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Zaragoza, Spagna, 3 giugno 1882 - Valencia, Spagna, 25 agosto 1936
Nato a Saragozza nel 1882, entrò ancora adolescente nella vita ecclesiastica e nel 1898 vestì l'abito dell'Ordine dei Predicatori. Sacerdote dal 1906, unì alla formazione teologica e filosofica una preparazione scientifica non comune: conseguì infatti il dottorato in Scienze fisiche all'Università Centrale di Madrid. La sua attività si sviluppò soprattutto a Valencia, dove dal 1912 partecipò alla restaurazione della Provincia domenicana d'Aragona, distinguendosi come predicatore, docente, scrittore e promotore di opere educative e assistenziali. Fu anche autore di studi nei quali cercò di mettere in rapporto la filosofia e la teologia tomista con le questioni scientifiche e culturali del suo tempo. Promosse il collegio-asilo San Joaquín, la Policlinica di San Vicente Ferrer e un centro di studi superiori destinato a diventare il nucleo del futuro collegio San Vicente Ferrer. Fondò inoltre iniziative editoriali e culturali legate al rinnovamento degli studi tomisti. Nel 1936, allo scoppio della guerra civile, fu costretto ad abbandonare il convento. Dopo alcune settimane trascorse presso famiglie amiche della comunità, venne arrestato a Valencia il 25 agosto e ucciso quello stesso giorno. La Chiesa lo ha riconosciuto martire della persecuzione religiosa in Spagna e papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato l'11 marzo 2001 insieme ad altri 232 compagni.
Etimologia: Luigi, dall'antico germanico Chlodowig, 'illustre in battaglia'; Urbano, dal latino Urbanus, 'della città', 'cittadino'.
Emblema: Veste domenicana, libro o crocifisso.
Martirologio Romano: A Valencia in Spagna, beato Luigi Urbano Lanaspa, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che affrontò la gloriosa prova per Cristo.
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Luis Urbano Lanaspa nacque a Saragozza il 3 giugno 1882. Le fonti domenicane più dettagliate riferiscono che al battesimo ricevette i nomi di Luis-Isaac. Frequentò il collegio degli Scolopi, dove compì gli studi umanistici, distinguendosi per le sue capacità. Nel 1896, a quattordici anni, entrò nel Seminario conciliare di Saragozza, iniziando lo studio della filosofia. Parallelamente prestava servizio come sacrestano nella chiesa delle religiose domenicane di Santa Ines. Proprio l'ambiente domenicano contribuì probabilmente ad avvicinarlo alla spiritualità dell'Ordine dei Predicatori. Il 30 ottobre 1898 entrò nel noviziato domenicano di Padrón, nella provincia di La Coruña. Dopo il noviziato proseguì la formazione nei conventi di Corias, nelle Asturie, e di San Esteban a Salamanca. Qui ricevette una solida preparazione teologica secondo la tradizione tomista che caratterizzava il convento salmantino. Nel 1906 fu ordinato sacerdote, il 22 settembre. La sua formazione non si limitò tuttavia agli studi ecclesiastici. Urbano coltivò infatti un interesse particolare per le scienze naturali e intraprese gli studi universitari di fisica, fino a conseguire il dottorato in Scienze fisiche presso l'Università Centrale di Madrid. Questa duplice competenza, teologica e scientifica, sarebbe diventata uno degli elementi più caratteristici della sua attività intellettuale.
Sacerdote, studioso e uomo di cultura Nel 1912 Urbano aderì all'iniziativa per la restaurazione della Provincia domenicana d'Aragona e fu destinato a Valencia. Qui trascorse la parte principale della sua vita sacerdotale. Si affermò rapidamente come predicatore e insegnante, ma anche come direttore spirituale e organizzatore di opere sociali. La sua figura non rientra quindi nello stereotipo del religioso dedito esclusivamente alla predicazione. Urbano coltivava contemporaneamente filosofia, teologia e scienze fisiche. Appartenne alla Real Sociedad Española de Física y Química, alla Real Sociedad Matemática Española e all'Asociación Española para el Progreso de las Ciencias. Nell'Ordine ricevette il titolo di Predicatore generale e successivamente quello di Maestro in Sacra Teologia, il più alto grado accademico conferito dall'Ordine domenicano. Nel corso della sua attività pubblicò numerosi studi. Tra quelli ricordati dalla bibliografia figurano Los prodigios de Limpias a la luz de la teología y de la ciencia, dedicato criticamente ai presunti fenomeni soprannaturali di Limpias, e Einstein y Santo Tomás, nel quale affrontò il rapporto tra il pensiero di san Tommaso d'Aquino e le teorie della relatività. Scrisse inoltre La emoción y las pasiones, pubblicato nel 1936, oltre a numerosi articoli sulla Ciencia Tomista. Questa produzione mostra un tratto essenziale del suo pensiero: la convinzione che la tradizione tomista potesse confrontarsi con la cultura scientifica contemporanea senza rinunciare alla propria identità. Il suo interesse non era quindi rivolto soltanto alla conservazione del patrimonio scolastico, ma anche al confronto con le questioni intellettuali del proprio tempo.
Predicatore e promotore di iniziative internazionali La sua fama di predicatore oltrepassò i confini della Spagna. Nel 1923-1924 accompagnò il cardinale Juan Bautista Benlloch y Vivó, legato pontificio, durante un viaggio che toccò diversi paesi dell'America Latina, fra cui Cile, Perù ed Ecuador. Lanaspa vi partecipò come oratore sacro. L'esperienza internazionale si inseriva in una più ampia concezione della missione culturale dell'Ordine dei Predicatori. Urbano vedeva infatti nella predicazione, nell'insegnamento e nella ricerca intellettuale strumenti complementari di evangelizzazione. Tra i suoi interessi vi fu anche la questione dell'unità dei cristiani. Nel 1914 pubblicò uno scritto sull'ecumenismo nel quale presentava san Domenico come modello per l'attività ecumenica. L'uso del termine 'ecumenismo' in questo contesto appartiene naturalmente al linguaggio cattolico dell'epoca e non va identificato senza ulteriori precisazioni con il movimento ecumenico sviluppatosi nel secondo dopoguerra.
Le opere sociali ed educative a Valencia A Valencia Urbano non limitò la propria attività alla predicazione e all'insegnamento. Fu promotore di numerose iniziative sociali e formative. Tra le opere più significative vi furono il collegio-asilo San Joaquín e la Policlinica di San Vicente Ferrer. La sua attenzione si rivolse quindi sia alla formazione dei giovani sia all'assistenza sanitaria e sociale. Particolarmente importante fu il progetto di un centro superiore di studi per ecclesiastici e laici. La realizzazione fu approvata dalla Provincia domenicana d'Aragona e dal Vicario generale dell'Ordine il 3 marzo 1926; il 27 giugno dello stesso anno venne posta la prima pietra. L'iniziativa costituisce l'origine del centro educativo domenicano oggi legato al collegio San Vicente Ferrer di Valencia. Nel campo editoriale promosse inoltre la Biblioteca de Tomistas Españoles, destinata alla pubblicazione e alla valorizzazione di testi della tradizione tomista. La biblioteca continuò a pubblicare anche dopo la sua morte: un catalogo della Biblioteca di San Esteban documenta, per esempio, l'edizione curata da Urbano dei commentari di Domingo Báñez alla Summa Theologiae di san Tommaso d'Aquino, pubblicata nel 1934. Urbano fu anche coinvolto nella vita culturale attraverso riviste come Rosas y Espinas e Contemporánea. Quest'ultima, fondata nel 1933, cercava di affrontare le questioni della cultura contemporanea da una prospettiva cattolica e di favorire il confronto con correnti diverse.
Gli ultimi anni e la persecuzione del 1936 La situazione politica e religiosa della Spagna precipitò nel 1936. Dopo l'inizio della guerra civile e della persecuzione religiosa, le comunità religiose furono costrette ad abbandonare numerosi conventi. A Valencia, il 19 luglio 1936, Urbano lasciò il convento e trovò ospitalità presso famiglie amiche della comunità domenicana. Il 23 luglio si verificò un primo tentativo di arrestarlo. Rimase nascosto fino alla fine di agosto, mentre la persecuzione contro sacerdoti e religiosi proseguiva nella città e nella regione. Il documento ufficiale preparato dalla Santa Sede per la beatificazione inserisce Urbano nella causa dei 18 domenicani della Provincia religiosa d'Aragona. Il decreto relativo alla causa era stato emanato il 20 dicembre 1999. Nel documento egli è indicato come vicario provinciale e la sua morte è fissata a Valencia al 25 agosto 1936. La mattina o il primo pomeriggio del 25 agosto fu arrestato. Secondo le fonti biografiche domenicane, fu ucciso quello stesso giorno. La coincidenza fra data dell'arresto e data della morte è attestata dalle fonti che seguono la documentazione della causa. È importante distinguere questo dato dalla tradizione bibliografica che per alcuni anni ha riportato il 21 agosto come giorno della morte. Tale data compare ancora in diverse pubblicazioni secondarie, ma è smentita dal documento ufficiale della Santa Sede e dalla scheda del Martirologio. Per una scheda agiografica aggiornata, il 25 agosto 1936 deve pertanto essere considerato il dato corretto.
Il martirio La Chiesa cattolica riconosce Luigi Urbano Lanaspa come martire della persecuzione religiosa avvenuta nella Spagna della guerra civile. Il suo martirio non viene presentato come la morte di un combattente, ma come quella di un sacerdote e religioso cattolico vittima della persecuzione contro la Chiesa. Nella celebrazione della beatificazione del 2001 la Santa Sede inserì Lanaspa nel gruppo dei 233 martiri composto da sacerdoti, religiosi, religiose e laici. Il documento pontificio sottolinea che i processi relativi al gruppo erano stati istruiti principalmente nell'arcidiocesi di Valencia e che la causa dei domenicani comprendeva 18 religiosi della Provincia d'Aragona. Il riconoscimento ecclesiale del martirio è dunque legato non semplicemente alle circostanze violente della sua morte, ma all'accertamento, nel processo canonico, della sua appartenenza alla persecuzione religiosa e della sua condizione di vittima in quanto sacerdote e religioso.
Beatificazione e culto Luigi Urbano Lanaspa fu beatificato da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 in piazza San Pietro, insieme a José Aparicio Sanz e ad altri 232 martiri. La cerimonia costituì una delle più importanti celebrazioni dedicate ai martiri della persecuzione religiosa spagnola. Il documento ufficiale della Santa Sede precisa che la causa dei domenicani comprendeva religiosi appartenenti alla Provincia d'Aragona, storicamente legata anche a figure come san Vincenzo Ferreri e san Luigi Bertrán. Lanaspa fu quindi inserito in una memoria ecclesiale più ampia, quella dei domenicani spagnoli vittime della persecuzione del 1936. I suoi resti sono conservati nella Basilica di San Vicente Ferrer a Valencia, nella cripta laterale dell'altare dedicato a san Domenico. Le fonti locali indicano il 1942 come anno della traslazione nella sede attuale.
Un domenicano tra scienza e tomismo L'aspetto probabilmente più originale della figura di Urbano Lanaspa è l'intreccio tra vocazione religiosa e ricerca scientifica. Non fu semplicemente un sacerdote interessato alle scienze: conseguì un dottorato in fisica e partecipò alla vita delle società scientifiche spagnole. La sua opera Einstein y Santo Tomás, pubblicata a Valencia nel 1927, mostra la volontà di confrontare la tradizione tomista con uno dei più importanti mutamenti della fisica contemporanea. Gli studi bibliografici ricordano inoltre numerosi contributi sulla cosmologia, la teodicea e la filosofia delle scienze fisiche. Questo elemento rende Lanaspa una figura significativa anche nella storia della cultura cattolica spagnola del primo Novecento: egli appartiene a quella corrente di religiosi e studiosi domenicani che cercarono di mantenere vivo il tomismo facendolo dialogare con le nuove conoscenze scientifiche.
La Biblioteca de Tomistas Españoles Un'altra iniziativa di rilievo fu la Biblioteca de Tomistas Españoles. Lanaspa contribuì alla pubblicazione di opere della tradizione scolastica spagnola, offrendo agli studiosi strumenti per recuperare testi fondamentali del tomismo. La sua attività editoriale non fu dunque soltanto divulgativa. Il catalogo della Biblioteca di San Esteban documenta direttamente il suo lavoro editoriale su Domingo Báñez e mostra il suo ruolo nella riproposizione critica della tradizione tomista.
Il progetto educativo valenciano Il progetto del centro di studi superiori avviato nel 1926 rappresenta forse il punto in cui più chiaramente si incontrano le diverse dimensioni della sua attività: formazione religiosa, cultura, università e impegno sociale. L'approvazione del progetto il 3 marzo 1926 e la posa della prima pietra il 27 giugno dello stesso anno sono documentate dalla storia ufficiale del collegio domenicano di Valencia. L'istituzione sorta da quell'iniziativa è rimasta legata alla memoria del suo fondatore e continua a ricordarne il ruolo nella propria storia.
Autore: Giampietro Cattini
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