|
>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Montaverner, Spagna, 3 gennaio 1894 - Puerto de Cárcer, Spagna, 15 settembre 1936
Nacque a Montaverner, nella provincia di Valencia, il 3 gennaio 1894. Fin dall'adolescenza orientò la propria vita verso il sacerdozio e frequentò il Collegio delle Vocazioni Ecclesiastiche di Valencia. Ordinato sacerdote nel 1921, esercitò il ministero in diverse comunità della regione valenciana e anche a Campos de Arenoso, nell'attuale provincia di Castellón. La sua ultima destinazione fu Bélgida, dove svolse il ministero come sacerdote reggente. Le testimonianze raccolte durante il processo ne ricordano l'umiltà, la semplicità dei modi, l'austerità della vita e la particolare attenzione verso i poveri. Nel 1936, con l'inizio della persecuzione religiosa collegata alla guerra civile spagnola, il culto cattolico venne interrotto e Penadés fu costretto a lasciare Bélgida. Si rifugiò nella nativa Montaverner, presso la propria famiglia. Nella notte del 15 settembre venne prelevato e condotto davanti al comitato locale di Bélgida. Dopo una sommaria procedura fu condannato a morte in quanto sacerdote. Trasferito verso il Puerto de Cárcer, nel territorio di Llosa de Ranes, venne ucciso a colpi d'arma da fuoco. Aveva quarantadue anni. La Chiesa cattolica riconobbe il suo martirio nel contesto della persecuzione religiosa in Spagna e Pasquale Penadés Jornet fu beatificato da san Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001, insieme a Giuseppe Aparicio Sanz e ad altri 231 martiri. La sua memoria liturgica ricorre il 15 settembre.
Etimologia: Dal latino Paschalis, relativo alla Pasqua, a sua volta collegato all'ebraico pesah, passaggio.
Emblema: Veste sacerdotale, crocifisso, palma del martirio.
Martirologio Romano: Nel villaggio di Llosa de Ranes nel territorio di Valencia in Spagna, beato Pasquale Penadés Jornet, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione, con il suo combattimento terreno giunse alla pienezza della salvezza eterna.
|
Pasquale Penadés Jornet nacque a Montaverner, località valenciana dell'area dell'Albaida, il 3 gennaio 1894. Alcune fonti locali ricordano che fu battezzato il giorno successivo alla nascita. I suoi genitori erano José Penadés Fullana e Trinidad Jornet Julià, quest'ultima originaria di Bélgida, località che avrebbe avuto un ruolo importante nella successiva vita pastorale del figlio. Fin dall'infanzia manifestò l'inclinazione verso il sacerdozio. Entrò nel Collegio delle Vocazioni Ecclesiastiche di Valencia, istituzione destinata alla formazione dei giovani orientati al ministero sacerdotale, e proseguì gli studi ecclesiastici fino all'ordinazione. Le fonti concordano nel collocare la sua ordinazione sacerdotale nel 1921; una documentazione agiografica più precisa indica il 12 giugno di quell'anno.
Gli anni del ministero Il primo incarico pastorale fu a La Pobla del Duc. Successivamente Penadés esercitò il ministero a Campos de Arenoso, Sempere, Salem, Adsubia e infine Bélgida. La successione di questi incarichi mostra una vita sacerdotale interamente inserita nella pastorale ordinaria delle comunità rurali valenciane. A Bélgida ricoprì l'incarico di sacerdote reggente e qui si concentrò l'ultima parte del suo ministero. Le testimonianze raccolte sul suo conto insistono soprattutto su caratteristiche semplici e concrete: umiltà, austerità personale, cordialità nei rapporti con la popolazione, sollecitudine pastorale e generosità verso le persone bisognose. Non emergono dagli studi disponibili particolari opere letterarie o iniziative istituzionali che ne abbiano segnato la memoria; il tratto caratteristico della sua figura fu piuttosto l'esercizio quotidiano del ministero sacerdotale. Un sacerdote che lo conosceva personalmente lo descrisse come un vero apostolo e ritenne che la sua vita fosse profondamente orientata alla fedeltà alla vocazione sacerdotale. Si tratta di una testimonianza posteriore, da collocare nel contesto della memoria del martire, ma concorda con altre testimonianze sulla semplicità del suo comportamento e sulla stima di cui godeva presso i fedeli.
La persecuzione religiosa Nel luglio 1936 la situazione politica e sociale spagnola precipitò nella guerra civile. In diverse zone del territorio controllato dalle forze repubblicane si sviluppò una violenta persecuzione contro la Chiesa cattolica, che colpì sacerdoti, religiosi e laici impegnati nella vita ecclesiale. A Bélgida il culto cattolico venne interrotto e Penadés fu costretto ad abbandonare la propria sede. Ritornò a Montaverner, dove trovò rifugio presso la famiglia. Non disponeva ormai di una normale possibilità di esercitare pubblicamente il ministero, ma rimase nella sua terra d'origine mentre la persecuzione si intensificava. Le testimonianze raccolte successivamente descrivono un uomo consapevole della gravità della situazione. Una testimonianza familiare riferisce che, parlando degli avvenimenti, Penadés ripeteva con serenità che bisognava essere preparati. Quando vennero a prenderlo, nella notte del 15 settembre, non oppose resistenza. Una parente ricordò che la sorella cercò di impedire che fosse portato via, mentre egli salì serenamente sull'automobile. Questi particolari devono essere letti come testimonianze raccolte nel contesto del processo e della memoria del martire. Non consentono di ricostruire ogni momento della sua ultima notte, ma concordano nel presentare Penadés come un sacerdote che affrontò la situazione senza abbandonare la propria identità e senza cercare di sottrarsi con la fuga.
L'arresto e il martirio Nella notte del 15 settembre 1936 Penadés fu prelevato e condotto dapprima al comitato di Montaverner e quindi a quello di Bélgida. Secondo le testimonianze disponibili, gli venne chiesto conto della sua attività sacerdotale e fu sottoposto a una procedura sommaria. La motivazione della condanna fu essenzialmente la sua appartenenza al clero cattolico. Fu quindi condotto verso il Puerto de Cárcer, località situata nel territorio comunale di Llosa de Ranes. La tradizione processuale indica nel cosiddetto Puente de los Perros il luogo preciso dell'esecuzione. Una testimonianza raccolta dopo i fatti riferisce che fu ucciso con colpi d'arma da fuoco alla nuca nelle prime ore del 15 settembre. Le fonti ecclesiali e il Martirologio Romano fissano il suo dies natalis al 15 settembre 1936. La diversa indicazione del 16 settembre presente in qualche pubblicazione deriva probabilmente dalla collocazione dell'uccisione nelle ore notturne o dalla trasmissione non uniforme delle testimonianze. Per la memoria liturgica e per le principali fonti ecclesiali la data da adottare è il 15 settembre 1936. Il suo corpo fu successivamente recuperato e le sue spoglie sono oggi venerate nella chiesa parrocchiale di San Giovanni e San Giacomo Apostolo a Montaverner, il paese natale.
Il riconoscimento del martirio La vicenda di Pasquale Penadés Jornet si inserisce nella più ampia causa dei martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il suo nome figura tra i 233 Servi di Dio, sacerdoti, religiosi, religiose e laici, beatificati da san Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 in piazza San Pietro. Nell'omelia della beatificazione, Giovanni Paolo II presentò questi testimoni come persone uccise durante la persecuzione religiosa degli anni Trenta e sottolineò che, secondo quanto risultava dai processi canonici, avevano affrontato la morte perdonando i loro persecutori. Il Papa li definì testimoni della fede cristiana e non protagonisti di una lotta politica o ideologica. Per Penadés il riconoscimento ecclesiale riguarda quindi il martirio subito in quanto sacerdote e testimone della fede. La Chiesa non celebra in lui un'attività politica, ma la fedeltà alla propria vocazione cristiana e sacerdotale fino alla morte.
Il culto Il Martirologio Romano ricorda il beato Pasquale Penadés Jornet il 15 settembre, indicando Llosa de Ranes, nel territorio di Valencia, come luogo del martirio. La formulazione ufficiale lo presenta come sacerdote e martire morto durante la persecuzione contro la fede. La memoria locale rimane particolarmente legata a Montaverner e a Bélgida, le due comunità maggiormente associate alla sua vita. A Montaverner, nella chiesa parrocchiale dei Santi Giovanni e Giacomo, sono conservate le sue spoglie, rendendo il luogo un punto significativo della memoria del martire.
Un sacerdote della pastorale ordinaria La figura di Penadés Jornet è significativa proprio perché non fu un fondatore di istituti religiosi, uno scrittore o un personaggio di particolare rilievo pubblico. Fu un sacerdote impegnato nella pastorale di diverse piccole comunità. La sua biografia mostra così la dimensione quotidiana della persecuzione religiosa del 1936, che colpì anche sacerdoti la cui vita era interamente dedicata al servizio delle parrocchie.
Il contesto dei martiri valenciani La diocesi di Valencia fu una delle aree maggiormente coinvolte nella persecuzione religiosa del 1936. I 233 martiri beatificati nel 2001 appartenevano a diverse condizioni di vita e provenivano in larga parte dall'ambiente ecclesiale valenciano. Penadés apparteneva al clero diocesano e fu inserito nella causa guidata dal sacerdote Giuseppe Aparicio Sanz.
Le testimonianze sulla sua personalità Le fonti agiografiche ricordano soprattutto tre aspetti della sua personalità: l'umiltà, l'austerità e la generosità verso i bisognosi. Le testimonianze locali lo descrivono inoltre come un sacerdote di modi semplici e cordiali, vicino ai fedeli e impegnato nel proprio ministero. Sono elementi che, pur provenendo in buona parte dalla memoria testimoniale raccolta nel corso della causa, compongono un profilo coerente con il suo lungo servizio pastorale.
Curiosità - Penadés esercitò il ministero in numerose comunità prima di giungere a Bélgida: La Pobla del Duc, Campos de Arenoso, Sempere, Salem e Adsubia. - La madre, Trinidad Jornet Julià, era originaria di Bélgida, località che sarebbe diventata l'ultima destinazione pastorale del figlio. - Le sue spoglie sono conservate proprio nel paese natale, Montaverner. - Fu uno dei 233 martiri beatificati da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001, in una delle più importanti celebrazioni di beatificazione del pontificato.
Cronologia - 3 gennaio 1894 - Nasce a Montaverner, nella provincia di Valencia. - 1921 - Viene ordinato sacerdote. - 1921-1936 - Esercita il ministero in diverse comunità, tra cui La Pobla del Duc, Campos de Arenoso, Sempere, Salem, Adsubia e Bélgida. - 1936 - Con l'inizio della persecuzione religiosa è costretto ad abbandonare Bélgida e si rifugia a Montaverner. - 15 settembre 1936 - Viene arrestato, condotto al comitato di Bélgida e successivamente ucciso nel Puerto de Cárcer, nel territorio di Llosa de Ranes. - 11 marzo 2001 - Viene beatificato da san Giovanni Paolo II a Roma insieme a Giuseppe Aparicio Sanz e ad altri 231 martiri. - 15 settembre - Memoria liturgica del beato Pasquale Penadés Jornet. Autore: Giampietro Cattini
Il Beato Pasquale Penades Jornet nacque il 3 gennaio 1894, a Montaverner in provincia di Valencia.
Ha studiato presso il Collegio delle Vocazioni di Valencia. Dopo gli studi teologici è stato ordinato sacerdote nel 1921.
Svolse la sua prima esperienza sacerdotale a la Pobla del Duc. Dopo questa prima esperienza fu collaboratore parrocchiale in varie comunità: a Campos de Arenoso, a Sempere, a Salem, e a Adsubia e Bélgida.
Chi ebbe la fortuna di conoscerlo lo considerava un vero apostolo e in molti pensavano che la sua vita, non avrebbe avuta altra fine se non con il martirio. Morì fucilato il 15 settembre 1936, a Puerto de Cárcer, solo per il fatto di essere sacerdote.
Pasquale Penades Jornet è stato beatificato nel gruppo dei 233 martiri a Valencia da San Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001.
Autore: Mauro Bonato
|