|
>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Lillo, Spagna, 8 gennaio 1881 - Padrera de S. Isidro, Spagna, 15 agosto 1936
Fu una religiosa carmelitana scalza spagnola, ricordata come una delle figure più significative tra i martiri della persecuzione religiosa durante la Guerra civile spagnola. Prima di consacrarsi alla vita contemplativa aveva intrapreso una brillante carriera scientifica, diventando una delle prime donne farmaciste della Spagna. Nata a Lillo, nella provincia di Toledo, nel 1881, ricevette dal padre, farmacista, una solida formazione umana e culturale. Dopo gli studi superiori si iscrisse alla Facoltà di Farmacia dell'Università di Madrid, dove fu una delle poche donne presenti in un ambiente prevalentemente maschile. Laureatasi nel 1905, collaborò con il padre e, dopo la sua morte, assunse la direzione della farmacia familiare, distinguendosi per competenza professionale e attenzione verso i poveri. Nel 1915 lasciò progressivamente la professione per seguire la vocazione religiosa entrando nel monastero delle Carmelitane Scalze di Santa Ana y San José a Madrid. Assunto il nome di suor Maria Sagrario di San Luigi Gonzaga, visse una intensa esperienza spirituale fondata sulla preghiera, sulla disciplina carmelitana e sul servizio alle consorelle. Fu eletta priora del monastero e svolse il suo incarico con equilibrio e carità. Durante la persecuzione anticristiana del 1936 il monastero fu disperso e le religiose costrette ad abbandonare la loro casa. Maria Sagrario venne arrestata il 14 agosto e, dopo un breve periodo di prigionia, fu uccisa il giorno successivo, solennità dell'Assunzione della Vergine Maria. La Chiesa ha riconosciuto la sua morte come martirio in odio alla fede e Giovanni Paolo II la proclamò beata il 10 maggio 1998.
Etimologia: Elvira deriva probabilmente dal germanico e viene interpretato come 'colei che protegge' o 'colei che è benevola'. Maria deriva dall'ebraico Miryam, nome di origine discussa tradizionalmente interpret
Emblema: Palma del martirio, abito delle Carmelitane Scalze, strumenti da farmacista, vasi da farmacia.
Martirologio Romano: A Madrid sempre in Spagna, beata Maria del Santuario di San Luigi Gonzaga (Elvira) Moragas Cantarero, vergine dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martire nella medesima persecuzione.
|
Elvira Moragas Cantarero nacque l'8 gennaio 1881 a Lillo, piccolo centro della provincia di Toledo. Era figlia di Ricardo Moragas Urcelay, farmacista, e di Isabel Cantarero Vargas. Quando Elvira era ancora bambina, la famiglia si trasferì a Madrid, dove il padre continuò la propria attività professionale come farmacista. La giovane ricevette un'educazione accurata. Frequentò la scuola delle Mercedarie di San Fernando e completò gli studi presso l'Istituto Cardenal Cisneros di Madrid. Dotata di intelligenza e determinazione, nel 1900 si iscrisse alla Facoltà di Farmacia dell'Università di Madrid, in un periodo nel quale la presenza femminile negli studi universitari era ancora eccezionale. La scelta della farmacia non fu soltanto un interesse scientifico, ma anche il modo con cui Elvira imparò a vivere una professione come servizio agli altri.
Una delle prime farmaciste spagnole Nel 1905 conseguì la laurea in Farmacia con ottimi risultati. Iniziò quindi a collaborare con il padre nella farmacia di famiglia e, alla sua morte nel 1909, ne assunse la gestione. La sua attività professionale fu caratterizzata da competenza e attenzione umana. Secondo le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione, aveva trasformato la farmacia in un luogo dove i poveri potevano trovare aiuto concreto. In particolare, il sabato era dedicato alla distribuzione di elemosine e sostegni ai più bisognosi. Questa esperienza mostra un aspetto originale della sua figura: prima ancora della consacrazione religiosa, Elvira aveva già unito preparazione professionale, sensibilità sociale e vita spirituale.
La chiamata al Carmelo Nel periodo della gestione della farmacia maturò sempre più profondamente il desiderio della vita consacrata. Fu accompagnata spiritualmente dal gesuita padre José María Rubio Peralta, futuro santo, che la aiutò nel discernimento vocazionale. Nel giugno 1915 entrò nel monastero delle Carmelitane Scalze di Santa Ana y San José a Madrid. Il 21 dicembre dello stesso anno ricevette l'abito religioso assumendo il nome di Maria Sagrario di San Luigi Gonzaga. La scelta del nome richiamava due elementi centrali della sua spiritualità: il mistero dell'Eucaristia, evocato dal termine Sagrario, e l'esempio di san Luigi Gonzaga, modello di purezza e dedizione totale a Dio. Emise la prima professione religiosa nel 1916 e la professione solenne nel 1920. Nel monastero visse secondo la tradizione carmelitana di santa Teresa di Gesù e san Giovanni della Croce, dedicandosi alla preghiera, al silenzio e alla vita comunitaria.
Superiora del monastero Le sue consorelle riconobbero presto le sue qualità umane e spirituali. Nel 1927 fu eletta priora del monastero, incarico che esercitò fino al 1933. Nel 1936 venne nuovamente scelta come superiora poco prima dell'inizio della fase più violenta della persecuzione religiosa. Come priora cercò soprattutto di mantenere un clima di serenità e fiducia nella comunità. La sua formazione professionale precedente contribuì probabilmente al suo senso dell'ordine, della responsabilità e della cura concreta delle persone.
La persecuzione religiosa e il martirio Nel luglio 1936 iniziò la Guerra civile spagnola, accompagnata in diverse zone del Paese da una violenta persecuzione contro la Chiesa cattolica, con l'uccisione di numerosi sacerdoti, religiosi e laici. Il monastero di Santa Ana y San José fu occupato e le monache furono costrette ad abbandonarlo. Maria Sagrario trovò ospitalità presso persone amiche, continuando a vivere in spirito di preghiera e fedeltà alla propria vocazione. Il 14 agosto 1936 fu arrestata da un gruppo di miliziani. Le testimonianze relative alle ultime ore della sua vita ricordano la sua serenità e la volontà di rimanere fedele alla fede cristiana. Secondo la tradizione raccolta negli atti del processo, avrebbe scritto la frase 'Viva Cristo Re', espressione frequente tra i martiri cattolici della persecuzione spagnola. Fu fucilata il 15 agosto 1936 nella zona della Pradera de San Isidro a Madrid, nel giorno della solennità dell'Assunzione della Vergine Maria.
Il processo di beatificazione La fama di martirio e di santità diffusasi dopo la sua morte portò all'apertura della causa di beatificazione nel 1962 presso l'arcidiocesi di Madrid. Il processo esaminò la sua vita religiosa, la testimonianza delle persone che l'avevano conosciuta e le circostanze della morte. La Santa Sede riconobbe che Maria Sagrario era stata uccisa in odio alla fede. Non fu quindi necessario un miracolo per la beatificazione, secondo la normativa prevista per i martiri. Il 10 maggio 1998 papa Giovanni Paolo II la proclamò beata in piazza San Pietro insieme ad altri martiri della persecuzione religiosa spagnola. Autore: Giampietro Cattini
Elvira Moragas Cantarero nacque a Lillo (Toledo) l’8 gennaio 1881, il padre era farmacista; quando ebbe cinque anni la famiglia si trasferì a Madrid dove il padre continuò a svolgere la sua attività di farmacista, fino al 1909 anno in cui morì; mentre la sorella maggiore di Elvira, Sagrario, morì ad appena undici anni nel 1890, fra la costernazione della famiglia.
Elvira ricevette un’educazione e formazione umanistica dal padre che poi proseguì e perfezionò nella scuola delle Mercedarie di San Fernando a Madrid.
Frequentò gli studi superiori con ottimi risultati nell’Istituto Cardenal Cisneros e poi si iscrisse alla Facoltà di Farmacia dell’Università madrilena. Unica donna fra 80-85 studenti, dal 1900 al 1905 frequentò con profitto gli studi universitari laureandosi con ottimi voti.
Ottenuta la laurea prese ad aiutare suo padre nella farmacia ed alla sua morte nel 1909 iniziò a gestirla personalmente, divenendo quasi sicuramente la seconda donna spagnola titolare di un’attività farmaceutica.
Elvira che resse la farmacia con delicatezza e amabilità, stabilì che il sabato fosse il giorno dedicato all’elemosina ai poveri proprio lì in farmacia e questa consuetudine durò per molto tempo anche dopo la guerra; ormai era un appuntamento cui i poveri e bisognosi conoscevano bene e vi si recavano numerosi.
Si ricorda che il farmacista di una volta preparava e confezionava le medicine dell’epoca e quindi a lui si rivolgevano chi poteva comprarle ma anche chi non poteva. Terminati gli studi in Farmacia del fratello Ricardo, Elvira con il consiglio del suo direttore spirituale, il gesuita Maria Rubio Peralta, poi beatificato, decise di entrare nel monastero delle Carmelitane Scalze di Santa Ana y San José nel giugno 1915.
A dicembre dello stesso anno prese l’abito carmelitano cambiando il nome in Maria Sagrario di S. Luigi Gonzaga e la notte di Natale del 1916 fece la sua prima professione; nell’Epifania del 1920 emise la professione solenne o definitiva.
In convento continuò la sua opera di beneficenza di farmacista con l’aiuto del fratello Ricardo, divenuto titolare della farmacia; condusse la sua vita di carmelitana scalza con grande impegno e con particolare gioia; al punto che la Comunità la elesse priora nel triennio 1927-30.
Sempre di buon umore, visse trasmettendo allegria nel servizio a Dio ed agli altri, fra l’altro fu portinaia del monastero. Il 1° luglio 1936 fu eletta di nuovo priora del monastero, pochi giorni prima che scoppiasse la famigerata Guerra Civile spagnola, che insanguinò la Nazione dal 1936 al 1939, mietendo solo fra i religiosi ben 7300 vittime; il 20 luglio la folla attaccò il convento e le religiose cacciate in strada, Madre Sagrario non volle unirsi alla fuga del fratello da Madrid, per poter assistere meglio, per quel che poteva, le sue monache sparse per la città.
Trascorse tre settimane rifugiata nella casa dei familiari di un’altra suora, il 14 agosto venne arrestata e portata nella prigione repubblicana di via Marqués del Riscal, famosa per le crudeltà che si facevano.
Fu interrogata più volte, madre Sagrario non rispondeva e scrisse solo su un foglio “Viva Cristo Re” l’espressione dei martiri di quell’epoca insanguinata. Durante la notte fu trasportata nella Padrera de San Isidro e nelle prime ore del mattino venne fucilata, era il 15 agosto del 1936, giorno dell’Assunzione di Maria, aveva 45 anni.
Non si sa cosa disse in quei momenti, comunque tanto attesi, ma vi sono due foto scattate dopo la sua morte, dove è visibile la serenità del viso, senza smorfie di dolore, con gli occhi aperti pieni di una santa rassegnazione.
La sua morte, considerata un martirio, fece avviare i processi per la sua beatificazione dall’arcivescovo di Madrid nel 1962, che si sono conclusi con la solenne proclamazione da parte di papa Giovanni Paolo II in Piazza S. Pietro a Roma il 10 maggio 1998.
Nell’arazzo per la cerimonia essa è raffigurata con la palma del martirio, vicino ai suoi piedi vi sono alcuni vasi e strumenti da farmacista, sul fondo il convento carmelitano e l’eremo di S. Isidro dove fu fucilata.
In lei i farmacisti di Spagna e del mondo hanno trovato una celeste patrona, che ha saputo stare con competenza e bontà nel laboratorio e nella farmacia, ma con dignità ed eroismo anche davanti alla morte.
La Chiesa la ricorda il 15 Agosto, mentre i Carmelitani Scalzi ne fanno memoria il 16 Agosto.
Autore: Antonio Borrelli
|