimologia: Dal greco 'pelagios', 'colui che appartiene al mare' o 'marino'.

Emblema: Palma del martirio, spada, libro

Martirologio Romano: A Costanza nell’odierna Svizzera, commemorazione di san Pelagio, martire.


Le notizie sulla vita di Pelagio derivano esclusivamente da una passio tarda, tramandata da manoscritti di area germanica e priva di fondamento storico accertato. Secondo questo testo, il giovane sarebbe vissuto a Emona, un'antica città romana che gli studiosi hanno variamente identificato con l'odierna Lubiana, in Slovenia, o con Cittanova d'Istria. La tradizione agiografica colloca il suo martirio nel III secolo, durante la persecuzione scatenata dall'imperatore Numeriano, intorno all'anno 283. Il racconto narra che Pelagio, fervente cristiano, fu arrestato e portato al cospetto del giudice Evilasio. Rifiutandosi di abiurare la propria fede e di sacrificare agli idoli, subì crudeli tormenti prima di essere condannato alla decapitazione. Sebbene il racconto presenti i tratti tipici delle leggende agiografiche dei martiri romani, esso non offre alcuna spiegazione su come il corpo del martire sia successivamente giunto a Roma, elemento cruciale per comprendere gli sviluppi successivi del suo culto.

L'arrivo delle reliquie a Costanza
La vera storia di san Pelagio, per come è giunta fino a noi, inizia nel IX secolo, nel pieno dell'epoca carolingia. In quegli anni, la pratica di richiedere a Roma i corpi dei santi martiri estratti dalle catacombe era estremamente diffusa per arricchire le chiese e le cattedrali d'Oltralpe. Secondo le cronache locali, un vescovo di Costanza di nome Salomone - figura di difficile identificazione esatta, poiché nel IX secolo si succedettero tre presuli con questo nome - si recò nell'Urbe. Qui, un pontefice di nome Giovanni gli fece dono del corpo di un martire di nome Pelagio. Il vescovo Salomone trasportò solennemente le reliquie a Costanza, deponendole nella cattedrale e proclamando il martire compatrono della diocesi. Questo evento segnò l'inizio ufficiale della venerazione locale, trasformando un oscuro martire delle catacombe in un pilastro spirituale della regione svevo-alemanna.

Il radicamento del culto
La presenza delle reliquie favorì una rapida diffusione del culto. Già verso l'848, Wandelberto, monaco dell'abbazia di Prüm, nel suo Martirologio metrico celebrava la devozione della città alemanna scrivendo che Costanza onorava Pelagio, reso glorioso dal sangue versato. Anche il Breviarium Richenoviense, un codice del IX secolo proveniente dalla celebre abbazia di Reichenau, situata su un'isola nel lago di Costanza, menziona il martire. La venerazione si estese ben oltre i confini della città: un braccio del santo fu trasferito proprio a Reichenau, mentre l'abbazia di Bischofszell, nel Thurgau, fu intitolata al suo nome. L'inserimento nel Martirologio Romano da parte del cardinal Cesare Baronio consacrò definitivamente la sua figura nel calendario universale della Chiesa.

L'iconografia di San Pelagio
Come patrono della città e del territorio del lago di Costanza, Pelagio è stato ampiamente raffigurato nell'arte locale. Gli attributi iconografici classici includono la palma del martirio e la spada, simbolo del suo supplizio. Spesso appare associato ad altri compatroni della diocesi, in particolare san Corrado di Costanza. Un'incisione del XV secolo realizzata da Hans Burgkmair il Vecchio lo ritrae proprio in compagnia di questi santi protettori. In altre opere, come nel portello di un trittico di scuola sveva del XVI secolo oggi conservato nel Museo di Karlsruhe, il santo è raffigurato con un libro, attributo che ne sottolinea la sapienza nella fede. La cattedrale di Costanza (Münster) custodisce le testimonianze più significative: gli stalli lignei del coro, intagliati nel XVI secolo, lo mostrano con un aspetto severo e i tradizionali attributi del martirio, mentre i rilievi più antichi del timpano, risalenti al 1470, ne attestano la venerazione in epoca medievale.

Curiosità
- L'identificazione della città natale di Pelagio, Emona, ha generato secoli di dibattiti tra gli eruditi. Mentre molti storici, a partire dal bollandista J. Stilting, la identificarono con l'antica Aemona (oggi Lubiana), altri studi l'hanno associata a Cittanova in Istria, creando una sovrapposizione cultuale con altri santi omonimi venerati nell'Adriatico orientale.
- Il nome del vescovo Salomone, che traslò le reliquie, appartiene a una delle dinastie ecclesiastiche più potenti del IX secolo nella regione, rendendo l'acquisizione del corpo di Pelagio un evento di grande prestigio politico e religioso per la diocesi di Costanza.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Un vescovo di Costanza, Salomone (di difficile identificazione poiché nel secolo IX ve ne furono tre di questo nome) stando a notizie di cronisti locali, riportò a Roma il corpo di un san Pelagio (lat. e ted. Pelagius) martire, donatogli da un papa Giovanni, e lo depose nella cattedrale, proclamandolo compatrono della diocesi.
Della venerazione a Costanza di un martire Pelagio è testimonio autorevole Wandelberto, monaco di Priim, autore di un Martirologio metrico, che verso l’848 scrive:
«Urbs Alamannorum recolit Constantia
[sanctum
Hac quoque Pelagium fuso prò sanguine
[clarum».

Anche un codice del Martirologio Geronimiano, del secolo IX, il Breviarium Richenoviense (proveniente da Reichenau), nomina il martire, ma senza indicazione di luogo. Oltre che a Costanza Pelagio fu molto venerato anche a Reichenau dove era sxtato trasportato un suo braccio e nell’abbazia di Bischofszell (Thurgau, Svizzera) a lui intitolata.
Sulla personalità del martire venerato a Costanza manca ogni notizia attendibile. Esiste si una passio, tramandata da molti tnss., specialmente di provenienza germanica, ma è assai tardiva e di nessun valore storico.
Secondo essa Pelagio sarebbe vissuto nella città di Emmona in provincia Carnia (città che J. Stilting e molti altri identificano in Laibach, l’odierna Lubiana in Jugoslavia) e vi avrebbe subito il martirio sotto Numeriano (circa il 283) ad opera del giudice Evilasio. Se questa passio vuol dirci qualcosa sol martire venerato a Costanza, ci dovrebbe spiegare come mai il corpo sarebbe finito a Roma per poi esser traslato a Costanza, ma su questo punto essa tace.
Il Baronio introdusse Pelagio nel Martirologio Romano al 28 agosto con un elogio, attinto dalla passio.

Autore: Paulius Rabikauskas 

ICONOGRAFIA
Patrono della città di Costanza e di tutto il territorio affacciato al lago omonimo, Pelagio viene rappresentato con la palma del martirio e con la spada, spesso è associato ad altri patroni della diocesi, come, ad esempio san Corrado. Appunto unite a questi compagni di patronato lo raffigura un’incisione di Hans Burgkmair (secolo XV). Altro attributo è talvolta un libro, come nel portello di un trittico di Scuola sveva del XVI secolo nel Museo di Karlsruhe. Più particolarmente, fra la notevole iconografia di Pelagio presente a Costanza si ricordano gli stalli del coro della cattedrale (secolo XVI), in cui il santo figura con severo aspetto e attributi del martino, e i più antichi rilievi del timpano della stessa cattedrale (1470).

Autore: Maria Chiara Celletti


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-08-13

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati