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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera I > Beato Isidoro di San Giuseppe De Loor Condividi su Facebook

Beato Isidoro di San Giuseppe De Loor Passionista

Festa: 6 ottobre

Vrasene, Fiandre Orientali, Belgio, 18 aprile 1881 - Kortrijk, Fiandre Occidentali, Belgio, 6 ottobre 1916

Religioso belga della Congregazione della Passione di Gesù Cristo, nacque nel 1881 a Vrasene, nelle Fiandre Orientali, in una famiglia di agricoltori. Dopo aver lavorato con il padre e aver svolto attività catechistica nella propria parrocchia, a ventisei anni entrò tra i Passionisti a Ere, assumendo il nome religioso di Isidoro di San Giuseppe. Fratello coadiutore, esercitò incarichi ordinari di servizio comunitario, tra cui quelli di cuoco, ortolano e portinaio. Nel 1911 fu colpito da una grave malattia che comportò l'asportazione dell'occhio destro; negli ultimi anni il male si diffuse ulteriormente e ne causò la morte a Kortrijk il 6 ottobre 1916. La sua fama di santità si sviluppò soprattutto dopo la morte e si consolidò attorno al sepolcro di Kortrijk. La causa ecclesiastica, introdotta nel 1960, portò al riconoscimento dell'eroicità delle virtù nel 1982 e alla beatificazione celebrata da Giovanni Paolo II il 30 settembre 1984.

Etimologia: Dal greco Isídōros, composto da Isis e dôron, con il significato di 'dono di Iside'.

Martirologio Romano: A Cortryck in Belgio, beato Isidoro di San Giuseppe de Loor, religioso della Congregazione della Passione, che svolse santamente i compiti a lui affidati e, colpito dalla malattia, fu per i suoi confratelli un esempio di accettazione di atroci sofferenze.


Isidoor De Loor (Isidore De Loor; Isidoor De Loor; Isidoro de Loor di San Giuseppe) nacque il 18 aprile 1881 a Vrasene, nella diocesi di Gand, nelle Fiandre Orientali. Era il maggiore dei tre figli di Aloïs De Loor e Camilla Hutsebaut, agricoltori. Il documento pontificio del 1983 ricorda che fu battezzato il giorno successivo alla nascita e che i genitori lo educarono insieme agli altri figli alla pratica religiosa e al lavoro agricolo.
Frequentò la scuola elementare nella vicina Sint-Gillis e concluse l'istruzione regolare intorno ai dodici anni. In seguito lavorò con il padre nei campi. La sua formazione fu quindi prevalentemente familiare, parrocchiale e professionale, senza studi superiori. Una caratteristica della sua giovinezza fu l'interesse per la vita religiosa, che tuttavia non poté seguire immediatamente perché, come primogenito, contribuiva al lavoro e al sostentamento della famiglia.

Vita parrocchiale
Durante la giovinezza De Loor partecipò intensamente alla vita della propria comunità. Dopo la Prima Comunione e la Cresima svolse attività di catechista a Vrasene e a Sint-Gillis e prese parte alla Pia Unione di San Francesco Saverio, anche come cantore. Queste attività mostrano un impegno religioso concreto già prima dell'ingresso nella vita consacrata.
Nel 1907, quando aveva ventisei anni, partecipò a una missione predicata nella zona dai Redentoristi. Il sacerdote redentorista padre Bouckaert, al quale aveva manifestato il desiderio di entrare nella vita religiosa, lo indirizzò verso i Passionisti, particolarmente coerenti con la sua devozione alla Passione di Cristo.

Ingresso tra i Passionisti
Il 15 aprile 1907 De Loor entrò nel noviziato passionista di Ere, presso Tournai. Proveniva da una zona fiamminga e si trovò quindi in una comunità francofona, ma si adattò alla nuova vita religiosa. Il 13 settembre 1908 emise la professione religiosa.
Come fratello coadiutore non esercitò il ministero sacerdotale. La sua vita religiosa si svolse soprattutto attraverso il lavoro quotidiano e il servizio alla comunità. Nel 1910 fu trasferito nel convento di Wezembeek-Oppem, vicino a Bruxelles, dove svolse diversi incarichi pratici, tra cui quelli di cuoco, portinaio e ortolano.
La figura di De Loor fu successivamente associata dai Passionisti all'espressione 'fratello della volontà di Dio'. Giovanni Paolo II la riprese nell'omelia della beatificazione del 1984, collegandola alla sua particolare accettazione della vita religiosa e della sofferenza.

La malattia
Nel 1911 comparve una grave lesione all'occhio destro. L'occhio fu asportato e la malattia venne identificata come cancerosa. De Loor riprese comunque le proprie attività quotidiane. La sua vicenda personale fu così segnata da una lunga esperienza di malattia, che negli anni successivi sarebbe divenuta il principale elemento della sua fama di santità.
Nel 1912 fu trasferito al convento passionista di Kortrijk, dove continuò a svolgere mansioni di servizio, prima come cuoco e poi come portinaio e, occasionalmente, come questuante. La sua presenza al convento coincise con gli anni della Prima guerra mondiale e con una situazione particolarmente difficile per la comunità religiosa.

Gli ultimi anni e la morte
Nel 1916 la malattia si aggravò gravemente e il tumore raggiunse l'intestino. De Loor morì a Kortrijk nella notte del 6 ottobre 1916, all'età di trentacinque anni. Il suo decesso avvenne nel pieno della Prima guerra mondiale.
Le fonti agiografiche riportano alcune parole attribuitegli durante le ultime sofferenze. Il documento pontificio del 1983 non riproduce tali parole come elemento necessario della ricostruzione storica, mentre la biografia del Dicastero per le Cause dei Santi le conserva nella tradizione biografica successiva. Per questo esse appartengono soprattutto alla memoria agiografica sviluppatasi intorno alla sua morte, piuttosto che a una testimonianza contemporanea indipendente.

La memoria e il culto
Dopo la morte, la memoria di De Loor si sviluppò rapidamente, soprattutto nell'ambiente passionista e nella regione di Kortrijk. Nel 1952 i suoi resti furono trasferiti presso il convento passionista e il sepolcro divenne un luogo di preghiera e pellegrinaggio. La chiesa di Sant'Antonio a Kortrijk conserva oggi la sua tomba, collocata in una cappella laterale.
La devozione popolare attribuì alla sua intercessione numerose grazie e guarigioni. Nel procedimento canonico venne esaminata in particolare la guarigione di Irene Ottevaere De Zaeytyd, riconosciuta dalla Santa Sede come miracolo ai fini della beatificazione.

La causa di beatificazione
La causa ecclesiastica fu introdotta il 9 novembre 1960 sotto il pontificato di Giovanni XXIII. Tra il 1961 e il 1963 si svolsero i processi apostolici presso la competente curia. Il 12 luglio 1982 Giovanni Paolo II promulgò il decreto con cui riconobbe l'esercizio eroico delle virtù cristiane e religiose da parte di Isidoro De Loor. Nello stesso procedimento fu riconosciuto un miracolo attribuito alla sua intercessione, relativo alla guarigione di Irene Ottevaere De Zaeytyd da una grave epatite.
Il 30 settembre 1984 Giovanni Paolo II lo beatificò in Piazza San Pietro insieme a Federico Albert, Clemente Marchisio e Rafaela Ybarra de Vilallonga. La stessa lettera apostolica stabilì per il beato Isidoro la memoria liturgica del 6 ottobre.

Il significato della sofferenza nella sua beatificazione
Nell'omelia del 30 settembre 1984 Giovanni Paolo II presentò Isidoro De Loor soprattutto come testimone della conformazione a Cristo sofferente. Il pontefice sottolineò il rapporto tra la sua malattia, la spiritualità passionista e l'abbandono alla volontà di Dio. La lettura pontificia appartiene alla valutazione ecclesiale della sua santità e non costituisce una fonte biografica indipendente sugli episodi della sua vita.

Il sepolcro di Kortrijk
La tomba di De Loor costituisce uno dei principali luoghi legati alla sua memoria. Nel 1952 la traslazione dei resti attirò una grande partecipazione popolare; ancora oggi la sua sepoltura è conservata presso la chiesa di Sant'Antonio dei Passionisti a Kortrijk. La persistenza del luogo di culto documenta la continuità della devozione locale.

Curiosità
- Il nome religioso 'Isidoro di San Giuseppe' fu assunto durante la formazione passionista a Ere; il nome civile era Isidoor De Loor.
- Nella memoria passionista è ricordato anche come 'fratello della volontà di Dio', espressione ripresa da Giovanni Paolo II nell'omelia della beatificazione.
- Sono conservate lettere attribuite direttamente a Isidoro De Loor, pubblicate nel 1954 in un volume curato da un religioso passionista. Il catalogo della Biblioteca del Seminario di Tournai registra l'edizione di 129 pagine.

Cronologia
- 18 aprile 1881 - Nasce a Vrasene, nella diocesi di Gand, Isidoor De Loor, primogenito di Aloïs De Loor e Camilla Hutsebaut.
- 19 aprile 1881 - Riceve il battesimo.
- 1892 - Riceve la Prima Comunione, all'età di undici anni.
- 25 maggio 1894 - Riceve la Cresima.
- 1907 - Partecipa a una missione predicata dai Redentoristi e orienta la propria vocazione verso la vita passionista.
- 15 aprile 1907 - Entra nel noviziato passionista di Ere.
- 13 settembre 1908 - Emette la professione religiosa.
- 1910 - È trasferito a Wezembeek-Oppem, dove svolge incarichi di cuoco, portinaio e ortolano.
- 1911 - La malattia colpisce l'occhio destro, che viene asportato.
- 11 agosto 1912 - È trasferito al convento passionista di Kortrijk.
- 1914 - Svolge anche il servizio di portinaio presso la comunità di Kortrijk.
- Settembre 1916 - La malattia si aggrava con l'interessamento dell'intestino.
- 6 ottobre 1916 - Muore a Kortrijk.
- 1952 - I resti mortali vengono trasferiti presso il convento passionista di Kortrijk.
- 9 novembre 1960 - La causa di beatificazione viene introdotta sotto il pontificato di Giovanni XXIII.
- 1961-1963 - Si svolgono i processi apostolici presso la curia competente.
- 12 luglio 1982 - Giovanni Paolo II riconosce l'eroicità delle virtù di Isidoro De Loor; nello stesso iter viene riconosciuto il miracolo necessario alla beatificazione.
- 30 settembre 1984 - Giovanni Paolo II beatifica Isidoro De Loor in Piazza San Pietro.

Valutazione storico-critica
- Identità: Isidoor De Loor, religioso passionista con il nome di Isidoro di San Giuseppe, è identificato senza particolari difficoltà attraverso la documentazione ecclesiastica e passionista. Le date fondamentali della nascita, della professione religiosa e della morte sono concordanti nelle principali fonti consultate.
- Biografia: gli elementi fondamentali della vita sono solidamente attestati: origine agricola, attività parrocchiale, ingresso tra i Passionisti, professione religiosa, incarichi di servizio, malattia, morte e sviluppo del culto. La lettera apostolica di beatificazione costituisce una fonte ecclesiastica particolarmente autorevole per la ricostruzione del procedimento canonico e per numerosi dati biografici.
- Tradizione agiografica: diversi dettagli relativi alla spiritualità personale, alle parole pronunciate negli ultimi momenti e alle numerose grazie attribuite alla sua intercessione appartengono alla tradizione biografica e devozionale sviluppatasi dopo la morte. Il loro valore religioso non coincide automaticamente con quello di una testimonianza storica contemporanea indipendente.
- Causa canonica: la cronologia ufficiale della causa è attestata dalla lettera apostolica Praeclara illa: introduzione nel 1960, processi apostolici nel 1961-1963, riconoscimento dell'eroicità delle virtù nel 1982 e riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.
- Culto: il culto è particolarmente legato alla regione di Kortrijk e alla Congregazione della Passione. La traslazione del 1952 e la permanenza della tomba presso la chiesa di Sant'Antonio costituiscono attestazioni concrete della continuità della venerazione.
- Stato canonico: Isidoro De Loor è Beato dal 30 settembre 1984. Non risulta canonizzato e pertanto il titolo di santo non gli compete. La memoria liturgica stabilita nella lettera apostolica è il 6 ottobre.
- Omonimie: non emergono, nelle fonti principali consultate, confusioni significative con un altro religioso passionista omonimo capaci di alterare la ricostruzione biografica.
- Miracolo: il miracolo riconosciuto per la beatificazione riguarda la guarigione di Irene Ottevaere De Zaeytyd da una grave epatite, descritta dalla Santa Sede come improvvisa, completa e duratura. Il riconoscimento appartiene al procedimento canonico e non equivale a una dimostrazione medica indipendente del soprannaturale al di fuori di tale procedimento.
- Attendibilità complessiva: la distinzione tra biografia documentata, interpretazione ecclesiale e tradizione devozionale è particolarmente importante nel caso di De Loor, perché la sua fama di santità si sviluppò fortemente attorno alla malattia, alla sofferenza e alle grazie attribuite alla sua intercessione.

Fonti e bibliografia essenziale
- Giovanni Paolo II, Praeclara illa, 30 settembre 1983 - Lettera apostolica ufficiale per il riconoscimento degli onori del Beato Isidoro De Loor; contiene dati biografici, la cronologia della causa, il riconoscimento dell'eroicità delle virtù e il miracolo richiesto per la beatificazione.
- Giovanni Paolo II, Omelia per la beatificazione di Federico Albert, Clemente Marchisio, Isidoro De Loor e Rafaela Ybarra de Vilallonga, 30 settembre 1984 - Testo ufficiale della celebrazione di Piazza San Pietro e interpretazione ecclesiale della testimonianza spirituale di De Loor.
- Dicastero delle Cause dei Santi, Isidoro De Loor di San Giuseppe - Scheda istituzionale con dati biografici essenziali, memoria liturgica e beatificazione.
- Congregazione della Passione di Gesù Cristo, The Bibliography / BIP n. 34 - Notizia sulla morte di De Loor, sulla memoria sviluppatasi nella comunità di Kortrijk e sulla causa di beatificazione.
- Van Hemelen, Constantin, Le Frère Isidore De Loor, passioniste 1881-1916, Courtrai, Éditions des Pères Passionistes, 1979, 160 pp. - Biografia monografica registrata nel catalogo della Biblioteca del Seminario di Tournai.
- De Loor, Isidore, Lettres du serviteur de Dieu Frère Isidore de Saint Joseph, passioniste, Courtrai, Éditions des Pères Passionistes, 1954, 129 pp. - Raccolta di lettere attribuite a De Loor e pubblicata con cura editoriale passionista.
- Congregazione della Passione di Gesù Cristo, documentazione sulla memoria di Isidoro De Loor - Fonti istituzionali passioniste relative alla sua permanenza nelle comunità, alla traslazione del 1952 e alla continuità della venerazione.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

La Congregazione dei Passionisti, fondata da s. Paolo della Croce, non comprende solo chierici, ma anche ‘Fratelli coadiutori’ che sono religiosi al pari dei Sacerdoti e dei chierici in genere.
E fra i tanti che hanno onorato la Congregazione con la loro santa vita, vi è il beato Isidoro di S. Giuseppe (Isidoro De Loor), il quale nacque il 18 aprile 1881 a Vrasene (Belgio, Fiandre Orientali) da modesti agricoltori profondamente cristiani.
La giornata trascorreva nel lavoro pesante ma gioioso dei campi, sempre alla presenza di Dio e sotto la materna protezione della Madonna, il giorno si chiudeva con la recita comune del rosario.
Isidoro dopo aver ricevuto la Prima Comunione ad 11 anni e la Cresima nel 1894, divenne catechista nella sua parrocchia a Vrasene ed a St-Gilles, dove fu anche cantore nella Pia Unione di S. Francesco Saverio.
A 26 anni, nel 1907 assistette ad una missione tenuta dai Padri Redentoristi, senza perdersi nessuna predica, rimanendo molto colpito, per cui decise di diventare come loro. Il padre Bouckaert redentorista, esaminò bene Isidoro e nel sentirlo così devoto verso la Passione di Cristo, con saggezza e prudenza, lo indirizzò ai Passionisti, dove entrò come fratello coadiutore nel noviziato di Ere (Tournai) fondato nel 1840 dal beato Domenico della Madre di Dio, lasciando la famiglia in lagrime silenziose; era il 15 aprile del 1907.
Si trovò subito a suo agio, niente lo scoraggiava, disse a sé stesso: “Isidoro qui dovrai farti santo”, emise i voti perpetui il 13 settembre 1908. Nel 1910 fu trasferito al nuovo convento di Wezembeek-Oppen vicino Bruxelles con i compiti di cuoco, portinaio, ortolano; l’anno successivo nel 1911 improvvisamente si manifestò una cancrena all’occhio destro, che dopo molte e atroci sofferenze, gli venne asportato.
Tornò al lavoro quotidiano pur sapendo che il cancro che l’aveva colpito, sarebbe riapparso in altra parte, dopo alcuni anni come il medico diagnosticava.
L’11 agosto del 1912 venne trasferito a Kortrijk (Bruges) e anche qui fu prima cuoco, poi portinaio e qualche volta questuante, sempre in intima unione con Dio e diventando sempre più un modello per i fratelli coadiutori passionisti.
A settembre del 1916, in piena Prima Guerra Mondiale, il cancro ricomparve fulminante all’intestino; si consolava degli atroci dolori con la sua solita riflessione “Il Paradiso una volta guadagnato, è guadagnato per sempre”.
La notte del 6 ottobre 1916 ebbe violenti dolori, seduto su una sedia con la testa fra le mani mormorava: “Signore, sia fatta la Tua volontà”; il superiore lo confortava “Animo fratello Isidoro! È giunta l’ora di andare al cielo” e lui alzando un po’ la testa: “Oh sì per il bel Paradiso”, furono le sue ultime parole e con una calma e serenità invidiabile, lasciò questa terra ad appena 36 anni.
Sepolto nel cimitero di Kortrijk, i suoi resti mortali nel 1952 furono trasferiti nel convento di Courtrai in Belgio che divenne meta di numerosi pellegrinaggi. Le grazie ricevute per sua intercessione, si contano a migliaia.
La causa per la sua beatificazione fu introdotta il 9 novembre 1960, nel frattempo la sua figura diventò una delle più popolari ed amate del Belgio.
Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificato il 30 settembre 1984, la festa liturgica è al 6 ottobre.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-09-18

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