Margherita Salatino nacque presso il quartiere San Ferdinando a Napoli il 26 settembre 1819 da Marianna Crisafulli e Giuseppe Salatino, alto graduato del Regno borbonico. Margherita, dall'indole semplice e forte, dopo aver studiato nel Reale Educandato femminile di San Marcellino, divenne maestra e dedicò la sua vita all'insegnamento. Nello stesso Educandato insegnava il maestro di musica Filippo Parisi, molto vicino a San Ludovico il quale si recava spesso in visita all'amico e fu così che le due anime sante, Margherita e Ludovico, si conobbero. Accadde che nel 1860, dopo la caduta dei Borbone, la Salatino e altre colleghe, tra cui Maria Concetta Durelli e Atalia Baer, si rifiutarono di firmare la formula di adesione ai nuovi governanti e per questo motivo furono licenziate in tronco. Le maestre si ritrovarono dunque senza lavoro e senza casa e in soccorso di Margherita accorse subito Caterina Volpicelli, ora Santa, che fu una sua devota allieva e le offrì ospitalità nella sua abitazione. Commossa da quest'offerta, Margherita accettò ma di fatto le maestre furono ospitate prima dalla famiglia della Durelli per poi essere accolte in un alloggio nel palazzo Pisani a Capodimonte messo a disposizione da San Ludovico. Le maestre intanto erano diventate Terziarie francescane ed iniziarono a dedicarsi ad opere di carità. San Ludovico affidò loro alcune orfanelle ed ebbe inizio il percorso della loro vita in comune. Nel 1865, durante il suo secondo viaggio in Africa, San Ludovico fece sosta a Colonia, in Germania, dove incontrò alcune suore dette "Bigie" (dal colore dell'abito) di Sant'Elisabetta d'Ungheria, la regina Terziaria francescana che dopo la morte del marito si consacrò al servizio dei malati e dei poveri. San Ludovico pensò di dare alla Salatino, alla Durelli e a quante le seguivano, il nome di Elisabettine Bigie. La vestizione delle prime sei suore ebbe luogo al ritorno del frate dall'Africa, a Natale del 1866, nella Grotta di Betlemme, al Tondo di Capodimonte. Da allora le Elisabettine allargarono le opere di carità sotto la guida spirituale del loro fondatore. In origine, alle suore Elisabettine Bigie, oltre alla cura delle orfanelle napoletane e delle morette (bambine africane riscattate dalla schiavitù), fu affidata l’Opera degli Agonizzanti e la Pia Opera di preghiere e suffragio per le anime del Purgatorio. Ogni sabato Margherita, qualunque fosse la stagione, anche durante le intemperie, si recava a visitare la Vergine di Sanseverino, dove si intratteneva lunghe ore in preghiera. Interrogata più volte sul perché portasse avanti quella devota pratica in modo così fedele e continuo, rispose: - Eh! Non sapete, non sapete. Io nel giorno del sabato vado a fabbricarmi la casa per l’eternità - E fu proprio di sabato che Margherita Salatino terminò la sua esistenza terrena per incominciare ad abitare la casa dell’eternità, quella casa, che specialmente nel giorno di sabato aveva edificato a piedi della Vergine di Sanseverino. La malattia la spense il 5 febbraio 1876, circondata dall'affetto dalle altre Elisabettine e con la benedizione di San Ludovico il quale assistette alla sua agonia e quando spirò disse piangendo: "Ho perduto il mio braccio destro". Accanto a lui Caterina Volpicelli chiuse gli occhi alla sua educatrice e preparò la salma per la sepoltura. Il necrologio pubblicato dal P. Bonaventura Maresca fu preceduto da questa dedica: “A Margherita Salatino, Istitutrice delle suore Elisabettine, Madre dei Frati Bigi e di tutte le opere del P. Ludovico da Casoria… Madre di ogni classe di persone, suore e frati, orfanelle e bambine nobili, uomini e donne, sacerdoti e laici, ricchi e miserabili". Le suore Francescane Elisabettine Bigie continuano a seguire il cammino tracciato da san Ludovico da Casoria e al carisma dell’educazione della gioventù, si è aggiunto dal 1985, l’apostolato parrocchiale sotto la direzione dell’Autorità Ecclesiastica e le missioni di apostolato cristiano. Le spoglie di Margherita Salatino riposano nella chiesa dell’Ospizio Marino, a Posillipo, Napoli.
Autore: Rossella Volpe
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