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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera F > Beato Federico Campisani Condividi su Facebook

Beato Federico Campisani Eremita

Festa: 2 agosto

Siracusa, tra il 1250 e il 1260 - Penisola della Maddalena, Siracusa, 2 agosto 1335

Nato tra il 1250 e il 1260 da una nobile famiglia cittadina, scelse molto giovane la via della penitenza ispirandosi all'ideale francescano, preferendo il silenzio, la preghiera e l'ascesi ai privilegi della propria condizione sociale. La tradizione gli attribuisce numerosi prodigi, tra cui guarigioni, liberazioni di ossessi, il dono della profezia e perfino la risurrezione di un defunto, elementi che testimoniano soprattutto la profonda fama di santità maturata già durante la sua vita. Alla sua morte, avvenuta il 2 agosto 1335, la devozione popolare fu tale che l'anno successivo il vescovo di Siracusa promosse un primo processo canonico. 

Etimologia: Deriva dal germanico Frithurik, composto da frith (pace) e rik (potente, sovrano), con il significato di principe della pace o potente nella pace.

Emblema: Saio francescano, bastone da eremita, crocifisso, teschio, grotta, paesaggio marino.


Le fonti concordano nell'indicare Siracusa come luogo di nascita del beato Federico, collocandola tra il 1250 e il 1260. Apparteneva alla nobile famiglia dei Campisani, una delle casate più conosciute della città medievale. Le notizie sulla sua infanzia sono scarse, ma la tradizione lo presenta fin da giovane profondamente attratto dall'ascolto della Parola di Dio e dalla vita di preghiera.

La scelta francescana
Nel clima di grande diffusione del movimento francescano nell'Italia meridionale, Federico abbracciò la vita di penitente indossando l'abito francescano. Non risultano testimonianze che lo indichino come frate appartenente a una comunità conventuale; la documentazione lo presenta piuttosto come un penitente laico che fece propri gli ideali di povertà, semplicità e conversione promossi da san Francesco d'Assisi.

L'eremo della Maddalena
Successivamente Federico si ritirò nella Penisola della Maddalena, all'estremità meridionale del territorio siracusano, nell'odierna area del Plemmirio. Il luogo prendeva il nome da una piccola chiesa dedicata a santa Maria Maddalena, che divenne il centro della sua esperienza eremitica.
La scelta del sito non fu casuale. L'isolamento, il mare che circondava la penisola e la vista sull'isola di Ortigia offrivano l'ambiente ideale per una vita contemplativa, caratterizzata da silenzio, digiuno e preghiera continua. L'eremo divenne presto meta di fedeli provenienti da Siracusa e dai villaggi circostanti.

La fama di santità
Già durante la sua esistenza Federico fu considerato un uomo di eccezionale virtù. Numerose persone si rivolgevano a lui per consiglio spirituale e conforto.
La tradizione agiografica gli attribuisce diversi miracoli, liberazioni di indemoniati, guarigioni da malattie, il dono della profezia, la risurrezione di un morto.
Questi episodi appartengono alla tradizione tramandata nei secoli e testimoniano soprattutto la reputazione di santità che circondò l'eremita, più che fatti documentabili con criteri storici moderni.

Gli ultimi anni e la morte
Federico rimase nell'eremo della Maddalena fino alla morte, avvenuta il 2 agosto 1335. Le fonti descrivono una grande partecipazione popolare ai suoi funerali, segno della venerazione di cui già godeva tra i contemporanei. Il ricordo della sua figura rimase vivo nella diocesi siracusana nonostante le alterne vicende storiche che interessarono il culto locale.

Il culto
L'anno successivo alla morte, nel 1336, il vescovo di Siracusa Pietro De Montecateno promosse un processo canonico per raccogliere testimonianze sulla vita e sulla fama di santità dell'eremita.
Nel 1761 il vescovo Giuseppe Antonio De Requesens ordinò la ricognizione canonica delle reliquie, confermando la persistenza della devozione popolare.
Nei secoli il culto conobbe periodi di maggiore e minore diffusione, ma non venne mai completamente meno. In epoca contemporanea la figura del beato Federico è stata riscoperta come esempio di spiritualità contemplativa e di ricerca del silenzio interiore.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il Beato Federico nacque a Siracusa dalla nobile famiglia dei Campisano tra il 1250 e il 1260.
Sin da ragazzo fu attratto dall’ascolto della Parola di Dio e appena poté, vestì l’abito francescano come penitente.
Si ritirò eremita solitario nella Penisola della Maddalena, chiamata così da una chiesetta intitolata alla santa penitente che poi divenne il luogo ove visse il beato Federico, nella zona del Plemmirio in Contrada Isola. Con la visione dell’immenso mare e della mitica Ortigia, visse una vita piena di virtù e densa per i miracoli che avvenivano per sua intercessione; si racconta della liberazione dal demonio di vari ossessi, guarigioni da varie infermità e della risuscitazione di un morto, ebbe il dono della profezia.
Il 2 agosto 1335, il solitario della Maddalena si addormentò nel Signore, pieno di meriti e fra il compianto di quanti a lui ricorrevano per il soccorso del corpo e dello spirito.
Il primo processo canonico nel 1336 fu voluto dal vescovo di Siracusa Pietro De Montecateno; nel 1761 il vescovo Giuseppe Antonio De Requesens ne dispose la ricognizione canonica delle reliquie.
La devozione e il culto per il beato Federico ha avuto alti e bassi nel corso dei secoli, è riaffiorata nei nostri tempi, quasi a volerci indicare la strada della perfezione da ricercare nel silenzio, oggi talmente difficile con i ritmi e il frastuono della vita moderna. Ma se si riuscirà a creare il silenzio intorno a noi, ritornerà la contemplazione della natura e saremo ancora in grado di ascoltare la Parola di Dio.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-07-27

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