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Lugar Nuevo de Fenollet, Valencia, Spagna, 23 luglio 1867 - Genovés, Valencia, Spagna, 4 settembre 1936
Nacque a Lugar Nuevo de Fenollet, nella provincia di Valencia, il 23 luglio 1867, in una famiglia cristiana. Fin dall'infanzia manifestò una particolare inclinazione alla preghiera e il desiderio di consacrarsi alla vita religiosa. Le necessità familiari, tuttavia, lo indussero a rimandare la vocazione: un fratello prestava infatti servizio militare a Cuba e José dovette contribuire al sostentamento dei genitori. Solo dopo il ritorno del fratello poté entrare tra i Cappuccini. Il 2 febbraio 1900 ricevette l'abito religioso e il nome di Bernardo da Lugar Nuevo de Fenollet; emise la professione temporanea nel 1901 e quella perpetua nel 1904 a Orihuela. Per tutta la vita religiosa rimase nella comunità di Orihuela, dove svolse soprattutto il servizio di questuante e il mestiere di sarto. Le testimonianze raccolte durante il processo ne ricordano l'umiltà, la mitezza, l'obbedienza e il costante abbandono alla volontà di Dio. Nel 1936, durante la persecuzione religiosa esplosa con la guerra civile spagnola, il convento fu chiuso e Bernardo tornò al paese natale presso alcuni familiari. Quasi completamente cieco, continuò a dedicarsi alla preghiera e alle opere di carità. Arrestato nella notte del 30 agosto, fu condotto nei pressi di Genovés e ucciso. Il registro civile indica come data della morte il 4 settembre 1936, data assunta dal Martirologio Romano. Fu beatificato da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 insieme ad altri 232 martiri della persecuzione religiosa in Spagna.
Etimologia: Dal germanico Bernhard, formato da bern, orso, e hard, forte, valoroso.
Emblema: Abito francescano cappuccino, barba, crocifisso o palma del martirio.
Martirologio Romano: Vicino al villaggio di Genovés nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beato Bernardo (Giuseppe) Bieda Grau, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire, che sempre nella stessa persecuzione compì il glorioso combattimento per Cristo.
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José Bleda Grau nacque il 23 luglio 1867 a Lugar Nuevo de Fenollet, località della provincia di Valencia. Fu battezzato cinque giorni dopo, il 28 luglio, nella parrocchia di San Diego de Alcalá. I genitori erano José Bleda Flores e Rosario Antonia Grau Más; José era il maggiore dei loro tre figli. Le testimonianze raccolte nel suo paese descrivono un bambino incline alla preghiera fin dai primi anni. La memoria locale conservò anche il ricordo di una pietra della casa familiare sulla quale, secondo la tradizione tramandata dagli abitanti, il giovane José si sarebbe inginocchiato per pregare. Si tratta di una testimonianza devozionale locale, da distinguere dai dati anagrafici e documentari della sua vita. Fin da giovane avrebbe desiderato entrare nella vita religiosa. La vocazione, però, non si tradusse immediatamente in una partenza dalla famiglia. Un fratello era impegnato nel servizio militare a Cuba e José rimase ad aiutare i genitori. Questa circostanza ritardò per diversi anni l'ingresso nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. La sua scelta religiosa nacque quindi non da un distacco improvviso dalle responsabilità familiari, ma da una vocazione maturata nel tempo e concretizzata quando le condizioni della famiglia lo permisero.
L'ingresso tra i Cappuccini Il 2 febbraio 1900, all'età di trentadue anni, José entrò nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Ricevette l'abito dalle mani del padre provinciale Luís de Massamagrell e assunse il nome religioso di Bernardo da Lugar Nuevo de Fenollet, Berardo nella forma spagnola e in diverse fonti dell'Ordine. Non era quindi un giovane appena uscito dall'adolescenza, ma un uomo adulto che giungeva alla vita religiosa dopo un lungo periodo trascorso accanto alla propria famiglia. La professione temporanea fu emessa il 2 febbraio 1901. La professione perpetua ebbe luogo a Orihuela il 14 febbraio 1904. Nel linguaggio dell'epoca viene spesso indicato come fratello laico o fratello professo, poiché non ricevette l'ordinazione sacerdotale. La sua identità religiosa fu invece caratterizzata dal lavoro quotidiano, dalla vita comunitaria e dai servizi affidatigli dai superiori.
La vita a Orihuela Dopo la professione, Bernardo fu destinato al convento cappuccino di Orihuela, nella provincia di Alicante. Qui trascorse l'intera vita religiosa, svolgendo due attività particolarmente significative per la comunità: quella di questuante e quella di sarto. Il servizio di questuante consisteva nel raccogliere elemosine e beni necessari alla vita del convento. Era un'attività umile e quotidiana, che metteva il religioso in rapporto diretto con la popolazione. Bernardo percorreva le strade della città e delle campagne circostanti, incontrando persone di diversa condizione sociale. Le testimonianze cappuccine lo ricordano come un uomo mite, semplice e rispettoso, capace di lasciare una buona impressione presso coloro che incontrava. Parallelamente esercitava il mestiere di sarto per la comunità, contribuendo con un lavoro concreto alla vita ordinaria del convento. Le testimonianze dei confratelli raccolte nella documentazione relativa al suo martirio insistono soprattutto su alcuni tratti: obbedienza, mitezza, umiltà, osservanza della regola e abbandono alla volontà di Dio. Un'antica testimonianza cappuccina lo descrive come un religioso straordinariamente pacifico, fedele alle costituzioni dell'Ordine e capace di svolgere con cura gli incarichi ricevuti dai superiori. Non fu dunque una figura conosciuta per opere pubbliche, scritti o incarichi di particolare rilievo. La sua vicenda appartiene piuttosto alla storia della santità ordinaria vissuta nella dimensione nascosta di una fraternità religiosa. Il suo profilo emerge dalla fedeltà alle occupazioni quotidiane e dal rapporto con le persone incontrate durante il servizio di questua.
La persecuzione religiosa del 1936 Nel luglio 1936 la Spagna precipitò nella guerra civile. In numerose zone del territorio, alla crisi politica e militare si accompagnò una violenta persecuzione contro la Chiesa cattolica. Sacerdoti, religiosi, religiose e laici impegnati nella vita ecclesiale furono arrestati e uccisi. Anche le comunità cappuccine della regione valenciana furono coinvolte nella persecuzione. Il convento di Orihuela venne chiuso e Bernardo fu costretto a lasciare la sua comunità. Tornò quindi a Lugar Nuevo de Fenollet e si rifugiò presso alcuni familiari. La sua età avanzata e le sue condizioni di salute rendevano particolarmente difficile qualsiasi spostamento: era infatti quasi completamente cieco. Lontano dal convento, continuò a dedicarsi alla preghiera e alle opere di carità. Le fonti cappuccine descrivono questo periodo come una prosecuzione, in condizioni drammaticamente mutate, dello stesso stile di vita che aveva caratterizzato gli anni trascorsi a Orihuela.
L'arresto e la morte La notte del 30 agosto 1936 Bernardo fu arrestato da membri del Comitato locale con il pretesto che avrebbe dovuto rendere alcune dichiarazioni. Fu fatto salire su un'automobile e condotto fuori dal paese. Le fonti concordano nel collocare il luogo della sua uccisione nel territorio di Genovés, lungo la strada nella zona compresa fra Manuel e Benigánim. Le testimonianze posteriori riferirono che il religioso subì maltrattamenti durante la detenzione. Il suo cadavere fu successivamente rinvenuto lungo la strada. Una testimonianza raccolta nella documentazione locale riferisce che un ragazzo del paese, passando con il padre, vide il corpo di un uomo anziano abbandonato nella cunetta e riconobbe in seguito che si trattava di Bernardo. La fonte descrive anche una grave ferita al volto. Si tratta di una testimonianza relativa al ritrovamento del cadavere e va distinta dalla documentazione civile sulla data della morte. Esiste infatti una particolare questione cronologica. Alcune fonti narrative collocano l'uccisione nella notte o nei giorni immediatamente successivi all'arresto del 30 agosto; il registro civile, invece, registra la morte al 4 settembre 1936. È quest'ultima data che il Martirologio Romano assume per la memoria liturgica del Beato. Il 4 settembre costituisce pertanto la data ufficiale da utilizzare nella scheda biografica e liturgica. Bernardo aveva sessantanove anni. Il suo corpo fu sepolto in una fossa comune nel cimitero di Genovés e i resti non sono stati successivamente identificati. Non esiste quindi una reliquia corporea individualmente riconoscibile.
Il riconoscimento del martirio La morte di Bernardo venne inserita nel più ampio quadro delle cause riguardanti i martiri della persecuzione religiosa in Spagna. La sua causa apparteneva al gruppo dei martiri cappuccini della provincia religiosa valenciana. L'11 marzo 2001 Giovanni Paolo II celebrò in piazza San Pietro la beatificazione di José Aparicio Sanz e di 232 compagni, tra i quali Bernardo da Lugar Nuevo de Fenollet. Il gruppo comprendeva sacerdoti diocesani, religiosi, religiose e laici appartenenti a diverse realtà ecclesiali. Tra essi figuravano anche numerosi Cappuccini della regione valenciana. Nell'omelia di beatificazione Giovanni Paolo II presentò questi testimoni come persone uccise per la loro fede cristiana e per la loro appartenenza alla Chiesa. Il Pontefice sottolineò inoltre, sulla base dei processi canonici, la disposizione al perdono verso i persecutori e richiamò la necessità di custodire la memoria dei martiri come memoria di pace, non di odio o di risentimento. Per Bernardo il riconoscimento ecclesiale non nasce quindi da una fama legata a opere letterarie, incarichi ecclesiastici o attività pubbliche. La sua figura è quella di un fratello religioso laico la cui esistenza, trascorsa nel lavoro umile e nel servizio della comunità, viene coronata secondo il giudizio della Chiesa dal martirio subito durante la persecuzione religiosa.
Una santità fatta di lavoro e semplicità La peculiarità di Bernardo sta proprio nella semplicità della sua esperienza. Non fu predicatore, teologo o fondatore. Non lasciò scritti spirituali di particolare rilievo e non ricoprì incarichi di governo nell'Ordine. La sua vita si svolse soprattutto nel silenzio del convento, tra la preghiera, il lavoro di sarto, la questua e i rapporti quotidiani con la popolazione. Le testimonianze raccolte sui suoi anni di vita religiosa insistono su un tratto che ricorre con particolare frequenza: la mitezza. L'obbedienza, l'umiltà e l'abbandono alla volontà di Dio venivano percepiti dai confratelli non come atteggiamenti occasionali, ma come caratteristiche costanti della sua personalità religiosa. Anche il ritardo con cui poté entrare nell'Ordine assume, alla luce della sua biografia, un significato particolare. La vocazione non lo sottrasse alle responsabilità familiari, ma fu vissuta insieme alla necessità di sostenere i genitori. Quando finalmente entrò tra i Cappuccini, portò con sé l'esperienza di una vita adulta già segnata dal lavoro e dal senso del dovere. La memoria di Bernardo conserva così il profilo di una santità quotidiana, costruita non attraverso gesti straordinari ma mediante la fedeltà alle occupazioni semplici e ai doveri della vita religiosa.
Culto e memoria La memoria liturgica del Beato Bernardo da Lugar Nuevo de Fenollet ricorre il 4 settembre. Il Martirologio Romano lo commemora come religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire, indicando il territorio di Genovés come luogo della sua morte. La beatificazione dell'11 marzo 2001 lo ha inserito ufficialmente nel gruppo dei 233 martiri spagnoli proclamati Beati da Giovanni Paolo II. La memoria liturgica conserva dunque insieme la dimensione personale del religioso cappuccino e quella collettiva della persecuzione religiosa che colpì la Spagna nel 1936-1939. Non risultano patronati specifici attribuiti a Bernardo, né una particolare funzione di compatrono. Allo stesso modo, non sono documentate reliquie corporee individualmente identificabili, poiché i suoi resti furono deposti in una fossa comune e non poterono essere riconosciuti.
Autore: Giampietro Cattini
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