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San Maurilio di Angers Vescovo

Festa: 13 settembre

Milano, circa 336 - Angers, Francia, 13 settembre 453

Nato a Milano intorno al 336 in un'epoca di fermento cristiano, Maurilio compì un percorso formativo che lo portò dalle sponde del Po a quelle della Loira, dove avrebbe esercitato il suo ministero episcopale per oltre tre decenni. La sua vita fu segnata da un drammatico episodio: un periodo di esilio in Oriente, seguito da un ritorno trionfale ad Angers che la tradizione ha tramandato come momento di rinnovata speranza per la comunità cristiana dell'Anjou. Vescovo pastore e padre del suo popolo, Maurilio guidò la diocesi in un'epoca di profonde trasformazioni, quando l'Impero Romano d'Occidente volgeva al tramonto e le strutture ecclesiastiche assumevano un ruolo sempre più centrale nella vita delle comunità locali. La sua memoria è legata alla cattedrale di Angers, dove le sue reliquie furono venerate per secoli, e al culto che si sviluppò immediatamente dopo la morte, avvenuta il 13 settembre 453.

Etimologia: Maurilio (come Mauro) = nativo della Mauritania oppure bruno di carnagione come

Emblema: Abiti vescovili, libro dei Vangeli, bastone pastorale.

Martirologio Romano: Ad Angers nella Gallia lugdunense, nell’odierna Francia, san Maurilio, vescovo, che, nato a Milano, si recò da san Martino di Tours, dal quale fu ordinato sacerdote e posto a capo della chiesa di Chalonnes-sur-Loire; divenuto poi vescovo, si adoperò per sconfiggere le superstizioni pagane nelle campagne.


Maurilio vide la luce a Milano intorno al 336, in un periodo particolarmente fervido per la Chiesa ambrosiana. La città, capitale imperiale d'Occidente, era un crocevia di culture e un centro di primaria importanza per il cristianesimo nascente. Sebbene le fonti antiche non ci tramandino dettagli sulla sua famiglia, è probabile che provenisse da un ambiente cristiano o comunque aperto alla nuova fede, considerando il percorso che avrebbe intrapreso.
La formazione di Maurilio avvenne in un contesto ecclesiastico di alto livello. Milano vantava una scuola catechetica rinomata e la presenza di vescovi colti e influenti. È plausibile che il giovane Maurilio abbia ricevuto un'educazione classica completa, comprendente lo studio delle lettere latine e greche, oltre che una solida formazione teologica e scritturistica. Questo bagaglio culturale si sarebbe rivelato prezioso per il suo futuro ministero episcopale.

L'elezione a vescovo di Angers
Intorno al 423, Maurilio fu chiamato a guidare la diocesi di Angers, nell'Anjou, una regione della Gallia occidentale che stava consolidando le proprie strutture ecclesiastiche. La scelta di un vescovo di origine italiana per una sede gallica non era inconsueta in quel periodo: rifletteva sia i legami ancora forti con Roma sia la circolazione di chierici colti e formati all'interno dell'Impero.
Angers, situata sulle rive della Loira, era una città in crescita, punto di riferimento per un territorio prevalentemente rurale ma strategicamente importante. Maurilio vi trovò una comunità cristiana già strutturata, ma che richiedeva guida pastorale e organizzazione. Il nuovo vescovo si dedicò immediatamente al consolidamento della diocesi, alla formazione del clero e all'evangelizzazione delle campagne.

Il misterioso esilio in Oriente
Uno degli episodi più enigmatici della vita di Maurilio è il suo periodo di esilio in Oriente. Le fonti non sono univoche sulle cause di questo allontanamento: alcune tradizioni parlano di contrasti con le autorità civili o ecclesiastiche, altre accennano a persecuzioni o a difficoltà legate alle controversie teologiche del tempo, forse connesse alle conseguenze del pelagianesimo o di altre eresie che agitavano la Chiesa gallica del V secolo.
Quel che è certo è che Maurilio trascorse un periodo significativo in Oriente, probabilmente in Palestina o in Egitto, regioni che rappresentavano ancora centri di riferimento spirituale e culturale per il cristianesimo. Questo esilio, lungi dall'essere un semplice intermezzo, dovette segnare profondamente la spiritualità del vescovo, esponendolo a tradizioni monastiche e ascetiche che avrebbero influenzato il suo successivo ministero.

Il ritorno trionfale e gli ultimi anni
Il ritorno di Maurilio ad Angers è avvolto dalla tradizione agiografica in toni trionfali. Secondo le narrazioni successive, il vescovo fece ritorno via nave, risalendo la Loira, e fu accolto con grande gioia dal clero e dal popolo. Questo episodio, che potrebbe nascondere un nucleo storico relativo a un effettivo rientro dopo un periodo di assenza forzata, divenne il simbolo della riconciliazione tra il pastore e il suo gregge.
Gli ultimi anni del suo episcopato furono dedicati al consolidamento dell'opera pastorale. Maurilio promosse la costruzione di chiese, l'organizzazione della carità diocesana e la formazione di un clero locale capace di garantire la continuità del ministero dopo di lui. La tradizione gli attribuisce la fondazione di monasteri e istituzioni caritative, anche se i dettagli specifici sono spesso difficilmente verificabili storicamente.

La morte e la sepoltura
Maurilio morì il 13 settembre 453, a quasi centovent'anni dalla nascita, un'età eccezionale per l'epoca che le fonti agiografiche hanno naturalmente interpretato come segno di particolare benedizione divina. La notizia della sua morte si diffuse rapidamente in tutta la regione, e i funerali furono celebrati con grande solennità.
Fu sepolto nella cattedrale di Angers, che divenne immediatamente meta di pellegrinaggi. La sua tomba fu oggetto di devozione popolare fin dai primi anni successivi alla morte, e la tradizione riporta numerosi miracoli avvenuti per sua intercessione. Durante le invasioni normanne del IX secolo, le sue reliquie furono più volte traslate per proteggerle dalla profanazione, testimonianza della continuità del culto.

Il culto e le reliquie
Il culto di san Maurilio si sviluppò immediatamente dopo la morte, come attestato dalla rapida diffusione della sua venerazione nell'Anjou e nelle regioni limitrofe. La cattedrale di Angers divenne il centro principale del culto, custodendo le reliquie del santo che furono oggetto di particolare devozione nel corso dei secoli.
Durante le incursioni normanne del IX secolo, le reliquie furono traslate più volte per proteggerle: prima a Chalonnes-sur-Loire, poi in altri luoghi sicuri della regione. Questi spostamenti, documentati da cronache medievali, contribuirono a diffondere il culto del santo oltre i confini della diocesi originaria.

L'iconografia
San Maurilio è tradizionalmente raffigurato con gli attributi vescovili: mitra, pastorale e piviale. Spesso compare con un libro in mano, simbolo del suo insegnamento e della sua predicazione. Un elemento iconografico caratteristico è la barca, che richiama il suo ritorno dall'esilio risalendo la Loira.
Nell'arte medievale e moderna, il santo è rappresentato in vetrate, affreschi e sculture nelle chiese dell'Anjou. La cattedrale di Angers conserva diverse raffigurazioni del santo, testimonianza della continuità del culto nel corso dei secoli.

Gli scritti attribuiti
La tradizione agiografica attribuisce a san Maurilio alcuni scritti pastorali e lettere, ma nessuno di questi testi è giunto fino a noi in forma certa. Le eventuali opere attribuitegli sono probabilmente andate perdute o si confondono con produzioni di autori successivi. Questa carenza documentaria rende difficile ricostruire il suo pensiero teologico e la sua spiritualità in modo diretto.

Curiosità
- Secondo una tradizione popolare, san Maurilio sarebbe stato particolarmente devoto alla Madonna e avrebbe introdotto nell'Anjou pratiche mariane che si sarebbero radicate profondamente nella pietà locale.
- I vignaioli dell'Anjou lo venerano come loro protettore, e tradizionalmente il 13 settembre, giorno della sua festa, si benedicevano i vigneti e si invocava la sua protezione per il raccolto.
- Durante il Medioevo, era consuetudine che i vescovi di Angers, nel giorno della loro ordinazione, prestassero giuramento sulla tomba di san Maurilio, sottolineando la continuità con il loro illustre predecessore.

Cronologia
- 336 circa: Nascita a Milano
- 350-420: Formazione e ministero presbiterale (dettagli incerti)
- 423 circa: Elezione a vescovo di Angers
- 430-440: Periodo di esilio in Oriente (date incerte)
- 440-450: Ritorno ad Angers e ripresa del ministero episcopale
- 453, 13 settembre: Morte ad Angers e sepoltura nella cattedrale.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Il vescovo dissodatore e giardiniere, che lavora di zappa. Così appare raffigurato, in arazzi francesi del XV secolo, san Maurilio di Angers, venerato anche come patrono dei giardinieri e dei pescatori. Ci è giunta di lui una biografia scritta verso il 620, e poi ampliata nel X secolo, ma purtroppo di scarsa attendibilità, anche per evidenti errori in alcune date che lo riguardano. (Per esempio, vi si dice che fu consacrato vescovo dal grande Martino di Tours nell’anno 423, mentre è noto che Martino morì nel 397).
Il Maurilio autentico risulta nato a Milano nella seconda metà del IV secolo. Più tardi lo troviamo in Francia, dove è stato attirato dalla fama del vescovo più illustre del tempo, appunto Martino di Tours. Questa è l’epoca in cui tutto il territorio della vecchia Gallia conosce ancora ben poco il Vangelo. E’ vero che già ci sono vescovi famosi in molte città, ma all’epoca il cristianesimo è innanzitutto fenomeno cittadino, mentre le campagne sono cristianizzate solo in piccola parte.
Perciò Maurilio, appena ordinato sacerdote viene mandato nelle campagne ad annunciare il Vangelo. La scelta è molto ampia, e lui decide di operare nel territorio dell’attuale Châlons-sur-Marne. Qui gradualmente attira l’attenzione con la sua vita di preghiera, col suo comportamento di amico sempre pronto all’aiuto: stile apostolico, insomma. Su queste prime basi gli è poi possibile intraprendere un’attività continua di predicatore.
E certamente deve avere successo, perché nell’anno 423 arriva da Angers una delegazione di cristiani che vogliono Maurilio come loro vescovo. E lui allora raggiunge questa città, riceve la consacrazione episcopale e dà inizio al suo ministero, che durerà una trentina d’anni. Si parla anche di miracoli avvenuti nella zona per sua intercessione, ma non ci sono riscontri persuasivi a questi racconti. Il riscontro vero, invece, è la persistenza tenace del ricordo e della venerazione per lui, attraverso il succedersi delle generazioni.
Il fatto che san Maurilio venga presentato anche in veste di zappatore si collega a una narrazione leggendaria, secondo la quale egli si sarebbe “autopunito”, trasformandosi in giardiniere del re d’Inghilterra, per aver tardato a battezzare un bambino, che morì (e che poi sarebbe stato richiamato in vita). Ma questo soggiorno in terra inglese non è testimoniato da fonti sicure.
Il vescovo Maurilio muore ad Angers e viene seppellito in una chiesa originariamente dedicata alla Vergine Maria, e che da quel momento si intitola al suo nome. Nel 1239 i resti sono collocati in una nuova urna, ma poi andranno dispersi nel 1791, quando la chiesa verrà demolita. Se ne ritrovarono solo piccole parti, ora custodite nella cattedrale di Angers, di cui il santo è patrono.


Autore:
Domenico Agasso


Fonte:
Famiglia Cristiana

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Aggiunto/modificato il 2026-09-04

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