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San Giovanni Boste Sacerdote e martire

Festa: 24 luglio

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Dufton, Westmorland (oggi Cumbria, Inghilterra), circa 1544 - Durham, Inghilterra, 24 luglio 1593

Nato da famiglia cattolica a Dufton (Westmoreland) verso il 1544, il Boste studiò al Queen's College di Oxford, conseguendo il diploma di baccelliere (1569) e poi di Maestro delle Arti (1572). Fu per un certo tempo predicatore protestante, ma, riconosciuto il suo errore, si riconciliò con la Chiesa cattolica a Brome (Suffolk) nel 1576, si dimise dal collegio dei professori e, per studiare teologia, si portò a Reims, dove fu consacrato sacerdote il 4 marzo 1581. Nell'aprile seguente ritornò in patria e si diede a una vita missionaria così intensa ed efficace, specialmente nel far rientrare nella Chiesa cattolica quelli che avevano riconosciuto con giuramento la supremazia spirituale di Elisabetta, che il consiglio privato della regina ordinò perentoriamente di catturarlo, usando di qualsiasi mezzo. Difatti il Boste, per il tradimento di un falso amico, fu arrestato presso Durham, il 5 luglio 1593. Trasportato alla Torre di Londra, subì per quindici volte orrende torture, dopo le quali potè camminare solo appoggiandosi a una canna. Ri­portato a Durham per le assise del 22 lugl., si dchiarò innocente, si gloriò delle Messe celebrate, delle riconciliazioni ottenute con la Chiesa cattolica e di tutto il lavoro compiuto a pro delle ani­me; indi, udita la sentenza di morte, intonò lieto e sorridente il Te Deum. Il 24 luglio salì la forca recitando un'Ave a ogni gradino del palco. Avreb­be voluto parlare al pubblico, ma non gli fu con­cesso e potè dire solo di sperare che la sua morte avrebbe parlato al cuore dei presenti, dicendo loro tutto quello che egli avrebbe voluto dire. Quin­di cominciò a recitare versetti dei salmi, ma ben presto fu impiccato e sviscerato. Ancora vivo, men­tre gli strappavano il cuore, lo si udì raccoman­dare il suo spirito nelle mani del Signore. 

Etimologia: Giovanni deriva dall'ebraico Yohanan, 'Dio ha avuto misericordia' oppure 'Dio è benevolo'

Emblema: Palma del martirio, abito sacerdotale, corda, patibolo, libro del Vangelo.

Martirologio Romano: A Durham sempre in Inghilterra, san Giovanni Boste, sacerdote e martire per il suo sacerdozio, che, sotto la stessa regina, anche davanti al giudice non cessò di confortare i suoi compagni.


Giovanni Boste (John Boste, John Boast, Johannes Boste) nacque verso il 1544 a Dufton, nel Westmorland, da una famiglia che rimase legata alla tradizione cattolica nonostante la progressiva affermazione della Riforma inglese.
Frequentò il Queen's College di Oxford, dove conseguì il titolo di Bachelor of Arts nel 1569 e quello di Master of Arts nel 1572. In questi anni prestò il giuramento di supremazia richiesto dalle autorità e aderì alla Chiesa d'Inghilterra, arrivando a svolgere anche l'attività di predicatore protestante.

La conversione al cattolicesimo
La svolta decisiva maturò nel 1576. Attraverso lo studio e il confronto con sacerdoti cattolici, Boste giunse alla convinzione di dover ritornare alla comunione con Roma.
Dopo la riconciliazione lasciò l'insegnamento universitario e raggiunse il Collegio Inglese di Reims, in Francia, il principale centro di formazione dei futuri sacerdoti destinati alla missione clandestina in Inghilterra.
Il 4 marzo 1581 ricevette l'ordinazione sacerdotale.

Il ritorno missionario
Pochi mesi dopo l'ordinazione rientrò clandestinamente in patria.
Per circa dodici anni percorse soprattutto il nord dell'Inghilterra celebrando l'Eucaristia nelle dimore delle famiglie cattoliche, amministrando i sacramenti, riconciliando molti fedeli che avevano abiurato sotto pressione e sostenendo una Chiesa costretta alla clandestinità.
La sua attività risultò così efficace che le autorità lo considerarono uno dei missionari più pericolosi della regione. Il Consiglio Privato della regina Elisabetta ordinò espressamente la sua cattura.
Secondo una testimonianza dell'epoca era soprannominato "il più grande cervo del Nord", immagine che esprimeva quanto fosse difficile rintracciarlo nonostante l'intensa caccia nei suoi confronti.

Arresto e processo
Nel 1593 fu tradito da un ex cattolico, Francis Ecclesfield, e arrestato nei pressi di Durham.
Condotto davanti ai giudici, fu accusato non di delitti comuni ma di essere sacerdote cattolico ordinato all'estero e rientrato in Inghilterra, fatto che la legislazione del 1585 qualificava come alto tradimento.
Durante il processo gli fu attribuita anche una presunta complicità con i tentativi di invasione spagnola. Giovanni rispose con una frase rimasta celebre:
Il nostro compito è conquistare le anime, non occuparci delle invasioni temporali.
Questa dichiarazione riassume efficacemente la sua concezione del ministero sacerdotale.

Il martirio
Il 24 luglio 1593 Giovanni Boste venne condotto al luogo dell'esecuzione presso Dryburn, a Durham.
Prima della morte recitò serenamente la preghiera dell'Angelus e incoraggiò i compagni di prigionia a rimanere saldi nella fede.
Fu quindi sottoposto alla pena prevista per i traditori: impiccagione, sventramento e squartamento.
La Chiesa cattolica lo considera martire perché la vera causa della condanna fu il suo ministero sacerdotale e la fedeltà alla comunione con Roma.

Il contesto storico
Il martirio di Giovanni Boste si colloca durante il regno di Elisabetta I, quando le tensioni politiche tra Inghilterra e monarchie cattoliche europee portarono il governo a identificare frequentemente la fedeltà al papa con un potenziale tradimento della Corona.
Con l'Act Against Jesuits, Seminary Priests and Other Such Disobedient Persons del 1585, il semplice fatto di essere sacerdote cattolico formato all'estero e rientrato nel regno costituiva un reato capitale. In questo quadro numerosi sacerdoti inglesi operarono in clandestinità, sostenuti dalle famiglie cattoliche che rischiavano a loro volta pesanti sanzioni.

Culto
Giovanni Boste fu beatificato da papa Pio XI il 15 dicembre 1929 insieme ad altri martiri inglesi.
Il 25 ottobre 1970 papa Paolo VI lo proclamò santo nel gruppo dei Quaranta Martiri d'Inghilterra e del Galles, riconoscendo ufficialmente il valore ecclesiale della loro testimonianza durante le persecuzioni del XVI e XVII secolo.
La sua memoria liturgica ricorre il 24 luglio.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-16

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