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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera E > Beato Emerico di Quart Condividi su Facebook

Beato Emerico di Quart Vescovo di Aosta

Festa: 1 agosto

Quart, Aosta, metà del XIII sec. - Aosta, 1 settembre 1313

Nato nella potente famiglia dei signori di Quart verso la metà del Duecento, rinunciò ai privilegi della propria condizione per dedicarsi allo studio della teologia e a una vita di contemplazione. Eletto vescovo di Aosta nel 1301, guidò la diocesi con grande equilibrio, promuovendo la formazione del clero, la disciplina ecclesiastica e l'assistenza ai poveri. Convocò il sinodo diocesano del 1307, introdusse nella diocesi la festa della Concezione della Vergine e compilò il prezioso Liber censuum, documento fondamentale per la conoscenza della società feudale valdostana. La sua fama di santità si diffuse immediatamente dopo la morte, alimentata dalla memoria della sua austerità e da numerosi episodi ritenuti miracolosi. Il culto, mantenuto ininterrottamente dal popolo e dal clero locale, fu confermato ufficialmente da papa Leone XIII nel 1881. 

Etimologia: Dal germanico Heimrich, composto da heim (casa, patria) e rik (potente, signore), con il significato di potente nella sua casa o signore della patria.

Emblema: Mitra, pastorale, libro, abiti vescovili; talvolta raffigurato in preghiera presso l'eremo di Valsainte.

Martirologio Romano: Ad Aosta, beato Emerico di Quart, vescovo, mirabile per l’austerità di vita e la dedizione alla salvezza delle anime.


Emerico nacque nel castello di Quart, uno dei principali centri del potere feudale della Valle d'Aosta, verso la metà del XIII secolo. Apparteneva all'antica e influente casata dei signori di Quart, che aveva già dato alla Chiesa numerosi ecclesiastici di alto rango. Le fonti concordano nell'indicarlo figlio di Giacomo II di Quart, mentre studi genealogici più recenti identificano il padre con Zacharie, detto Jacques II. Anche alcuni suoi fratelli intrapresero la carriera ecclesiastica, segno del prestigio raggiunto dalla famiglia.

Gli studi e la scelta della vita eremitica
Fin da giovane mostrò una particolare inclinazione per gli studi sacri. Venne inviato a frequentare un'università, probabilmente quella di Torino, dove conseguì il titolo di dottore in teologia.
Terminata la formazione, anziché inserirsi nella vita pubblica della nobiltà, preferì ritirarsi in un luogo isolato nei pressi del castello di Quart, oggi noto come Valsainte. Qui condusse un'intensa vita di preghiera, penitenza e contemplazione. In seguito sorse un piccolo oratorio che ancora conserva la memoria del suo soggiorno eremitico ed è meta di pellegrinaggi. La tradizione racconta persino che le sue ginocchia abbiano lasciato un'impronta sulla roccia durante le lunghe preghiere, episodio che appartiene però alla devozione popolare e non alla documentazione storica.

L'elezione a vescovo
Non è del tutto chiaro se, dopo il periodo di vita solitaria, Emerico sia entrato tra i canonici della collegiata di Sant'Orso oppure nel capitolo della cattedrale come suddiacono. Le fonti medievali non permettono una ricostruzione definitiva.
Alla morte del vescovo Nicola I Bersatori, nel 1301, la stima conquistata dal futuro beato fu tale che i capitoli ecclesiastici della diocesi lo elessero concordemente come successore. Fu consacrato vescovo a Biella dal vescovo di Vercelli Aimone di Challant tra la fine del 1301 e l'inizio del 1302.

Un episcopato di riforma
Durante il suo governo pastorale Emerico visitò personalmente la diocesi, promosse la residenza effettiva del clero nelle rispettive parrocchie e curò con particolare attenzione la preparazione dei candidati al sacerdozio.
Nel 1307 convocò un importante sinodo diocesano, volto a rafforzare la disciplina ecclesiastica e a rinnovare la vita religiosa della diocesi. Favorì inoltre la costruzione e il sostegno di numerose chiese.
Nel 1311 istituì nella diocesi la celebrazione della Concezione della Vergine Maria, anticipando una devozione destinata a diffondersi sempre più nei secoli successivi.

Il Liber censuum
Tra le opere che rendono particolarmente importante Emerico nella storia valdostana figura il Liber censuum, compilato nel 1305.
Il manoscritto costituisce un censimento dettagliato dei beni, dei diritti e degli obblighi della diocesi e rappresenta oggi una delle principali fonti per la conoscenza dell'organizzazione feudale della Valle d'Aosta medievale. Il suo valore supera l'ambito ecclesiastico, risultando fondamentale anche per gli studiosi di storia economica, sociale e istituzionale del Medioevo alpino.

Carità e governo pastorale
Le cronache descrivono Emerico come un uomo austero ma mite, capace di coniugare fermezza e bontà.
Amministrò con prudenza i beni della diocesi, trattenendo per sé soltanto quanto necessario al sostentamento personale e destinando il resto ai poveri e alle necessità delle chiese. Difese con decisione i diritti della diocesi senza rinunciare a uno stile improntato al dialogo e alla moderazione. La sua autorevolezza derivava soprattutto dall'esempio personale.

Morte
Emerico morì ad Aosta il 1 settembre 1313 dopo circa undici anni di episcopato.
Fu sepolto nella cattedrale cittadina, dove la sua tomba divenne ben presto meta di fedeli provenienti da tutta la regione.

Il culto
La fama di santità del vescovo si diffuse immediatamente dopo la sua morte. Numerosi fedeli attribuirono alla sua intercessione guarigioni e grazie, in particolare a favore di bambini malati e di donne durante parti difficili. Tali episodi appartengono alla tradizione devozionale locale, mentre è storicamente documentata la continuità del culto nei secoli.
Nel 1551 le reliquie furono riesumate e collocate in un reliquiario.
Dopo il regolare processo canonico, papa Leone XIII confermò ufficialmente il culto il 14 luglio 1881.
Il Martirologio Romano ne celebra la memoria il 1 agosto, mentre nella diocesi di Aosta continua la tradizione della festa il 1 settembre, anniversario della morte.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Altra fulgida figura di santità dell’antica diocesi di Aosta, che annovera fra i suoi figli s. Anselmo, s. Orso, s. Giocondo, s. Grato.
Il beato Emerico nacque nel castello di Quart verso la metà del XIII secolo, figlio del nobile Giacomo II; da giovane, desideroso di studiare teologia, fu inviato all’università, forse di Torino, dove conseguì il grado di dottore.
Al termine degli studi, ritornò nel castello di Quart; non sentendosi adatto alle vanità di questo mondo, si ritirò in un luogo, oggi chiamato Valsainte, ad un’ora dal castello, per condurre vita solitaria, dedito alla contemplazione e alla preghiera; in questo luogo poi è sorto un oratorio che ricorda le penitenze di Emerico ed è meta di pellegrinaggi.
Non è chiaro se dopo il periodo eremitico, entrasse fra i Canonici di S. Orso, oppure come suddiacono nel Capitolo della Cattedrale, ad ogni modo egli si dedicò totalmente alla salvezza delle anime, suscitando un’ammirazione generale, al punto che alla morte del vescovo Nicola I Bersatori (1301) i due Capitoli scelsero lui come successore.
Fu consacrato vescovo verso la fine del 1301, a Biella, dal vescovo di Vercelli Aimone di Challant; la sua opera fu molto vasta, nominò buoni maestri di scuola, ammise al sacerdozio solo chierici degni e provati, applicò la legge della residenza, diede i suoi introiti in elemosine, trattenendo per sé lo stretto necessario per vivere, aiutando comunque le chiese della diocesi.
Emerico dimostrò una saggia fermezza per la difesa dei diritti e doveri temporali, che la sua carica imponeva; aveva uno spirito forte e brillante, di carattere docile, trattabile ma inflessibile al male, i modi così garbati ed amabili che incantavano tutti.
In campo spirituale, visitò la diocesi, convocò il Sinodo diocesano del 1307, fece rivitalizzare la religione, costruì numerose chiese, istituì nel 1311 il “festum conceptionis Virginis Mariæ”; scrisse il prezioso ‘Liber censuum’ nel 1305, una descrizione fedele e sorprendente dei costumi feudali in Valle d’Aosta, utilissimo per gli storici del Medioevo.
Il suo episcopato durò dal 1302 al 1313; Emerico morì il 1° settembre del 1313 e sepolto nella cattedrale. Vari miracoli avvenuti per sua intercessione lungo i secoli, fecero sì che venisse considerato beato dai fedeli e dal clero:
Nel 1551 le reliquie furono esumate e poste in un reliquiario; i vescovi di Aosta approvarono sempre il culto del beato Emerico, ma solo il 14 luglio 1881 con decreto di papa Leone XIII, dopo un regolare processo canonico, il culto e il titolo di beato furono confermati ufficialmente.
Da tempo immemorabile gli ammalati, specie se fanciulli, venivano portati alla sua tomba per ricevere la benedizione; era particolarmente invocato nei parti difficili; è venerato soprattutto nella sua parrocchia d’origine di Quart; la sua festa è fissata al 1° settembre, mentre il Martyrologium Romanum lo pone al 1° agosto.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-07-27

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