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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beata Maria Elisabetta di San Teoctisto Pelissier Condividi su Facebook

Beata Maria Elisabetta di San Teoctisto Pelissier Vergine sacramentina, martire

Festa: 11 luglio

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Bollène, Francia, 15 aprile 1741 - Orange, Francia, 11 luglio 1794

Religiosa delle Sacramentine di Bollène, unì una profonda spiritualità eucaristica a un notevole talento artistico: fu musicista, poetessa e animatrice della vita comunitaria. Arrestata per aver rifiutato di sottomettere la Chiesa al potere rivoluzionario e di prestare i giuramenti imposti dal nuovo regime, condivise la sorte di molte altre religiose rinchiuse nelle carceri di Orange durante il periodo del Terrore. Sul patibolo trasformò l'ultimo momento della sua vita in un atto di fede, intonando un canto composto da lei stessa.

Etimologia: Elisabetta = dall'ebraico Elisheba, 'Dio è pienezza' o 'Dio ha giurato'

Martirologio Romano: A Orange in Francia, beate Rosalia Clotilde di Santa Pelagia Bès, Maria Elisabetta di San Teoctisto Pélissier, Maria Chiara di San Martino Blanc e Maria Margherita di Santa Sofia di Barbegie d’Albarède, vergini e martiri per Cristo durante la rivoluzione francese.



Maria Elisabetta Pélissier nacque a Bollène, in Provenza, il 15 aprile 1741. La città era sede di un monastero delle Sacramentine, congregazione fondata nel XVII secolo da padre Antoine Le Quieu e dedicata in modo particolare all'adorazione dell'Eucaristia.
Entrò in monastero intorno ai diciassette anni e professò i voti religiosi il 25 giugno 1759, assumendo il nome di suor Maria Elisabetta di San Teoctisto.

Una religiosa ricca di talenti
Le testimonianze la descrivono come una donna di intelligenza brillante e di grande sensibilità artistica.
Era particolarmente dotata per la musica, possedeva una voce molto apprezzata e coltivava la poesia. Compose numerosi versi destinati sia alle celebrazioni liturgiche sia ai piccoli avvenimenti della vita conventuale. Tra le opere ricordate dalle cronache vi fu un lungo componimento dedicato a san Benedetto Giuseppe Labre, pellegrino che durante i suoi viaggi aveva fatto visita al monastero di Bollène.
Queste qualità non rimasero fini a sé stesse, ma contribuirono a rendere più intensa la vita spirituale della comunità, nella quale le furono affidati incarichi di responsabilità.

La Rivoluzione francese
Con lo scoppio della Rivoluzione francese la situazione degli ordini religiosi cambiò radicalmente.
La Costituzione civile del clero, la soppressione delle comunità contemplative e i giuramenti richiesti ai religiosi provocarono una profonda frattura tra lo Stato rivoluzionario e la Chiesa cattolica. Le Sacramentine di Bollène rifiutarono di rinnegare la loro consacrazione e continuarono, per quanto possibile, la vita religiosa.
Nel periodo del Terrore il tribunale rivoluzionario di Orange si distinse per particolare durezza nei confronti di sacerdoti e religiosi fedeli alla Chiesa.

Arresto e prigionia
Il 22 aprile 1794 suor Teoctista fu arrestata insieme alle consorelle.
Il 2 maggio venne trasferita nella prigione detta "La Cure", a Orange, dove erano detenuti sacerdoti, religiose e numerosi laici accusati di ostilità alla Rivoluzione.
Le cronache riferiscono che le religiose ricrearono all'interno del carcere, per quanto possibile, il ritmo della loro vita monastica: preghiera comune, sostegno reciproco e fiducia nella Provvidenza.

Il martirio
Le esecuzioni iniziarono il 6 luglio 1794 e continuarono quasi quotidianamente.
L'11 luglio fu il turno di suor Maria Elisabetta di San Teoctisto insieme alle consorelle Rosalia Clotilde di Santa Pelagia Bès, Maria Chiara di San Martino Blanc e Maria Margherita di Santa Sofia di Barbegie d'Albarède.
Secondo le testimonianze, mentre saliva verso la ghigliottina cantò un inno composto da lei stessa, nel quale il supplizio veniva interpretato come il compimento dell'unione con Cristo crocifisso. Quel canto costituisce una delle testimonianze spirituali più suggestive lasciate dalle Martiri di Orange.
Fu decapitata l'11 luglio 1794. Aveva cinquantatré anni.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

La beata Teotista del Ss. Sacramento è una delle 32 religiose (di cui tredici Sacramentine, sedici Orsoline, una Benedettina e due Cistercensi), vittime della Rivoluzione Francese, che a partire dal 6 luglio 1794 e per tre settimane consecutive, salirono il patibolo della ghigliottina di Orange, insieme ad un nutrito numero di cittadini, per un totale di 332 persone di cui 36 preti.
Le trentadue suore furono beatificate da papa Pio XI il 10 maggio 1925, sotto il titolo di “XXXII Martiri di Orange” e la loro festa fissata al 9 luglio (vedere anche la scheda denominata “Beate Martiri di Orange”).
Maria Elisabetta Pélissier, nacque a Bollène (centro della Francia Meridionale, dipart. Vaucluse), il 15 aprile 1741; verso i 17 anni, entrò fra le suore Sacramentine di Bollène, Congregazione provenzale fondata nel sec. XVII dal sacerdote Antonio Lequieu, ed emise la sua professione il 25 giugno 1759.
Ben presto per le sue evidenti qualità e virtù, occupò nella Congregazione, importanti mansioni; era una musicista nata ed aveva una bellissima voce; componeva poemi letterari e celebrava anche in versi i grandi avvenimenti ed i piccoli fatti quotidiani, che si verificavano nel chiostro; fra l’altro compose una lunga poesia in onore di s. Benedetto Giuseppe Labre, il quale durante i suoi pellegrinaggi, aveva visitato anche il convento di Bollène.
Quando arrivò la tempesta della Rivoluzione Francese, la trovò salda nella fede; nel periodo del Terrore, che durò dall’autunno del 1793 all’estate del 1794, in tutta la Francia funzionarono alcuni tribunali straordinari, fra i quali uno dei più crudeli fu quello di Orange, città della Francia sud-orientale (l’antica colonia romana Arausio).
Il 22 aprile 1794 suor Teotista fu arrestata con le sue compagne di Bollène e trasferita ad Orange il 2 maggio, dove confluirono pure altre suore, sacerdoti e cittadini, rastrellati nel circondario.
Rinchiuse nella prigione detta “La Cure”, continuarono di comune accordo le pratiche della vita in convento; per 15 giorni nessuna fu chiamata; ma il 18 messidoro (6 luglio 1794) cominciarono le esecuzioni, proseguite a gruppetti anche nei giorni successivi.
Suor Teotista del Ss. Sacramento con altre tre compagne, salì il patibolo l’11 luglio 1794, cantando una lode da lei stessa composta:
“Quale augusto albero / piantato per il mio supplizio!
L’amore è il martello
che batte senza pietà.
Nessuno dividerà con me
quest’unico mio sacrificio.
I colpi del mio vincitore
mi annientano fino alla morte.
Ormai sono all’agonia.
Morte felice che si compie sulla croce,
là dove ritrovo la vita”.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-07-11

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