Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera A > Sant' Abbone (o Goerico) di Metz Condividi su Facebook

Sant' Abbone (o Goerico) di Metz Vescovo

Festa: 19 settembre

Aquitania, Francia, 565/575 - Metz, Francia, 642/647

Trentesimo vescovo di quella sede, governò la diocesi dal 625 al 642 o 643, succedendo a sant'Arnolfo di Metz. La sua figura emerge dai cataloghi episcopali e dai martirologi germanici come un pastore 'mirabile per santità, amabile coi suoi sudditi'. Nato in Aquitania tra il 565 e il 575, probabilmente imparentato con il predecessore Arnolfo, Abbone visse in un'epoca cruciale per il regno franco, sotto i Merovingi. Prima di accedere all'episcopato, secondo la tradizione, avrebbe avuto una vita secolare come guerriero e padre di famiglia, avendo due figlie: Vittorina e Precia (o Aprincia). Il suo episcopato fu caratterizzato da opere concrete: fece costruire a Metz la chiesa di San Pietro 'infra domum' o 'ad imagines', fondò un monastero a Epinal per le sue figlie e compì un gesto di profonda venerazione trasferendo nel 641 le reliquie di sant'Arnolfo da Remiremont a Metz. Onorato dal re Dagoberto I, che lo menzionò nel suo testamento del 636, mantenne corrispondenza con Desiderio vescovo di Cahors. Il suo culto si consolidò già nel X secolo, quando a Metz esisteva una chiesa a lui dedicata e le sue reliquie furono traslate a Epinal.

Etimologia: Dal germanico 'Abbo' (forse 'acqua' o nome abbreviato); Goerico dal germanico 'God-ric' (potente/richiedente Dio).

Emblema: Abiti vescovili, mitra, pastorale, modello di chiesa, due donne (le figlie Vittorina e Precia).

Martirologio Romano: A Metz in Austrasia, ancora nel territorio dell’odierna Francia, san Goeríco o Abbone, vescovo, che succedette a sant’Arnolfo, il corpo del quale traslò con venerazione in questa città.


Abbone (Abbo, Appo, Abdo, Albo, Goerico, Goherico, Goderico, Goëry, Goéric, Goericus, Gury) nacque in Aquitania in un periodo compreso tra il 565 e il 575, in una regione che allora faceva parte del regno franco. Le fonti lo collocano in una famiglia nobile, probabilmente imparentata con quella di Arnolfo, futuro vescovo di Metz e suo predecessore. Alcuni documenti suggeriscono che fosse figlio di Gamardo e cugino o nipote di Arnolfo, anche se queste informazioni appartengono più alla tradizione agiografica che alla documentazione certa.
La tradizione ci tramanda un'immagine di Abbone come valoroso guerriero prima della sua conversione alla vita ecclesiastica. Secondo queste narrazioni, avrebbe riportato numerose vittorie contro i barbari e, per le sue straordinarie doti di capitano, avrebbe percorso tutti i gradi della carriera militare, giungendo fino alle più alte dignità. A questo periodo si riferirebbe anche la perdita della vista in seguito a una ferita in combattimento, menomazione che avrebbe sopportato con cristiana pazienza.
Sempre secondo la tradizione, recatosi a Metz e dedicatosi a opere di bene, avrebbe riacquistato la vista per intercessione di sant'Arnolfo, evento che lo avrebbe portato a iniziare il cammino verso gli ordini sacri. È importante sottolineare che questi elementi appartengono alla sfera della tradizione agiografica e non trovano riscontro in documenti coevi.
Ciò che è storicamente accertato è che Abbone era sposato e aveva due figlie: Vittorina e Precia (o Aprincia). Questa circostanza è notevole per un futuro vescovo del VII secolo e testimonia una prassi ancora diffusa in quell'epoca, quando il celibato ecclesiastico non era ancora rigidamente codificato come lo sarebbe stato nei secoli successivi.

L'episcopato a Metz
Nel 625 Abbone assunse la guida della diocesi di Metz, diventando il trentesimo vescovo di quella sede apostolica. Succedeva a sant'Arnolfo, che si era ritirato a Remiremont dove sarebbe morto nel 641. Il passaggio di consegne tra i due vescovi segna un momento importante nella storia della Chiesa di Metz.
Uno degli atti più significativi del suo episcopato fu il trasferimento delle reliquie di sant'Arnolfo da Remiremont a Metz nel 641. Questo gesto rivela non solo la venerazione di Abbone per il suo predecessore, ma anche una precisa strategia pastorale e politica: le reliquie di un santo erano considerate una protezione spirituale per la città che le custodiva e un elemento di prestigio per la diocesi.
Durante il suo ministero episcopale, Abbone promosse importanti opere edilizie. Fece costruire a Metz la chiesa di San Pietro 'infra domum' o 'ad imagines', così chiamata probabilmente per le immagini sacre che la adornavano o per la sua posizione rispetto al palazzo vescovile. Questa fondazione testimonia l'impegno del vescovo nell'abbellire la città con edifici di culto e nel promuovere la devozione al principe degli apostoli.

Relazioni con il potere regio
Abbone intrattenne rapporti significativi con il potere civile del suo tempo. Il re Dagoberto I, che regnò sugli Austrasi dal 623 al 634 e su tutti i Franchi dal 629 al 639, lo onorò grandemente e lo menzionò nel suo testamento redatto nel 636 a Epinay-sur-Seine. Questa menzione testamentaria è un documento storico di grande valore, poiché attesta la stima di cui il vescovo godeva presso la corte merovingia.
La relazione tra Abbone e Dagoberto si inserisce nel più ampio contesto dei rapporti tra episcopato e monarchia franca nel VII secolo. I vescovi erano spesso scelti tra le famiglie nobili e svolgevano un ruolo cruciale nell'amministrazione del regno, fungendo da consiglieri del sovrano e da mediatori tra il potere centrale e le realtà locali.
Oltre ai contatti con Dagoberto, Abbone mantenne corrispondenza con Desiderio, vescovo di Cahors. Questo scambio epistolare, sebbene non ci sia pervenuto integralmente, testimonia una rete di relazioni ecclesiastiche che superava i confini della singola diocesi e rivela un vescovo inserito nel più ampio tessuto della Chiesa gallica.

La fondazione di Epinal
Uno degli aspetti più umani e toccanti della figura di Abbone è la sua attenzione per le due figlie, Vittorina e Precia. Secondo la tradizione, il vescovo avrebbe fondato per loro un monastero a Epinal, località situata presso il fiume Mosella, dove le due donne poterono consacrarsi a Dio ricevendo il velo della verginità.
Questa fondazione rivela diversi aspetti della personalità di Abbone. Innanzitutto, dimostra che la scelta della vita religiosa da parte delle figlie non interruppe il legame affettivo con il padre, che continuò a prendersi cura di loro assicurando loro un luogo adatto alla vita consacrata. In secondo luogo, testimonia l'impegno del vescovo nella promozione del monachesimo femminile, fenomeno in forte espansione nella Gallia del VII secolo.
Precia, in particolare, divenne la prima badessa del monastero di Epinal e fu a sua volta venerata come santa. La tradizione vuole che sia stato lo stesso Abbone, già vescovo, a imporle il velo della verginità, gesto che sanciva la sua consacrazione a Dio. Anche Vittorina seguì la sorella nella vita monastica.

Gli ultimi anni e la morte
Abbone governò la diocesi di Metz fino al 642 o 643, anno della sua morte. Alcune fonti estendono il suo episcopato fino al 647, ma la datazione più probabile lo colloca nel 642-643. Gli succedette san Godone, che fu il trentunesimo vescovo di Metz e che a sua volta sarebbe stato seguito da san Clodolfo, figlio di sant'Arnolfo.
Secondo il Martirologio Romano, Abbone morì 'a Metz in Austrasia', e la sua memoria liturgica fu fissata al 19 settembre. I martirologi germanici e quello di Metz lo ricordano come 'vescovo e confessore, mirabile per santità, amabile coi suoi sudditi', testimonianza della reputazione di santità di cui godette presso i contemporanei e le generazioni successive.
Il suo corpo fu inizialmente sepolto a Metz, probabilmente nella chiesa di San Pietro che aveva fatto costruire o presso la chiesa degli Apostoli dove aveva traslato le reliquie di sant'Arnolfo. Nel X secolo, le sue reliquie furono traslate dalla chiesa di Saint-Symphorien a Epinal, la stessa località dove aveva fondato il monastero per le figlie. Questa traslazione rivela la persistenza del suo culto nella regione e il legame particolare che continuava a unire il santo vescovo a quella comunità.

Culto e Reliquie
Il culto di sant'Abbone/Goerico si sviluppò rapidamente dopo la sua morte. Già nel X secolo esisteva a Metz una chiesa dedicata al santo vescovo, segno che la sua memoria era vivente nella comunità cittadina. Le sue reliquie, inizialmente conservate a Metz, furono oggetto di una traslazione nel X secolo dalla chiesa di Saint-Symphorien a Epinal.
Questa traslazione a Epinal non è casuale: la località era legata al santo per la fondazione del monastero destinato alle sue figlie. Il trasferimento delle reliquie in quel luogo rafforzò il legame tra la comunità monastica femminile e la memoria del fondatore, creando un centro di devozione che durò nei secoli.
I martirologi germanici, il martirologio di Metz e di altre città della Gallia lo commemorano il 19 settembre. Un breviario stampato a Parigi nel 1535 e un altro del 1554 contengono un Ufficio con nove lezioni dedicato al santo. L'Ufficio è tratto dal Comune dei confessori, ma presenta tre antifone e un'orazione propria, segno di un culto riconosciuto e strutturato liturgicamente.

Iconografia
L'iconografia di sant'Abbone/Goerico non è particolarmente ricca né diffusa. Quando viene rappresentato, appare generalmente con gli attributi tipici dei vescovi: la mitra, il pastorale e le vesti episcopali. In alcune rappresentazioni può essere raffigurato con un modello della chiesa di San Pietro che fece costruire a Metz o con le due figlie Vittorina e Precia, che lo accompagnano come monache.
La scarsa diffusione della sua iconografia riflette probabilmente la limitata espansione del suo culto al di fuori della regione di Metz e della Lorena. A differenza di altri santi vescovi del periodo merovingio, come il suo predecessore Arnolfo, Abbone/Goerico non divenne oggetto di una devozione popolare massiccia, rimanendo piuttosto una figura venerata localmente.

Scritti
Non ci sono pervenuti scritti attribuibili con certezza a sant'Abbone. La corrispondenza che mantenne con Desiderio, vescovo di Cahors, non è stata conservata. Questa perdita è significativa, poiché le lettere dei vescovi del VII secolo costituiscono una fonte preziosa per comprendere la vita della Chiesa e della società franca in quel periodo.
Le due 'vitae' che ci sono pervenute, redatte poco dopo l'anno Mille, sono considerate di scarso valore storico dagli studiosi. Queste agiografie tarde risentono delle convenzioni del genere e mescolano elementi tradizionali con dati storici, rendendo difficile distinguere tra realtà documentata e costruzione agiografica.

Curiosità
- Il doppio nome. Una particolarità di questo santo è la presenza di due nomi distinti che ci sono stati tramandati in forme diverse: Abbone (con le varianti Abbo, Appo, Abdo, Albo) e Goerico (con le varianti Goherico, Goderico, Goëry, Goéric, Goericus, Gury). Questa duplice denominazione ha creato nel tempo non poca confusione, tanto che alcuni cataloghi episcopali distinguono tra 'Abbo I' e altri vescovi successivi con nomi simili.
- L'origine del doppio nome non è chiara. Potrebbe trattarsi di un nome germanico e della sua latinizzazione, oppure di due nomi distinti attribuiti al santo in tradizioni diverse. I cataloghi ufficiali della diocesi di Metz lo registrano come trentesimo vescovo, ma la confusione onomastica ha talvolta portato a identificazioni errate con altri vescovi successivi.
- Vita familiare e episcopato. Un aspetto che colpisce il lettore moderno è la presenza di una vita familiare strutturata (moglie e due figlie) in un vescovo del VII secolo. Questo dato storico riflette una realtà ecclesiastica del tempo in cui il celibato ecclesiastico non era ancora universalmente imposto o rigidamente osservato. Molti vescovi erano scelti tra uomini sposati della nobiltà, e la transizione dalla vita secolare all'episcopato poteva avvenire anche in età matura, dopo aver avuto figli.

Cronologia
- 565/575: Nascita in Aquitania
- Prima del 625: Vita secolare come guerriero (secondo la tradizione); matrimonio e nascita delle figlie Vittorina e Precia
- 625: Elezione a vescovo di Metz (trentesimo vescovo)
- 636: Menzione nel testamento del re Dagoberto I
- 641: Traslazione delle reliquie di sant'Arnolfo da Remiremont a Metz
- 642/643: Morte a Metz
- X secolo: Costruzione di una chiesa in suo onore a Metz; traslazione delle reliquie da Saint-Symphorien a Epinal
- 1535-1554: Pubblicazione di breviari parigini con Ufficio proprio del santo.

Autore: Enrico Quiri  


 

I suoi due nomi ci sono stati tramandati sotto forme diverse: il primo, Abbone, nelle varianti Abbo, Appo, Abdo, Albo; il secondo nelle varianti Goerìco, GoherIco, Goderìco. Nei cataloghi ufficiali della diocesi risulta il trentesimo vescovo di Metz, avendo governato quella chiesa dal 625 al 642 o 643. Nei martirologi germanici, in quello di Metz e di altre città della Gallia è ricordato il 19 settembre come « vescovo e confessore, mirabile per santità, amabile coi suoi sudditi ». Di lui ci sono pervenute due vite, di poco posteriori al Mille, ma sono di scarso valore storico.
Nacque in Aquitania, tra il 565 e il 575, figlio, a quanto sembra, di Gamardo e forse cugino o nipote del vescovo suo predecessore, sant' Arnolfo, di cui egli riconobbe i resti a Remiremont nel 641 riportandoli a Metz. Si dice abbia avuto due figlie: Vittorina e Precia (o Aprincia), alla quale egli stesso da vescovo impose il velo della verginità e che più tardi divenne santa. Secondo tutti i documenti che ci parlano di lui Abbone fu un valoroso guerriero, riportò numerose vittorie contro i barbari e per le sue straordinarie doti di capitano percorse tutti i gradi della carriera militare, giungendo fino alle più alte dignità. Si dice anche che, ferito in uno scontro, perdette la vista e che sopportò tale infelicità con cristiana pazienza. Recatosi a Metz e datosi a opere di bene, per intercessione di sant' Arnolfo, riacquistò la vista e fu iniziato agli ordini sacri. Nel 625 diventò vescovo di Metz. Qui fece costruire la chiesa di San Pietro infra domum o ad imagines; fu molto onorato dal re Dagoberto, che lo nominò nel suo testamento (636), e tenne corrispondenza con Desiderio, vescovo di Cahors. Nel secolo X, a Metz, esisteva una chiesa in suo onore. Un breviario stampato a Parigi nel 1535 e un breviario del 1554 hanno di lui un Ufficio con nove lezioni; l'Ufficio è tolto dal Comune, ma con tre antifone e orazione propria.


Autore:
Andrea Tessarolo


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-09-09

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati