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Beato Ferdinando Gonzalez Anon Sacerdote e martire

Festa: 27 agosto

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Turís, Valencia, Spagna, 17 febbraio 1886 - Picassent, Spagna, 27 agosto 1936

Nacque a Turís, nella provincia e arcidiocesi di Valencia, il 17 febbraio 1886, in una famiglia di agricoltori profondamente cristiana. Fin dall'infanzia manifestò una precoce inclinazione al sacerdozio e, dopo gli studi, entrò nel Seminario Conciliar Central di Valencia, distinguendosi per pietà, applicazione e vivacità. Ordinato sacerdote nel 1913, svolse il ministero in diverse località della diocesi, tra cui Alcácer, Alcira, Macastre, Cortes de Pallás, Anna e Valencia. In tutti questi incarichi si fece apprezzare soprattutto per l'attenzione agli operai, ai poveri e agli ammalati. Nel 1931 tornò nel paese natale come parroco di Turís. Qui intensificò la vita liturgica e catechistica, promosse l'adorazione eucaristica, le Quarantore e la devozione alla Vergine dei Dolori, dedicandosi contemporaneamente all'assistenza dei bisognosi. Dopo l'inizio della persecuzione religiosa del 1936, rimase fedele al proprio ministero. Arrestato e ucciso il 27 agosto 1936, a cinquant'anni, fu riconosciuto dalla Chiesa come martire della fede. Il suo nome fu inserito nella causa dei 233 martiri di Valencia beatificati da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001.

Etimologia: Dal germanico e viene generalmente interpretato come 'ardito nella pace' o 'colui che osa per la pace'.

Emblema: Sacerdote in abito ecclesiastico, palma del martirio.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Picassent nel territorio di Valencia in Spagna, beato Ferdinando González Añón, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione, meritò di passare alla beatitudine eterna.


Ferdinando nacque il 17 febbraio 1886 a Turís, allora centro rurale dell'area valenciana. I genitori, Fernando González Pons e Isabel Añón Navarro, appartenevano a una famiglia di agricoltori e gli trasmisero una solida formazione cristiana. Le fonti agiografiche sottolineano che, fin da bambino, manifestava nei giochi e nei discorsi rivolti ai coetanei una particolare attrazione per il sacerdozio.
Prima di entrare in seminario completò anche studi commerciali presso i Fratelli Maristi, circostanza ricordata dalla documentazione biografica. Successivamente entrò nel Seminario Conciliar Central di Valencia, dove si distinse non soltanto per la pietà, ma anche per l'impegno nello studio e per il carattere gioviale. La sua formazione avvenne quindi in un ambiente ecclesiale nel quale la preparazione intellettuale era strettamente unita alla formazione pastorale.
Ricevette la tonsura, gli ordini minori e il suddiaconato il 22 e 23 dicembre 1911. Fu ordinato sacerdote nel marzo 1913 e il 6 marzo dello stesso anno celebrò la prima Messa nella parrocchia del paese natale.

Un ministero itinerante nella diocesi di Valencia
Il primo incarico pastorale fu ad Alcácer, dove nel 1913 esercitò come coadiutore. Nel 1915 passò alla parrocchia di Santa Catalina di Alcira, ancora come coadiutore. In seguito fu destinato a Macastre come cura ecónomo e quindi a Cortes de Pallás come cappellano della centrale idroelettrica. Nel 1924 fu nominato sacerdote reggente di Anna e nel 1925 svolse il ministero nella parrocchia di San Juan de la Ribera, nella città di Valencia.
La successione degli incarichi mostra una figura sacerdotale abituata a contesti pastorali differenti. Le testimonianze raccolte nella documentazione della causa insistono soprattutto sulla sua attenzione verso gli operai, che aiutava nelle loro necessità, e verso le persone più povere. È ricordato anche come apostolo del Sacro Cuore di Gesù e come sacerdote particolarmente attento alla catechesi e alla diffusione della buona stampa cattolica.
Non emerge dalle fonti la figura di un intellettuale o di un protagonista della vita ecclesiastica valenciana nel senso istituzionale del termine. La sua originalità appare piuttosto nella dimensione pastorale: fu un sacerdote inserito nella vita concreta delle comunità, capace di unire la cura liturgica, la catechesi e l'assistenza materiale ai più bisognosi.

Il ritorno a Turís
Il 24 giugno 1931 González Añón prese possesso della parrocchia di Turís, tornando così nella comunità in cui era nato. Il nuovo incarico coincise con un periodo particolarmente delicato della storia spagnola, segnato dalla proclamazione della Seconda Repubblica e da una crescente polarizzazione politica e sociale.
A Turís si dedicò con particolare intensità alla vita sacramentale e alla formazione religiosa. Promosse il culto del Santissimo Sacramento, istituì le Quarantore e sostenne la celebrazione della festa di Cristo Re e quella della Vergine dei Dolori, patrona della parrocchia. Parallelamente intensificò la catechesi e l'assistenza ai malati e ai poveri.
La documentazione relativa alla persecuzione religiosa riferisce che, già prima dello scoppio della guerra civile, il sacerdote si oppose alle violenze e agli atti compiuti contro gli edifici e gli oggetti di culto. Nel 1936 furono sequestrati o chiusi luoghi sacri di Turís; la chiesa parrocchiale venne poi incendiata e la cappella della patrona subì gravi danni.

La persecuzione religiosa e la morte
Il 1936 segnò una frattura drammatica. Dopo il fallimento del tentativo di colpo di Stato e l'inizio della guerra civile spagnola, in diverse zone della Spagna si sviluppò una violenta persecuzione contro il clero, i religiosi e numerosi laici cattolici. L'area valenciana fu tra quelle nelle quali molti sacerdoti furono uccisi.
González Añón era consapevole del pericolo. Secondo la documentazione agiografica, nei giorni precedenti la sua morte aveva manifestato la disponibilità ad affrontare il martirio. Una testimonianza, ripresa dalla documentazione della causa, riferisce inoltre che egli avrebbe offerto la propria vita alla Vergine dei Dolori perché la sua morte potesse essere di beneficio alla comunità di Turís. Questa frase appartiene alla memoria testimoniale del martire e va pertanto distinta dai dati biografici documentati in modo diretto.
La cronologia della morte è tuttavia precisa nelle fonti ecclesiastiche ufficiali: Fernando González Añón, parroco di Turís, fu ucciso il 27 agosto 1936. Il decreto relativo alla causa lo identifica espressamente con queste date: Turís, 17 febbraio 1886; morte, 27 agosto 1936.
Secondo la documentazione biografica più dettagliata, fu costretto a lasciare la casa parrocchiale e condotto sulla strada tra Picassent e Turís, dove venne assassinato. Aveva cinquant'anni. Alcune testimonianze tramandano che, durante l'uccisione, invocasse il perdono per i propri persecutori e proclamasse la propria fede in Cristo. Le formule 'Perdonali, Signore' e 'Viva Cristo Re', così come l'invocazione 'Signore mio e Dio mio', appartengono alla tradizione testimoniale raccolta per la causa e non devono essere presentate come una trascrizione stenografica delle sue ultime parole.
Il corpo fu sepolto nel cimitero di Picassent. Fonti successive riferiscono che i suoi resti non sono stati identificati e che, di conseguenza, non sono oggi disponibili come reliquie personali riconoscibili.

Il riconoscimento del martirio
La memoria di González Añón fu inserita nella grande causa dei martiri dell'arcidiocesi di Valencia. Il decreto della Congregazione delle Cause dei Santi, letto davanti a Giovanni Paolo II il 18 dicembre 2000, lo elenca tra i sacerdoti diocesani della causa con la qualifica di parroco di Turís e con la data del martirio fissata al 27 agosto 1936.
La beatificazione fu celebrata a Roma l'11 marzo 2001 da san Giovanni Paolo II, insieme ad altri 232 martiri appartenenti a diverse realtà ecclesiali. Il gruppo comprendeva sacerdoti diocesani, religiose, laici e giovani appartenenti all'Azione Cattolica e ad altre associazioni apostoliche. La Santa Sede presentò quella celebrazione come un importante riconoscimento della testimonianza cristiana offerta durante la persecuzione religiosa in Spagna.
La Conferenza Episcopale Spagnola continua a registrare González Añón tra i martiri del XX secolo in Spagna, indicandone la beatificazione dell'11 marzo 2001 e senza attribuirgli una successiva canonizzazione.

Culto e memoria liturgica
La memoria liturgica del Beato Ferdinando González Añón è celebrata il 27 agosto, giorno del suo martirio. Il Martirologio Romano lo ricorda a Picassent, nel territorio di Valencia, come sacerdote e martire morto durante la persecuzione.
La sua memoria è inseparabile da quella degli altri martiri valenciani del 1936, molti dei quali furono beatificati nella medesima celebrazione romana del 2001. La Chiesa cattolica, nel riconoscere il martirio, non intende semplicemente commemorare una vittima della violenza politica, ma riconosce nella morte di González Añón una testimonianza cristiana affrontata in odio alla fede, secondo i criteri propri del riconoscimento ecclesiale del martirio.

Reliquie
Il corpo di González Añón fu sepolto nel cimitero di Picassent. La documentazione biografica riferisce tuttavia che i resti non sono stati localizzati o identificati. Per questo motivo non è possibile indicare una reliquia personale certa conservata in una chiesa o in un santuario.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Nacque il 17 febbraio 1886 nella città di Turís, in provincia di Valencia (Spagna) dall’agricoltore  Fernando González Pons, e Isabel Añón Navarro.
La sua era una famiglia cattolica fervente.
Fin da giovanissimo era pio e religioso, mostrando la sua inclinazione alla vocazione sacerdotale attraverso i suoi giochi e anche nei sui discorsi che faceva ai sui compagni.
Entrò nel Seminario Conciliare Centrale, dove si distinse per la sua pietà, la diligenza nello studio che gli valsero la stima di superiori. Era un seminarista esemplare.
Ricevette la tonsura, gli ordini minori e il suddiaconato il 22 e 23 dicembre 1911.
Dopo aver ricevuto il sacerdozio, celebrò per la prima volta la messa nella parrocchia del suo paese natale il 6 marzo 1913.
Dopo la consacrazione sacerdotale, nel 1913, è stato nominato curato nella parrocchia di Alcácer, e nel 1915 fu trasferito con la medesima funzione nella parrocchia di  Santa Catalina de Alcira.
Successivamente, fu nominato sacerdote tesoriere di Macastre, e poi cappellano dell'idroelettrico, a Cortes de Pallás.
Nel 1924 è stato incaricato quale sacerdote reggente di Anna e nel 1925 vicario di San Juan de la Ribera.
In tutte queste parrocchie si distinse per il lavoro instancabile a favore degli operai, che aiutava sempre nelle loro necessità.
Il 24 giugno 1931, prese possesso della parrocchia di Turís.  
Qui si è dedicato a promuovere il culto e la devozione al Santissimo Sacramento. Ha istituito le Quarant’ore, ha promosso la festa di Cristo Re e quella festa della Vergine dei Dolori.
In parrocchia chi lo conobbe ricorda che si è dedicato senza risparmiarsi alla pastorale dei malati e dei bisognosi. Apostolo e propagandista della buona stampa, teneva sempre in primo piano la catechesi.  
Il beato Fernando era a conoscenza, nei giorni precedenti la rivoluzione, della situazione che si stava creando, con la persecuzione religiosa e il probabile martirio.
La rivoluzione a Turís è iniziata con i rivoluzionari che incendiavano le chiese, bruciavano le immagini sacre e gli oggetti religiosi e arrestavano i cattolici.
Quando scoppiò la rivoluzione del 1936, il beato reagì come un vero prete cattolico.
Non ha mai rinnegato la sua professione di fede pienamente fiduzioso nella Divina Provvidenza.
Fu arrestato il 27 agosto 1936 presso la casa della sua chiesa.
Il giorno successivo è stato assassinato, perdonando i suoi esecutori e pronunciando la frase: ¡Viva Cristo Rey!.
Ferdinando Gonzáles Añón nel gruppo dei 233 martiri a Valencia, è stato beatificato da San Giovanni Paolo II il giorno 11 marzo 2001. La sua festa è stata fissata nel giorno del suo martirio, il 27 agosto.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-08-12

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