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1040 circa - Odense, Danimarca, 10 luglio 1086
Sovrano energico e riformatore, cercò di consolidare l’organizzazione ecclesiastica del suo regno e di rafforzare i legami della Chiesa danese con Roma. La sua politica, tuttavia, incontrò forti opposizioni da parte della nobiltà e della popolazione, soprattutto per le richieste fiscali e per il tentativo di limitare alcuni privilegi tradizionali dei potenti locali. Ucciso durante una rivolta nella chiesa di Sant’Albano a Odense nel 1086, Canuto fu presto venerato come martire. La sua memoria si diffuse in Scandinavia e nel resto dell’Europa cristiana, fino alla canonizzazione avvenuta all’inizio del XII secolo. La sua figura unisce così dimensione politica e religiosa: fu un re medievale che interpretò il potere come servizio alla fede, ma anche un sovrano concreto, inserito nelle complesse tensioni sociali del suo tempo.
Patronato: Danimarca
Emblema: Corona, Scettro, Palma
Martirologio Romano: A Odense in Danimarca, san Canuto, martire, che, re ardente di zelo, incrementò nel suo regno il culto divino, sovvenne alle condizioni del clero e, dopo aver fondato le Chiese di Lund e di Odense, fu infine ucciso da alcuni rivoltosi.
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Canuto (Knud IV, Cnut IV, Canuto il Santo, Canuto il Re) nacque intorno al 1040, figlio del re Sweyn II Estridsen e di una donna appartenente alla nobiltà danese, il cui nome non è attestato con certezza. Apparteneva alla dinastia degli Estridsen, una famiglia che avrebbe dominato la Danimarca per diversi secoli. Ebbe numerosi fratelli e fratellastri, molti dei quali furono coinvolti nelle lotte per la successione al trono. Fin dalla giovinezza ricevette una formazione militare e cristiana. Le fonti medievali lo descrivono come un uomo di grande disciplina religiosa, ma tali testimonianze sono influenzate dalla successiva venerazione del sovrano e devono essere valutate con prudenza.
Ascesa al trono Dopo la morte del fratello Harald III nel 1080, Canuto divenne re di Danimarca. Il suo regno fu caratterizzato dal tentativo di rafforzare l’autorità reale e di trasformare la monarchia danese secondo modelli cristiani già presenti nell’Europa continentale. Favorì la fondazione e il sostegno di istituzioni ecclesiastiche, promosse una maggiore disciplina del clero e cercò di aumentare il prestigio della Chiesa nel paese. Secondo le fonti agiografiche, desiderava fare della Danimarca un regno pienamente integrato nella cristianità europea.
Riforme religiose e politica ecclesiastica Uno degli aspetti più importanti del governo di Canuto fu il rapporto con la Chiesa. Il sovrano sostenne il pagamento regolare delle decime ecclesiastiche, una pratica allora non ancora pienamente accettata nelle regioni nordiche. Questa scelta provocò malcontento tra molti contadini e nobili, abituati a una diversa organizzazione dei rapporti economici e sociali. Canuto favorì inoltre la costruzione di chiese e sostenne il clero locale. Cercò anche di rafforzare i rapporti con il papato e con i centri religiosi dell’Europa occidentale. Questa politica contribuì alla crescita della Chiesa danese, ma aumentò le tensioni interne al regno.
La rivolta e il martirio Nel 1085 Canuto preparò una spedizione contro l’Inghilterra, allora governata da Guglielmo il Conquistatore, rivendicando diritti legati alla tradizione dinastica danese. La spedizione però fallì perché molti nobili e guerrieri non si presentarono all’appello militare. Il malcontento aumentò e sfociò in una rivolta. Nel 1086 Canuto fu costretto a fuggire verso Jutland e poi a rifugiarsi nella chiesa di Sant’Albano a Odense, insieme al fratello Benedetto e ad alcuni fedeli. Il 10 luglio 1086 i ribelli irruppero nella chiesa e il re venne ucciso davanti all’altare. Le fonti agiografiche raccontano che Canuto affrontò la morte pregando e ricevendo il colpo fatale mentre era inginocchiato. Secondo la tradizione, il suo martirio fu interpretato come testimonianza della fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Gli storici moderni riconoscono il fatto dell’uccisione, mentre la lettura strettamente religiosa degli eventi appartiene alla successiva elaborazione del culto.
Culto e canonizzazione Dopo la morte, la memoria di Canuto si diffuse rapidamente. La sua tomba divenne meta di pellegrinaggi e furono attribuiti numerosi miracoli alla sua intercessione. Il vescovo di Odense avviò il riconoscimento del culto e la venerazione del sovrano martire venne accolta dalla Chiesa universale intorno al 1101, durante il pontificato di papa Pasquale II. Canuto fu il primo santo danese ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa latina e divenne un simbolo dell’identità cristiana della Danimarca medievale.
Le reliquie e la cattedrale di Odense Il corpo del santo fu deposto inizialmente nella chiesa di Sant’Albano. Successivamente le reliquie furono trasferite nella cattedrale di Odense, dedicata proprio a San Canuto. Le ossa del santo sono tuttora conservate nella cattedrale, anche se la loro storia fu segnata dagli eventi della Riforma protestante del XVI secolo, che ridusse fortemente il culto dei santi in Danimarca. La venerazione di Canuto rimase comunque viva come elemento storico e culturale della tradizione danese. Autore: Giampietro Cattini
Knud nacque all’incirca nel 1040, figlio illegittimo di Sven Estridsen, nipote del re inglese Canuto (1016-1035). Ricevette la corona danese nel 1080 e si dimostrò immediatamente favorevole all’approvazione di nuove leggi in sostegno della neonata Chiesa del suo paese. Istituì una sorta di sostentamento del clero, trasferì gran parte del potere dai conti ai vescovi che vennero così investiti anche di cariche temporali. Il re Canuto IV si fece inoltre promotore dell’edificazione di numerose chiese ed effettuò cospicue donazioni in favore dei nuovi monasteri fondati dai missionari inglesi.
Ritenne sempre illegittima l’occupazione dell’Inghilterra compiuta dai normanni e perciò tentò ripetutamente di sconfiggere Guglielmo il Conquistatore, in nome di una ritrovata unità fra Danimarca ed Inghilterra. Tra il 1069 ed il 1070 si recò con la flotta vichinga in aiuto dei ribelli inglesi e cinque anni dopo collaborò ad n’incursione su York, anche se poi dovette tornare sui suoi passi appena falli la rivolta inglese.
Nel 1085 Canuto avrebbe voluto intraprendere nuovamente una spedizione, ma trovò la netta opposizione del suo popolo, guidato dai conti che egli aveva spodestato, stremato dalle pesanti tasse che egli aveva imposto. Strinto d’assedio presso Odense, al re Canuto non restò che rifugiarsi nella chiesa di Sant’Albano. Qui il 10 luglio 1086, dopo aver ricevuto la comunione, fu ucciso con otto suoi seguaci mentre era inginocchiato ai piedi dell’altare. Lo storico moderno Barlow sostenette che in tal modo l’anarchia imperante in Scandinavia salvò per l’ennesima volta l’Inghilterra ed “il calendario nordico si arricchì di un altro santo incerto”, facendo evidentemente riferimento ai santi sovrani martiri Olav II di Norvegia ed Erik IX di Svezia.
Ma siccome le circostanze della sua morte ci mostrano come i ribelli si stessero indirettamente opponendo alle sue politiche filo-ecclesiastiche, la Chiesa non esitò a considerare sin da subito vero martirio quello a cui fu sottoposto il re Canuto IV di Danimarca. Verificatosi parecchi miracoli sulla sua tomba, il suo culto fu approvato già nel 1101 dal papa Pasquale II ed ancora oggi lo si è voluto ricordare così nel nuovo Martyrologium Romanum nell’anniversario della morte: “A Odense, in Danimarca, ricordo di S. Canuto (Knut), martire, che, re infiammato di passione, durante il suo regno difese e diffuse il culto divino, contribuì al sostentamento del clero, finché, fondate le Chiese di Lund e di Odense, venne ucciso per la sua politica favorevole alla Chiesa da alcuni sudditi ribelli”. E’ talvolta possibile trovarlo in alcuni calendari al 19 gennaio, data in cui era tradizionalmente ricordato il santo re danese presso Odense.
Autore: Fabio Arduino
Nato in Danimarca intorno al 1040, Canuto (Knude in danese, significa “legame, nodo”) è un re saggio, dal cuore buono. Guida il suo popolo ispirandosi ai valori cristiani e partecipa alle crociate contro popoli non ancora evangelizzati. Già da ragazzino rivela interesse per la religione, prega e spesso fa penitenza mangiando pochissimo. Si sposa con Adele, contessa di Fiandra, e diventa padre di tre bambini, tra i quali Carlo il Buono. Combatte, senza successo, al fianco dei Vichinghi contro i Normanni comandati da Guglielmo il Conquistatore che invadono l’Inghilterra, sua alleata. Altre battaglie compiute, invece, nell’Europa dell’Est (Prussia ed Estonia) per diffondere il Cristianesimo lo vedono vincitore.
Morti il padre e il fratello, Canuto, una volta diventato re, nel 1080, promulga leggi seguendo i principi della sua fede: protegge gli orfani, le vedove e i poveri. Fonda chiese e monasteri in tutto il Paese. Soprattutto cerca, in ogni modo, di ridare la libertà agli schiavi, donando ad ognuno un pezzo di terra da coltivare. Nel 1086 viene ucciso a Odense sull’isola di Fionia (Danimarca), nella Chiesa di Sant’Albano, da alcuni sudditi ribelli, contrari alla sua decisione di voler introdurre una tassa per finanziare le opere di assistenza della Chiesa (la decima). I contestatori sono sobillati e guidati da Olaf, fratello del re Canuto, bramoso di prendere il potere. Canuto, invece di difendersi, preferisce soccombere piuttosto che macchiarsi dell’omicidio del fratello. Dopo l’incoronazione di Olaf, la Danimarca conosce un periodo di terribile carestia che il popolo interpreta come una punizione divina per l’assassinio di re Canuto.
Tanti miracoli avvengono dopo la morte del re dal buon cuore, che viene proclamato patrono della Danimarca. Attualmente le sue spoglie sono custodite nella Cattedrale di Odense che porta il suo nome. Una cattedrale a lui dedicata sorge anche a Lund, in Svezia, fino al 1658 territorio del regno di Danimarca. Anche nel centro storico di Roma è visitabile una cappella intitolata a San Canuto, nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina.
Autore: Mariella Lentini
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