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San Zaccaria Padre di Giovanni Battista

Festa: 23 settembre

Giudea, Palestina, Periodo di Erode il Grande

Sacerdote ebreo e padre di Giovanni Battista, è una delle figure del Nuovo Testamento la cui memoria è interamente legata alla nascita e alla missione del Precursore di Cristo. Il Vangelo secondo Luca lo presenta come appartenente alla classe sacerdotale di Abia e marito di Elisabetta, anch'essa di origine sacerdotale. I due coniugi erano anziani e senza figli quando Zaccaria, durante il proprio turno di servizio nel Tempio di Gerusalemme, ricevette dall'angelo Gabriele l'annuncio della nascita di un figlio destinato a una particolare missione. La sua iniziale incredulità fu seguita dalla perdita temporanea della parola; quando Giovanni nacque, Zaccaria confermò per iscritto il nome indicato dall'angelo e riacquistò la facoltà di parlare, pronunciando il cantico noto come Benedictus. Per il resto, il Nuovo Testamento non conserva informazioni sulla sua vita, sulla sua morte o sulla sua sepoltura. Le successive tradizioni che gli attribuiscono un martirio nel Tempio o precise vicende durante la persecuzione di Erode appartengono alla letteratura apocrifa e non possono essere presentate come fatti storici. La sua figura rimane quindi importante soprattutto come anello di collegamento tra il culto del Tempio, la nascita del Battista e l'annuncio cristiano della venuta del Messia.

Etimologia: Dall'ebraico Zekharyah e significa 'YHWH si è ricordato', cioè 'Dio si è ricordato'.

Emblema: Vesti sacerdotali, incensiere, tavoletta o cartiglio con il nome di Giovanni.

Martirologio Romano: Commemorazione dei santi Zaccaria ed Elisabetta, genitori di san Giovanni Battista, Precursore del Signore. Elisabetta, accogliendo in casa sua Maria, sua parente, piena di Spirito Santo, salutò la Madre del Signore benedetta tra le donne; Zaccaria, sacerdote, pieno di spirito profetico, alla nascita del figlio, lodò Dio redentore e predisse il prossimo avvento di Cristo, che verrà dall’alto come sole che sorge.

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Le informazioni storicamente utilizzabili su Zaccaria (Zacharias, Zechariah, Zachary) provengono quasi esclusivamente dal primo capitolo del Vangelo secondo Luca. L'evangelista colloca la vicenda 'nei giorni di Erode, re della Giudea', cioè nel periodo del regno di Erode il Grande, morto nel 4 a.C. Zaccaria viene qualificato esplicitamente come sacerdote appartenente alla divisione di Abia. Questa era l'ottava delle ventiquattro classi sacerdotali nelle quali era organizzato il servizio del Tempio di Gerusalemme. Le classi sacerdotali prestavano servizio a turno e l'ingresso nel santuario per l'offerta dell'incenso veniva assegnato mediante sorteggio.
Luca presenta contemporaneamente Zaccaria ed Elisabetta come persone giuste davanti a Dio, osservanti dei comandamenti e irreprensibili nella loro condotta. La loro condizione, tuttavia, è segnata dall'assenza di figli: Elisabetta è descritta come sterile e entrambi sono ormai avanzati negli anni. La situazione introduce uno dei temi caratteristici della narrazione lucana dell'infanzia, quello dell'intervento divino in una condizione umanamente considerata senza prospettive.
Non sappiamo dove Zaccaria ed Elisabetta abitassero con precisione. Luca parla genericamente della regione montuosa della Giudea quando descrive la diffusione della notizia della nascita di Giovanni. La tradizione cristiana ha successivamente identificato la loro abitazione con Ain Karem, oggi nell'area occidentale di Gerusalemme, ma questa identificazione non è esplicitamente contenuta nel Vangelo e non deve essere presentata come un dato biografico certo.

L'offerta dell'incenso nel Tempio
L'episodio centrale della vita di Zaccaria è ambientato nel Tempio di Gerusalemme. Durante il turno della sua classe sacerdotale, la sorte gli assegna il compito di entrare nel santuario per offrire l'incenso. All'esterno, la comunità dei fedeli prega durante il rito. Secondo il racconto di Luca, proprio mentre Zaccaria compie questo servizio appare alla destra dell'altare l'angelo del Signore.
L'apparizione provoca in lui turbamento e paura. L'angelo gli comunica però che la sua preghiera è stata ascoltata: Elisabetta avrà un figlio e dovrà chiamarlo Giovanni. Il bambino, secondo l'annuncio, sarà grande davanti al Signore, sarà pieno di Spirito Santo e avrà una missione profetica. Dovrà preparare il popolo alla venuta del Signore e operare 'nello spirito e nella potenza di Elia'.
Il racconto collega quindi direttamente Zaccaria alla missione di Giovanni. Il padre non è descritto come protagonista autonomo di una predicazione o di un'attività pubblica, ma come sacerdote al quale viene annunciato il ruolo futuro del figlio.

L'incredulità e il mutismo
La reazione di Zaccaria è una richiesta di un segno. Egli osserva di essere anziano e che anche sua moglie è avanzata negli anni. L'angelo si identifica come Gabriele e gli comunica che, proprio a causa della sua incredulità di fronte all'annuncio, rimarrà muto fino al compimento della promessa. Quando Zaccaria esce dal santuario, infatti, non riesce più a parlare e comunica soltanto attraverso gesti.
Il mutismo ha nella narrazione una funzione narrativa e teologica precisa. Da una parte costituisce la conseguenza della sua esitazione, dall'altra diventa il segno visibile che qualcosa di straordinario è avvenuto nel Tempio. La gente che attende all'esterno comprende infatti che Zaccaria ha avuto una visione. Il Vangelo non descrive ulteriori particolari dell'episodio e non autorizza a ricostruire una psicologia più complessa di quella esplicitamente fornita dal testo.
La tradizione cristiana successiva ha letto questo episodio anche come una trasformazione spirituale: il sacerdote che inizialmente non riesce a credere diventa, alla nascita del figlio, colui che proclama profeticamente il significato dell'evento. Papa Giovanni Paolo II, commentando il Benedictus, ha sottolineato proprio il passaggio dal silenzio imposto a Zaccaria alla sua nuova capacità di lodare Dio e di interpretare profeticamente la missione del figlio.

La nascita di Giovanni
Dopo l'episodio del Tempio, Elisabetta concepisce. Luca non fornisce una data precisa della nascita di Giovanni, ma descrive il parto e la successiva circoncisione. Otto giorni dopo la nascita, secondo la consuetudine, i parenti e i vicini partecipano alla cerimonia e intendono chiamare il bambino Zaccaria, come il padre.
Elisabetta interviene invece indicando il nome Giovanni. Poiché nella famiglia non sembra esservi nessuno con quel nome, i presenti si rivolgono al padre. Zaccaria, ancora incapace di parlare, chiede una tavoletta e scrive: 'Giovanni è il suo nome'. Subito recupera la parola e comincia a benedire Dio.
L'episodio è particolarmente importante perché mostra Zaccaria non soltanto come padre del Battista, ma come colui che conferma pubblicamente il nome e quindi la missione assegnata al bambino. Il nome non viene scelto secondo la consuetudine familiare, ma secondo l'annuncio ricevuto da Gabriele.

Il Benedictus
Dopo il recupero della parola, Zaccaria viene descritto da Luca come 'pieno di Spirito Santo' e profetizza. Il suo discorso è conosciuto nella tradizione cristiana con il nome latino di Benedictus, dalle parole iniziali 'Benedetto il Signore, Dio d'Israele'.
Il cantico non è semplicemente un ringraziamento personale per la nascita di un figlio. La sua prospettiva è molto più ampia. Zaccaria interpreta l'avvenimento alla luce della storia della salvezza, richiamando la promessa fatta ai padri, l'alleanza con Israele e la venuta della salvezza. Nella parte conclusiva, il testo si rivolge direttamente al neonato Giovanni, definendolo profeta dell'Altissimo e annunciando la sua missione di preparare le vie del Signore.
Il Benedictus ha avuto una straordinaria fortuna liturgica. È entrato stabilmente nella Liturgia delle Ore come cantico delle Lodi e costituisce ancora oggi uno dei testi biblici quotidianamente utilizzati dalla preghiera cristiana. Giovanni Paolo II ha osservato che la forma nella quale Luca trasmette il cantico riflette probabilmente un uso liturgico già presente nella comunità cristiana delle origini.

Gli ultimi anni e la morte
Dopo il Benedictus, il Vangelo secondo Luca non fornisce più alcuna informazione sulla vita di Zaccaria. Non sappiamo quando sia morto, dove sia morto, dove sia stato sepolto né quali siano state le circostanze della sua morte. Anche il Vangelo non racconta un eventuale incontro successivo tra Zaccaria e il figlio adulto.
Questa lacuna è importante perché molte ricostruzioni agiografiche successive hanno cercato di colmarla. Il cosiddetto Protovangelo di Giacomo, testo apocrifo di epoca antica, racconta invece una tradizione secondo la quale Zaccaria sarebbe stato ucciso durante la persecuzione di Erode, perché non avrebbe rivelato dove si trovava Giovanni. Il testo appartiene però alla letteratura apocrifa e non possiede l'autorità storica di una testimonianza contemporanea agli eventi.
La tradizione del suo martirio è stata inoltre collegata da alcuni autori antichi al passo di Matteo 23,35, nel quale Gesù parla del sangue del giusto Zaccaria ucciso 'tra il santuario e l'altare'. L'identificazione non è però sostenibile come dato storico certo. La questione era già discussa tra gli autori cristiani antichi e san Girolamo respinse l'identificazione con il padre del Battista, preferendo collegare il passo a Zaccaria figlio di Ioiada, ricordato nel Secondo libro delle Cronache.
È quindi necessario distinguere nettamente il dato evangelico dalla successiva leggenda del martirio. La morte di Zaccaria, padre di Giovanni Battista, rimane storicamente non documentata.

La memoria nella Chiesa
La memoria liturgica di Zaccaria si è sviluppata insieme a quella della moglie Elisabetta. Nell'attuale Martirologio Romano i due sono commemorati insieme il 23 settembre come genitori di Giovanni Battista. Il testo martirologico mette in evidenza precisamente i due episodi evangelici fondamentali: Elisabetta che accoglie Maria e Zaccaria che, alla nascita del figlio, loda Dio e profetizza la venuta di Cristo.
La data del 23 settembre non coincide con tutte le tradizioni liturgiche storiche. Nelle tradizioni orientali Zaccaria ed Elisabetta sono commemorati soprattutto il 5 settembre, mentre nella tradizione occidentale sono esistite date differenti prima dell'attuale configurazione del calendario romano. Questo mostra che la festa non costituisce una data biografica per la morte di Zaccaria, ma appartiene alla storia liturgica della sua memoria.

Le reliquie e il culto
Alla figura di Zaccaria sono state associate nel corso dei secoli diverse tradizioni relicarie. Una delle più importanti è quella veneziana. La chiesa di San Zaccaria a Venezia è infatti tradizionalmente collegata alla custodia delle reliquie attribuite al padre di Giovanni Battista; il Patriarcato di Venezia segnala la chiesa tra quelle veneziane che custodiscono reliquie di santi e la presenta come luogo di particolare interesse anche per la tradizione cristiana orientale.
La tradizione veneziana collega la presenza delle reliquie alla storia della chiesa e del monastero fondati nel IX secolo. Fonti storiche sulla Venezia medievale riferiscono che il corpo attribuito a Zaccaria sarebbe giunto in città dall'Oriente e che la chiesa sarebbe stata dedicata proprio alla sua memoria.
Non è tuttavia possibile trasformare questa tradizione relicaria in una certezza sull'identità dei resti. La presenza di reliquie attribuite allo stesso santo in luoghi diversi, insieme alla scarsità di documentazione antica sulla sua morte e sulla sua sepoltura, impone una valutazione prudente.

Zaccaria e la questione del martirio nel Tempio
Uno degli aspetti più interessanti della tradizione di Zaccaria riguarda la sua presunta morte violenta. L'episodio non compare nel Vangelo secondo Luca. Compare invece nel Protovangelo di Giacomo, dove Zaccaria viene ucciso perché non rivela il luogo in cui si è rifugiato Giovanni.
La tradizione fu successivamente messa in rapporto con Matteo 23,35 e Luca 11,51, generando una lunga discussione sull'identità dello Zaccaria ucciso tra il Tempio e l'altare. Già gli autori cristiani antichi conoscevano interpretazioni differenti. L'identificazione con il padre di Giovanni Battista non può quindi essere utilizzata per affermare che Zaccaria sia certamente morto martire.

Zaccaria e il Benedictus nella liturgia
Il Benedictus è probabilmente l'eredità più duratura di Zaccaria nella vita liturgica cristiana. Il cantico viene recitato o cantato quotidianamente nelle Lodi della Liturgia delle Ore. La tradizione cristiana ha quindi conservato la voce di Zaccaria soprattutto attraverso una preghiera che interpreta la nascita di Giovanni nel quadro della storia della salvezza.
Il ruolo di Zaccaria è particolarmente significativo perché egli passa dal silenzio alla parola profetica. Il suo silenzio è legato all'annuncio ricevuto nel Tempio; la sua parola ritorna quando il nome del bambino viene confermato. Il racconto crea così un collegamento narrativo tra la promessa, il silenzio, la nascita e la profezia.

La figura sacerdotale
Luca insiste sulla collocazione sacerdotale di Zaccaria. Non si tratta semplicemente del padre di un profeta, ma di un sacerdote che esercita concretamente il proprio servizio nel Tempio. L'appartenenza alla classe di Abia colloca la sua figura all'interno dell'organizzazione del culto di Gerusalemme.
Questa caratterizzazione spiega anche la ricchezza dell'iconografia successiva. Zaccaria viene normalmente raffigurato con elementi sacerdotali e con l'incensiere, mentre la tavoletta con il nome di Giovanni richiama l'episodio conclusivo della sua vicenda narrata da Luca.

Curiosità
- Il nome Zaccaria deriva dall'ebraico e richiama il tema del ricordo di Dio, un significato particolarmente adatto alla funzione narrativa che il personaggio assume nel racconto lucano.
- La scena nella quale Zaccaria scrive sulla tavoletta il nome di Giovanni è diventata un soggetto artistico autonomo, distinto dalle più ampie rappresentazioni della nascita del Battista.
- Il Benedictus attribuito a Zaccaria è uno dei cantici biblici più importanti della liturgia cristiana occidentale ed è recitato ogni giorno nelle Lodi.
- La chiesa veneziana di San Zaccaria conserva una tradizione relicaria legata al padre del Battista, facendo di Venezia uno dei principali luoghi occidentali associati alla memoria di Zaccaria.
- Zaccaria è talvolta confuso nell'arte con l'omonimo profeta dell'Antico Testamento. L'iconografia specifica del padre del Battista tende invece a caratterizzarlo attraverso gli abiti sacerdotali, l'incensiere e la tavoletta con il nome di Giovanni.

Cronologia
- Età di Erode il Grande: Zaccaria esercita il servizio sacerdotale nel Tempio di Gerusalemme.
- Durante il servizio nel Tempio: l'angelo Gabriele gli annuncia la nascita di Giovanni e Zaccaria diventa temporaneamente muto.
- Dopo l'annuncio: Elisabetta concepisce Giovanni.
- Nascita di Giovanni: Zaccaria è ancora muto.
- Ottavo giorno dalla nascita: durante la circoncisione Zaccaria conferma per iscritto il nome Giovanni e riacquista la parola.
- Subito dopo la riacquistata parola: Zaccaria pronuncia il Benedictus.
- Periodo successivo: non sono disponibili nel Nuovo Testamento informazioni ulteriori sulla sua vita.
- Età antica e medievale: si sviluppano tradizioni liturgiche, artistiche e relicarie relative a Zaccaria.
- 23 settembre: l'attuale Martirologio Romano commemora Zaccaria insieme a Elisabetta come genitori di Giovanni Battista.

Valutazione storico-critica
- La figura storicamente accessibile di Zaccaria dipende quasi interamente dal primo capitolo del Vangelo secondo Luca. Non disponiamo di una documentazione indipendente contemporanea che permetta di ricostruirne la vita oltre quanto riferito dal testo evangelico.
- È storicamente coerente con il contesto giudaico del periodo la descrizione di Zaccaria come sacerdote appartenente alla divisione di Abia. Luca colloca esplicitamente la sua vicenda nel regno di Erode il Grande.
- Il matrimonio con Elisabetta, l'anzianità dei coniugi, il servizio sacerdotale, l'annuncio della nascita di Giovanni, il mutismo temporaneo, l'imposizione del nome e il Benedictus appartengono alla narrazione lucana e costituiscono il nucleo documentario sul quale si fonda la memoria cristiana di Zaccaria.
- Non è documentata la data di nascita, non è documentata la data della morte e non è possibile stabilire storicamente il luogo della sua sepoltura.
- L'identificazione dell'abitazione di Zaccaria ed Elisabetta con l'attuale Ain Karem appartiene a una tradizione antica e significativa per la geografia cristiana della memoria, ma non è esplicitamente confermata dal testo di Luca.
- Il presunto martirio di Zaccaria nel Tempio non può essere considerato un fatto storico accertato. La tradizione compare in testi apocrifi e fu oggetto di interpretazioni differenti già nella letteratura cristiana antica.
- È particolarmente importante non identificare automaticamente il padre di Giovanni Battista con lo Zaccaria ucciso 'tra il santuario e l'altare' ricordato da Matteo. La tradizione esegetica antica ha proposto diverse identificazioni e san Girolamo respinse esplicitamente quella riferita al padre del Battista.
- La storia del culto è meglio documentata della fase finale della vita del personaggio. La memoria liturgica attuale del 23 settembre, la tradizione artistica e le diverse tradizioni relicarie mostrano l'importanza acquisita da Zaccaria nella memoria cristiana, ma non permettono di colmare le lacune biografiche.
- Il dato più solido e caratteristico della sua memoria è il ruolo di sacerdote e padre del Battista, non quello di martire. La sua principale eredità liturgica è il Benedictus, che la Chiesa continua a utilizzare quotidianamente nella preghiera delle Lodi.

Fonti e bibliografia essenziale
- Luca, Vangelo secondo Luca, 1,5-25; 1,39-80. Testo biblico e note esegetiche, United States Conference of Catholic Bishops.
- Martirologio Romano, 23 settembre, n. 2: commemorazione dei santi Zaccaria ed Elisabetta, genitori di san Giovanni Battista. Edizione italiana della Conferenza Episcopale Italiana.
- Giovanni Paolo II, Udienza generale del 1 ottobre 2003, catechesi sul Benedictus di Zaccaria.
- Benedetto XVI, Angelus del 24 giugno 2012, riflessione sulla figura di Giovanni Battista e di suo padre Zaccaria.
- Treccani, Enciclopedia Italiana, voce 'Zaccaria', sezione dedicata a Zaccaria padre di Giovanni Battista.
- Origene, Commento al Vangelo secondo Matteo, libro X, per la discussione antica sull'identità dello Zaccaria di Matteo 23,35.
- Protovangelo di Giacomo, capitoli 23-24, per la tradizione apocrifa del martirio di Zaccaria.
- Metropolitan Museum of Art, Panel with the Angel Appearing to Zacharias, per la tradizione iconografica della figura sacerdotale di Zaccaria.
- Museo e cripta di San Zaccaria, Venezia, documentazione istituzionale sul complesso ecclesiastico veneziano.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-14

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