Roma (?) - Rochester, Kent, Inghilterra, 10 ottobre 644
Fu uno dei principali missionari della seconda fase dell'evangelizzazione romana dell'Inghilterra anglosassone e svolse un ruolo decisivo nella conversione del re Edwin di Northumbria e nell'organizzazione della Chiesa nel regno settentrionale. Inviato da papa Gregorio I nel 601 insieme ad altri missionari, rimase per molti anni nel Kent prima di essere consacrato vescovo da Giusto di Canterbury il 21 luglio 625 e di accompagnare Æthelburh, principessa cristiana del Kent, alla corte del re Edwin. La conversione del sovrano, celebrata a York nella Pasqua del 627, consentì a Paolino di avviare un'intensa attività missionaria in Northumbria e nelle regioni vicine. La sua esperienza settentrionale si concluse bruscamente dopo la morte di Edwin nel 633, quando rientrò nel Kent e assunse la sede di Rochester. Morì il 10 ottobre 644. La sua memoria fu inserita nei calendari anglosassoni e il suo culto si sviluppò soprattutto a Rochester, mentre la tradizione ecclesiastica lo considera santo e il Martyrologium Romanum ne celebra la memoria il 10 ottobre.
Etimologia: Dal latino Paulinus, derivato da Paulus, con il significato originario di 'piccolo' e, nell'uso onomastico romano, 'relativo a Paolo'.
Martirologio Romano: A Rochester in Inghilterra, transito di san Paolino, vescovo di York, che, monaco e discepolo del papa san Gregorio Magno, fu da lui mandato insieme ad altri a predicare il Vangelo agli Angli, dopo aver convertito alla fede di Cristo Eduino re di Northumbria, lavò nel fiume il suo popolo con il lavacro della rigenerazione.
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Le notizie sui primi anni di Paolino sono molto scarse. Beda, la principale fonte narrativa per la sua vita, lo presenta come uno dei ministri inviati da papa Gregorio I in Inghilterra nel 601 per sostenere la missione iniziata da Agostino di Canterbury. La sua origine romana è attestata dalla tradizione biografica e dalle fonti medievali, mentre non sono conosciuti con certezza né l'anno né il luogo della sua nascita. L'appartenenza al monastero romano di Sant'Andrea è attestata dalla tradizione successiva, ma non viene descritta da Beda nel racconto della missione del 601. Paolino rimase per diversi anni nell'ambiente della missione del Kent. Una possibile attività nell'Anglia orientale prima del 616 è stata ricavata dal racconto di Beda relativo a un misterioso personaggio apparso a Edwin durante la sua permanenza presso la corte di re Rædwald. L'identificazione di quel personaggio con Paolino è tuttavia un'interpretazione discussa e non può essere considerata un dato biografico certo.
La missione in Northumbria Nel 625 il re Edwin di Northumbria decise di sposare Æthelburh, figlia del re del Kent. Poiché la principessa era cristiana e Edwin era ancora pagano, furono stabilite condizioni che garantissero alla futura regina la libertà di praticare la propria religione. Paolino accompagnò Æthelburh nel viaggio verso la Northumbria. Prima della partenza fu consacrato vescovo da Giusto, arcivescovo di Canterbury, il 21 luglio 625. Beda collega esplicitamente la consacrazione alla missione presso i Northumbri, affidandogli l'incarico di sostenere nella fede la regina e il suo seguito e di predicare agli abitanti del regno. La conversione di Edwin maturò nell'arco di alcuni anni. Nel 627 il sovrano accettò il cristianesimo dopo avere consultato i suoi principali consiglieri. Beda riferisce che la cerimonia ebbe luogo a York nella Pasqua del 627, il 12 aprile, nella chiesa lignea dedicata a san Pietro fatta costruire dallo stesso Edwin. Paolino amministrò il battesimo al re e a numerosi membri dell'aristocrazia. Successivamente Edwin ordinò la costruzione di una più grande chiesa in pietra attorno al primo edificio e stabilì a York la sede episcopale di Paolino. La missione non rimase circoscritta a York. Paolino predicò nella provincia di Lindsey e Beda riferisce la conversione di Blecca, governatore di Lincoln, insieme alla sua famiglia. Il vescovo svolse inoltre attività lungo il fiume Trent. Una testimonianza raccolta da Beda da un anziano, a sua volta informato da un uomo che aveva ricevuto il battesimo da Paolino, colloca una di queste celebrazioni presso Tiovulfingacestir. Beda conserva anche una descrizione fisica del missionario: alto, leggermente curvo, con capelli neri, volto magro e naso aquilino. La tradizione medievale attribuì a Paolino un'attività missionaria ancora più ampia in diverse località dell'Inghilterra settentrionale. Alcune di queste attribuzioni sono plausibili nel quadro della missione northumbriana, ma non tutte possiedono lo stesso grado di documentazione delle attività ricordate direttamente da Beda.
La crisi del 633 e il ritorno nel Kent La situazione mutò radicalmente nel 633. Edwin fu sconfitto e ucciso in battaglia. Il regno si disgregò e la nuova situazione politica rese impossibile la prosecuzione della missione di Paolino nelle condizioni precedenti. Paolino rientrò nel Kent insieme ad Æthelburh e alla sua famiglia. Beda riferisce che fu quindi scelto come vescovo di Rochester, sede rimasta vacante dopo la morte del precedente titolare. Il suo ritiro dalla Northumbria non rappresentò la conclusione della sua attività ecclesiastica, ma il passaggio a una nuova sede nella quale rimase fino alla morte.
Il pallio e la questione del titolo di arcivescovo Una questione storica riguarda il pallio inviato da papa Onorio I a Paolino. La lettera pontificia e la cronologia della vicenda mostrano che il riconoscimento romano giunse quando Paolino aveva già lasciato la Northumbria. Le fonti indicano generalmente il 634 per l'arrivo del pallio. Da questo episodio deriva anche la successiva attribuzione a Paolino del titolo di arcivescovo di York. La questione non è tuttavia semplice. York era destinata, nel progetto missionario gregoriano, a diventare sede metropolitana, ma l'effettiva organizzazione della provincia ecclesiastica settentrionale si sviluppò soltanto molto più tardi. Paolino fu certamente vescovo dei Northumbri e ricevette il pallio, ma il suo effettivo esercizio di una giurisdizione metropolitana rimase limitato e non ebbe continuità. La sede di York acquisì stabilmente il carattere metropolitano soltanto nel secolo VIII. Per questa ragione la denominazione tradizionale di 'arcivescovo di York' va distinta dalla situazione istituzionale effettivamente documentata durante la sua vita.
Morte Paolino morì a Rochester il 10 ottobre 644, mentre era ancora vescovo di quella sede. Beda registra la sua morte nella propria cronologia e precisa che colui che era stato primo vescovo dei Northumbri era allora vescovo di Rochester. Fu sepolto nella chiesa di Rochester, nel secretarium, cioè nell'ambiente annesso alla chiesa destinato a funzioni liturgiche e funerarie.
Il ruolo di Paolino nella conversione della Northumbria Il ruolo di Paolino nella conversione della Northumbria è attestato soprattutto attraverso la Historia Ecclesiastica gentis Anglorum di Beda, composta circa un secolo dopo gli eventi. Beda disponeva tuttavia di tradizioni locali e di testimonianze ancora viventi al suo tempo, tra cui quella di Giacomo il Diacono, membro della comunità di Paolino rimasto in Northumbria dopo il suo ritorno nel Kent. L'importanza di Paolino è quindi storicamente certa come parte della missione romana e della conversione della corte di Edwin, mentre la portata complessiva e la durata dei risultati ottenuti durante la sua permanenza in Northumbria devono essere considerate alla luce della rapida crisi politica seguita alla morte del re. La successiva cristianizzazione stabile del regno fu infatti il risultato di ulteriori iniziative missionarie.
Culto e reliquie Il culto di Paolino si sviluppò particolarmente a Rochester. La sua memoria compare nei calendari anglosassoni almeno dalla fine dell'VIII secolo e la festa fu fissata al 10 ottobre, giorno della sua morte. Il Martyrologium Romanum lo commemora come vescovo di York il 10 ottobre. Quando la cattedrale di Rochester fu ricostruita in epoca normanna, le reliquie di Paolino furono trasferite in un nuovo santuario. Una tradizione documentata negli studi sul santuario riferisce che l'arcivescovo Lanfranco collocò i resti in una cassa o urna d'argento. Altre testimonianze medievali attestano la presenza di alcune sue ossa e denti tra le reliquie conservate a York. La dispersione delle reliquie dopo la Riforma rende complessa una ricostruzione completa della loro storia successiva.
Curiosità - Il nome Paulinus è un cognome o nome personale latino derivato da Paulus. L'uso del diminutivo è attestato nella tarda antichità e nell'ambiente cristiano. - Beda riferisce che Paolino era particolarmente alto e aveva un aspetto austero; la descrizione deriva da una testimonianza di Deda, abate e sacerdote che aveva raccolto il ricordo di un uomo vissuto all'epoca della missione northumbriana. - Secondo Beda, nella chiesa di Lincoln costruita durante la missione di Paolino si verificavano ancora ai suoi tempi guarigioni attribuite al luogo. Il racconto appartiene alla testimonianza agiografica trasmessa da Beda e non costituisce una verifica indipendente dell'origine soprannaturale delle guarigioni. - Il pallio ricevuto da Paolino arrivò dopo il suo abbandono della Northumbria, circostanza che contribuì alla successiva discussione sul suo effettivo titolo di arcivescovo di York.
Cronologia - 601 - Paolino viene inviato da papa Gregorio I in Inghilterra insieme ad altri missionari della missione romana. - 625 - Paolino viene consacrato vescovo da Giusto di Canterbury il 21 luglio e accompagna Æthelburh alla corte di Edwin di Northumbria. - 627 - Edwin riceve il battesimo a York nella Pasqua del 12 aprile; Paolino diviene titolare della sede episcopale di York. - 627-633 - Paolino svolge attività missionaria in Northumbria e in altre regioni dell'Inghilterra settentrionale. - 633 - Dopo la morte di Edwin, Paolino rientra nel Kent e assume la sede episcopale di Rochester. - 634 - Il pallio inviato da papa Onorio I raggiunge Paolino, quando egli non esercita più il ministero a York. - 10 ottobre 644 - Paolino muore a Rochester e viene sepolto nella chiesa della città.
Valutazione storico-critica - La principale fonte narrativa è la Historia Ecclesiastica gentis Anglorum di Beda, che costituisce la base più importante per la ricostruzione della vita di Paolino. La distanza temporale dagli eventi impone tuttavia di distinguere le testimonianze direttamente raccolte da Beda dalle tradizioni da lui trasmesse. - L'invio di Paolino nella missione romana del 601, la sua consacrazione episcopale nel 625, la missione presso Edwin, il battesimo del re nel 627, il ritorno nel Kent nel 633 e la morte a Rochester nel 644 sono elementi solidamente attestati dalla tradizione storiografica derivata da Beda e dalle fonti cronologiche antiche. - La nascita di Paolino non è databile con precisione. L'origine romana è tradizionalmente attestata, mentre l'identificazione precisa del luogo di nascita e l'appartenenza al monastero di Sant'Andrea derivano da tradizioni biografiche posteriori e non dalla narrazione contemporanea agli eventi. - L'episodio della possibile missione di Paolino nell'Anglia orientale prima del 625 è discusso. L'identificazione del personaggio apparso a Edwin con Paolino non è sufficientemente sicura per essere assunta come fatto biografico. - Il titolo di 'arcivescovo di York' riflette una tradizione ecclesiastica consolidata, ma la situazione istituzionale del tempo è più complessa. Paolino fu certamente vescovo dei Northumbri e ricevette il pallio, ma non esercitò una stabile giurisdizione metropolitana e lasciò York prima dell'arrivo del pallio. La struttura metropolitana di York si consolidò soltanto nel secolo VIII. - Le notizie sulle numerose località evangelizzate da Paolino derivano in parte da tradizioni successive. Sono meglio documentate l'attività a York, Lincolnshire e lungo il Trent rispetto alle attribuzioni locali conservate dalla tradizione medievale. - La conversione di Edwin e della sua corte costituisce un evento centrale nella storia della missione romana, ma la successiva crisi del 633 mostra la fragilità dei risultati ottenuti. La cristianizzazione stabile della Northumbria appartiene a una fase successiva e non può essere attribuita esclusivamente all'opera di Paolino. - Il culto di Paolino è antico ed è attestato nei calendari anglosassoni dalla fine dell'VIII secolo; il Martyrologium Romanum ne conserva la memoria il 10 ottobre. Non è documentata una canonizzazione formale secondo le procedure moderne, posteriori di molti secoli al suo culto. - La venerazione delle reliquie a Rochester è storicamente attestata, mentre la sorte completa dei resti dopo la Riforma non è ricostruibile con certezza. Alcune reliquie furono inoltre attribuite alla cattedrale di York.
Fonti e bibliografia essenziale - Beda il Venerabile, Historia Ecclesiastica gentis Anglorum, II, 9-20; III, 14. È la fonte narrativa fondamentale per la missione di Paolino, la conversione di Edwin, l'attività a York e Lincoln, il ritorno nel Kent e la morte a Rochester. - Anglo-Saxon Chronicle, annate 601, 625, 633 e 644, per la cronologia essenziale della missione e della morte di Paolino. - Dictionary of National Biography, voce 'Paulinus (d.644)', per la tradizione biografica, la questione del pallio, il titolo di arcivescovo e la storia medievale delle reliquie. - David W. Rollason, D. Gore, G. Fellows-Jensen, Sources for York History to AD 1100, per la cronologia della sede di York e la questione dello status episcopale e metropolitano di Paolino. - H. M. R. E. Mayr-Harting, 'Paulinus of York', Studies in Church History, Cambridge University Press, 2016, per l'interpretazione storico-critica della missione di Paolino e della conversione di Edwin. - Anneliese Arnold, 'The shrine of Saint Paulinus, 11th-14th century', Friends of Rochester Cathedral Annual Report, 1988, per la storia del santuario e della venerazione delle reliquie a Rochester. - Edwin Burton, 'St. Paulinus, Archbishop of York', The Catholic Encyclopedia, vol. XI, 1911, per la tradizione ecclesiastica e la storia del culto e delle reliquie.
Autore: Giampietro Cattini
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Aggiunto/modificato il 2026-09-22