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Gran Bretagna (probabilmente Galles), VI sec. - Ploërmel, Bretagna, circa 570
Nacque in Gran Bretagna nel VI secolo e studiò con la guida dell’abate
Carentmaël. Colpito dalle parole di Cristo, narrate nel Vangelo e che
aveva udite in una chiesa, decise di impegnarsi nella diffusione del
Cristianesimo e si imbarcò per andare in Francia. Una volta giunto
sulla costa occidentale del Golfo di Léon (Finistère) in Bretagna,
insieme al suo maestro ed altri compagni, vi fondò il monastero di
Plonarzel; ma dopo un certo tempo la tranquillità della Comunità, fu
messa in pericolo dall’usurpatore Conmaro, che aveva ucciso Jona il capo
delle tribù del luogo. Armagilo si rifugiò a Parigi, sotto la
protezione di Childeberto I re merovingio e nel 555, dopo che Conmaro
venne ucciso dal figlio del defunto Jona, ritornò in Bretagna, ottenendo
la concessione di una terra nei dintorni di Rennes, dove ripristinò la
sua comunità, dando origine all’abbazia ed al centro di Saint-Armel-des
Bochaux. Morì probabilmente verso il 570 nel monastero di Ploërmel
(nel golfo del Morbihan) che aveva fondato nella foresta dell’attuale
Paimpont.
Etimologia: Dal gallese Arthmaël, composto da arth, orso, e mael, principe o capo.
Emblema: Abate con pastorale; drago domato; talvolta armatura e piviale.
Martirologio Romano: In Bretagna, sant’Armagílo, eremita.
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Secondo la tradizione Armagilo (Armel, Arthmaël, Arthfael, Arzhel, Ermel, Ermyn, Armagilus) nacque in Gran Bretagna, probabilmente nel Galles meridionale, durante il VI secolo. Alcune genealogie medievali lo collegano addirittura alla famiglia di re Hoel e, indirettamente, al ciclo arturiano, ma tali affermazioni appartengono chiaramente alla tradizione leggendaria e non trovano conferma nelle fonti storiche. Più attendibile appare invece la notizia della sua formazione monastica presso l'abate Carentmaël, uno dei maestri spirituali della tradizione celtica.
La missione in Bretagna Animato dal desiderio di annunciare il Vangelo, Armagilo attraversò il Canale della Manica insieme al suo maestro e ad altri monaci. Essi si stabilirono nella regione del Léon, nell'attuale Finistère, dove fondarono un monastero nei pressi di Plouarzel. Come molti monasteri celtici dell'epoca, la comunità non era soltanto un luogo di preghiera ma anche un centro di evangelizzazione, di istruzione e di organizzazione del territorio.
Il conflitto con Conomor Le fonti medievali raccontano che la pace della comunità venne turbata dal potente signore Conomor, figura realmente esistita ma presto divenuta protagonista di numerose leggende bretoni. Dopo l'uccisione del capo locale Jona da parte dell'usurpatore, Armagilo e i suoi compagni sarebbero stati costretti ad abbandonare il monastero e a rifugiarsi presso la corte del re merovingio Childeberto I a Parigi. Questo episodio, pur tramandato da fonti tarde, si inserisce verosimilmente nel clima di instabilità politica che caratterizzava la Bretagna del VI secolo.
Il ritorno e le nuove fondazioni Dopo la morte di Conomor, tradizionalmente collocata intorno al 555, Armagilo poté rientrare in Bretagna. Ricevette terreni nei pressi di Rennes, dove fondò una nuova comunità destinata a dare origine al centro oggi noto come Saint-Armel-des-Bochaux. La tradizione gli attribuisce anche la fondazione del monastero di Ploërmel, destinato a diventare uno dei principali centri della sua venerazione. Qui trascorse gli ultimi anni della propria esistenza, dedicandosi alla guida spirituale della comunità e alla vita eremitica.
La morte Morì probabilmente verso il 570 nel monastero di Ploërmel. Nessuna fonte contemporanea descrive gli ultimi momenti della sua vita; le notizie derivano esclusivamente dalla Vita composta nel XII secolo.
Il culto La venerazione di sant'Armagilo conobbe una straordinaria diffusione in Bretagna, dove numerosi villaggi, cappelle e parrocchie portano ancora il suo nome. La sua Vita, redatta nel XII secolo, venne inserita nel Breviario di Saint-Pol-de-Léon stampato nel 1516, contribuendo alla diffusione del culto. Nel 1498 il suo nome entrò anche nel Messale di Salisbury, segno della crescente devozione sviluppatasi in Inghilterra durante il regno di Enrico VII Tudor. Il Martirologio Romano lo ricorda semplicemente con le parole: "In Bretagna, sant'Armagilo, eremita." Questa definizione mette in evidenza soprattutto la dimensione contemplativa della sua vita, mentre la tradizione popolare continua a ricordarlo anche come abate e fondatore di monasteri. Autore: Giampietro Cattini
Le prime testimonianze dell’esistenza di Sant’Armagilo risalgono al XII secolo, anche se con ogni probabilità gli eventi narrati sono da considerarsi leggendari. Pare che il santo fosse originario del Galles e si sarebbe formato sotto la guida dell’abate Carentmael. Armagilo meditò di dedicare la sua vita interamente a Dio e, assunti i voti monastici, si trasferì ad Armonica con il suo maestro ed altri compagni. Insieme con Plouarzel condussero una vita improntata al Vangelo, ma vennero ostacolati nei loro buoni propositi da Conmaro, un usurpatore che aveva ucciso il capo delle tribù locali, Jona. Partirono allora per Parigi, ad invocare l’aiuto del re Childeberto. Dopo che nel 555 il figlio di Jona vendicò l’assassinio del padre, Armagilo ricevette in dono un terreno vicino a Rennes, presso l’odierna Saint-Armel-des-Bochaux, ove potè ristabilire la sua comunità. Fondò anche un altro nuovo monastero a Ploermel nel Morbihan, dove la morte lo colse in pace. Numerose leggende sorsero sulla sua vita: una narra che addirittura sconfisse un drago portandolo sul Monte Saint-Armel ed intimandogli di gettarsi nel fiume sottostante. Viene infatti solitamente ritratto con l’armatura e la pianeta mentre affronta tale drago. Vi è inoltre una serie di immagini risalente al XVI secolo oggetto delle vetrate della chiesa di Ploermel. Una statua del santo si trova nella cappella personale di Enrico VII persso l’abbazia di Westminster, mentre sulla tomba del cardinale Morton nella cattedrale di Canterbury è riprodotta una sua effige. Infine altre immagini del santo si possono riscontrare sul dossale dell’abbazia di Romsey e nella chiesa londinese di Santa Maria aBrookfield. Il nome di questo santo, italianizzato come Armagilo, è indicato a seconda delle fonti in parecchie accezioni: Armel, Ermal, Erme, Arzel, Arkel, Atrhmael ed Ermyn. Il suo culto si diffuse abbondantemente, nonostante la scarsità di notizie sul suo conto, è la sua festa, già citata dal calendario di Sarum del 1498, è riportata oggi anche dal Martyrologium Romanum in data 16 agosto. Tale documento ufficiale della Chiesa lo indica quale eremita, anche se è abitualmente considerato abate. Da sempre è invocato contro malattie e disgrazie, in particolare contro coliche, gotta, paralisi e reumatismi. Il re Enrico VII d’Inghilterra era addirittura convinto che l’intercessione del santo lo avesse salvato da un naufragio sulla costa bretone.
Autore: Fabio Arduino
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