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Beato Giuseppe Toniolo Sociologo

Festa: 4 settembre

Treviso, 7 marzo 1845 - Pisa, 7 ottobre 1918

Nacque a Treviso il 7 marzo 1845 e divenne uno dei principali studiosi italiani di economia e sociologia di ispirazione cristiana tra XIX e XX secolo. Laureato in giurisprudenza all'Università di Padova nel 1867, intraprese la carriera accademica, insegnando economia politica a Venezia, Modena e soprattutto Pisa, dove rimase per quasi quarant'anni. Nel 1878 sposò Maria Schiratti, dalla quale ebbe sette figli, tre dei quali morirono in tenera età. La famiglia, la professione universitaria e l'impegno ecclesiale costituirono per lui un'unica vocazione vissuta alla luce della fede. Toniolo si impegnò nel movimento cattolico italiano quando la questione sociale era dominata dal confronto tra liberalismo economico, socialismo e nascente organizzazione operaia. Fondò nel 1889 l'Unione cattolica per gli studi sociali e nel 1893 la Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie. Elaborò una concezione dell'economia fondata sulla centralità della persona, sull'etica e sulla solidarietà, opponendosi tanto all'individualismo liberale quanto al collettivismo socialista. Fu tra i protagonisti della nascita delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, la prima delle quali si tenne a Pistoia nel 1907. Padre di famiglia, docente, scienziato sociale e animatore del laicato cattolico, visse il proprio impegno pubblico come espressione della fede. Morì a Pisa il 7 ottobre 1918. Dichiarato venerabile nel 1971, fu beatificato nel 2012 dopo il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.

Etimologia: Dall'ebraico Yosef e significa Dio aggiunga, Dio accresca.

Emblema: Laico in abito civile, spesso rappresentato con libri o documenti.


Giuseppe Toniolo nacque a Treviso il 7 marzo 1845 in una famiglia di buona condizione sociale. Il padre Antonio era ingegnere e, per motivi professionali, la famiglia si trasferì in diverse località del Veneto. Durante gli anni della formazione frequentò il Convitto Marco Foscarini di Venezia, dove ebbe tra le sue figure di riferimento spirituale monsignor Luigi Dalla Vecchia. Successivamente si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova, dove ebbe come maestri Fedele Lampertico e Angelo Messedaglia. Si laureò nel 1867.
Già negli anni universitari mostrò un interesse particolare per i problemi economici e sociali. Nel 1868 fu nominato assistente alla cattedra giuridico-politica dell'Università di Padova e nel 1873 conseguì la libera docenza in economia politica. La sua prima lezione, dedicata all'elemento etico quale fattore intrinseco delle leggi economiche, anticipava una delle idee fondamentali della sua futura riflessione: l'attività economica non può essere separata dalla dimensione morale della persona e della società.

La carriera universitaria
Dal 1874 al 1876 Toniolo insegnò economia politica all'Istituto tecnico di Venezia. Nel 1878 ottenne per concorso la cattedra di economia politica all'Università di Modena e nel 1879 si trasferì all'Università di Pisa. Qui divenne professore ordinario nel 1882 e rimase legato all'ateneo per gran parte della sua vita, formando generazioni di studenti.
La sua attività scientifica si sviluppò in un periodo nel quale le scienze sociali erano fortemente influenzate dal positivismo e dalle concezioni utilitaristiche dell'economia. Toniolo contestò l'idea che i fenomeni economici potessero essere spiegati esclusivamente attraverso interessi individuali e meccanismi materiali. A suo giudizio, la vita economica era inserita in una realtà sociale più ampia, nella quale la famiglia, la religione, le associazioni e le istituzioni svolgevano una funzione decisiva.

Il matrimonio e la famiglia
Il 4 settembre 1878 Toniolo sposò a Pieve di Soligo Maria Schiratti. Dal matrimonio nacquero sette figli, tre dei quali morirono in tenera età. La vita familiare ebbe un'importanza centrale nella sua esperienza personale e nella sua concezione della società. Non considerava la famiglia soltanto come una realtà privata, ma come una delle istituzioni fondamentali attraverso le quali la persona cresce e assume responsabilità verso gli altri.
La sua esperienza di marito e padre accompagnò costantemente quella di docente e studioso. Nella sua spiritualità la vocazione matrimoniale non costituiva un ostacolo all'impegno culturale e sociale, ma ne rappresentava una componente essenziale. La famiglia divenne così il primo luogo nel quale sperimentare concretamente responsabilità, solidarietà, educazione e servizio.

L'impegno nel movimento cattolico
La formazione scientifica di Toniolo maturò parallelamente alla sua crescente partecipazione al movimento cattolico italiano. L'Italia postunitaria viveva una profonda frattura tra Stato e Chiesa, resa particolarmente evidente dalla questione romana e dal non expedit. In questo contesto Toniolo ritenne necessario superare la semplice difesa delle posizioni cattoliche e promuovere una presenza organizzata dei laici nella società.
Nel 1889 fu tra i protagonisti della fondazione dell'Unione cattolica per gli studi sociali, della quale assunse la presidenza. L'iniziativa mirava a creare un ambiente nel quale le questioni economiche e sociali potessero essere studiate alla luce della dottrina cristiana e attraverso strumenti scientifici.
Nel 1893, insieme a Salvatore Talamo, fondò la Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie. La rivista divenne uno strumento importante per la diffusione degli studi sociali di ispirazione cristiana e contribuì a collegare il dibattito italiano con quello europeo.

Il Programma di Milano
Uno dei momenti più significativi della sua attività fu il congresso dell'Unione cattolica per gli studi sociali tenuto a Milano nel gennaio 1894. Toniolo contribuì alla formulazione del Programma dei cattolici di fronte al socialismo, successivamente noto come Programma di Milano.
Il documento proponeva una risposta cattolica alla questione sociale che non si limitasse alla contrapposizione al socialismo. Vi comparivano proposte riguardanti la piccola proprietà, le associazioni operaie, la partecipazione dei lavoratori agli utili, la tutela dei lavoratori e la riorganizzazione della società attraverso corpi intermedi.
Il progetto di Toniolo si fondava sulla convinzione che la società non dovesse essere ridotta al rapporto diretto tra individuo e Stato. Famiglia, associazioni professionali, cooperative, organizzazioni sociali e altre forme di aggregazione dovevano contribuire alla costruzione del bene comune. In questo senso la sua riflessione anticipò alcuni temi destinati ad assumere un'importanza crescente nella dottrina sociale cattolica.

Toniolo e la Rerum novarum
La pubblicazione dell'enciclica Rerum novarum di Leone XIII nel 1891 trovò Toniolo già impegnato nello studio della questione sociale. La sua elaborazione teorica si sviluppò in forte sintonia con il nuovo orientamento sociale del magistero pontificio.
Toniolo sosteneva il primato dell'etica nell'economia e riteneva necessario riconoscere la dignità del lavoratore, la funzione sociale della proprietà e il ruolo delle associazioni. Tra le questioni da lui sostenute figuravano il riposo festivo, la limitazione dell'orario di lavoro, la tutela del lavoro femminile e minorile e la diffusione della piccola proprietà.
Non è corretto attribuirgli semplicemente il ruolo di autore dell'enciclica Rerum novarum. Il suo contributo appartiene piuttosto al più ampio ambiente intellettuale del cattolicesimo sociale europeo che contribuì alla maturazione della riflessione sociale cattolica alla fine dell'Ottocento.

Le opere scientifiche e la teoria sociale
L'opera di Toniolo fu molto vasta. Tra i suoi lavori più importanti figurano Dei remoti fattori della potenza economica di Firenze nel Medioevo, La democrazia cristiana, Il socialismo nella storia della civiltà, L'odierno problema sociologico e L'unione popolare tra i cattolici d'Italia.
La sua opera maggiore rimase il Trattato di economia sociale, pubblicato in tre volumi tra il 1908 e il 1921. Il lavoro rappresentò il tentativo di elaborare sistematicamente un'economia nella quale i principi morali non fossero considerati elementi estranei alla scienza economica, ma componenti essenziali della vita sociale.
Toniolo criticava sia l'individualismo economico sia il collettivismo socialista. Non proponeva però un semplice ritorno all'ordine sociale precedente all'industrializzazione. La sua risposta consisteva nella costruzione di una società articolata, nella quale libertà, responsabilità, solidarietà e autorità pubblica potessero trovare un equilibrio.

Le Settimane Sociali
Nel 1907 Toniolo promosse la prima Settimana Sociale dei cattolici italiani, celebrata a Pistoia dal 23 al 28 settembre. L'iniziativa nasceva dall'esigenza di formare i cattolici sui problemi concreti della società contemporanea attraverso lezioni e discussioni di carattere teorico e pratico.
Le Settimane Sociali affrontarono negli anni temi quali il lavoro, la scuola, la famiglia e la condizione della donna. L'iniziativa avrebbe avuto una lunga storia, diventando uno degli strumenti più importanti della formazione sociale dei cattolici italiani. Benedetto XVI, nel 2007, ricordò Toniolo come protagonista della prima Settimana Sociale e lo definì una figura luminosa di laico cattolico, scienziato e apostolo sociale.

L'Unione Popolare e l'organizzazione dei cattolici
Dopo lo scioglimento dell'Opera dei Congressi, nel nuovo assetto del movimento cattolico delineato da Pio X, Toniolo fu coinvolto nella riorganizzazione delle forze cattoliche. Nel 1906 nacquero le nuove Unioni e Toniolo assunse la presidenza dell'Unione Popolare, incarico che mantenne negli anni successivi.
Il suo obiettivo rimase quello di favorire la formazione culturale e sociale dei cattolici, evitando che la presenza cristiana nella società si riducesse alla sola attività politica. L'educazione, la formazione professionale, la stampa, l'associazionismo e l'azione sociale costituivano, nella sua prospettiva, strumenti indispensabili per costruire una presenza cristiana responsabile.

Scienza, fede e spiritualità
Nel pensiero di Toniolo non esisteva una contrapposizione tra ricerca scientifica e fede. Al contrario, riteneva necessario mettere in relazione i risultati della scienza con una concezione integrale della persona. Nel 1894 scrisse a monsignor Ballerini sottolineando l'urgenza di conciliare i risultati della scienza con la fede.
La sua spiritualità si sviluppò soprattutto nella vita ordinaria: matrimonio, famiglia, insegnamento, studio, impegno associativo e servizio ecclesiale. La documentazione utilizzata nel processo di beatificazione mette in evidenza una particolare fiducia nella Provvidenza, una forte fedeltà alla Chiesa e una pratica costante della preghiera.
Questa dimensione spirituale non rimase separata dalla sua attività scientifica. Per Toniolo, lo studio della società doveva contribuire a comprendere meglio i problemi umani e a individuare forme più giuste di convivenza.

Gli ultimi anni e la guerra
Durante la Prima guerra mondiale Toniolo visse con particolare sofferenza la crisi europea. Negli ultimi mesi della sua vita le condizioni di salute peggiorarono. Nell'aprile 1918 iniziò l'ultima fase della sua esistenza, segnata dalla malattia e dalla preoccupazione per la pace in Europa. Il suo orientamento verso la pace trovò particolare consonanza con quello di Benedetto XV, il cui pontificato fu caratterizzato dagli appelli alla cessazione della guerra.
Costretto a letto, ottenne che nella propria camera fosse predisposto un altare per la celebrazione della Messa. Morì a Pisa il 7 ottobre 1918, nel giorno della memoria liturgica della Madonna del Rosario, alla quale era particolarmente legato.
Le sue spoglie furono successivamente trasferite a Pieve di Soligo, dove riposano nel Duomo di Santa Maria Assunta, luogo legato alla famiglia della moglie.

Il processo di beatificazione
La causa di beatificazione di Giuseppe Toniolo fu introdotta nel 1951. Il 14 giugno 1971 Paolo VI autorizzò la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù, con il quale Toniolo fu dichiarato venerabile.
Il passaggio decisivo verso la beatificazione avvenne nel 2011. Il 14 gennaio di quell'anno Benedetto XVI autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto relativo a un miracolo attribuito all'intercessione del venerabile Giuseppe Toniolo.
Il miracolo riguardava Francesco Bortolini, giovane di Pieve di Soligo che nel giugno 2006 aveva riportato gravissime lesioni dopo una caduta. Secondo la documentazione della causa, le sue condizioni erano state giudicate disperate; dopo che la comunità parrocchiale aveva invocato l'intercessione di Toniolo, il giovane iniziò un progressivo recupero fino alla completa guarigione.
Il 29 aprile 2012 Toniolo fu beatificato nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma. La celebrazione fu presieduta dal cardinale Salvatore De Giorgi come rappresentante di Benedetto XVI.

Il significato della sua figura
La peculiarità di Toniolo consiste nell'aver unito in modo particolarmente stretto quattro dimensioni che spesso vengono considerate separatamente: la ricerca scientifica, la vita familiare, la fede cristiana e l'impegno sociale.
Non fu soltanto un economista cattolico né soltanto un dirigente del movimento cattolico. Cercò di elaborare una vera concezione della società nella quale l'economia fosse subordinata alla dignità della persona e nella quale i rapporti sociali non fossero determinati esclusivamente dal conflitto tra interessi contrapposti.
Il suo pensiero ebbe una notevole influenza sulla formazione del cattolicesimo sociale italiano e contribuì alla maturazione di esperienze associative, culturali e formative destinate a prolungarsi oltre la sua morte. L'Università Cattolica del Sacro Cuore, sorta dopo la sua morte, ebbe come ente fondatore l'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, costituito nel 1920 e intitolato alla sua memoria.
Benedetto XVI, nel giorno della beatificazione, sintetizzò il significato della sua eredità indicando nel primato della persona umana e nella solidarietà i due elementi particolarmente attuali del suo messaggio.

Rapporti con i pontefici
Toniolo ebbe rapporti particolarmente significativi con il magistero pontificio del suo tempo. Fu vicino agli orientamenti sociali di Leone XIII e contribuì alla diffusione in Italia della cultura cattolica sociale sviluppatasi attorno alla Rerum novarum.
Con Pio X collaborò alla riorganizzazione del movimento cattolico dopo lo scioglimento dell'Opera dei Congressi. Lo stesso pontefice accolse il progetto di una collaborazione scientifica internazionale maturato da Toniolo con il cardinale Désiré-Joseph Mercier.
Negli ultimi anni, infine, Toniolo condivise con Benedetto XV la crescente preoccupazione per la guerra e la necessità di una pace fondata su un ordine internazionale più giusto.

Scritti principali
Tra le opere più importanti di Giuseppe Toniolo si ricordano:
- Dei remoti fattori della potenza economica di Firenze nel Medioevo, 1882
- La democrazia cristiana, 1900
- Il socialismo nella storia della civiltà, 1902
- Il supremo quesito della sociologia e i doveri della scienza nell'ora presente, 1903
- Problemi, discussioni, proposte intorno alla costituzione corporativa delle classi sociali, 1904
- L'odierno problema sociologico: studio storico critico, 1905
- L'unione popolare tra i cattolici d'Italia, 1908
- Trattato di economia sociale, 1908-1921
I suoi scritti furono successivamente raccolti in venti volumi pubblicati tra il 1947 e il 1953.

Curiosità
- La memoria liturgica di Toniolo ricorre il 4 settembre, giorno del suo matrimonio con Maria Schiratti.
- La prima Settimana Sociale dei cattolici italiani, da lui promossa, si svolse a Pistoia nel settembre 1907.
- L'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, costituito nel 1920, divenne l'ente fondatore e garante dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
- Toniolo morì il 7 ottobre 1918, proprio nel giorno della Madonna del Rosario, una devozione particolarmente cara alla sua vita spirituale.
- Il suo nome è oggi legato soprattutto alla riflessione sul rapporto tra economia ed etica, alla formazione del cattolicesimo sociale italiano e alla promozione della presenza dei laici cristiani nella vita pubblica.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Professore di economia politica, fu uno dei maggiori ideologi della politica dei cattolici italiani e uno degli artefici del loro inserimento nella vita pubblica.
Giuseppe Toniolo nacque a Treviso il 7 marzo 1845; si laureò in giurisprudenza a Padova nel 1867, rimase nello stesso Ateneo in qualità di assistente, sino al 1872, trasferendosi successivamente prima a Venezia, dove insegnò Economia Politica, poi a Modena e infine a Pisa, quale docente universitario ordinario, incarico che occupò fino alla sua morte avvenuta nel 1918.
È necessario dare uno sguardo alla società politica in cui si trovò ad operare; dopo la Rivoluzione Francese ed il periodo napoleonico, che avevano sconvolto la Francia e l’intera Europa e dopo il Congresso di Vienna del 1815, si auspicò un ritorno all’antico legame fra la Chiesa e la società civile, che l’Illuminismo aveva incominciato a distinguere.
Ma il potere civile, sostenuto dalle dottrine della sovranità nazionale, diventava sempre più autonomo dalla vita religiosa; verso la metà del secolo, il filosofo danese Soren Kirkegaard (1813-1855), ritenendo ancora possibile la cristianità, notò che questa aveva abolito il cristianesimo senza accorgersene, quindi bisognava operare affinché il cristianesimo venisse reintrodotto nella cristianità.
Il mutato rapporto fra autorità civile e autorità religiosa, spinse molti cattolici di vari Paesi d’Europa, ad organizzarsi in movimenti di attiva opposizione alla nuova realtà politica e il 20 e 21 agosto 1863, fu organizzato a Malines in Belgio, il primo Congresso Cattolico Internazionale, al quale parteciparono le varie Associazioni sorte in Europa, tranne l’Italia rappresentata solo da quattro laici e due monsignori.
Questo perché in Italia tutto fu complicato dalla “Questione Romana”, e in particolare dal potere temporale del papato su una parte del territorio italiano, rivendicato dal Regno d’Italia costituitosi nel 1862; creando così una frattura nella coscienza di molti cattolici.
I laici italiani erano aggregati in associazioni limitate alle plurisecolari confraternite, con scopi di una particolare devozione religiosa, mutuo aiuto fra soci e attuando opere di carità.
Ormai era tempo di un nuovo associazionismo cattolico e nel 1867 in occasione del terzo Congresso di Malines, la prestigiosa rivista gesuita “La Civiltà Cattolica”, incitò i cattolici italiani, a formare associazioni, coalizioni, congressi, perché “questi mezzi sono, posto lo stato presente della società, efficacissimi”, non si poteva lasciarli agli avversari del cattolicesimo che se ne avvalevano contro.
E già il 29 giugno 1867, sorse la “Società della Gioventù Cattolica Italiana”, primo nucleo della successiva “Azione Cattolica Italiana”; intanto gli eventi politici precipitarono con la breccia di Porta Pia a Roma del 29 settembre 1870, la protesta di papa Pio IX che si chiuse in Vaticano; poi nel 1871 l’Italia emise le Leggi delle Guarentigie che assicuravano gli onori sovrani al pontefice e il godimento del Vaticano; nel luglio 1871 Roma divenne capitale d’Italia.
L’11 ottobre 1874 i contrasti non erano per niente finiti e il papa con il “non expedit”, vietò ai cattolici di candidarsi o di recarsi alle urne, trasformato nel divieto assoluto (non licet) del 29 gennaio 1877.
Dopo l’Azione Cattolica, sorsero in Italia una miriade di società, pie unioni, circoli, opere sociali, con una conseguente dispersione di energie, che resero necessaria la costituzione di un organismo coordinatore nel rispetto delle singole autonomie.
Il 26 settembre 1875, durante il secondo Congresso generale dei cattolici italiani, si creò l’”Opera dei Congressi e dei Comitati cattolici”, il cui primo Presidente fu Giovanni Acquaderni, fondatore con il conte Mario Fani, dell’Azione Cattolica.
Nella scia di questa Organizzazione, il 29 dicembre 1889 durante un convegno a Padova, venne costituita l’”Unione cattolica per gli studi sociali”, il cui presidente e fondatore fu il professor Giuseppe Toniolo, il quale nel 1893, la dotò del periodico “Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie”.
Ormai si era in un periodo pieno di fermenti politici, religiosi e culturali; il pensiero marxista spostava l’attenzione sulle condizioni delle masse proletarie, denunciandone le disagiate condizioni di vita e di lavoro, inoltre in campo economico, le idee di utilitarismo e di liberismo economico, sostenevano dannoso per la stabilità, qualunque intervento che potesse influire sull’azione delle componenti macroeconomiche; senza dimenticare che era il periodo della famosa enciclica sociale “Rerum Novarum” di papa Leone XIII, con la quale la Chiesa prendeva ufficialmente posizione in merito alla situazione operaia di quel tempo.
Giuseppe Toniolo, elaborò così una sua teoria, personale, sociologica, affermante il prevalere dell’etica e dello spirito cristiano sulle dure leggi dell’economia.
Propose una soluzione del problema sociale, che rifiutava sia l’“individualismo” del sistema capitalistico, che il “collettivismo” esasperato, propagato dal socialismo, attraverso la costituzione di corporazioni di padroni e lavoratori, riconosciute dallo Stato.
Nei suoi numerosi scritti, il Toniolo propose varie soluzioni: il riposo festivo, la limitazione delle ore lavorative, la difesa della piccola proprietà, la tutela del lavoro delle donne e dei ragazzi.
Dal punto di vista religioso, Giuseppe Toniolo fu fautore di unazione più decisa dei cattolici in campo sociale, al fine di una loro determinante partecipazione all’evoluzione storica di quegli anni, da qui le sue tante fondazioni.
Dal 1894 divenne uno degli animatori del movimento della “democrazia cristiana”, le cui basi furono esposte nel cosiddetto ‘programma di Milano’, con principi e proposte per il rinnovamento in senso cristiano della società.
Nel 1897 l’Opera dei Congressi, controllava 588 Casse Rurali, 668 Società Operaie, 708 Sezioni di giovani, una forza consistente, alla cui ombra sorgevano e si sviluppavano molte iniziative di forte impegno sociale.
Fondandosi sui suoi studi di storia economica medioevale della Toscana, oppose ai marxisti l’importanza dei fattori etici e spirituali sullo sviluppo dell’economia e difese il valore economico-sociale della religione, conciliando così fede e scienza.
Nel 1908 pubblicò il “trattato di economia sociale”, opera fondamentale per l’incidenza che ebbe sul nuovo movimento sociale cattolico italiano all’inizio del Novecento, che ben presto, sviluppò il sindacalismo cattolico (detto ‘bianco’ per distinguerlo da quello diretto da ‘rossi’); i cattolici dopo la sospensione del “non expedit” parteciperanno in massa alle lezioni del 1913, ottenendo per la prima volta dopo l’Unità d’Italia, una ventina di deputati cattolici.
Oltre alla sua opera fondamentale già citata, Toniolo scrisse: “La democrazia cristiana” (1900); “Il socialismo nella storia della civiltà“ (1902); “L’odierno problema sociologico” (1905); “L’unione popolare tra i cattolici d’Italia” (1908).
Degno sposo e padre di famiglia, professore emerito e apprezzato nell’Università, dirigente e fondatore di opere sociali, scrittore fecondo di economia e sociologia, cristiano tutto d’un pezzo e fedele alla Chiesa, stimato dai pontefici del suo tempo, amico e consigliere del Beato Bartolo Longo, nella fondazione del Santuario e opere annesse di Pompei; morì fra il cordoglio generale, il 7 ottobre 1918 a Pisa.
Il 7 gennaio 1951 fu introdotta la Causa per la sua beatificazione e il 14 giugno 1971 fu emesso il decreto sulle sue virtù con il titolo di ‘venerabile’.
E' stato beatificato a Roma, Basilica San Paolo Fuori le mura, il 29 aprile 2012.
La sua memoria liturgica è stata fissata al 4 settembre, giorno del matrimonio.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-08-19

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