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San Primiano di Ancona Vescovo e martire

Festa: 23 febbraio

Nel 1376, a seguito di un sogno di una pia donna di nome Cecola, nella città di Ancona fu rinvenuta la tomba di san Primiano, vescovo e martire orientale, il cui corpo era stato trasportato in città da naviganti per sottrarlo alle devastazioni barbariche. Il culto del santo si diffuse rapidamente e la chiesa in cui era sepolto fu ricostruita e dedicata a lui. Dopo essere stata restaurata negli ultimi anni del ‘700, la chiesa fu completamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e le reliquie di san Primiano andarono disperse. Oggi, un frammento delle sue reliquie è conservato nella cripta della cattedrale di Ancona, tra quelle dei Santi Protettori della città.

Emblema: Bastone pastorale


Il culto nella città di Ancona per s. Primiano, cominciò nel 1376, quando una pia donna di nome Cecola, disse di averlo sognato in abiti vescovili e che gli indicava il posto dove era sepolto, nella antica chiesa di S. Maria in Turriano, nei pressi del porto.
Sempre nel sogno, il santo narra che era stato ucciso per la fede in Gesù Cristo e che da più di mille anni, alcuni naviganti avevano trasportato il suo corpo ad Ancona, prelevandolo da un luogo abitato dai pagani.
L’iscrizione rinvenuta sul suo sepolcro, nel luogo indicato nel sogno, lo classifica come greco e vescovo; il culto aumentò man mano al punto che la chiesa fu poi dedicata allo stesso san Primiano.
Alcuni studiosi e scrittori lo considerano come primo vescovo, oppure tra i primi vescovi di Ancona, mentre altri lo escludono, considerandolo piuttosto un vescovo martire orientale, il cui corpo, per sottrarlo alle devastazioni barbariche, era stato messo al sicuro in questa città.
Dopo la scoperta della tomba, la chiesa venne ricostruita e il corpo del santo ebbe una decorosa sistemazione presso l’altare maggiore; fu ancora restaurata negli ultimi anni del ‘700, per essere poi completamente distrutta sotto i bombardamenti dell’ultima guerra mondiale e le reliquie di s. Primiano andarono disperse; rimane solo un frammento conservato nella cripta della cattedrale, fra le altre dei Santi Protettori della città.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-10-29

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