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Beato Placido Garcia Gilabert Sacerdote e martire

Festa: 16 agosto

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Benitachell, Spagna, 1 gennaio 1895 - La Plana, Spagna, 16 agosto 1936

Nato a Benitachell, nella provincia di Alicante, il 1 gennaio 1895, fu battezzato il giorno seguente con il nome di Miguel. Entrato ancora adolescente nel seminario minore francescano di Benissa, vestì l'abito dell'Ordine dei Frati Minori nel 1910 e assunse il nome di Placido. Dopo gli studi filosofici e teologici fu ordinato sacerdote nel 1918. La sua principale attività fu quella dell'insegnamento e della formazione dei giovani francescani. Le sue capacità intellettuali lo condussero anche a Roma, dove tra il 1930 e il 1933 frequentò l'Ateneo Antoniano, conseguendo il titolo di Lettore generale in diritto canonico con la massima qualificazione. Tornato in Spagna, insegnò teologia e fu superiore della comunità e rettore del collegio francescano di Onteniente. All'inizio della guerra civile, nel luglio 1936, la comunità religiosa dovette disperdersi. Placido si rifugiò presso i familiari a Benitachell, continuando, per quanto possibile, a esercitare privatamente il ministero sacerdotale. Il 15 agosto venne arrestato dai miliziani. All'alba del giorno seguente fu condotto nella località La Plana, sulla strada tra Denia e Jávea, e ucciso. La documentazione raccolta nel processo parla inoltre di gravi mutilazioni inflitte al suo corpo. I resti furono sepolti nel cimitero di Benitachell e nel 1967 trasferiti nella chiesa parrocchiale del paese. Giovanni Paolo II lo beatificò l'11 marzo 2001 insieme ad altri 232 martiri della persecuzione religiosa in Spagna.

Etimologia: Dal latino 'placidus' e significa 'calmo', 'sereno', 'mite'.

Emblema: Abito francescano, crocifisso, palma del martirio.

Martirologio Romano: A Denia nel territorio di Alicante sempre in Spagna, beato Placido García Gilabert, religioso dell’Ordine dei Frati Minori e martire, che affrontò l’insigne combattimento per Cristo.


Miguel Garcia Gilabert nacque a Benitachell il 1 gennaio 1895. Il giorno successivo ricevette il battesimo. Le fonti francescane lo descrivono come un ragazzo dotato di notevoli capacità intellettuali e, allo stesso tempo, di carattere mite e benevolo. Frequentò le scuole del paese e nel 1907, all'età di dodici anni, entrò nel seminario minore francescano di Benissa, dove compì gli studi umanistici.
Il passaggio alla vita religiosa avvenne pochi anni più tardi. Il 3 ottobre 1910 vestì l'abito francescano nel monastero di Santo Spirito del Monte, a Gilet, assumendo il nome di Placido. Terminato il noviziato, emise la professione religiosa il 24 ottobre 1911. La professione solenne risale invece al 10 novembre 1914. Proseguì quindi gli studi filosofici e teologici nello studentato della Provincia francescana di Valencia.
Il 21 settembre 1918 fu ordinato sacerdote. Aveva allora ventitré anni. La sua formazione e le sue capacità lo orientarono soprattutto verso l'insegnamento e la formazione dei religiosi.

Sacerdote ed educatore
Dopo l'ordinazione sacerdotale, Placido svolse prevalentemente attività educativa nelle case di formazione francescane della provincia valenciana. Insegnò dapprima discipline umanistiche nel seminario francescano di Benissa e successivamente teologia nello studentato di Cocentaina, dove ebbe anche responsabilità nella formazione degli studenti. Fu inoltre apprezzato come predicatore, confessore e direttore spirituale.
La sua preparazione intellettuale era considerata particolarmente notevole. Per questo motivo fu inviato a Roma, dove soggiornò dal 1930 al 1933. Frequentò il Pontificio Ateneo Antoniano, dedicandosi agli studi di diritto canonico. Nel 1933 conseguì il titolo di Lettore generale con la qualifica 'Summa cum laude'. La documentazione francescana e le fonti relative al processo sottolineano in particolare la sua attitudine all'insegnamento.
Rientrato nella Provincia francescana di Valencia, fu destinato allo studentato di Onteniente, oggi Ontinyent. Vi insegnò teologia e assunse anche responsabilità di governo come superiore della comunità e rettore del collegio La Concepción. Il suo ministero non si limitava quindi all'insegnamento: le testimonianze raccolte durante il processo ricordano anche il suo servizio pastorale e la cura spirituale delle persone affidate alla sua responsabilità.

Una spiritualità austera e francescana
Le testimonianze del processo di beatificazione presentano Placido come un religioso caratterizzato da rettitudine, umiltà, carità, spirito di sacrificio, prudenza e pazienza. Sono ricordati anche il suo amore per il silenzio e la preghiera e la devozione all'Eucaristia, alla Vergine Maria e alla Via Crucis. Questi elementi devono essere letti soprattutto come testimonianze raccolte nel procedimento canonico e non come una ricostruzione psicologica indipendente della sua personalità.
La sua figura appare quindi legata a due dimensioni complementari: la preparazione intellettuale e l'attività educativa da una parte, la vita religiosa e il ministero pastorale dall'altra. La successiva memoria del martirio ha finito per mettere in primo piano l'ultimo periodo della sua vita, ma la documentazione mostra che prima del 1936 Placido aveva svolto per quasi due decenni un'intensa attività sacerdotale e formativa.

La persecuzione religiosa del 1936
Quando il 18 luglio 1936 ebbe inizio la guerra civile spagnola, Placido si trovava nel collegio La Concepción di Onteniente. Nei giorni immediatamente successivi la situazione dei religiosi divenne rapidamente pericolosa e il 21 luglio la comunità fu costretta a disperdersi. Placido si trasferì quindi a Benitachell, presso i propri familiari.
Il contesto era quello della violenta persecuzione religiosa che colpì numerosi sacerdoti, religiosi e laici cattolici nelle zone controllate dalle forze rivoluzionarie e repubblicane. La documentazione vaticana relativa al gruppo dei martiri valenciani identifica Placido come sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori e colloca la sua morte a Denia il 16 agosto 1936.
A Benitachell egli cercò inizialmente rifugio presso i familiari. Secondo le testimonianze processuali, continuò a svolgere privatamente alcuni servizi sacerdotali, compresa la celebrazione della Messa, nonostante le condizioni di clandestinità imposte dalla persecuzione. I familiari, preoccupati per la sua sicurezza, lo esortarono a nascondersi o ad allontanarsi.
Le fonti riportano, a questo proposito, una frase attribuita al religioso: 'Cosa mi può capitare? Che mi tolgano la vita? Io la dono con gioia!'. La frase è tradizionalmente associata alla sua disponibilità ad affrontare il pericolo, ma, trattandosi di una testimonianza raccolta nel contesto del processo, va presentata come una dichiarazione riferita dai testimoni e non come una registrazione diretta delle sue parole.

L'arresto e la morte
Il 15 agosto 1936, solennità dell'Assunzione della Vergine Maria, un gruppo di miliziani giunse a Benitachell alla ricerca di un sacerdote. Secondo la deposizione del fratello Vicente, dopo aver cercato Placido in una prima casa di campagna, i miliziani raggiunsero l'abitazione dove egli si trovava. Quando sentirono negare la presenza di un sacerdote, Placido uscì spontaneamente dal luogo in cui si era rifugiato e dichiarò di essere un frate. Venne quindi arrestato e condotto via.
La testimonianza del fratello riferisce inoltre che Placido fu portato a Denia su un camion e mostrato agli abitanti del paese durante il tragitto. Nella notte fu trattenuto e all'alba del 16 agosto venne condotto nella località La Plana, lungo la strada tra Denia e Jávea. Secondo la medesima testimonianza, gli fu detto di scendere e di dirigersi verso il paese; dopo pochi passi i miliziani gli spararono, uccidendolo.
Le circostanze della morte sono documentate anche dalle indagini medico-legali eseguite il giorno successivo. Un testimone, assistente del medico Vicente Noguera, dichiarò di avere partecipato all'esame del cadavere e riferì che il corpo presentava ferite e mutilazioni. La documentazione vaticana relativa al decreto sul martirio sintetizza l'episodio affermando che Placido fu 'atrocemente mutilato e assassinato'.
La descrizione delle mutilazioni, particolarmente cruenta, appartiene alla documentazione testimoniale del processo e non deve essere ampliata con dettagli non necessari. È sufficiente rilevare che le fonti processuali attestano un trattamento particolarmente violento del corpo dopo l'uccisione.

La sepoltura e il trasferimento delle reliquie
Dopo l'identificazione, il corpo fu trasferito a Benitachell e sepolto nel cimitero del paese, in una tomba della famiglia. Vi rimase per oltre trent'anni. Nel 1967 i resti furono trasferiti nella chiesa parrocchiale di Benitachell.
L'archivio parrocchiale di Benitachell conserva una documentazione specificamente relativa a Placido Garcia Gilabert, comprendente l'autenticazione di una reliquia e altra documentazione risalente al periodo 1967-2001. Si tratta di un elemento significativo per la storia del culto locale e per la ricostruzione della vicenda delle sue reliquie.

Il processo di beatificazione
La causa di Placido fu inserita nel gruppo dei quattro Frati Minori della Provincia francescana di Valencia composto da Pascual Fortuño Almela, Placido Garcia Gilabert, Alfredo Pellicer Muñoz e Salvador Mollar Ventura. Per questo gruppo il decreto sul martirio fu promulgato il 20 dicembre 1999.
La Santa Sede riconobbe quindi il carattere martiriale della loro morte. Nel caso di Placido, il decreto lo identifica come sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori e ricorda la sua morte a Denia il 16 agosto 1936.
Il riconoscimento del martirio comportò, secondo la disciplina canonica applicabile ai martiri, la possibilità della beatificazione senza la necessità di un decreto relativo a un miracolo ottenuto per loro intercessione.

La beatificazione del 2001
L'11 marzo 2001 papa Giovanni Paolo II celebrò a Roma la beatificazione di 233 vittime della persecuzione religiosa in Spagna. Tra esse figuravano i quattro Frati Minori della Provincia di Valencia, compreso Placido Garcia Gilabert.
La beatificazione inserì ufficialmente Placido nella schiera dei martiri riconosciuti dalla Chiesa cattolica. Il suo culto liturgico è associato al 16 agosto, giorno della sua morte e memoria riportata dal Martirologio Romano: a Denia, nel territorio di Alicante, il beato Placido Garcia Gilabert, religioso dell'Ordine dei Frati Minori e martire.

Un francescano intellettuale ed educatore
Uno degli aspetti più significativi della figura di Placido è il rapporto tra la vita religiosa e la formazione intellettuale. Non fu soltanto un sacerdote impegnato nella pastorale, ma anche un educatore e docente francescano. La permanenza romana presso l'Antoniano e il conseguimento del titolo di Lettore generale testimoniano il livello raggiunto nei suoi studi.
La sua attività successiva a Onteniente conferma questa vocazione alla formazione. Il suo ruolo di docente, superiore e rettore lo poneva infatti a contatto con i giovani religiosi destinati al sacerdozio e con la vita quotidiana di una comunità francescana.

Il gruppo dei quattro Frati Minori valenciani
Placido fu beatificato insieme ad altri tre religiosi della Provincia francescana di Valencia: Pascual Fortuño Almela, Alfredo Pellicer Muñoz e Salvador Mollar Ventura. La causa comune permette di collocare la sua vicenda nel più ampio contesto della persecuzione religiosa subita dai membri della Provincia francescana.
La pagina di gruppo di Santi e Beati ricorda che la Provincia francescana di Valencia, Aragona e Isole Baleari subì numerose perdite durante la persecuzione e che quaranta suoi religiosi furono uccisi. I quattro beatificati nel 2001 furono quelli per i quali il procedimento canonico relativo al martirio era già giunto a conclusione.

La memoria delle reliquie a Benitachell
Il trasferimento delle reliquie nella chiesa parrocchiale nel 1967 segnò una nuova fase della memoria locale di Placido. L'archivio parrocchiale conserva infatti documenti relativi all'autenticazione della reliquia e alla successiva documentazione collegata alla causa di beatificazione.
Nel 2012, in occasione del decimo anniversario della beatificazione, i francescani collocarono nella chiesa di San Lorenzo a Valencia un reliquiario dedicato ai quattro martiri della Provincia valenciana beatificati nel 2001, tra i quali Placido.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Placido Garcia Gilabert nacque il 1° gennaio 1895 a Benitachell, nella provincia spagnola di Alicante ed in territorio della diocesi di Valencia. Ricevette il battesimo il giorno seguente con il nome di Miguel. La sua famiglia, profondamente cristiana, godeva di grande stima tra i conoscenti. In tale ambiente favorevole Miguel imparò ad amare e servire il Signore.
Frequentò gli studi primari, distinguendosi fra tutti i suoi compagni di classe per le sue innate doti intellettuali e per il suo carattere mite. Fu sempre il primo della classe. All’età di soli dodici anni entrò nel seminario minore francescano di Benisa, sempre nei pressi di Alicante, dove frequentò i corsi con profitto non indifferente.
Vestì dunque l’abito francescano il 3 ottobre 1910, assumendo il nome religioso di Placido, emise poi la professione semplice il 24 ottobre 1911 ed infine la professione solenne il 10 novembre 1914. Frequentò gli studi filosofici e teologici nello Studentato Francescano della provincia di Valencia e fu ordinato sacerdote il 21 settembre 1918. Viste le sue notevoli capacità intellettuali e l’attitudine all’insegnamento, fu inviato a Roma, ove nel 1933 conseguì il Lettorato Generale presso la Facoltà di Diritto dell’Antonianum con la qualifica “Summa cum laude”.
Rientrato poi in Spagna, insegnò teologia nello Studentato Francescano di Onteniente, vicino a Valencia. Di questa casa fu anche Guardiano, cioè Superiore, nonchè Rettore del Collegio. Da vero seguace del poverello di Assisi, fu sempre generoso, umile, caritatevole, prudente, paziente e dotato di spirito di sacrificio. Allo scoppio della guerra civile, fu costretto dagli eventi politici a cercare rifugio presso i suoi familiari a Benitachell. Qui il 15 agosto 1936 fu arrestato dai repubblicani ed ucciso all’alba del giorno seguente in località “La Plana”, tra Jávea e Denia.
Ai familiari, che lo invitavano a deporre l’abito religioso per potersi nascondere più facilmente, rispose fermamente: “Cosa mi può capitare? Che mi tolgano la vita? Io la dono con gioia!”. I suoi resti mortali trovarono sepoltura nel cimitero di Benitachell, ove rimasero sino ai 1967, quando furono trasferiti nella chiesa parrocchiale del paese natio.
Placido Garcia Gilabert e tre suoi confratelli appartenenti all’Ordine dei Frati Minori furono beatificati l’11 marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II con un gruppo composto complessivamente di ben 233 martiri della medesima persecuzione.


Autore:
Fabio Ardino

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Aggiunto/modificato il 2026-08-07

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