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> Home > Sezione Servi di Dio > Serva di Dio Maria Luisa di Gesù (Maria Carmela Ascione) Condividi su Facebook

Serva di Dio Maria Luisa di Gesù (Maria Carmela Ascione) Fondatrice

Festa: .

Napoli, 28 febbraio 1799 - 10 gennaio 1875


Maria Carmela Ascione nacque nell’antico Comune di Barra, ma da tanto tempo divenuto uno dei quartieri di Napoli, alla periferia Est della città, il 28 febbraio 1799, proprio quando già da più di un mese Napoli era sconvolta per l’avvento dei francesi, il sorgere della Repubblica Partenopea, la fuga del re Ferdinando IV in Sicilia.
Primogenita dei dieci figli del medico Giuseppe Ascione e di Fortunata Carrese; ricevette nella stessa famiglia un’istruzione molto approssimativa, di scuole pubbliche non se ne parlava ancora.
Da ragazza, pur in preda alle inquietudini e intemperanze dell’età, seppe affermarsi come fulcro di un piccolo gruppo di amiche con le quali si ritrovava per la preghiera, per un po’ d’istruzione e per lo studio del catechismo; man mano maturava in lei una vocazione allo stato religioso; il cambiamento avvenuto in lei accresceva il fascino di leader di Maria Carmela.
S’intravedeva in questa fase il ministero e la missione a cui sarà chiamata, vi era il germe della contemplativa, la maestra, la consolatrice delle miserie umane, la fondatrice di un cenacolo di preghiera, di ascolto della Parola di Dio e di azione nel sociale; anche le altre ragazze si adeguavano al suo sentimento religioso e ben cinque di esse si fecero poi suore.
A 17 anni, vincendo le resistenze del padre, entrò fra le benedettine di Donnaromita in Napoli, ma la sua permanenza non durò a lungo, dopo sei mesi per un male al fegato che l’aveva colpita e per l’aridità di spirito che soffriva (è la grande prova attraverso cui sono passati i mistici), ritornò alla casa paterna..
Dopo due anni in cui vive l’esperienza del tormento e del dolore della Croce, dopo i moti carbonari scoppiati nel 1820-21, Maria Carmela entrò nel Ritiro dell’Addolorata all’Olivella in Napoli, dopo sette mesi di noviziato, a 21 anni indossò l’abito religioso, cambiando il nome in Maria Luisa di Gesù.
Ma anche qui una forte febbre l’assalì, che in otto giorni la ridusse in fin di vita; tornata di nuovo a casa, miracolosamente guarisce; dopo una lunga permanenza a casa, nel 1824 ritornò al Ritiro chiamata a reggerlo come Superiora, che lei accetta per obbedienza.
Poté costatare in questo compito, durato 14 anni, la grandezza della Provvidenza che puntualmente la soccorreva nelle necessità sue e della Comunità. Già nel 1830 cominciò a pensare alla fondazione di un nuovo Istituto religioso e pur timorosa della sua fragilità, nel 1840 pone la sua istituzione sotto il patrocinio di S. Filomena, scrivendone a 33 anni le Regole, mentre aumentavano le grazie mistiche che il Signore le dava, attraendo per questo, molti pellegrini al convento, afflitti da mali fisici e morali, bisognosi soprattutto di consolazione e conforto.
Madre Maria Luisa seppe sempre essere disponibile all’ascolto di tutti, diventando per Napoli un faro di orientamento, un cuore disponibile all’accoglienza.
Durante il colera del 1836, anche lei viene assalita dal morbo che la ridusse in fin di vita, ma alla fine risparmiandola; intanto nel 1835 ebbe il provvidenziale incontro con don Luigi Navarro che diventerà il suo direttore spirituale e il più importante consigliere e sostenitore della sua nascente opera.
L’8 maggio 1840, dopo una lunga serie d’incomprensioni s’inaugura a Napoli nel povero e popolato rione di S. Lucia, la prima casa del Pio Istituto di S. Maria Addolorata, con lei erano sua sorella, una religiosa e una novizia del precedente ‘Ritiro’, più tre giovani aspiranti, che nel 1843 presero il velo, costituendo così il primo gruppo delle ‘Suore di Maria SS. Addolorata’.
Prima missione delle religiose fu l’insegnamento del catechismo e l’istruzione elementare delle fanciulle del rione marinaro di S. Lucia; instaurò un’amicizia con la principessa russa Zenaide Volkonstky che rimasta vedova, trova conforto nelle sue parole, nel contempo le sarà di grande aiuto, insieme al padre Navarro, nell’aprire un’altra casa nel Borgo S. Antonio Abate, altra zona popolare e popolosa di Napoli.
L’11 maggio del 1851 si inaugura la nuova casa, mentre il 13 luglio 1856 si benedice la Chiesa annessa, dedicata alla Vergine “Stella Mattutina”. Un terzo monastero si apre a S. Severo di Puglia, alla presenza di Madre Maria Luisa di Gesù, giunta lì il 28 ottobre 1852.
Intorno ai 36 anni, per obbedienza al direttore spirituale, cui era in perfetta sintonia, l’illetterata suora, iniziò una sistematica opera di commento ai libri biblici, alcuni dei quali stampati in prima edizione nel 1839 ad Imola, per interessamento del segretario del vescovo Masti Ferretti, che diverrà papa Pio IX.
Il beato pontefice sembra che in questa occasione abbia incontrata madre Maria Luisa, dimostrandole anche in seguito la sua stima con diverse lettere.
Questa opera di commento biblico giunse a termine quando la religiosa napoletana aveva oltrepassato gli ottanta anni; il suo padre spirituale Navarro era morto nel 1863, a lui era subentrato il domenicano padre Alberto Radente.
La sua opera di autrice si completa con diversi opuscoli e libri di meditazione e di devozione, largamente diffusi in Italia e in parte tradotti in francese. Nel dicembre 1874 una misteriosa debolezza si impossessò del suo organismo, impedendole di muovere neanche un passo; già debilitata da cronica sofferenza al fegato e terribili emicranie, le condizioni si aggravarono man mano, finché il 10 gennaio 1875 la sua anima si ricongiunse al Signore.
Per tre giorni il suo corpo rimase esposto all’omaggio dei fedeli accorsi dai popolari rioni, che la videro insieme alle sue suore, apostola fra la gente e ascoltatrice attenta delle loro pene.
La salma venne tumulata nel cimitero di S. Maria del Pianto, ma il 22 aprile 1947, venne traslata nella chiesa della Congregazione “Stella Mattutina” al Borgo S. Antonio Abate. Gli adempimenti per i processi per la sua beatificazione si aprirono nel 1890; e proseguono tuttora con varie fasi nel 1909, 1910, 1947.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-12-27

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