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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera U > Sant' Ugo di Lincoln Condividi su Facebook

Sant' Ugo di Lincoln Fanciullo martire

Festa: 27 luglio

Lincoln, Inghilterra, 1246 (?) - Lincoln, Inghilterra, fine luglio 1255

Fra le figure più controverse dell'agiografia medievale inglese si colloca Sant'Ugo di Lincoln, noto anche come il "piccolo Ugo", per distinguerlo dal celebre vescovo certosino omonimo. La sua vicenda ebbe origine nel 1255, quando il bambino scomparve improvvisamente e il suo corpo fu ritrovato alcune settimane dopo. Le autorità dell'epoca attribuirono il delitto alla comunità ebraica locale, dando origine a uno dei più noti casi medievali di presunto omicidio rituale. La morte del ragazzo suscitò un intenso culto popolare, alimentato dai racconti di miracoli presso la sua tomba e dalla costruzione di un santuario nella cattedrale di Lincoln. Gli studi storici contemporanei hanno però dimostrato che tali accuse erano prive di fondamento e riflettevano il clima di ostilità antiebraica del XIII secolo.

Etimologia: Ugo deriva dal germanico Hug, 'spirito', 'mente', 'intelligenza'.

Emblema: Fanciullo con palma del martirio; talvolta croce; rappresentazioni della cattedrale di Lincoln.


La vicenda del piccolo Ugo si colloca durante il regno di Enrico III d'Inghilterra (1216-1272), in un periodo caratterizzato da profonde tensioni religiose e sociali. Le comunità ebraiche inglesi, presenti nel regno fin dall'epoca normanna, vivevano sotto la protezione diretta del sovrano ma erano spesso oggetto di ostilità popolare, gravate da pesanti imposizioni fiscali e vittime di ricorrenti accuse infondate.
Nel corso del XII e XIII secolo si diffuse infatti in Europa la cosiddetta "calunnia del sangue", secondo la quale gli ebrei avrebbero rapito e ucciso bambini cristiani per rituali religiosi. Tale credenza, oggi unanimemente considerata priva di qualsiasi fondamento storico, influenzò profondamente l'immaginario collettivo medievale e favorì numerose persecuzioni.

La scomparsa del bambino
Le fonti contemporanee identificano Ugo come il figlio di una vedova di Lincoln chiamata Beatrice. Aveva probabilmente otto o nove anni.
Nell'estate del 1255 il bambino scomparve improvvisamente mentre giocava nei pressi della propria abitazione. Dopo alcune settimane di ricerche, il suo corpo fu rinvenuto in un pozzo appartenente alla casa di un ebreo della città, noto nelle cronache con il nome di Copin o Jopin.
Le circostanze della morte non poterono essere chiarite con certezza. Tuttavia, quasi immediatamente si diffuse la convinzione che il ragazzo fosse stato ucciso dagli ebrei nel corso di un presunto rito sacrilego.

L'inchiesta e il processo
Secondo il cronista benedettino Matteo Paris, uno dei principali narratori dell'episodio, Copin avrebbe confessato il delitto in cambio della promessa della vita, salvo poi essere ugualmente giustiziato.
Le cronache medievali raccontano inoltre che decine di ebrei provenienti da varie città inglesi sarebbero stati convocati a Lincoln per partecipare al presunto sacrificio del ragazzo, rievocando simbolicamente la Passione di Cristo.
Gli studi moderni hanno però dimostrato che tali racconti sono fortemente condizionati dal clima religioso dell'epoca e non trovano riscontro nelle prove storiche disponibili. Molti storici ritengono che la confessione di Copin sia stata estorta e che il processo sia stato influenzato da pregiudizi antiebraici.

L'intervento del re Enrico III
Il caso assunse rapidamente una dimensione nazionale.
Il re Enrico III ordinò personalmente l'arresto di numerosi ebrei. Diciotto di essi furono impiccati a Londra dopo essere stati riconosciuti colpevoli, mentre altri vennero incarcerati per mesi.
L'episodio rappresenta uno dei momenti più gravi della persecuzione degli ebrei nell'Inghilterra medievale e contribuì ad alimentare un clima di crescente ostilità che avrebbe portato, pochi decenni più tardi, all'espulsione generale degli ebrei dal regno nel 1290 sotto Edoardo I.

La nascita del culto
Il corpo del bambino fu traslato con grande solennità nella cattedrale di Lincoln.
Ben presto iniziarono ad affluire pellegrini provenienti da tutta l'Inghilterra. Numerose cronache riferiscono di guarigioni e miracoli attribuiti alla sua intercessione.
Il capitolo della cattedrale promosse il culto del giovane martire, che divenne rapidamente uno dei più celebri santi locali dell'Inghilterra medievale. La sua tomba costituì per secoli una delle principali mete di pellegrinaggio del regno.
Nonostante l'ampia venerazione popolare, non risulta una canonizzazione formale da parte della Santa Sede. Il culto rimase essenzialmente locale.

La diffusione della leggenda
La vicenda del piccolo Ugo conobbe una straordinaria fortuna letteraria.
Entrò nelle cronache monastiche, nelle raccolte agiografiche, nelle ballate popolari inglesi e perfino nella letteratura medievale. Geoffrey Chaucer lo cita nella conclusione del Racconto della Priora dei Canterbury Tales, segno di quanto il suo nome fosse ormai noto nella cultura inglese del XIV secolo.

La rilettura degli storici moderni
A partire dal XIX secolo numerosi studiosi hanno riesaminato criticamente tutta la documentazione conservata.
Le ricerche di Joseph Jacobs, seguite dagli studi successivi sulla presenza ebraica nell'Inghilterra medievale, hanno evidenziato come le accuse di omicidio rituale appartengano alla tradizione della calunnia del sangue e siano prive di fondamento storico.
Oggi gli storici distinguono nettamente il fatto storico - la morte del bambino e la nascita del suo culto - dalla narrazione agiografica medievale relativa al presunto martirio per mano degli ebrei.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il nostro martire, noto, per distinguerlo da un altro santo omonimo della stessa città, come il “piccolo Ugo di Lincoln”, era figlio di una povera donna, della quale c’è stato tramandato il nome di Beatrice, ed abitava a Lincoln, nella regione inglese del Lincolnshire. Nacque probabilmente nel 1246.
Il 31 luglio del 1255, il giovinetto, che aveva circa otto anni, scomparve in circostanze misteriose. Il suo corpo, ormai esangue, fu ritrovato il 29 agosto successivo, ricoperto di immondizie, in un anfratto o in un pozzo, di proprietà di un ebreo di nome Jopin.
Tanto bastò per incriminare dell’uccisione del piccolo Ugo gli ebrei della sua città. L’accusa era sempre quella che, nel corso del Medioevo e sino quasi ai nostri giorni, si ripeterà in continuazione: quella, vale a dire, di aver ucciso ritualmente fanciulli innocenti.
A Jopin, in primo luogo, si addebitava di aver attirato il piccolo Ugo nella sua abitazione. Insieme, quindi, ad altri correligionari lì convenuti per l’occasione, egli avrebbe torturato il bambino, flagellandolo e coronandolo di spine, ed, infine, lo avrebbe crocefisso in irrisione della morte di Cristo.
La storia, tramandateci da antiche cronache, continua a dire che la terra, con vari prodigi, si rifiutò di coprire il misfatto, accogliendo e nascondendo nelle sue viscere il corpo di Ugo. Per tale ragione, il cadaverino inerme del giovane fu abbandonato in un pozzo o in un anfratto, come già ricordato.
Qualche tempo dopo la scomparsa, i compagni di gioco del piccolo riferirono alla madre di aver visto Ugo seguire l’ebreo. Nell’andare alla casa di questi, ella scoprì il corpo del figlio.
Su Jopin pesava, quindi, la pesante accusa di aver commesso un omicidio rituale. Egli confessò questo crimine confidando nella promessa del giudice incaricato del caso, certo Giovanni di Lexington, che sarebbe stata risparmiata la vita a lui ed agli altri ebrei coinvolti qualora si fosse autoaccusato del misfatto, indicando nei suoi correligionari i complici.
Nella sua deposizione, Jopin aggiunse, inoltre, che era un’usanza ebraica quella di crocifiggere ragazzi cristiani una volta l’anno in odio a Cristo.
Il re Enrico III, però, passando per Lincoln circa cinque settimane dopo, agli inizi di ottobre, rifiutò di mantenere la promessa di Giovanni di Lexington.
Jopin fu, quindi, giustiziato e novantuno ebrei di Lincoln furono arrestati e tradotti a Londra. Diciotto di loro furono giustiziati. I superstiti, ritenuti colpevoli, dapprima condannati a morte, furono perdonati grazie ai buoni uffici dei francescani o, secondo taluno, grazie all’esborso di una gran somma di denaro.
I miracoli, che si disse essersi verificati sulla tomba del bam-bino per sua intercessione, fecero sì che il suo corpo fosse traslato dalla chiesa della parrocchia a cui Ugo apparteneva alla maestosa cattedrale gotica di Lincoln, dove fu lì sepolto con tutti gli onori e venerato come martire.
Il racconto del martirio del piccolo S. Ugo è stato oggetto, nel corso del Medioevo, di ballate poetiche. Se vi era una qualche base di verità storica nell’accusa contro gli ebrei della città di Lincoln e di Jopin in particolare non c’è dato poterlo accertare con sicurezza.
Quel che è indubitabile è che tali accuse (non provate), frutto di pregiudizi religiosi, assai spesso sono state strumentalmente utilizzate allo scopo di discriminare, nel corso dei secoli, gli apparte-nenti alla stirpe d’Israele e di estorcere ingenti somme di denaro alle loro comunità.


Autore:
Francesco Patruno

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Aggiunto/modificato il 2026-07-21

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