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Fermo, intorno al 1370 - Sacro Monte della Verna, Italia, 1481
Nacque probabilmente a Fermo intorno al 1370 ed entrò giovane tra i Frati Minori dell'Osservanza, attratto dalla fama del beato Paolo de' Trinci di Foligno, del quale divenne uno dei discepoli più stimati. Di bassa statura, era conosciuto dai confratelli come «frate Zaccheo». Dopo la morte del suo maestro, nel 1391, fu inviato all'eremo della Valle di Sasso presso Fabriano, dove strinse amicizia con il beato Francesco da Fabriano. Nel 1440 san Bernardino da Siena lo destinò al convento della Verna, nel quale trascorse gli ultimi quarant'anni di vita. Si distinse per umiltà, povertà, penitenza, intensa preghiera e particolare devozione all'Eucaristia. Durante la peste del 1480 offrì preghiere e sacrifici per il popolo. Morì alla Verna nel 1481, secondo la tradizione all'età di circa 110 anni.
Etimologia: Dal latino Laurentius, 'abitante di Laurento' o 'cinto di alloro'.
Emblema: Abito francescano, Rosario, Ostensorio, sgabello.
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Le notizie sulle prime fasi dell'esistenza del Beato Lorenzo sono scarne e prive di date precise. La tradizione e le cronache dell'Ordine lo vogliono nato a Fermo, nelle Marche, presumibilmente intorno al 1370. Della sua giovinezza e del contesto familiare non è rimasto quasi nulla, ma è certo che la sua vocazione maturò precocemente. Intorno ai vent'anni, Lorenzo venne profondamente colpito dalla fama di santità del Beato Paolo de' Trinci da Foligno, uno dei padri fondatori del movimento dell'Osservanza regolare all'interno dell'Ordine dei Frati Minori. Affascinato dal rigore e dal ritorno alla primitiva regola francescana promossi da Paolo, il giovane decise di abbandonare il mondo per entrare in convento, diventando rapidamente il discepolo prediletto del riformatore. Un tratto distintivo della sua persona, che lo accompagnò per tutta la vita, fu la statura fisica eccezionalmente minuta. I confratelli, con l'affetto e la spontaneità tipici della fraternità francescana, iniziarono a chiamarlo Frate Zaccheo, in riferimento al celebre pubblicano di Gerico che dovette arrampicarsi su un sicomoro per vedere Gesù. A causa della sua bassa statura, quando celebrava la Santa Messa, i frati erano soliti posizionare uno sgabello sotto i suoi piedi per permettergli di raggiungere l'altare, e persino i paramenti sacri dovevano essere confezionati su misura per adattarsi al suo corpo esile.
L'esperienza a Fabriano Il 17 settembre 1391, alla morte del Beato Paolo de' Trinci, la guida del neonato movimento dell'Osservanza passò al Beato Giovanni da Stroncone. Fu proprio quest'ultimo a decidere il trasferimento di Frate Lorenzo, destinandolo al Convento dell'Eremita della Valle di Sasso, situato nei pressi di Fabriano. In questo luogo aspro e solitario, Lorenzo trovò l'ambiente ideale per approfondire la sua vita ascetica. A Fabriano, Lorenzo strinse un profondo e fecondo legame di amicizia spirituale con il Beato Francesco Venimbeni da Fabriano. Sotto la guida e l'esempio di questo confratello, già noto per le sue virtù e per la sua dedizione ai poveri e agli ammalati, Frate Zaccheo crebbe rapidamente nei gradi della perfezione religiosa. L'emulazione virtuosa tra i due frati contribuì a consolidare nel convento marchigiano un clima di grande fervore, segnato dalla preghiera assidua e dalla pratica rigorosa della povertà.
Il lungo eremitaggio a La Verna La svolta decisiva nella biografia del Beato Lorenzo avvenne nel 1440. In quell'anno, San Bernardino da Siena, allora Vicario generale dei Frati Minori dell'Osservanza e grande protagonista della predicazione in Italia, dispose il trasferimento di Frate Lorenzo dal convento di San Bartolomeo a Burgliano al Sacro Monte della Verna. La Verna, il monte donato a San Francesco dal conte Orlando Catani e teatro del ricevimento delle stigmate, era il cuore pulsante della spiritualità francescana. Su quelle rocce impervie, Lorenzo rimase per ben quarant'anni, fino alla sua morte. In questo lungo periodo, le sue virtù si manifestarono in tutta la loro evidenza: un'umiltà radicale, una pazienza a prova di qualsiasi contrarietà e un'ardente carità verso il prossimo. Viveva nella più stretta povertà, indossando il medesimo saio logoro sia durante le rigide nevicate invernali che nella calura estiva, mangiando con estrema parsimonia e sottoponendosi a dure penitenze corporali. La sua giornata era scandita da una dedizione totale alla preghiera. Era solito alzarsi molto prima degli altri confratelli per recitare il Rosario alla Vergine Maria; quando i frati si radunavano nel coro per la salmodia dell'Ufficio delle Letture, Lorenzo aveva già concluso la recita di numerose decine della corona mariana. Nutiva inoltre una devozione particolarissima per il Santissimo Sacramento, davanti al quale trascorreva ore in silenziosa adorazione. Fedele imitatore del Poverello di Assisi, cercava i luoghi più nascosti e impervi del monte per isolarsi in preghiera, frequentando spesso gli stessi antri e le stesse grotte che erano stati privilegiati da San Francesco.
Gli ultimi anni, la peste e la morte L'ultimo atto della vita terrena del Beato Lorenzo si consumò in un'epoca di grande sofferenza per la penisola italiana. Nel 1480, una violenta epidemia di peste si abbatté su gran parte della regione, mietendo innumerevoli vittime senza alcun freno. Di fronte a tale flagello, il vecchio frate moltiplicò le sue preghiere, i suoi digiuni e i suoi sacrifici, offrendosi come vittima di espiazione e intercessione per la salvezza del popolo. La sua testimonianza di carità e la sua fama di santità colpirono profondamente un nobile e ricco signore locale, Angelo Bacci. Spinto dalla devozione verso il frate e dalla speranza di ottenere la protezione divina, il Bacci fece costruire a proprie spese una cappella e un oratorio dedicato a San Sebastiano martire, tradizionalmente invocato come protettore contro la peste. All'interno di questo nuovo oratorio, il Bacci fece predisporre le sepolture per i religiosi e vi fece traslare le ossa di molti santi frati che avevano onorato il convento. Il Beato Lorenzo si spense nel 1481, all'età eccezionale di centodieci anni. La cronaca francescana registra la sua morte con venerazione, indicando che fu il primo frate a essere sepolto nel nuovo Oratorio di San Sebastiano, un privilegio che ne sanciva definitivamente la statura spirituale agli occhi della comunità e dei benefattori.
Culto e memoria Il culto del Beato Lorenzo si sviluppò per tradizione secolare (ab immemorabili) all'interno dell'Ordine dei Frati Minori, specialmente tra le comunità dell'Osservanza. La sua memoria è stata tramandata attraverso le cronache interne, come gli Annales Minorum del Wadding e le storie locali relative al Sacro Monte della Verna e ai conventi marchigiani. La sua festa liturgica è fissata al 14 agosto, vigilia della Solennità dell'Assunzione di Maria, giorno non casuale per un frate che aveva fatto della recita del Rosario e della devozione mariana uno dei cardini della sua giornata. Le sue spoglie riposano ancora oggi nell'area del Sacro Monte della Verna, meta secolare di pellegrinaggi.
Autore: Enrico Quiri
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