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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera A > Sant' Attilano di Zamora Condividi su Facebook

Sant' Attilano di Zamora Vescovo

Festa: 5 ottobre

Tarazona, Zaragoza, Aragona, Spagna, circa 850 - Zamora, Castiglia e León, Spagna, circa 919

Fu vescovo di Zamora all'inizio del X secolo, in una fase decisiva della riorganizzazione politica ed ecclesiastica dei territori cristiani a nord del Duero. La sua figura storicamente documentata è legata soprattutto alla collaborazione con san Froilano, alla vita ascetica e monastica e alla fondazione di comunità religiose, prima della consacrazione episcopale avvenuta nel 900. Diversi documenti tra il 907 e il 917 attestano la sua presenza nella vita ecclesiastica e politica del regno leonese, mentre una ricostruzione prosopografica propone un episcopato protratto fino al 922. La tradizione agiografica successiva arricchì la sua figura con il pellegrinaggio penitenziale a Gerusalemme e con il celebre miracolo dell'anello ritrovato nel ventre di un pesce, elementi che appartengono alla storia del culto più che alla biografia verificabile. La memoria liturgica ricorre il 5 ottobre e il culto è documentato almeno dal XII secolo.

Patronato: Diocesi di Zamora e città di Tarazona.

Etimologia: Forma romanza del latino medievale Attilanus, probabilmente formato come estensione del nome Attila.

Martirologio Romano: A Zamóra sempre in Spagna, commemorazione di sant’Attilano, vescovo, che, dapprima monaco, fu straordinario compagno di san Froilano nell’attirare a Cristo le regioni prima devastate dai Mori.


Le notizie sulla nascita di Attilano (Atilano, Attila, Atila, Atilla, Attilanus, Adtila) sono tarde. La tradizione lo fa nascere intorno all'850 a Tarazona, nell'attuale provincia di Zaragoza, e gli attribuisce un'origine familiare nobile. Questi elementi appartengono alla tradizione agiografica e non sono confermati dalla documentazione contemporanea. Anche l'età di quindici anni indicata per l'ingresso nella vita monastica appartiene alla tradizione successiva.
La prima fonte narrativa relativamente vicina all'epoca di Attilano è la Vita Froilanis, conservata in un codice della cattedrale di León redatto tra il 910 e il 920. Il testo presenta Attilano come compagno di Froilano e fornisce informazioni importanti sulla sua attività ascetica e monastica. A differenza delle narrazioni posteriori, questa testimonianza si colloca cronologicamente molto vicino agli eventi.

Vita ascetica e collaborazione con Froilano
Secondo la Vita Froilanis, Froilano si ritirò sul monte Curcurrino per condurre vita eremitica e fu successivamente raggiunto da Attilano. I due svilupparono un'attività religiosa comprendente predicazione e fondazione monastica.
La collaborazione tra i due uomini si inserì nella politica di consolidamento del regno astur-leonese nei territori situati a nord del Duero. La fondazione di comunità religiose aveva anche una funzione di organizzazione e ripopolamento del territorio.
La Vita Froilanis attribuisce ai due fondatori la creazione del monastero doppio di Tábara e di un'altra comunità presso Moreruela de Tábara. I numeri molto elevati di religiosi tramandati dalla fonte hanno carattere agiografico e non possono essere assunti automaticamente come dati demografici verificabili.

La sede episcopale di Zamora
Nel giorno di Pentecoste del 900 Attilano e Froilano furono consacrati vescovi. La Vita Froilanis, composta quando la memoria dei due era ancora relativamente vicina, riferisce che Froilano ricevette la sede di León e Attilano quella di Zamora.
La data dell'8 giugno 900, corrispondente alla Pentecoste di quell'anno, è riportata nella ricostruzione documentaria dell'episcopato. Attilano risulta quindi il primo vescovo storicamente attestato della sede zamorana nella sua prima fase altomedievale.
La creazione o restaurazione della sede va collocata nel quadro della politica di Alfonso III, impegnato nel consolidamento della frontiera settentrionale del Duero e nella ripopolazione di Zamora. Il territorio sottoposto al vescovo era ancora limitato e la diocesi non possedeva probabilmente la configurazione territoriale che avrebbe assunto nei secoli successivi.

L'attività episcopale
La presenza di Attilano è documentata in numerose carte tra il 907 e gli anni immediatamente successivi. Nel 907 compare come Adtila episcopus in una carta redatta a Zamora; nel 909 è attestato come Atila episcopus e Attilanus episcopus. Nel 911 sottoscrive un documento a León e compare nell'ambiente della corte regia. Nel 912 è indicato esplicitamente come vescovo di Zamora.
La sua presenza documentaria continua negli anni seguenti. Nel dicembre 914 sottoscrisse due documenti relativi a beni della Chiesa di Santiago di Compostela. Nel gennaio 915 è attestato nuovamente a Zamora e nel gennaio 916 compare ancora in documenti ecclesiastici. Un documento del 917 conserva un'ulteriore menzione del nome di Attilano.
Queste testimonianze attestano una figura episcopale realmente attiva nella rete ecclesiastica e politica del regno leonese. La documentazione mostra inoltre la varietà delle forme con cui il suo nome venne trasmesso: Adtila, Atila, Atilla, Attila e Attilanus.
Una ricostruzione di Manuel Carriedo Tejedo propone un episcopato compreso tra il 900 e il 922 attraverso diciassette documenti. Altri studi collocano invece la morte intorno al 919. La diversa cronologia dipende dalla valutazione delle ultime attestazioni documentarie e delle successive tradizioni.

La morte
La data esatta della morte non è stabilita con certezza dalla documentazione contemporanea. Il Martirologio Romano pone la memoria il 5 ottobre e associa alla celebrazione l'anno 916, mentre studi storici moderni collocano la morte intorno al 919. La tradizione diocesana di Tarazona indica il 5 ottobre 919.
Le carte contemporanee documentano la presenza di Attilano fino agli anni immediatamente precedenti la sua scomparsa, ma non conservano un atto che stabilisca con certezza il giorno della morte. Il 5 ottobre appartiene alla tradizione liturgica consolidata.

Il pellegrinaggio e il miracolo dell'anello
La parte più conosciuta della biografia di Attilano deriva da una tradizione agiografica molto più tarda rispetto alla sua vita. Secondo questo racconto, il vescovo avrebbe lasciato Zamora per compiere un pellegrinaggio penitenziale a Gerusalemme. Prima della partenza avrebbe gettato nel Duero il proprio anello episcopale, stabilendo di considerare il suo ritrovamento come segno del perdono divino.
Dopo due anni sarebbe tornato a Zamora in incognito e avrebbe trovato ospitalità presso l'eremo di San Vicente de Cornú. Un pesce destinato al pasto avrebbe contenuto l'anello gettato nel fiume. Le campane della città avrebbero quindi suonato miracolosamente e il pellegrino sarebbe apparso rivestito degli abiti episcopali.
Il racconto appartiene alla tradizione agiografica medievale e fu elaborato molto tempo dopo gli eventi. Non esiste una testimonianza contemporanea che permetta di considerare storici il pellegrinaggio a Gerusalemme o il miracolo dell'anello.
Il racconto ebbe tuttavia un'importanza notevole nella formazione del culto. Il pesce e l'anello divennero elementi caratteristici della memoria di Attilano e contribuirono alla diffusione della sua devozione sia a Zamora sia a Tarazona.

La confusione cronologica con un presunto secondo Attilano
La tradizione storiografica ha talvolta distinto un secondo vescovo di Zamora chiamato Attilano, collocato alla fine del X secolo. La ricerca storica ha però sostenuto che nella sede zamorana dei primi anni del X secolo sia documentato un solo vescovo di questo nome, contemporaneo di Froilano e di Alfonso III.
La ricostruzione diplomatica dell'episcopato attribuisce ad Attilano un'attività documentata dal 900 fino agli anni successivi al 917 e, secondo Carriedo Tejedo, fino al 922. Non esistono prove sufficienti per trasformare il presunto secondo Attilano in una figura episcopale distinta e storicamente certa.
Alcune biografie tradizionali hanno utilizzato una cronologia molto più tarda, arrivando a collocare la nascita intorno al 939 e l'episcopato alla fine del X secolo. Tale ricostruzione non concorda con la documentazione diplomatica relativa all'Attilano contemporaneo di Froilano.

Moreruela e la tradizione monastica
Le fonti medievali più vicine all'epoca di Attilano attestano una fondazione a Moreruela de Tábara. Una tradizione cistercense del XIII secolo collegò invece Attilano e Froilano all'abbazia di Santa Maria di Moreruela, presso l'attuale Granja de Moreruela.
Le due località non devono essere identificate. L'associazione dell'Attilano del X secolo con l'abbazia cistercense deriva da una tradizione successiva e da una sovrapposizione toponomastica.

Reliquie e sviluppo del culto
Il culto di Attilano è attestato almeno dal XII secolo. Le reliquie sono oggi associate soprattutto alla chiesa di San Pedro y San Ildefonso di Zamora. La tradizione locale ricorda una traslazione delle spoglie nel 1496, ma la documentazione diretta dell'operazione non è conservata.
Altre reliquie sono tradizionalmente collegate a Toledo e Tarazona. A Tarazona il culto è particolarmente radicato e la città conserva la memoria della traslazione di una reliquia avvenuta nel 1644.

Curiosità
- Il nome del vescovo compare nelle fonti medievali con forme diverse, tra cui Adtila, Atila, Atilla, Attila e Attilanus, segno della variabilità della trasmissione antroponimica altomedievale.
- La tradizione dell'anello ritrovato nel pesce è diventata l'episodio più caratteristico della sua agiografia, benché appartenga a una narrazione medievale molto posteriore alla vita del vescovo.
- A Tarazona la festa patronale di San Attilano è collegata alla memoria della reliquia trasferita nella città nel 1644.

Cronologia
- 8 giugno 900 - Attilano è consacrato vescovo di Zamora insieme a Froilano, destinato alla sede di León, secondo la Vita Froilanis e la ricostruzione documentaria dell'episcopato.
- 907 - Attilano compare come Adtila episcopus in una carta redatta a Zamora.
- aprile 909 - È attestato come Atila episcopus e Attilanus episcopus.
- 15 febbraio 911 - Sottoscrive a León un documento relativo a una donazione regia al monastero di San Isidoro di Dueñas.
- 912 - È indicato esplicitamente come vescovo di Zamora in un documento proveniente dal monastero di Eslonza.
- 1 dicembre 914 - Sottoscrive una carta relativa ai beni della Chiesa di Santiago di Compostela.
- 6 dicembre 914 - Sottoscrive una seconda carta relativa alla stessa istituzione ecclesiastica.
- 29 gennaio 915 - È attestato a Zamora in occasione di un'assemblea episcopale.
- 30 gennaio 915 - Compare in due ulteriori documenti relativi a beni ecclesiastici.
- 8 gennaio 916 - È menzionato in una carta relativa alla restaurazione del monastero di Santa Leocadia de Castañeda.
- 9 gennaio 916 - È nuovamente ricordato in una donazione di Ordoño II.
- 8 gennaio 917 - Il nome di Attilano compare ancora in una carta della cattedrale di León.
- circa 919 - Morte di Attilano secondo una ricostruzione storiografica; la tradizione diocesana di Tarazona indica il 5 ottobre 919.
- 10 marzo 922 - Una carta cita indirettamente una fonte denominata in relazione ad Attilano, indicando che la memoria del vescovo era ancora presente nel territorio.
- XII secolo - Il culto di Attilano è documentato almeno da questo periodo.
- 26 maggio 1496 - Un'iscrizione nella chiesa di San Pedro y San Ildefonso di Zamora ricorda l'elevazione dei corpi di sant'Attilano e sant'Ildefonso; l'effettiva traslazione delle reliquie non è documentata da un atto coevo.
- 28 agosto 1644 - Una reliquia di sant'Attilano viene trasferita a Tarazona, secondo la tradizione locale.
- 1092 - La canonizzazione da parte di Urbano II a Milano è attribuita dalla tradizione, ma l'esistenza di un atto pontificio coevo non è documentata con certezza.

Valutazione storico-critica
- Attilano è una figura storicamente attestata e non deve essere confuso con un presunto secondo vescovo omonimo collocato alla fine del X secolo. Le carte dei primi decenni del secolo documentano ripetutamente un vescovo Attilano di Zamora contemporaneo di Alfonso III e Froilano.
- La consacrazione episcopale nel 900 è sostenuta dalla Vita Froilanis, conservata in un codice leonese redatto tra il 910 e il 920, e dalla ricostruzione diplomatica dell'episcopato.
- L'attività episcopale è direttamente attestata da numerose carte tra il 907 e il 917. Carriedo Tejedo ricostruisce un episcopato dal 900 al 922, mentre Charles Garcia colloca la morte intorno al 919. La data 916 presente nel Martirologio Romano appartiene a una diversa tradizione cronologica.
- La nascita a Tarazona intorno all'850, l'origine nobiliare, l'ingresso in monastero a quindici anni e altri particolari della giovinezza appartengono alla tradizione agiografica e non sono documentati da fonti contemporanee.
- Il rapporto con Froilano e l'attività ascetica e monastica sono attestati dalla Vita Froilanis, mentre i particolari numerici relativi alle comunità monastiche appartengono alla narrazione agiografica e non sono verificabili in ogni dettaglio.
- Il pellegrinaggio a Gerusalemme, il lancio dell'anello nel Duero, il suo ritrovamento nel ventre del pesce e il prodigio delle campane appartengono alla tradizione agiografica tarda. Non risultano confermati da testimonianze contemporanee indipendenti.
- La tradizione secondo cui Attilano fu canonizzato da Urbano II a Milano nel 1092 è antica ed è stata recepita nella tradizione ecclesiastica, ma l'esistenza di un atto pontificio di canonizzazione non risulta sufficientemente documentata.
- Il culto è storicamente attestato almeno dal XII secolo ed è rimasto particolarmente forte a Zamora e Tarazona. Le tradizioni sulle reliquie sono in parte documentate e in parte tramandate senza una documentazione completa delle singole traslazioni.
- La tradizione agiografica di Attilano conserva un valore storico per lo studio della memoria religiosa medievale. Le narrazioni tarde non costituiscono testimonianze dirette della sua vita, ma documentano l'evoluzione del culto e della memoria del vescovo di Zamora.

Fonti e bibliografia essenziale
- Vita Froilanis episcopi Legionensis, conservata nel codice leonese attribuito al diacono Juan e redatto tra il 910 e il 920: costituisce la principale fonte narrativa antica per il rapporto tra Froilano e Attilano e per la consacrazione episcopale del 900.
- Carriedo Tejedo, Manuel, Episcopologio zamorense del siglo X, Anuario del Instituto de Estudios Zamoranos Florián de Ocampo, 1999: ricostruzione documentaria dell'episcopato zamorense e raccolta delle testimonianze diplomatiche relative ad Attilano.
- Garcia, Charles, Attila de Zamora, un évêque hispanique des 'temps obscurs' à la charnière des IXe et Xe siècles, Conceφtos, n. 6, 2022: studio storico-agiografico sulle fonti contemporanee, sulla cronologia e sulla formazione delle tradizioni relative ad Attilano.
- Acta Sanctorum, Octobris, III, pp. 235-245: raccolta e trasmissione delle tradizioni agiografiche relative ad Attilano.
- Martyrologium Romanum, memoria del 5 ottobre: attesta la celebrazione liturgica di sant'Attilano, vescovo di Zamora.
- Diocesi di Zamora, materiali storici su san Attilano: documentazione istituzionale relativa al culto, alle reliquie e alla tradizione storica della sede episcopale zamorana.
- Diocesi di Tarazona, materiali storici e liturgici su san Attilano: conserva la tradizione relativa alle origini tarazonesi, al culto e alla reliquia venerata nella città.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

I Bollandisti, nel commento al Martirologio Romano, osservano che su Attilano «praeter ea quae leguntur in Vita S. Froilani BHL 3180 nihil certi traditum est ». Froilano, oriundo di Lugo in Spagna, dopo aver atteso per un certo tempo all'evangelizzazione del popolo della campagna, si ritirò in un eremitaggio sul Monte Curueño, «habens secum collegam sanctum Atilanem sacerdotem», espressione che sembra indicare che i due, prima di essere compagni nella solitudine, lo erano stati nell'apostolato. In seguito essi, con l'appoggio del re Alfonso III il Grande (m. 910), fondarono alcuni monasteri nella regione del León, nei quali accorsero molti uomini e donne desiderosi di vivere «sub regula sanctae disciplinae»: la tradizione vuole che questi monaci fossero benedettini. Il re costrinse poi Froilano ad accettare la cattedra episcopale di León e Attilano quella di Zamora; la loro consacrazione ebbe luogo a León il giorno di Pentecoste, forse del 900. Il nome di Attilano appare in una carta di Alfonso III datata in Sahagùn il 28 aprile 909 e in documenti vari, parte dei quali dell'archivio di Compostella, che vanno fino al gennaio del 916, anno della morte di Attilano.
In una Vita leggendaria, posteriore al 1132, si legge che Attilano, dopo dieci anni di episcopato, fece un pellegrinaggio a Gerusalemme, in penitenza dei peccati commessi in gioventù, e, mentre usciva da Zamora, gettò l'anello pastorale nei gorghi del fiume Duero. Due anni dopo, al suo ritorno, alloggiò in una capanna fuori della città senza essere riconosciuto; aperto un pesce che il suo ospite gli aveva messo innanzi, vi trovò dentro l'anello: allora, al suono spontaneo di tutte le campane, i suoi laceri abiti di pellegrino si trasformarono miracolosamente in splendide vesti pontificali.
Il corpo di Attilano fu ritrovato nel 1260 nella cattedrale di Sant'Ildefonso di Zamora, ove riposa anche oggi sotto l'altare maggiore, ad eccezione del capo che fu portato, forse con un furto, nella cattedrale di Toledo. Restano anche il suo anello e il bastone da pellegrino. Nonostante le affermazioni del Galesino e di altri, egli non fu mai canonizzato. La festa di Attilano, il cui culto risale al sec. XII, è celebrata il 5 ottobre (il 6 presso i Benedettini), e la diocesi di Zamora è posta sotto la sua tutela.


Autore:
Pietro Burchi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-18

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