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Calahorra, Rioja, Spagna, 17 aprile 1900 - Carrión de Calatraval, Spagna, 25 settembre 1936
Fu un religioso laico della Società di Maria, educatore e insegnante, ucciso a Carrión de Calatrava il 25 settembre 1936 durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola. Nato a Calahorra il 17 aprile 1900, dopo due anni trascorsi nel seminario diocesano scelse la vita marianista e dal 1921 si dedicò all’insegnamento in diversi collegi della congregazione. Desiderava diventare sacerdote, ma i superiori non accolsero la sua richiesta, anche in relazione alle difficoltà di linguaggio che lo accompagnavano fin dall’adolescenza; egli accettò quindi di rimanere religioso laico e continuò con impegno la propria attività educativa. Conseguì inoltre la licenza in Scienze storiche presso l’Università di Saragozza. Nel luglio 1936, mentre si trovava a Ciudad Real per l’attività scolastica estiva, il collegio marianista fu requisito e Hita trovò rifugio in una pensione insieme ad altri religiosi. Arrestato il 25 settembre, fu trasferito a Carrión de Calatrava e fucilato presso il cimitero. La Chiesa ha riconosciuto il suo martirio in odio alla fede e lo ha beatificato insieme ai confratelli Carlos Eraña e Fidel Fuidio il 1° ottobre 1995. La documentazione consente di ricostruire con sufficiente precisione la sua attività religiosa ed educativa e le circostanze generali della morte, mentre alcuni particolari tramandati dalle biografie successive devono essere mantenuti nel loro corretto livello di attendibilità.
Emblema: Palma
Martirologio Romano: Nella cittadina di Carrión de Calatrava vicino a Ciudad Real sempre in Spagna, beati martiri Giovanni Pietro (Giuseppe) Bengoa Aranguren, sacerdote, e Paolo Maria (Pietro) Leoz y Portillo, religioso della Congregazione della Passione, e Gesù Hita Miranda, religioso della Società di Maria, che, durante la persecuzione, furono fucilati dai miliziani in odio alla Chiesa.
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Gesù Hita Miranda nacque a Calahorra, nella Rioja, il 17 aprile 1900. Le fonti marianiste lo presentano come l’ultimo di quattro figli di Manuel Hita e Petra Miranda, appartenenti a una famiglia di piccoli proprietari terrieri profondamente praticante. Fin dall’infanzia mostrò interesse per lo studio e per la vita religiosa e svolse anche il servizio all’altare. Terminata la scuola elementare, maturò il desiderio di diventare sacerdote e per questo entrò nel seminario diocesano. Vi rimase circa due anni, prima di orientarsi verso la Società di Maria. La scelta dei Marianisti fu legata sia alla ricerca di una forma di vita religiosa più rispondente alle sue aspirazioni sia alla particolare devozione mariana propria dell’istituto. Nel postulato marianista di Escoriaza si distinse per la pietà, la vita di preghiera e l’interesse per lo studio. Le fonti ricordano anche una forma di balbuzie nervosa che si manifestava soprattutto nelle situazioni di maggiore tensione. Il problema ebbe un peso nella sua vicenda personale e, più tardi, anche nella questione della sua aspirazione al sacerdozio.
La scelta della vita marianista Nel 1918 Hita emise la professione religiosa come marianista. La sua formazione lo preparò soprattutto all’insegnamento, attività che sarebbe diventata il centro della sua vita religiosa. Il fatto che non fosse stato ammesso al sacerdozio rappresentò per lui una prova significativa. Desiderava infatti diventare sacerdote, ma i superiori non accolsero la sua richiesta. Secondo la documentazione marianista, la difficoltà di linguaggio ebbe un ruolo nella decisione. Hita, tuttavia, accettò progressivamente la propria condizione di religioso laico e trasformò la propria vocazione educativa nel principale servizio alla congregazione e ai giovani. La sua vicenda è significativa proprio per questo passaggio: la mancata ordinazione sacerdotale non determinò l’abbandono della vocazione religiosa, ma una diversa forma di servizio all’interno della Società di Maria.
L’attività di educatore Dal 1921 fino alla morte Gesù Hita insegnò in diversi istituti marianisti. Le fonti ricordano incarichi a Suances, Escoriaza, Vitoria, Ciudad Real, Jerez de la Frontera e Madrid. Fu considerato un insegnante serio e disponibile, attento alla formazione degli alunni e disposto anche a svolgere incarichi supplementari o di supplenza. La sua preparazione culturale non si limitò alla formazione necessaria per l’insegnamento. Continuando a studiare mentre esercitava la professione di educatore, conseguì presso l’Università di Saragozza una licenza in Scienze storiche. La preparazione storica costituì quindi una parte importante della sua identità intellettuale e professionale. La documentazione marianista insiste inoltre sulla sua disciplina religiosa, sulla devozione alla Vergine Maria e sul senso di abnegazione con cui svolgeva il proprio servizio. Questi elementi appartengono in parte alla memoria interna della congregazione, ma trovano riscontro nella ricostruzione complessiva della sua formazione e della sua attività educativa.
Madrid e il trasferimento a Ciudad Real Nel 1936 Hita si trovava a Madrid. Alla fine di giugno i superiori gli chiesero di recarsi a Ciudad Real per collaborare alle attività estive destinate agli studenti. Il trasferimento avvenne in un momento ormai segnato dal crescente conflitto politico e sociale. Nel luglio 1936 la guerra civile spagnola portò rapidamente alla radicalizzazione della situazione e alla persecuzione di sacerdoti e religiosi in numerose zone controllate dalle forze repubblicane. A Ciudad Real il collegio marianista venne requisito e la comunità religiosa fu dispersa. Hita dovette quindi cercare un luogo dove poter rimanere nascosto. Trovò rifugio presso una pensione di via Montesa, dove erano già presenti altri religiosi. La casa divenne di fatto un luogo di accoglienza per sacerdoti e religiosi che cercavano di sottrarsi agli arresti. Le testimonianze raccolte nelle fonti marianiste descrivono in quel periodo una vita caratterizzata dalla preghiera e dalla consapevolezza del pericolo.
La persecuzione e l’arresto La permanenza nella pensione si protrasse per diverse settimane. Hita era consapevole che la sua condizione di religioso poteva esporlo all’arresto. Una tradizione riportata dalle biografie marianiste gli attribuisce, prima della partenza per Ciudad Real, parole di piena disponibilità alla volontà divina e di accettazione dell’eventualità del martirio. Poiché la formulazione è trasmessa attraverso fonti biografiche successive, è opportuno presentarla come testimonianza della memoria marianista e non come una registrazione stenografica delle sue parole. Il 25 settembre 1936 i miliziani arrestarono Hita insieme ad altri religiosi presenti nella pensione. Secondo la ricostruzione delle fonti, venne condotto nel seminario di Ciudad Real, che in quel periodo era stato trasformato in luogo di detenzione. In serata fu fatto salire su un automezzo diretto verso Carrión de Calatrava.
Il martirio a Carrión de Calatrava Gesù Hita fu ucciso nella notte del 25 settembre 1936 presso il cimitero di Carrión de Calatrava. Con lui furono uccisi altri religiosi e un sacerdote secolare. Il Martirologio Romano ricorda Hita insieme al sacerdote Juan-Pedro Bengoa Aranguren e al religioso passionista Pablo María Leoz y Portillo, indicandoli come vittime della persecuzione religiosa del 1936. Le fonti concordano sulla data e sul luogo del martirio, mentre alcuni particolari sulle modalità della morte e sulla sorte immediata dei corpi derivano soprattutto da testimonianze e ricostruzioni successive. Una tradizione ampiamente riportata afferma che i corpi delle vittime furono gettati in un pozzo di una noria nei pressi del cimitero. Le fonti marianiste riferiscono inoltre che i resti furono recuperati in seguito per ricevere una sepoltura degna. La Santa Sede ha riconosciuto la morte di Hita e dei suoi due confratelli marianisti come martirio. Il decreto sul martirio fu promulgato il 6 luglio 1993. Due anni più tardi, il 1° ottobre 1995, Giovanni Paolo II li beatificò a Roma insieme ad altri gruppi di martiri della persecuzione religiosa in Spagna e alle vittime della Rivoluzione francese.
Il significato della vocazione educativa Uno degli elementi più caratteristici della vicenda di Gesù Hita è il rapporto tra vita religiosa e insegnamento. La sua attività non fu un’occupazione secondaria rispetto alla vocazione religiosa, ma rappresentò concretamente il modo nel quale esercitò il carisma marianista. La stessa presentazione ufficiale della causa sottolinea, per Hita e per i confratelli Carlos Eraña e Fidel Fuidio, il legame tra fede, consacrazione religiosa ed educazione cristiana dei bambini e dei giovani. La sua formazione storica aggiunge un ulteriore elemento di interesse. Hita continuò infatti a studiare anche mentre lavorava come insegnante, arrivando a conseguire una laurea universitaria. La sua figura non può quindi essere ridotta a quella di un religioso vittima della persecuzione: prima del martirio fu soprattutto un educatore che aveva fatto dell’insegnamento il proprio principale servizio.
La questione della memoria liturgica Esiste una particolarità nella datazione della memoria liturgica. Il 25 settembre corrisponde alla data del martirio di Gesù Hita ed è la data con cui egli compare nei calendari e nelle commemorazioni che ricordano il gruppo dei martiri di Carrión de Calatrava. Il Proprio liturgico della Società di Maria celebra invece Carlos Eraña, Fidel Fuidio e Jesús Hita insieme il 18 settembre, giorno scelto per la memoria dei tre martiri marianisti. La differenza non implica un’incertezza sulla data della morte di Hita, che è documentata al 25 settembre 1936. Si tratta piuttosto di due diversi livelli della memoria liturgica: la data del martirio individuale e la memoria comune del gruppo dei tre martiri marianisti.
I tre martiri marianisti Gesù Hita appartiene a un gruppo di tre religiosi della Società di Maria uccisi nel 1936: Carlos Eraña Guruceta, morto il 18 settembre, Fidel Fuidio Rodríguez, morto il 17 ottobre, e lo stesso Hita, morto il 25 settembre. Tutti e tre furono beatificati insieme il 1° ottobre 1995. La loro beatificazione rappresentò un momento importante nella storia della Società di Maria, poiché i tre furono i primi religiosi marianisti a essere elevati agli altari. Il loro culto rimase quindi strettamente collegato alla memoria della persecuzione religiosa del 1936 e alla tradizione educativa della congregazione.
Curiosità - Gesù Hita desiderava diventare sacerdote, ma rimase religioso laico nella Società di Maria e dedicò la propria vita all’insegnamento. - Pur esercitando l’attività di insegnante, conseguì una licenza in Scienze storiche presso l’Università di Saragozza. - La data del suo martirio, 25 settembre, non coincide con la memoria liturgica comune dei tre martiri marianisti, fissata nel Proprio della Società di Maria al 18 settembre. - Fu beatificato insieme ai confratelli Carlos Eraña e Fidel Fuidio il 1° ottobre 1995 da Giovanni Paolo II.
Cronologia - 17 aprile 1900 - Nasce a Calahorra, nella Rioja. - circa 1913 - Entra nel seminario diocesano e vi rimane per circa due anni. - 1918 - Emette la professione religiosa nella Società di Maria. - 1921 - Inizia l’attività di insegnante nei collegi marianisti. - anni 1920-1930 - Insegna in diversi istituti marianisti, tra cui quelli di Suances, Escoriaza, Vitoria, Ciudad Real, Jerez de la Frontera e Madrid. - 1930 - Consegue la licenza in Scienze storiche presso l’Università di Saragozza. - giugno 1936 - Viene inviato a Ciudad Real per l’attività scolastica estiva. - luglio 1936 - Dopo la requisizione del collegio marianista, trova rifugio in una pensione di Ciudad Real insieme ad altri religiosi. - 25 settembre 1936 - Viene arrestato, trasferito a Carrión de Calatrava e fucilato. - 6 luglio 1993 - Viene promulgato il decreto sul martirio. - 1 ottobre 1995 - È beatificato a Roma da Giovanni Paolo II. - 18 settembre - Il Proprio liturgico marianista celebra la memoria comune di Gesù Hita, Carlos Eraña e Fidel Fuidio. - 25 settembre - È commemorato nei calendari che seguono la data del suo martirio.
Valutazione storico-critica - L’identità di Gesù Hita Miranda, la nascita a Calahorra il 17 aprile 1900, l’appartenenza alla Società di Maria, l’attività educativa e il martirio del 25 settembre 1936 a Carrión de Calatrava risultano solidamente attestati da fonti marianiste, ecclesiastiche e liturgiche. - La sua beatificazione è un dato ufficiale: Giovanni Paolo II lo proclamò beato il 1° ottobre 1995 insieme a Carlos Eraña Guruceta e Fidel Fuidio Rodríguez. - La Santa Sede riconobbe formalmente il martirio dei tre religiosi, inserendoli tra i martiri della persecuzione religiosa spagnola del 1936. L’Apostolica Sede registra Gesù Hita come nato a Calagurri il 17 aprile 1900 e morto a Ciudad Real il 25 settembre 1936, indicando anche la beatificazione del 1995. - La biografia è meglio documentata per gli anni della formazione, dell’attività educativa e della persecuzione che non per alcuni particolari della vita privata. Le informazioni relative alla famiglia, al carattere e ad alcuni episodi spirituali derivano soprattutto dalla documentazione interna marianista e devono essere comprese nel contesto della memoria della congregazione. - La data del 25 settembre è quella della morte di Hita. Il 18 settembre, utilizzato nel Proprio liturgico marianista per la memoria comune dei tre martiri, non deve essere confuso con la data del suo martirio individuale. - Alcuni dettagli sulle ultime ore, sul comportamento personale davanti agli arresti e sulla sorte dei resti sono trasmessi da testimonianze e biografie successive. Sono compatibili con la ricostruzione generale, ma non tutti possiedono lo stesso grado di documentazione delle date, dei luoghi e dell’appartenenza religiosa. - La figura storica di Hita deve essere distinta dalla successiva elaborazione devozionale. Il nucleo storicamente più solido è quello di un religioso marianista, educatore e studioso, rimasto a Ciudad Real durante la persecuzione e ucciso per la sua appartenenza religiosa, secondo il riconoscimento ecclesiale del martirio.
Fonti e bibliografia essenziale - Dicastero delle Cause dei Santi, ‘Religiosi Marianisti Martiri’, scheda ufficiale dedicata a Carlos Eraña Guruceta, Fidel Fuidio Rodríguez e Jesús Hita Miranda, Città del Vaticano. urlDicastero delle Cause dei Santi - Religiosi Marianisti Martiriturn3view0 - Giovanni Paolo II, Omelia nella celebrazione di beatificazione dei martiri della Rivoluzione francese e della guerra civile spagnola, Roma, 1 ottobre 1995. - Società di Maria, Propio litúrgico marianista, sezione ‘Beatos Carlos Eraña, Fidel Fuidio y Jesús Hita, mártires’, memoria del 18 settembre. urlProprio liturgico marianistaturn2search46 - Emilio Ortega S.M., Con la lámpara encendida. Los beatos Carlos Eraña, Jesús Hita y Fidel Fuidio, marianistas, Servicio de Publicaciones Marianistas, Madrid. urlEdizione digitale di Con la lámpara encendidaturn0search42 - Società di Maria, Carlos Eraña, Jesús Hita y Fidel Fuidio, pubblicazione biografica sui tre martiri di Ciudad Real. urlPubblicazione sui tre beati martiri di Ciudad Realturn1search36 - Lamberto de Echeverría, Bernardino Llorca, José Luis Repetto Betes, Año Cristiano, tomo IX, settembre, Biblioteca de Autores Cristianos, Madrid, 2005. - Martyrologium Romanum, memoria dei beati Juan-Pedro Bengoa Aranguren, Pablo María Leoz y Portillo e Jesús Hita Miranda, 25 settembre.
Autore: Giampietro Cattini
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