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Santi Martiri Brancoveni Martiri

Festa: 16 agosto (Chiese Orientali)

† Costantinopoli, oggi Istanbul (Turchia), 15 agosto 1714

Il gruppo è formato dal principe di Valacchia Costantino Brancoveanu, dai suoi quattro figli - Costantino, Stefano, Radu e Matteo - e dal fedele consigliere Ianache Văcărescu. Dopo un lungo governo caratterizzato da un intenso sviluppo culturale, artistico e religioso, il voivoda fu deposto dal sultano ottomano Ahmed III con l'accusa di tradimento e condotto prigioniero a Costantinopoli insieme alla famiglia. Dopo mesi di prigionia e torture, il 15 agosto 1714 gli fu offerta la possibilità di salvarsi rinnegando la fede cristiana e abbracciando l'islam. Secondo le testimonianze coeve, Costantino esortò i figli a rimanere saldi nella fede anche a costo della vita. Tutti affrontarono la decapitazione, divenendo un simbolo della testimonianza cristiana e dell'identità religiosa del popolo romeno.

Emblema: Il voivoda con corona principesca, i quattro figli, il consigliere Ianache, la palma del martirio, la croce, la spada del carnefice.


Costantino Brancoveanu nacque nel 1654 in una delle più illustri famiglie della nobiltà valacca, imparentata con le dinastie dei Basarab e dei Cantacuzino. Ricevette una raffinata educazione umanistica e amministrativa che gli consentì di assumere, ancora giovane, importanti incarichi politici.
Nel 1688 salì al trono della Valacchia, governando per circa ventisei anni, uno dei regni più lunghi dell'epoca.

Un sovrano tra Oriente e Occidente
Il suo principato coincise con un periodo estremamente delicato. La Valacchia era formalmente soggetta all'Impero Ottomano ma cercava di mantenere un difficile equilibrio diplomatico tra Istanbul, Vienna, Mosca e la Confederazione Polacco-Lituana.
Brancoveanu dimostrò notevoli capacità politiche, cercando di preservare l'autonomia del proprio principato evitando conflitti diretti con le grandi potenze.
Parallelamente promosse una straordinaria stagione culturale.
Favorì la stampa di libri liturgici, sostenne monasteri, incoraggiò scuole e opere di beneficenza e fu uno dei principali mecenati dell'arte romena.
Da questo periodo nacque il celebre stile architettonico "brancoveno", sintesi originale di elementi bizantini, rinascimentali e barocchi.

L'arresto
Nel 1714 il sultano Ahmed III ordinò il suo arresto.
Le accuse erano principalmente politiche: sospetti di trattative con gli Asburgo e con la Russia, gestione autonoma delle finanze e timore che il principe potesse sottrarsi al controllo ottomano.
Costantino fu deposto, privato dei beni e deportato a Costantinopoli insieme alla moglie, ai quattro figli e al consigliere Ianache Văcărescu. Durante la prigionia subirono interrogatori, umiliazioni e torture finalizzate a ottenere la consegna delle ricchezze e una pubblica abiura della fede.

Il martirio
Il 15 agosto 1714, giorno del sessantesimo compleanno del voivoda, il gruppo fu condotto davanti al sultano.
Le cronache riferiscono che fu promessa loro la salvezza qualora si fossero convertiti all'islam.
Secondo una tradizione storicamente ben attestata, Costantino incoraggiò i figli con parole rimaste celebri nella memoria romena, invitandoli a non perdere la fede per salvare soltanto la vita terrena.
Uno dopo l'altro furono decapitati i figli Costantino, Stefano, Radu e Matteo, quindi il consigliere Ianache e infine lo stesso voivoda.
Pur essendo evidente il contesto politico dell'esecuzione, la costante tradizione cristiana interpreta il loro rifiuto dell'abiura come il motivo che conferì al supplizio il carattere autentico del martirio. Gli studiosi concordano nel distinguere le cause politiche dell'arresto dalla dimensione religiosa assunta dall'esecuzione finale.

Il culto
La fama di santità dei Brancoveni si diffuse rapidamente tra il popolo romeno.
Nel 1914 venne identificata con buona probabilità la tomba di Costantino Brancoveanu nella chiesa di San Giorgio Nuovo di Bucarest.
Il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Romena li canonizzò nel 1992, fissandone la memoria liturgica al 16 agosto.
Nel 2014, in occasione del tricentenario del martirio, numerose iniziative religiose, culturali e accademiche hanno ricordato il loro sacrificio e il loro contributo alla storia della Romania.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-06

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