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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera A > Beato Alberto (Berdini) da Sarteano Condividi su Facebook

Beato Alberto (Berdini) da Sarteano Predicatore

Festa: 15 agosto

Sarteano, Siena, 1385 - Milano, 15 agosto 1450

Considerato una delle 'quattro colonne' della riforma minoritica insieme a Bernardino da Siena, Giovanni da Capestrano e Giacomo della Marca, Alberto non fu solo un instancabile predicatore, ma anche un fine diplomatico al servizio della Santa Sede. Fattosi francescano nel 1405, aderì all’osservanza (1415), fu discepolo del Guarino a Verona (1422). Seguì e imitò nella predicazione san Bernardino da Siena. Nominato dal papa vicario generale dell’ordine nella speranza che riunisse i vari rami francescani nel 1441. Fu sconfessato l’anno dopo, nel capitolo generale di Padova.  La sua vita, segnata da lunghi viaggi che lo portarono fino alle terre d'Oriente, racconta la storia di un uomo di profonda cultura e di salda fede, capace di dialogare con i potenti del suo tempo senza mai tradire l'ideale di povertà del Poverello di Assisi.

Etimologia: Alberto = di illustre nobiltà, dal tedesco


Nato a Sarteano, in provincia di Siena, nel 1385, Alberto Berdini crebbe in un'epoca di grandi trasformazioni. Entrato nell'Ordine dei Frati Minori nel 1405, mostrò fin da subito una spiccata propensione per gli studi. La sua formazione non si limitò alla sola teologia scolastica: nel 1422, infatti, si recò a Verona per seguire le lezioni del celebre umanista Guarino Veronese. Questo passaggio fu determinante, poiché permise ad Alberto di acquisire una padronanza del latino classico e una raffinatezza retorica che lo avrebbero distinto nel panorama della predicazione sacra del tempo. L'umanesimo di Alberto non fu mai fine a se stesso, ma divenne uno strumento al servizio del Vangelo.

L'adesione all'Osservanza e l'incontro con Bernardino
Nel 1415, Alberto abbracciò la riforma dell'Osservanza, un movimento interno all'Ordine francescano che mirava al ritorno al rigore della Regola primitiva, enfatizzando la povertà e la vita eremitica. In questo contesto, l'incontro con san Bernardino da Siena risultò fondamentale. Alberto ne divenne discepolo e fedele imitatore, adottandone lo stile predicatorio diretto, popolare e incentrato sul Santissimo Nome di Gesù. Grazie alla sua eloquenza e alla sua cultura, Alberto contribuì in modo decisivo alla diffusione dell'Osservanza in tutta l'Italia centro-settentrionale, fondando conventi e riformando comunità religiose.

Il diplomatico in Oriente
La fama di Alberto non sfuggì a papa Eugenio IV, che decise di impiegarlo in delicate missioni diplomatiche. Tra il 1439 e il 1441, il frate senese fu inviato in Egitto e in Etiopia con l'obiettivo di consolidare l'unione con la Chiesa copta, recentemente proclamata durante il Concilio di Firenze. Il viaggio fu lungo e irto di pericoli, e Alberto dovette affrontare le diffidenze delle autorità locali e le insidie di un territorio ostile. Nonostante le difficoltà, la sua missione permise di stabilire un contatto prezioso tra Roma e le antiche Chiese d'Oriente, dimostrando le sue non comuni doti di mediatore e la sua apertura mentale verso culture diverse.

Vicario generale e gli ultimi anni
Tornato in Italia, Alberto godette della massima stima da parte del pontefice, che nel 1441 lo nominò vicario generale di tutti i francescani. L'intento di Eugenio IV era ambizioso: affidare a una figura di grande prestigio e di indiscussa fedeltà all'Osservanza il compito di riunificare i vari rami dell'Ordine, allora divisi tra Conventuali e Osservanti. Tuttavia, il progetto incontrò forti resistenze interne. L'anno successivo, durante il capitolo generale celebrato a Padova nel 1442, le sue disposizioni furono sconfessate e Alberto, con grande spirito di obbedienza e umiltà, si fece da parte, tornando alla predicazione e alla direzione spirituale. Trascorse gli ultimi anni nel convento di Sant'Angelo a Milano, dove si spense il 15 agosto 1450, lasciando un'eredità di sapienza e santità.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-08-06

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