Il primo elemento da chiarire riguarda l'identità. Il Giustino venerato a Castelfranco Veneto non è il filosofo cristiano Giustino martire, autore della Prima Apologia, della Seconda Apologia e del Dialogo con Trifone, morto a Roma probabilmente intorno al 165. Quest'ultimo è ampiamente documentato attraverso i propri scritti e attraverso la tradizione antica sul suo martirio. La sua memoria liturgica cade il 1º giugno. Il Giustino di Castelfranco appartiene invece a una tradizione locale relativa a un giovane martire romano del I secolo, il cui corpo è oggi venerato nel Duomo cittadino. La stessa pagina dedicata al santo lo presenta come un romano di 17-18 anni, appartenente a una famiglia aristocratica e decapitato a Roma sotto Nerone nel 62 o nel 64. Questi particolari, però, non sono accompagnati da una documentazione antica verificabile e devono pertanto essere considerati elementi della tradizione agiografica locale.
La tradizione del giovane martire Secondo la tradizione conservata a Castelfranco, Giustino sarebbe stato un giovane cittadino romano appartenente a una famiglia di rango elevato. La sua morte sarebbe avvenuta durante il regno di Nerone, nel quadro delle persecuzioni contro i cristiani successive all'incendio di Roma del 64. Questa ricostruzione presenta però un problema cronologico e documentario importante. Non possediamo una fonte antica che racconti la vita di questo specifico Giustino, né una Passione riconducibile al I secolo che permetta di stabilire il suo nome, la sua famiglia, la sua età o le circostanze esatte della condanna. Di conseguenza, non è possibile trasformare questi elementi tradizionali in dati biografici certi. Anche la data della morte deve essere mantenuta prudenzialmente aperta. La tradizione castellana oscilla fra il 62 e il 64, mentre una ricognizione scientifica dei resti, secondo la documentazione locale, avrebbe collocato la morte dell'individuo fra il 62 e il 68 d.C.
Il contesto neroniano L'eventuale morte di Giustino negli anni Sessanta del I secolo lo collocherebbe in una fase molto antica della storia del cristianesimo romano. Dopo l'incendio di Roma del 64, Nerone utilizzò i cristiani come gruppo cui attribuire la responsabilità della catastrofe, dando luogo a una persecuzione ricordata dalla tradizione cristiana antica e ripresa, fra gli altri, da Tacito. Occorre tuttavia evitare una generalizzazione. La persecuzione neroniana non equivalse a una politica uniforme e permanente di persecuzione dei cristiani in tutto l'impero. Essa ebbe anzitutto carattere romano e costituisce un precedente importante nella storia delle repressioni contro i cristiani. Se il giovane venerato a Castelfranco fosse effettivamente morto negli anni indicati dalla tradizione, la sua vicenda si collocherebbe dunque in una delle prime generazioni cristiane della comunità romana. La documentazione oggi disponibile, però, non consente di ricostruire il rapporto concreto di Giustino con la comunità cristiana di Roma.
Il corpo proveniente dalle catacombe La parte meglio documentata della vicenda comincia molti secoli dopo il presunto martirio. Nel 1680 i Cappuccini di Castelfranco procurarono alla Confraternita della Beata Vergine e del Suffragio una 'reliquia insigne', identificata con il corpo del martire Giustino. Il dato è attestato in uno studio storico sulle fondazioni conventuali della città, basato su documentazione archivistica locale. La notizia è particolarmente importante perché permette di distinguere la storia del culto dalla biografia del santo. Nel 1680 non viene semplicemente ricordato un culto già documentato da fonti antiche: viene portato a Castelfranco un corpo proveniente dall'ambiente delle catacombe romane e presentato come quello del martire Giustino. Secondo la memoria conservata presso il Duomo, la reliquia fu prelevata dalle catacombe romane e sistemata in un'urna di cristallo dai Cappuccini. Inizialmente fu collocata nella chiesa romanica di San Liberale, all'altare della cappella del Monte di Pietà. In seguito venne trasferita nell'attuale Duomo, costruito su progetto di Francesco Maria Preti, dove fu collocata sotto l'altare dell'Assunta. La provenienza catacombale è quindi un elemento centrale della memoria castellana, ma non equivale alla prova dell'identità personale. Nel XVII secolo numerosi corpi estratti dalle catacombe furono infatti riconosciuti e venerati come reliquie di martiri sulla base di procedure e interpretazioni proprie dell'epoca. Per stabilire l'identità di un individuo vissuto nel I secolo sarebbe necessaria una documentazione molto più diretta.
La ricognizione delle reliquie Un elemento di particolare interesse è costituito dalla ricognizione scientifica dei resti compiuta nell'ambito del Giubileo del 2000. Secondo la documentazione locale pubblicata nel 2024, l'esame avrebbe stabilito che le reliquie appartengono a un giovane individuo di origine italica, morto in un periodo compreso fra il 62 e il 68 d.C., con evidenze interpretate come conseguenza di una morte provocata da un'arma da taglio. Il risultato è certamente interessante perché rende compatibile l'età dei resti con la cronologia tradizionale del martire. Non permette però di risolvere completamente il problema dell'identificazione. Una datazione antropologica o archeologica dei resti può stabilire l'età approssimativa dell'individuo e, entro certi limiti, le modalità della morte; non può dimostrare da sola che quell'individuo si chiamasse Giustino, fosse cristiano o fosse precisamente il martire venerato dalla tradizione castellana. La prudenza è quindi essenziale: la ricognizione fornisce un dato materiale compatibile con la tradizione, ma non costituisce una prova documentaria dell'identità personale del martire.
La sistemazione nel Duomo La devozione a Giustino si consolidò a Castelfranco attraverso la presenza permanente delle reliquie. La prima sistemazione nella chiesa di San Liberale appartiene alla fase immediatamente successiva all'arrivo del corpo nel 1680. Con la costruzione del nuovo Duomo progettato da Francesco Maria Preti nel XVIII secolo, le reliquie furono trasferite nell'edificio attuale. La tradizione locale indica il 1757 per la sistemazione sotto l'altare dell'Assunta. Il culto è rimasto legato alla città e il santo è considerato patrono di Castelfranco Veneto. L'esistenza di un altare dedicato a San Giustino nel Duomo è ancora attestata nella documentazione relativa a interventi di restauro.
La memoria liturgica La ricorrenza castellana non coincide con la memoria del più noto san Giustino filosofo, celebrato il 1º giugno. Per il Giustino venerato a Castelfranco la memoria è tradizionalmente fissata nell'ultima domenica di settembre. La scheda locale e le testimonianze recenti sul culto concordano su questa collocazione. Pertanto, il 26 settembre indicato in alcuni calendari locali non deve essere considerato una festa fissa del santo. Nel 2026 l'ultima domenica di settembre cade il 27 settembre. La formulazione storicamente più corretta per la scheda è quindi 'ultima domenica di settembre'.
La continuità del culto La vicenda di San Giustino mostra come, nel caso di molti martiri antichi, la memoria religiosa possa essere più documentabile della biografia individuale. Per Giustino non disponiamo di una successione continua di testimonianze dal I secolo al XVII secolo che consenta di seguire senza interruzioni la storia della persona. Possediamo invece una documentazione più precisa relativa alla reliquia entrata nella storia castellana nel 1680, alla sua collocazione nelle chiese cittadine e alla sua successiva venerazione. È proprio questo il nucleo storicamente più solido della sua vicenda: non la ricostruzione dettagliata della vita di un giovane romano, che rimane in larga misura tradizionale, ma la storia di un corpo venerato come reliquia di martire, della sua attribuzione a Giustino e dello sviluppo del culto a Castelfranco.
Un problema di identificazione La questione più interessante riguarda il rapporto fra il nome Giustino e il corpo conservato nel Duomo. La documentazione storica del 1680 parla del corpo del martire Giustino come di una 'reliquia insigne', ma non consente di ricostruire attraverso una fonte antica la catena documentaria che collegherebbe quel corpo a un martire romano del I secolo. La ricognizione moderna ha fornito elementi cronologici e antropologici compatibili con la tradizione, ma non una prova dell'identità personale. È quindi corretto parlare di reliquie attribuite a San Giustino e non presentare come storicamente dimostrata l'identificazione del giovane con un individuo di nome Giustino.
La distinzione dagli altri san Giustino L'omonimia è particolarmente importante. Il più noto san Giustino è il filosofo e apologista nato a Flavia Neapolis, nell'odierna Nablus, e morto martire a Roma nel II secolo. Le sue opere costituiscono una delle principali testimonianze cristiane del II secolo e permettono di conoscere direttamente molti aspetti del suo pensiero e, indirettamente, alcuni elementi della sua vita. Il giovane martire di Castelfranco, invece, sarebbe vissuto circa un secolo prima. Non vi sono ragioni storiche per identificare le due figure.
Il significato della reliquia La storia castellana di Giustino è anche un esempio della grande importanza che le reliquie dei martiri ebbero nella religiosità dell'età moderna. Nel 1680 l'arrivo del corpo rappresentò un elemento significativo per la vita religiosa della città e per le confraternite locali. Lo studio di Giacinto Cecchetto colloca infatti l'acquisizione del corpo nel più ampio contesto delle iniziative ecclesiastiche e conventuali che interessavano Castelfranco alla fine del XVII secolo. La reliquia non deve quindi essere considerata soltanto come un oggetto devozionale: la sua acquisizione, collocazione e venerazione costituiscono una parte documentabile della storia religiosa della città.
Curiosità - Il corpo venerato a Castelfranco fu acquisito nel 1680 grazie ai Cappuccini, che ebbero un ruolo importante nella vita religiosa della città. - Nel 2000 una ricognizione scientifica dei resti avrebbe individuato un giovane morto per una lesione attribuita a un'arma da taglio e vissuto in un arco cronologico compatibile con l'età neroniana. - Una medaglia commemorativa realizzata nel 2000 per il Giubileo raffigura San Giustino insieme al Duomo di Castelfranco e ricorda la ricognizione delle reliquie. - Il nome Giustino, dal latino Iustinus, appartiene alla famiglia dei nomi derivati da iustus, 'giusto'.
Cronologia - I secolo: secondo la tradizione, vita e martirio di Giustino a Roma durante il regno di Nerone. - 62-64: tradizionale datazione della morte; una successiva ricognizione dei resti ha indicato un intervallo più ampio, 62-68. - 1680: i Cappuccini procurano alla Confraternita della Beata Vergine e del Suffragio di Castelfranco il corpo venerato come quello del martire Giustino. - 1680: le reliquie vengono collocate nella chiesa romanica di San Liberale, nella cappella del Monte di Pietà. - XVIII secolo: le reliquie vengono trasferite nel nuovo Duomo di Castelfranco Veneto e collocate sotto l'altare dell'Assunta; la tradizione locale indica il 1757. - 2000: viene effettuata una ricognizione scientifica dei resti nell'ambito delle celebrazioni giubilari. - 2024: una ricostruzione storica locale rende nuovamente pubbliche le principali informazioni sulla storia delle reliquie e sulla ricognizione scientifica.
Valutazione storico-critica - L'esistenza storica di un martire cristiano di nome Giustino, vissuto a Roma nel I secolo e morto nel 62 o 64, non è documentata da fonti antiche indipendenti oggi reperibili; la ricostruzione biografica tradizionale deve pertanto essere presentata con prudenza. - L'affermazione secondo cui Giustino fosse un romano di 17-18 anni, appartenente a una famiglia aristocratica, è attestata nella tradizione locale ma non risulta sostenuta da una documentazione antica sufficientemente verificabile. - È invece ben documentato il momento nel quale il culto castellano entra nella documentazione storica: nel 1680 i Cappuccini procurarono alla Confraternita della Beata Vergine e del Suffragio il corpo del martire Giustino. La notizia compare in uno studio storico fondato su documentazione archivistica locale. - La provenienza del corpo dalle catacombe romane appartiene alla documentazione della tradizione della reliquia, ma non dimostra da sola l'identità dell'individuo. - La ricognizione scientifica del 2000, secondo la documentazione locale disponibile, ha fornito dati compatibili con un giovane vissuto nel I secolo e morto per una lesione da arma da taglio. Questo rafforza la compatibilità materiale con la tradizione, ma non dimostra che il corpo appartenga precisamente al martire chiamato Giustino. - La memoria di San Giustino a Castelfranco è storicamente solida almeno dal XVII secolo e si è sviluppata attorno alla venerazione delle reliquie, alla loro collocazione nel Duomo e alla celebrazione tradizionale nell'ultima domenica di settembre. - È indispensabile distinguere questo Giustino dal celebre filosofo e apologista del II secolo. L'omonimia ha prodotto in passato possibili sovrapposizioni, ma si tratta di due figure cronologicamente e documentariamente diverse. - Nel complesso, la storia del culto e delle reliquie è meglio documentata della biografia individuale. La scheda deve quindi presentare il giovane martire romano come figura della tradizione castellana, evitando di trasformare in fatti certi i dettagli biografici non documentati.
Fonti e bibliografia essenziale - Giacinto Cecchetto, 'Le fondazioni conventuali a Castelfranco tra sec. XV e inizio sec. XVII', in Atti e memorie dell'Ateneo di Treviso, nuova serie, n. 24, anno accademico 2006/07, Ateneo di Treviso, 2008, pp. 267-282. Lo studio utilizza documentazione archivistica locale e attesta l'acquisizione nel 1680 della 'reliquia insigne', cioè il corpo del martire Giustino. - Andrea Berton, 'La storia “castellana” delle reliquie di San Giustino, il martire cristiano ucciso sotto Nerone', Qdpnews.it, 7 gennaio 2024. Fonte utile soprattutto per la storia della reliquia conservata nel Duomo e per la documentazione locale relativa alla ricognizione scientifica del 2000. - Martyrologium Romanum, consultazione della sezione relativa al 26 settembre. La verifica è utile anche per distinguere la memoria del Giustino di Castelfranco dalle figure di santi celebrate universalmente in quella data. - San Giustino, scheda di repertorio agiografico relativa al martire venerato a Castelfranco Veneto, con memoria nell'ultima domenica di settembre e tradizione del martirio nel 62/64. Utilizzata esclusivamente come testimonianza della tradizione locale e non come fonte indipendente. - Andrew Radde-Gallwitz, 'Justin Martyr, First Apology 23, 30-32, 46, 63 and Second Apology 10, 13', in Mark DelCogliano (ed.), The Cambridge Edition of Early Christian Writings, Cambridge University Press, 2022. Utile per la disambiguazione rispetto a Giustino filosofo e apologista del II secolo. - The Martyrdom of Justin, testo degli atti del martirio di Giustino filosofo e dei suoi compagni, relativo alla diversa figura del II secolo. La fonte è stata utilizzata per evitare la sovrapposizione fra i due omonimi. - Arnold Ehrhardt, 'Justin Martyr's Two Apologies', The Journal of Ecclesiastical History, vol. 4, n. 1, 1953, pp. 1-12. Utilizzato per il contesto storico e documentario del diverso Giustino apologista.
Autore: Giampietro Cattini
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