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San Litorio di Tours Vescovo

Festa: 13 settembre

† Tours, Gallia lugdunense, Francia, 13 settembre 371

Secondo vescovo di Tours, governò la diocesi per trentaquattro anni, dal 337 al 371, in un periodo cruciale per la diffusione della fede cristiana nell'impero romano post-costantiniano. Nato nella stessa Tours che avrebbe guidato spiritualmente, fu consacrato vescovo nel primo anno del regno dell'imperatore Costante, succedendo a un periodo di trentasette anni di vacanza della sede episcopale seguito alla morte del primo vescovo Gaziano. La sua opera pastorale si concentrò sull'organizzazione della giovane comunità cristiana locale, che sotto la sua guida conobbe una crescita significativa. A lui si deve la costruzione della prima chiesa entro le mura della città, un edificio che sostituì un precedente memoriale dedicato al martire Maurizio, e l'edificazione di una basilica sulla casa di un senatore, dove trovò poi sepoltura. Il suo episcopato preparò il terreno per il successore, il celebre Martino, che avrebbe reso Tours uno dei centri più importanti del cristianesimo occidentale. La memoria liturgica di Litorio è attestata fin dal VI secolo nel Martyrologium Hieronymianum al 13 settembre, data della sua morte. Gregorio di Tours, nella sua Historia Francorum, ci ha tramandato le principali notizie biografiche, sottolineando il ruolo pionieristico del santo nell'organizzazione della chiesa locale.

Etimologia: Dal latino litoralis, relativo al lido, alla spiaggia, o forse derivato da Litorius, nome personale romano.

Emblema: Abiti vescovili, pastorale, mitra, libro dei Vangeli, modello della prima chiesa di Tours.

Martirologio Romano: A Tours nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Litorio, vescovo, che per primo costruì una chiesa entro le mura di questa città, dove già da tempo erano presenti i cristiani.


Le notizie sulla vita di Litorio ci provengono principalmente da Gregorio di Tours, vescovo e storico del VI secolo, che nella sua Historia Francorum dedicò alcuni passaggi al suo predecessore. Litorio nacque a Tours, città della Gallia lugdunense, e fu cittadino di quella comunità che sarebbe stata affidata alla sua cura pastorale.
Il contesto storico in cui operò era profondamente mutato rispetto ai decenni precedenti. L'editto di Milano del 313, voluto da Costantino e Licinio, aveva posto fine alle persecuzioni contro i cristiani, inaugurando un periodo di progressiva affermazione del cristianesimo nell'impero. Tuttavia, nelle regioni galliche la presenza cristiana rimaneva ancora minoritaria e frammentaria, specialmente nei centri urbani più piccoli come Tours.
La sede episcopale tourangella aveva conosciuto una storia travagliata. Il primo vescovo, Gaziano, era giunto da Roma verso la fine del III secolo insieme ad altri missionari, ma dopo la sua morte, avvenuta intorno al 301-307, la diocesi era rimasta senza pastore per trentasette anni. Un vuoto così prolungato testimonia le difficoltà incontrate dalle comunità cristiane nelle Gallie durante le ultime persecuzioni e gli anni immediatamente successivi.

L'episcopato e l'organizzazione della comunità
Nel 337, alla morte di Costantino, l'impero fu diviso tra i suoi tre figli: Costantino II, Costanzo II e Costante. Proprio nel primo anno del regno di Costante, Litorio fu consacrato vescovo di Tours. La scelta di un cittadino locale, piuttosto che di un missionario proveniente da altre regioni, segnò un momento di maturazione per la comunità cristiana tourangella.
All'inizio del suo ministero episcopale, Litorio si trovò a guidare un gregge esiguo. Le fonti attestano che la comunità cristiana di Tours era poco numerosa, ma durante i trentaquattro anni del suo episcopato conobbe una crescita notevole. Questa espansione demografica e spirituale permise al vescovo di realizzare opere edilizie di una certa importanza, segno tangibile del consolidamento della presenza cristiana in città.
La costruzione della prima chiesa cattedrale
L'opera più significativa attribuita a Litorio fu la costruzione della prima chiesa entro le mura di Tours. L'edificio sorse probabilmente al posto di un precedente memoriale dedicato al martire Maurizio, testimoniando la continuità tra la venerazione per i martiri e la nuova organizzazione del culto cristiano in forma pubblica.
Questa chiesa rappresentò il primo luogo di culto stabile e ufficialmente riconosciuto nella città, un punto di riferimento per la comunità in crescita. La sua edificazione richiese risorse economiche considerevoli e un'organizzazione complessa, elementi che dimostrano come sotto la guida di Litorio la comunità cristiana avesse raggiunto una consistenza numerica e una capacità organizzativa adeguate.
Oltre alla chiesa cattedrale, il vescovo fece costruire una basilica sulla casa di un senatore locale. Questo edificio rivestì un'importanza particolare poiché divenne il luogo della sepoltura del santo. La scelta di edificare su una proprietà senatoriale potrebbe indicare conversioni illustri o donazioni generose da parte dell'aristocrazia locale, fenomeno che si sarebbe accentuato nel corso del IV secolo con l'adesione al cristianesimo di membri delle classi dirigenti.

Gli ultimi anni e la morte
Litorio morì il 13 settembre 371, dopo aver governato la diocesi per trentaquattro anni. La data della morte è attestata con certezza dal Martyrologium Hieronymianum, il più antico martirologio universale della Chiesa occidentale, che la menziona con le parole: "A Tours deposizione di Litorio, vescovo".
Il vescovo fu sepolto nella basilica da lui stesso fatta edificare, secondo una consuetudine che si sarebbe diffusa ampiamente nei secoli successivi. La sua tomba divenne oggetto di venerazione e la basilica cimiteriale fu centro di un culto che si protrasse per secoli.
Alla morte di Litorio seguì l'elezione di Martino, che sarebbe diventato uno dei santi più venerati dell'Occidente cristiano. Non sappiamo con certezza se Litorio e Martino si siano conosciuti personalmente, poiché Martino cominciò a predicare nella regione durante l'episcopato di Litorio, ma le fonti non forniscono elementi concreti su un eventuale incontro tra i due.
La trasmissione della memoria e le distorsioni agiografiche
La festa di Litorio era celebrata fin dal VI secolo nella sua basilica il 13 settembre, come testimonia Gregorio di Tours. Tuttavia, nel corso del Medioevo la memoria del santo subì alterazioni significative. Alcuni manoscritti del Martyrologium Hieronymianum deformarono il nome di Litorio in "Ligorio", dando origine a una serie di equivoci che avrebbero condizionato la tradizione agiografica successiva.
Un falsario medievale attribuì a questo "Ligorio" una vita favolosa, ornandolo con la corona del martirio, nonostante non esistesse alcuna base storica per tale affermazione. Si diffuse inoltre la convinzione che le reliquie di Ligorio fossero conservate a Venezia, nella chiesa di San Lorenzo. Pietro De Natalibus, nel suo Catalogus Sanctorum del 1372, registrò sia il presunto martirio di Ligorio sia la traslazione a Venezia, e da questa fonte il cardinale Baronio attinse per inserire il nome e l'elogio nel Martirologio Romano.
Solo in epoca moderna la critica agiografica ha chiarito la distinzione tra il vescovo storico Litorio di Tours e il fantomatico martire Ligorio, riconoscendo l'infondatezza delle tradizioni tardive. Con la scomparsa del corpo venerato a Venezia, anche il culto di questo falso santo fu gradualmente soppresso.

Le fonti storiche
La principale fonte biografica su Litorio è costituita dall'Historia Francorum di Gregorio di Tours, in particolare il libro X, capitolo 31. Gregorio, vescovo di Tours nel VI secolo (538-594), ebbe accesso a documenti e tradizioni locali che oggi sono andati perduti, rendendo la sua testimonianza particolarmente preziosa. Tuttavia, va considerato che Gregorio scrisse circa due secoli dopo la morte di Litorio, pertanto alcune notizie potrebbero risentire della distanza temporale.
Il Martyrologium Hieronymianum, compilato nel VI secolo, rappresenta un'altra fonte di primaria importanza, attestando con precisione la data della morte e la venerazione liturgica del santo. Questo martirologio, nonostante il nome, non è opera di san Girolamo ma rappresenta una compilazione anonima del VI secolo che divenne il modello per tutti i martirologi occidentali successivi.

L'architettura religiosa del IV secolo
Le costruzioni edificate da Litorio rivestono un interesse particolare per la storia dell'architettura religiosa gallica. La prima chiesa di Tours, sorta entro le mura urbane, rappresenta un esempio precoce di edificio di culto cristiano in una città gallica di dimensioni medie. La sua edificazione nel IV secolo testimonia il rapido affermarsi del cristianesimo dopo la pace costantiniana.
La basilica costruita sulla casa del senatore costituisce un altro esempio significativo di come le proprietà private dell'aristocrazia convertita venissero trasformate in luoghi di culto e sepoltura. Questo fenomeno, documentato anche in altre città dell'impero, segnò una trasformazione profonda del tessuto urbano e sociale.

Il culto e la sua evoluzione
Il culto di Litorio si mantenne vivo a Tours almeno fino al VI secolo, come dimostrano le testimonianze di Gregorio di Tours sulla celebrazione della festa nella basilica del santo. Tuttavia, con l'affermarsi del culto di san Martino, il terzo vescovo di Tours, la memoria di Litorio passò in secondo piano. Martino divenne infatti il patrono principale della città e uno dei santi più venerati dell'Occidente medievale.
La confusione con il falso "Ligorio" martire contribuì ulteriormente a offuscare la memoria storica del vescovo tourangello. Solo gli studi agiografici moderni hanno restituito a Litorio la sua identità storica, distinguendola dalle stratificazioni leggendarie medievali.

Curiosità
- La vacanza di trentasette anni della sede episcopale di Tours tra la morte di Gaziano e l'elezione di Litorio è un caso piuttosto eccezionale nella storia della Chiesa antica e testimonia le difficoltà organizzative delle comunità cristiane galliche nel IV secolo.
- Litorio fu il primo vescovo "autoctono" di Tours, essendo nato nella stessa città che avrebbe guidato, a differenza del primo vescovo Gaziano che era giunto da Roma come missionario.
- La basilica di Litorio sorse sulla casa di un senatore romano: questo dettaglio suggerisce conversioni illustri nell'aristocrazia locale già nella prima metà del IV secolo, prima ancora dell'episcopato di Martino.

Cronologia
- III secolo: Nasce a Tours (data imprecisata)
- 301-307 circa: Muore Gaziano, primo vescovo di Tours; inizia la vacanza della sede
- 313: Editto di Milano di Costantino e Licinio che pone fine alle persecuzioni
- 337-338: Litorio è consacrato secondo vescovo di Tours nel primo anno del regno di Costante
- 337-371: Episcopato di Litorio; costruzione della prima chiesa entro le mura e della basilica
- 371, 13 settembre: Morte di Litorio; gli succede Martino di Tours
- VI secolo: Gregorio di Tours scrive l'Historia Francorum menzionando Litorio; il Martyrologium Hieronymianum ne registra la festa al 13 settembre
- 1372: Pietro De Natalibus nel suo Catalogus Sanctorum confonde Litorio con un fantomatico "Ligorio" martire
- XVII secolo: Baronio inserisce nel Martirologio Romano il falso "Ligorio" basandosi su fonti erronee.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Gregorio di Tours nella Historia Francorum dà alcune notizie su Litorio (lat. Litorius; fr. Lidoire), secondo vescovo di Tours. Nato in questa città, ne fu consacrato vescovo nel primo anno dell’impero di Costante (337-338), succeduto, insieme con i fratelli Costantino II e Costanzo II, al padre Costantino. La comunità cristiana di Tours doveva essere poco numerosa: Litorio la vide crescere notevolmente onde gli fu possibile edificare la prima chiesa nella città. In seguito costruì sulla casa di un senatore una basilica, dove fu sepolto.
Morì il 13 settembre 371 ed ebbe come successore il celebre san Martino, il secondo Gregorio, cominciò a predicare durante l’episcopato di Litorio; non si sa, tuttavia, se i due santi si siano conosciuti.
La festa di Litorio era celebrata fin dal secolo VI nella sua basilica il 13 settembre; ce ne dà testimonianza il Martirologio Geronimiano con le parole: «A Tours deposizione di Litorio, vescovo».
Alcuni mss. del Geronimiano hanno deformato il nome di Litorio in Ligorio, ed un falsario gli ha attribuito una vita favolosa, ornandolo con la corona del martirio. Si riteneva che le reliquie di Ligorio fossero a Venezia nella chiesa di san Lorenzo. Pietro De Natalibus, nel 1372, nel suo Catalogo ricordò sia il martirio di Ligorio, sia la traslazione a Venezia: da questo il Baronio prese il nome e il relativo elogio per inserirlo nel Martirologio Romano. In seguito alla scomparsa del corpo, anche il culto venne soppresso. 


Autore:
Filippo Caraffa


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-04

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