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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera A > Sant' Adelfio di Remiremont Condividi su Facebook

Sant' Adelfio di Remiremont Abate

Festa: 11 settembre

Vosges, Francia, inizio VII sec. - Luxeuil-les-Bains, Borgogna, Francia, 11 settembre 670 (o 656)

Nipote di san Romarico, che aveva fondato insieme a sant'Amato il celebre doppio monastero di Remiremont intorno al 620, Adelfio ereditò dal nonno la guida della comunità maschile di Saint-Mont dopo la morte di questi avvenuta l'8 dicembre 653. Il monastero di Remiremont, situato sulla cima del monte chiamato poi Saint-Mont, seguiva la regola colombaniana di Luxeuil e praticava la laus perennis, la preghiera continua che scandiva l'intera giornata liturgica. Adelfio governò la comunità insieme alla sorella Gebetrude, che guidava invece la parte femminile del monastero, in un modello di doppia comunità tipico del monachesimo femminile e maschile dell'epoca. La tradizione agiografica e il Martirologio Romano ricordano Adelfio soprattutto per la sua umiltà e penitenza: avrebbe «lavato a lungo nelle lacrime la discordia di un breve momento», secondo le parole del martirologio. Morì a Luxeuil, il grande monastero fondato da san Colombano che era il centro spirituale di riferimento per tutte le fondazioni monastiche della regione, l'11 settembre, probabilmente nell'anno 670. Il suo culto si sviluppò immediatamente e le sue reliquie furono oggetto di venerazione insieme a quelle del nonno Romarico e del fondatore Amato.

Etimologia: Adelfio = (Adelfo) fratello, dal greco

Emblema: Abito monastico, bastone abbaziale (pastorale), libro della Regola.

Martirologio Romano: Nel monastero di Luxeuil in Burgundia, ora in Francia, transito di sant’Adelfio, abate del monastero di Remiremont, che lavò a lungo nelle lacrime la discordia di un breve momento.


Adelfio (Adelphius, Adelphe, Adelfo) nacque nelle Vosges all'inizio del VII secolo in una famiglia profondamente legata alla vita monastica. Suo nonno era Romarico, un nobile franco che aveva abbandonato le ricchezze e i titoli per abbracciare la vita monastica sotto la guida di sant'Amato, discepolo di san Colombano. Romarico aveva donato le sue proprietà per fondare, intorno al 620, un monastero sulla montagna che da lui prese poi il nome di Romarici Mons, diventato in seguito Remiremont.
La formazione di Adelfio si svolse probabilmente nell'ambiente monastico di Saint-Mont, sotto la diretta supervisione del nonno Romarico, che dopo la morte di Amato era diventato abate della comunità maschile. Il monastero seguiva la regola e le tradizioni spirituali di Luxeuil, il grande centro monastico fondato da san Colombano intorno al 590, che in quel periodo rappresentava il cuore del rinnovamento monastico in Austrasia.
La vita a Saint-Mont era caratterizzata da una rigorosa disciplina monastica e dalla pratica della preghiera continua. Il doppio monastero - con la comunità maschile e quella femminile che convivevano in edifici separati ma complementari - rappresentava un modello diffuso nel monachesio merovingio del VII secolo, che permetteva a uomini e donne di consacrarsi a Dio mantenendo una certa autonomia pur nella condivisione della stessa regola e spiritualità.

Abate del monastero di Saint-Mont
Alla morte di san Romarico, avvenuta l'8 dicembre 653, Adelfio gli succedette nella guida della comunità maschile di Remiremont. La successione avvenne in modo naturale, data la sua formazione monastica e i legami familiari con il fondatore. Le fonti indicano che Adelfio assunse il governo del monastero insieme alla sorella Gebetrude, che guidava la comunità femminile delle monache.
Questo sistema di co-governo rifletteva la struttura originaria del doppio monastero voluto da Romarico e Amato. La comunità maschile si occupava dell'assistenza spirituale e liturgica delle monache, mentre entrambe le comunità seguivano la stessa regola ispirata alle tradizioni colombaniane di Luxeuil. La vita quotidiana era scandita dalla preghiera corale, dal lavoro manuale e dallo studio, secondo il modello che sarebbe poi diventato caratteristico del monachesimo benedettino.
Durante il suo abbaziato, Adelfio dovette affrontare le sfide tipiche del governo monastico del VII secolo: mantenere la disciplina regolare, gestire le proprietà del monastero, garantire la stabilità della comunità in un periodo politicamente turbolento per il regno dei Franchi. Le fonti non ci hanno tramandato dettagli specifici sugli eventi del suo governo, ma la tradizione successiva ricorda un episodio che segnò profondamente la sua spiritualità.

La penitenza e gli ultimi anni a Luxeuil
Il Martirologio Romano conserva una notizia significativa sulla vita spirituale di Adelfio: egli «lavò a lungo nelle lacrime la discordia di un breve momento». Questa formula agiografica, pur nella sua concisione, rivela un aspetto importante della personalità del santo abate. Qualche conflitto o tensione doveva essere sorto nella comunità o nelle relazioni con l'esterno, e Adelfio aveva reagito in modo inadeguato, forse con durezza o impazienza.
La reazione del santo abate fu tuttavia esemplare: invece di giustificare il proprio comportamento o minimizzare l'accaduto, egli scelse la via della penitenza pubblica e delle lacrime di contrizione. Questo atteggiamento di umiltà e di riconoscimento della propria fragilità umana divenne il tratto distintivo della sua santità agli occhi della tradizione successiva.
Verso la fine della sua vita, Adelfio si trasferì a Luxeuil, il monastero madre da cui era nata la tradizione spirituale di Remiremont. Non conosciamo le ragioni precise di questo trasferimento: potrebbe essere stato un desiderio personale di ritirarsi nel grande centro monastico della regione, oppure una decisione presa per motivi di salute o di governo della comunità. Luxeuil era in quel periodo, sotto l'abbaziato di Valdeberto (629-670), uno dei monasteri più importanti e influenti della Gallia.

La morte santa
Adelfio morì a Luxeuil l'11 settembre, probabilmente nell'anno 670, anche se alcune fonti menzionano il 656. La data del 670 appare più probabile considerando che era ancora vivo quando Valdeberto governava Luxeuil. La sua morte fu ricordata come santa, secondo il modello agiografico tipico dell'epoca: il santo abate si spense circondato dai confratelli, dopo aver ricevuto i sacramenti e aver dato gli ultimi insegnamenti alla comunità.
Il corpo di Adelfio fu probabilmente riportato a Remiremont per essere sepolto accanto a quelli del nonno Romarico e del fondatore Amato, secondo la tradizione che voleva i fondatori e i principali abati riposare nel luogo della loro fondazione. Nell'XI secolo, le fonti menzionano una scoperta o traslazione dei corpi di questi tre santi - Amato, Romarico e Adelfio - sulla cima del Saint-Mont, dove sorgeva il monastero originale prima del trasferimento nella valle.

Il culto e le reliquie
Il culto di sant'Adelfio si sviluppò immediatamente dopo la sua morte, insieme a quello del nonno Romarico e del fondatore Amato. I tre santi erano venerati come i padri fondatori del monastero di Remiremont e le loro reliquie divennero oggetto di particolare devozione da parte della comunità monastica e dei fedeli della regione.
Nell'XI secolo, in un periodo di rinnovamento spirituale e di affermazione dell'identità monastica di Remiremont, le fonti attestano una scoperta o traslazione dei corpi dei tre santi sulla cima del Saint-Mont. Questo evento ebbe probabilmente lo scopo di rafforzare il legame della comunità con le proprie origini e di legittimare le pretese di autonomia e prestigio dell'abbazia.
La memoria liturgica di Adelfio fu fissata all'11 settembre, data della sua morte (dies natalis), e il suo nome entrò nel Martirologio Romano, che ne celebra la memoria in tutta la Chiesa.

Iconografia
Sant'Adelfio è raffigurato nell'arte religiosa con gli attributi tipici degli abati benedettini: indossa l'abito monastico nero della regola benedettina (anche se storicamente seguiva la tradizione colombaniana), tiene in mano il bastone abbaziale o pastorale, simbolo del suo ufficio di governo sulla comunità, e spesso regge un libro, che può rappresentare i Vangeli o la Regola monastica.
Le rappresentazioni più antiche lo mostrano in contesti che lo associano al nonno Romarico e al fondatore Amato, a sottolineare la continuità della tradizione spirituale di Remiremont. Nell'arte devozionale più recente, appare talvolta in atteggiamento penitenziale, con le lacrime agli occhi, a ricordare l'episodio della sua umiliazione e riconciliazione che il Martirologio ha tramandato.
Il monastero di Remiremont nella storia
Il monastero fondato da Amato e Romarici intorno al 620 conobbe una lunga e prestigiosa storia. Inizialmente situato sulla cima del Saint-Mont (a 672 metri di altitudine), il monastero era un doppio monastero che seguiva la regola colombaniana di Luxeuil. Nell'818 la comunità si trasferì nella valle, dove sorge l'attuale città di Remiremont, e il monastero divenne progressivamente una comunità esclusiva di canonichesse nobili, trasformandosi in un capitolo secolare di dame nobili che mantenne privilegi eccezionali fino alla Rivoluzione francese.
L'abbazia di Remiremont divenne nel corso dei secoli una delle istituzioni più potenti e prestigiose della Lorena, godendo dello status di principalità del Sacro Romano Impero. La memoria dei tre santi fondatori - Amato, Romarico e Adelfio - rimase sempre viva nella tradizione dell'abbazia come elemento fondante della sua identità spirituale e storica.

Curiosità
- Il nome Adelfio deriva dal greco adelphos, che significa «fratello». Questo nome era piuttosto raro nel Medioevo occidentale e la sua diffusione è legata principalmente al culto del santo abate di Remiremont.
- La montagna su cui sorgeva il monastero originale si chiamava inizialmente Mons Habendius o Monte Habend, ma dopo la presenza di Romarico e dei suoi successori prese il nome di Saint-Mont (Monte Santo), nome che conserva ancora oggi.
- Il Martirologio Romano dedica ad Adelfio una delle formule più brevi e intense, concentrando tutta la sua santità nell'immagine delle lacrime che lavano la discordia: un esempio di come la tradizione agiografica medievale sapesse valorizzare non solo i miracoli e le virtù eroiche, ma anche l'umiltà e la capacità di riconciliazione.

Cronologia
- c. 600-610: Nascita di Adelfio nelle Vosges, nipote di Romarico
- c. 620: Fondazione del doppio monastero di Remiremont su Saint-Mont da parte di Amato e Romarico
- 620-653: Formazione monastica di Adelfio sotto la guida del nonno Romarico
- 8 dicembre 653: Morte di san Romarico; Adelfio gli succede come abate della comunità maschile
- 653-670: Abbaziato di Adelfio, insieme al governo di Gebetrude sulla comunità femminile
- c. 660-670: Trasferimento di Adelfio a Luxeuil
- 11 settembre 670 (o 656): Morte di sant'Adelfio a Luxeuil-les-Bains
- XI secolo: Scoperta/traslazione dei corpi di Amato, Romarico e Adelfio su Saint-Mont.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-09-03

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