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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera G > Beato Giovanni Maria du Lau d’Allemans Condividi su Facebook

Beato Giovanni Maria du Lau d’Allemans Vescovo e Martire

Festa: 2 settembre

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La Coste, Biras, Francia, 1738 - Parigi, 2 settembre 1792

Nacque il 30 ottobre 1738 a Biras, nel Périgord, in una famiglia aristocratica che aveva dato diversi ecclesiastici alla Chiesa. Formatosi a Parigi nel Collegio di Navarra e alla Sorbona, intraprese una brillante carriera ecclesiastica, divenendo canonico e tesoriere di Pamiers, vicario generale di Bordeaux e, nel 1770, agente generale del clero di Francia. Nel 1775, a soli trentasei anni, fu nominato arcivescovo di Arles. Nel corso del suo episcopato si dedicò alla visita pastorale del vasto territorio diocesano, alla formazione religiosa e ad alcune iniziative sociali, mostrando un orientamento riformatore all'interno della tradizione cattolica del tempo. Eletto deputato del clero agli Stati generali del 1789, si trovò coinvolto direttamente nella crisi rivoluzionaria. Difese la libertà della Chiesa di fronte alla Costituzione civile del clero e si oppose alla trasformazione dell'organizzazione ecclesiastica imposta dall'Assemblea nazionale. Dopo la soppressione civile dell'arcidiocesi di Arles nel 1790, du Lau rimase legato alla propria responsabilità episcopale. Nell'agosto 1792 fu arrestato a Parigi e rinchiuso nell'ex convento dei Carmelitani, trasformato in prigione. Il 2 settembre, durante i massacri di settembre, fu ucciso insieme a numerosi sacerdoti e religiosi. La Chiesa riconobbe in lui uno dei principali testimoni della fede tra le vittime della persecuzione rivoluzionaria: fu beatificato da Pio XI il 17 ottobre 1926 insieme ad altri 190 martiri.

Etimologia: Giovanni dall'ebraico Yohanan e significa 'il Signore è misericordioso'.

Emblema: Abito episcopale, croce pettorale, pastorale.

Martirologio Romano: A Parigi in Francia, passione dei beati martiri Giovanni Maria du Lau d’Allemans, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld, vescovi, e novantatrè compagni, chierici o religiosi, che, radunati nel convento dei Carmelitani, furono trucidati per Cristo in odio alla religione per essersi rifiutati di prestare l’empio giuramento imposto al clero durante la rivoluzione francese.


Jean-Marie du Lau d'Allemans nacque il 30 ottobre 1738 al castello della Côte, presso Biras, nel territorio dell'antica diocesi di Périgueux. Era figlio di Armand du Lau, signore di La Coste, Savignac e La Roche, e di Françoise de Salleton. La sua famiglia apparteneva alla nobiltà del Périgord e aveva avuto diversi membri inseriti negli alti ranghi del clero.
Fu inviato a Parigi per gli studi e frequentò il Collegio di Navarra, uno degli istituti più importanti dell'epoca. Proseguì la formazione teologica alla Sorbona, dove conseguì la licenza in teologia. La sua carriera ecclesiastica fu favorita anche dalla presenza nella capitale dello zio Jean du Lau, parroco di Saint-Sulpice, importante centro della vita sacerdotale e spirituale parigina.

Una rapida carriera ecclesiastica
La sua ascesa negli ambienti ecclesiastici fu progressiva. Fu canonico e tesoriere di Pamiers, quindi vicario generale di Bordeaux e priore di Gabillon. Nel 1770 venne scelto come uno degli agenti generali del clero di Francia, incarico di grande rilievo che lo mise a diretto contatto con i problemi istituzionali ed economici della Chiesa francese.
Il 26 febbraio 1775 fu scelto per l'arcidiocesi di Arles e il 24 aprile ricevette la conferma. La consacrazione episcopale ebbe luogo il 1° ottobre 1775. A trentasei anni era uno dei più giovani prelati nominati da Luigi XVI.

Arcivescovo di Arles
A differenza dell'immagine di un prelato esclusivamente legato ai privilegi dell'Ancien Régime, la sua attività ad Arles presenta anche aspetti di attenzione pastorale e di riforma. Dal 1777 iniziò una sistematica visita della diocesi. Nel 1778 raggiunse anche Notre-Dame-de-la-Mer e nel 1779 incaricò il promotore diocesano Laurent Bonnemant di predisporre una relazione sulla situazione della diocesi, con l'intento di individuare possibili interventi.
Si interessò alla formazione delle levatrici, all'istruzione religiosa dei bambini e ad altri aspetti della vita sociale e pastorale. Nel 1786 fece inoltre ricostruire la grande facciata occidentale del palazzo arcivescovile. Questi interventi mostrano un episcopato nel quale la difesa della tradizione ecclesiastica si accompagnava a una certa sensibilità verso l'esigenza di migliorare concretamente la vita religiosa e sociale della popolazione.

La Rivoluzione e la crisi della Chiesa francese
La convocazione degli Stati generali nel 1789 portò du Lau direttamente al centro della crisi politica. Fu eletto deputato del clero e partecipò alla complessa fase nella quale l'ordinamento monarchico e quello ecclesiastico furono progressivamente trasformati.
Il passaggio decisivo fu la Costituzione civile del clero, approvata dall'Assemblea nazionale nel luglio 1790. Essa sottoponeva l'organizzazione della Chiesa francese a una nuova struttura statale e prevedeva il giuramento dei sacerdoti alla Costituzione. Du Lau si schierò contro questa trasformazione e sostenne i sacerdoti che rifiutavano il giuramento. Una fonte storica arlesiana ricorda come i suoi collaboratori lo considerassero allora un fermo difensore della religione.
Il 12 luglio 1790 l'Assemblea nazionale decretò la soppressione dell'arcidiocesi di Arles. Dal punto di vista della legislazione rivoluzionaria il secolare seggio arlesiano veniva così abolito; sul piano canonico, tuttavia, tale provvedimento non equivaleva a una legittima rinuncia dell'arcivescovo alla propria sede. Du Lau rimase pertanto, nella prospettiva della Chiesa, l'ultimo arcivescovo di Arles.

Il conflitto ad Arles
La situazione locale divenne rapidamente difficile. A partire dal 1790 du Lau entrò in contrasto con Pierre-Antoine Antonelle, primo sindaco eletto di Arles e figura di primo piano dell'ala radicale della Rivoluzione nella città. Lo scontro riguardava soprattutto il nuovo rapporto tra autorità civile e Chiesa, la proprietà dei beni ecclesiastici e la posizione del clero che rifiutava il giuramento costituzionale.
La soppressione dell'arcidiocesi, la chiusura di istituzioni ecclesiastiche e l'allontanamento dei sacerdoti refrattari segnarono la progressiva dissoluzione dell'antica struttura diocesana. Du Lau rimase però legato alla propria funzione pastorale e alla difesa della libertà della Chiesa.

L'arresto e la prigionia
Nel 1792 la situazione politica francese precipitò. Dopo la caduta della monarchia il 10 agosto, le autorità rivoluzionarie considerarono numerosi sacerdoti e religiosi come possibili nemici interni. A Parigi furono incarcerati centinaia di ecclesiastici.
Il convento dei Carmelitani, situato in rue de Vaugirard, era stato trasformato in prigione. Vi erano rinchiusi numerosi sacerdoti che avevano rifiutato il giuramento alla Costituzione civile del clero. Tra loro si trovava anche du Lau, insieme ad alcuni sacerdoti legati alla sua precedente diocesi, fra i quali Armand de Foucauld de Pontbriand e Pierre-François Pazery de Thorame.

Il martirio ai Carmelitani
Il 2 settembre 1792 iniziarono a Parigi i cosiddetti massacri di settembre. Gruppi armati penetrarono nelle prigioni e procedettero all'uccisione di numerosi detenuti. Al convento dei Carmelitani gli ecclesiastici furono radunati nel giardino. Tra le vittime vi erano tre vescovi: Jean-Marie du Lau, arcivescovo di Arles, e i fratelli François-Joseph e Pierre-Louis de La Rochefoucauld, vescovi rispettivamente di Beauvais e Saintes.
Secondo la testimonianza di un sacerdote sopravvissuto, gli ecclesiastici raccolti nel convento conservarono durante quelle ore un atteggiamento di preghiera e di reciproco sostegno. Quando la violenza raggiunse il giardino, numerosi prigionieri si rifugiarono nei pressi della cappella e si diedero reciprocamente l'assoluzione prima di essere raggiunti dagli aggressori.
Du Lau fu riconosciuto come arcivescovo di Arles e venne ucciso nel giardino del convento. Le fonti posteriori narrano l'episodio con particolari drammatici, ma alcuni di questi appartengono alla tradizione agiografica sviluppatasi dopo il martirio. Il dato storicamente certo è la sua morte il 2 settembre 1792 nel corso delle stragi dei Carmelitani.

La memoria dei martiri
Le vittime dei massacri di settembre furono numerose e non tutte vennero riconosciute dalla Chiesa come martiri della fede. Nel gruppo oggetto del processo ecclesiastico furono individuate 191 persone la cui morte venne considerata avvenuta in odio alla fede o in connessione con il rifiuto del giuramento imposto al clero. Esse comprendevano vescovi, sacerdoti, religiosi, diaconi e alcuni laici.
La causa di beatificazione maturò nel corso di un lungo processo storico e canonico. Il 17 ottobre 1926 papa Pio XI beatificò i 191 martiri, ponendo tra i principali rappresentanti del gruppo i tre vescovi uccisi ai Carmelitani. Giovanni Maria du Lau d'Allemans venne così riconosciuto ufficialmente come martire della Rivoluzione francese.
La memoria liturgica dei martiri di settembre è celebrata il 2 settembre. Il Martyrologium Romanum ricorda insieme Giovanni Maria du Lau, i vescovi La Rochefoucauld e i loro compagni, presentandoli come coloro che furono uccisi a Parigi dopo essere stati radunati nel convento dei Carmelitani.

Sepoltura e memoria ad Arles
I resti delle vittime dei Carmelitani furono raccolti e sepolti nell'area cimiteriale collegata all'antico convento. La memoria dei martiri è rimasta particolarmente legata al luogo del loro supplizio, oggi associato alla presenza dell'Institut Catholique de Paris.
Ad Arles la figura di du Lau è ricordata soprattutto come quella dell'ultimo arcivescovo dell'antica sede metropolitana. Nella chiesa di Saint-Trophime, sua cattedrale, è presente anche un'opera scultorea dedicata alla sua memoria. La sua vicenda rimane strettamente intrecciata alla storia della diocesi negli anni drammatici della Rivoluzione francese.

Il significato del suo episcopato
La figura di du Lau è interessante perché unisce due dimensioni che non devono essere separate. Da una parte fu un uomo appartenente all'alto clero dell'Ancien Régime, inserito nei meccanismi istituzionali della monarchia francese; dall'altra fu un vescovo impegnato nella visita pastorale, nell'istruzione religiosa e in alcune iniziative di rinnovamento della vita diocesana.
La Rivoluzione lo costrinse progressivamente a passare dalla normale amministrazione pastorale alla difesa dell'indipendenza della Chiesa. Il suo rifiuto di accettare la Costituzione civile del clero fu quindi inserito in un conflitto molto più ampio sul rapporto tra Stato e Chiesa.

Il rapporto con i sacerdoti della sua diocesi
Particolarmente significativo è il rapporto con i sacerdoti che rimasero fedeli all'ordinamento ecclesiastico tradizionale. Tra i martiri dei Carmelitani vi erano anche ecclesiastici appartenenti alla cerchia di du Lau. La presenza accanto a lui di Armand de Foucauld de Pontbriand, suo vicario generale e parente, rende ancora più evidente la dimensione comunitaria della persecuzione subita dal clero arlesiano.

Il processo di beatificazione
La beatificazione del 1926 non fu una canonizzazione individuale, ma il riconoscimento della testimonianza di un gruppo di 191 martiri. Giovanni Maria du Lau è quindi venerato all'interno della più ampia schiera dei Martiri di settembre del 1792.
La ricerca storica moderna ha inoltre dedicato studi specifici alla sua figura. Tra i lavori più importanti si trova il volume curato da Gérard Cholvy, Jean Marie du Lau, archevêque d'Arles, et ses compagnons martyrs, 1792-1992, che raccoglie gli atti del colloquio organizzato ad Arles nel 1992 in occasione del secondo centenario della morte. La bibliografia storica vaticana segnala inoltre uno studio dedicato espressamente a du Lau e al processo di canonizzazione.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Jean-Marie du Lau d’Alleman nacque a La Coste nel 1738. Rampollo di una nobile famiglia, come consuetudine del tempo fu destinato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica, sino a divenire arcivescovo di Arles. Entrò inoltre nel parlamento francese come deputato del Clero, ma non condividendo le idee dei rivoluzionari volte alla statalizzazione della Chiesa francese, fu perseguitato per la sua fede cattolica. Imprigionato allora nel monastero carmelitano di Parigi, qui il 2 settembre 1792 venne massacrato con altri 94 compagni.
Insieme con altre vittime della persecuzione religiosa morte in quei giorni a Parigi, per un totale di 191 persone, Jean-Marie du Lau d’Alleman fu beatificato da Papa Pio XI il 17 ottobre 1926. A capo di tale folta schiera di martiri sono stati posti tre vescovi, tra i quali appunto Jean-Marie du Lau d’Alleman ed i fratelli Pierre-Louis e Francois-Joseph de La Rouchefoucauld.


Autore:
Don Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2026-08-18

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